SUL CORSERA STOICHKOV AVVERTE PRANDELLI (OCCHIO ALLA BULGARIA) E RICORDA LE FATICHE DI PARMA: “UN ONORE AVER INCROCIATO BUFFON”. PER IL DOPO CESARE L’IPOTESI DI CANNAVARO CT

corsera intervista stoichkov 04 09 2013(gmajo) – Il mio ricordo personale di Hristo Stoichkov lo avevo già raccontato qualche tempo fa, ai lettori di stadiotardini.it, allorquