SOLO LA ROMA PUO’ RAGGIUNGERE IN VETTA ALLA CLASSIFICA IL NAPOLI, MA PER DONADONI “ALLA TERZA GIORNATA NON CONTA”. IL TECNICO E QUELLE PORTE CHIUSE A COLLECCHIO E BOGLIASCO…

(gmajo) – All’inizio della conferenza stampa pre Parma-Roma del sempre puntualissimo, se non in anticipo, Roberto Donadoni le quattro gare pomeridiane della serie A non erano ancora terminate, anche se i parziali di lì a poco non sarebbero cambiati: il Chievo che aveva strappato alla prima giornata il pari al Tardini è stato sonoramente “suonato” dalla Lazio 3-0 all’Olimpico, mentre l’Udinese, al Friuli, era persino finito sotto di un gol (Diamanti su punizione) col Bologna prima che il solito Di Natale festeggiasse le 300 presenze con la maglia bianconera cavando fuori le castagne dal fuoco a Guidolin, che poi avrebbe definito giusto il pari ottenuto dai felsinei “che non hanno rubato nulla”. Insomma: le due squadre che fino a questo punto hanno rallentato il volo del Parma del Centenario non sembrano vivere attimi di felicità. E domani arriva all’Ennio la Roma che è l’unica squadra che, dopo lo spezzatino, potrebbe mantenere il passo della capolista – il sempre vincente Napoli, che sta guardando tutti dall’alto dei suoi 9 punti – naturalmente se battesse i crociati. Ma alla domanda su questo tema, posta in persona dal capo dei servizi sportivi della  Gazzetta di Parma  Paolo Emilio Pacciani (Piovanone si è tuffato nella sana realtà provinciale della sua Fontanellato), il tecnico ha replicato così: “Il fatto di sapere che vincendo a Parma possano salire in testa alla classifica non credo faccia una grande differenza in questo momento. E’ chiaro che è un avversario che ha fatto due gare di campionato e le ha vinte tutte e due: questo dimostra  il valore e quindi le difficoltà dell’avversario che andiamo ad affrontare. Da parte nostra, dobbiamo sapere che sarà una partita in cui ci vorrà un entusiasmo che non ha eguali, una determinazione e una voglia di fare risultato e di produrre una prestazione che ci metta in condizione di raccogliere un risultato. Quindi credo sia questa la corretta chiave di lettura sapendo che la Roma ha delle caratteristiche ben specifiche e ha un tasso tecnico di assoluto valore, e voi mi insegnate che quando si trovano giocatori che hanno una qualità tecnica superiore se non si è bravi a metterla sul ritmo o sulla velocità e quindi sulla capacità di non mettere loro nella condizione ideale di dover giocare diventa tutto più complicato. Quindi la partita che ci aspetta domani sera sarà una gara nella quale dovremo essere bravi a chiudere gli spazi, a togliere spazi agli avversari, a non far fare loro delle giocate con una certa libertà, perché è poi chiaro che giocatori del tasso tecnico della Roma trovano sempre giocate importanti, quindi dobbiamo essere bravi noi, al tempo stesso, non pensando soltanto a distruggere ma a costruire, perché abbiamo anche noi dei giocatori importanti, giocatori che possono determinare e quindi esser bravi noi, poi, a proporre gioco e a trovare opportunità per offendere e mettere in soggezione l’avversario”.

Quando è arrivato il turno delle domande di  stadiotardini.it  c’è stata l’opportunità di parlare di tattica e porte chiuse: poco prima Donadoni aveva sostenuto che, a suo modo di vedere, non è tanto la strategia a poter esser determinante sull’esito della prestazione di una partita, quanto l’intensità, la concentrazione e la voglia di perseguirlo. Ma avendo notato che in settimana ha fatto più giornate a porte chiuse del solito e ricordando che nel recente passato questa situazione era sempre avvenuta alla vigilia di variazioni del sistema di gioco, ecco che ci si aspetta di vedere domani sera un Parma diversamente vestito: “Io non so cosa ci si aspetta o cosa vi aspettate – ci ha risposto il coach – ma quella di fare una seduta di allenamento alla settimana a porte chiuse credo che sia un ritornello che ogni tanto torna fuori, ma che non ha nessun motivo particolare, se non quello di lavorare con una certa tranquillità, almeno una seduta alla settimana. Non ci sembra di chiedere cose esagerate. E quando si parla sempre delle stesse cose mi sembra che siamo un po’ scarsi di argomenti, e credo che di argomenti ce ne siano tanti da dover dire o affrontare e non sono certamente questi. Quindi quello che abbiamo fatto non è che l’ho fatto perché voglio tener nascosto le cose, perché se poi uno al mercoledì o al giovedì fa una cosa, poi al venerdì non è che ne fa un’altra, ma cerca di continuare sulla base di quello che pensa sia un certo iter da percorrere. Quindi non c’è assolutamente niente di segreto, non si scopre l’acqua calda”.

Comunque – abbiamo chiarito noi – la domanda era di stretta attualità, al di là dei precedenti, anche per il semplice fatto che in questa settimana c’era stato questo episodio curioso a Genova prima del derby, con questa sorta di spia, in tuta mimetica, che era stata pizzicata…

“Questo passa nel campo del gossip: io trovo abbastanza squallido, forse squallido non è la parola giusta, però un po’ misero il fatto che si debba ricorrere a queste cose. Se uno pensa di trarne un vantaggio così grande, secondo me vuol dire anche sminuire le proprie capacità: quindi non mi trovo assolutamente d’accordo. a parte che non so se le cose siano veramente andate con questa intenzione, Comunque sono proprio cose che fanno sorridere: sembra di esser tornati indietro a 30, 40 o 50 anni fa…”.

Chiusa la spy story abbiamo domandato al tecnico di Gargano: egli, in precedenza, aveva già risposto a PeP sul fatto che lo aveva visto tornare un po’ provato dopo l’impiego in Nazionale, impiego che peraltro ha benedetto poiché è stata l’unica dove, da qualche tempo a questa parte ha giocato con continuità. Chiarito che si tratta di un giocatore importante sul quale il Parma punta molto, rimane anche il fatto che finora di allenamenti con i nuovi compagni ne ha fatti meno di quelle che sono le dita di una mano…

“Stiamo parlando un giocatore che ha un pregresso di un certo tipo, che ha esperienza, che gioca in Nazionale: quindi ci si capisce in fretta; è chiaro che deve integrarsi, questo è pacifico, ma questa integrazione passa attraverso il giocare il più possibile e quindi se mai ci può essere qualche difficoltà, questa è solo legata alle condizioni fisiche, tutto il resto non va a incidere per nulla”.

Chi ha assistito alle ultime sedute di allenamento ha notato come Benalouane sia stato impiegato più frequentemente di Cassani tra i possibili titolari: di conseguenza abbiamo chiesto al tecnico se, una volta chiuso il mercato, le sue quotazioni siano aumentate…

“Io, onestamente, non so che tipo di filosofia sia quella che fa sì che  in funzione di un chiacchiericcio legato al mercato aperto o chiuso possa fare aumentare o diminuire le possibilità di giocare… Qui ci sono tutti giocatori che hanno chance di giocare: non è certamente il fatto che un giocatore che magari può essere stato fino al giorno prima in predicato di dover andare e poi rimanere che cambia la situazione. Sono giocatori che hanno un loro peso specifico all’interno della squadra e che quindi possono essere utili. Semplicemente questo: poi le mie scelte non solo legate ad altro”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “SOLO LA ROMA PUO’ RAGGIUNGERE IN VETTA ALLA CLASSIFICA IL NAPOLI, MA PER DONADONI “ALLA TERZA GIORNATA NON CONTA”. IL TECNICO E QUELLE PORTE CHIUSE A COLLECCHIO E BOGLIASCO…

  • 15 Settembre 2013 in 18:38
    Permalink

    citando banfi ,siamo a settembre abbiamo cassano da bari vecchia e gia’ ci tocca rivolgerci alla madonna dell’incoroneta

  • 15 Settembre 2013 in 19:45
    Permalink

    A proposito di classifica ma com’è che la gioiosa macchina da guerra di Squinzi in 3 partite contro toro, Livorno e Verona ha preso 8 pere ?

    • 15 Settembre 2013 in 19:54
      Permalink

      Non raccolgo la provocazione, giacché non sono un tifoso del Sassuolo. E’ vero che avevo rimarcato le maggiori potenzialità economiche del Sassuolo, di proprietà del presidente di Confindustria, rispetto al Parma, ma come spesso ripeto in campo la differenza non la fanno i soldi ma le idee. Comunque non credo che si debbano trarre responsi definitivi dopo appena tre giornate, anche se l’inizio del Sassuolo è indubbiamente inferiore rispetto a quanto mi aspettavo. Meglio per il Parma che alle spalle ha tre squadre a quota zero. In attesa della Samp stasera a quota 1 siamo in compagnia del Chievo, che certo non lo aveva rubato al Tardini. Ergo: credo che ci sia da pensare in casa nostra senza pigliare per i fondelli gli altri.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 15 Settembre 2013 in 20:14
    Permalink

    Ah meno male che i soldi non sono tutto nella vita

    • 15 Settembre 2013 in 20:29
      Permalink

      Certo fanno tanto, però… Ma io mi accontento delle idee… Talora capita che chi ha i denti non ha il pane…

  • 15 Settembre 2013 in 21:36
    Permalink

    Mister Donadoni , la inviterei ad avere pubblicamente con le parole, ma soprattutto con i fatti , sul campo……molto piu’ coraggio . Sa’ benissimo che domani sera la Roma come minimo….”.mangera ‘”l’erba del Tardini !!!! ( che e’ quello che il Presidente Ghirardi chiede a tutti i suoi allenatori/giocatori ma che ,regolarmente, viene disatteso ) Per il resto , “l’ardore agonistico” non si insegna tatticamente , e ci affideremo al carattere degli 11/13 che riterra’ meglio schierare. Non credo che la Squadra senta la giusta pressione in questo momento , perlomeno non la mettono ( la pressione) le Sue affermazioni pubbliche. Forza Parma! Iniziamo a dimostrare di non essere una “incompiuta”, mettere fieno per l’inverno in cascina please!! Enzo Dallai

  • 16 Settembre 2013 in 10:46
    Permalink

    quindi il sassuolo non sara’ una gioiosa macchina da guerra (vorrei sapere chi lo ha mai detto qui dentro mi sa nessuno)
    per cui stasera cerchiamo di non essere noi una penoso catorcio di pace; grazie per l’attenzione

  • 16 Settembre 2013 in 14:19
    Permalink

    Per aprire e chiudere subito il discorso sassuolo, penso che alla fine si salveranno ma quando ho sentito tempo fa che il Sassuolo avrebbe potuto fare quello che ha fatto il Parma nei ’90 mi sono ribaltato dalla sedia.

    Detto ciò la schizofrenia domina e quando vinceremo una partita saremo da champions, poi ne perdiamo una e pareggiamo quella dopo e siamo dei poveracci da retrocessione e cito testuale: “una squadra deludente trapiantata di ultra trentenni di scarsi e gente che o non sa giocare o ha disimparato a giocare”.

    I soldi del Monopoli non ci sono più purtroppo (o per fortuna) e per come è strutturata la serie A per una squadra di medio livello come il Parma puntare all’Europa è qualcosa di utopico e non scordiamo che da 4 anni siamo sempre nella parte sinistra della classifica o comunque di pochissimo lontano (12*) e ogni anno in rosa abbiamo sempre un campione da gustare e coccolare (giovinco e cassano). I bilanci sono in ordine, abbiamo un grande centro societario e checchè se ne dica abbiamo un buonissimo settore giovanile (Campioni Allievi Nazionali e due semifinali consecutive al Viareggio per la primavera).

    Critiche: ci sono anche queste da fare ovviamente, personalmente non capisco l’ostinazione nel fare giocare alcuni giocatori che personalmente dal basso della mia ignoranza non reputo adatti e uno “stile di gioco” che non mi piace, poche volte mi sono divertito allo stadio e mi piacerebbe uno stile più frizzante e veloce che non questo possesso palla che alle volte si rivela sterile e molte volte noioso ma se è anche vero che ci si diverte quando si vince devo dire che con le grandi al Tardini mi sono tolto delle belle soddisfazioni.

    Concludo con un meno bla-bla-bla e più abbonamenti che fa molto filosocietario col paraocchi.

    🙂

    • 16 Settembre 2013 in 14:22
      Permalink

      Preciso, a scanso di equivoci, che la frase virgolettata nella citazione non mi appartiene.

      Cordialmente

      gmajo

      • 16 Settembre 2013 in 14:26
        Permalink

        Fino a squadra deludente trapiantata di ultra trentenni credevo di si ma avrò capito sicuramente male 🙂

        Comunque tutti con le chiappe strette stasera che i romans ci vogliono grattugià 😉

        • 16 Settembre 2013 in 14:42
          Permalink

          Squadra deludente è un dato di fatto (mica saremo stati contenti dellos corso campionato, eh?), trapiantata di 30enni pure. Ma “scarsi e gente che o non sa giocare o ha disimparato a giocare”, non appartiene al mio vocabolario. Lo avrà scritto qualcuno nello spazio commenti, e se ne assume la responsabilità. Io rispondo solo delle mie affermazioni…

          Cordialmente

          Gmajo

  • 16 Settembre 2013 in 16:03
    Permalink

    si appunto una serie di citazioni mica tanto strampalate.
    Ovvio che si potrebbero dire di altre squadre ma a ne degli altri non importa una cippa; e da qui dobbiamo ripartire sempre.

    ps: che chi ha disimparato a giocare fosse biabiany oppure valdes (per altri motivi) anche questa non mi sembra un eresia,fino al giorno che reimpareranno a giocare almeno

    • 16 Settembre 2013 in 16:40
      Permalink

      Mah non credo che valdes e biabiany abbiano disimparato, non hanno mai imparato che è diverso 🙂

  • 16 Settembre 2013 in 16:54
    Permalink

    Biabiany non azzecca ‘na partita da un Parma Inter di due anni fa…. Comunque lancio anche qua lo spunto come altrove se qualcuno volesse fare uno striscione in risposta a Pjanic:

    Mangia Pjanic che sennò ti ingozzi !

    🙂

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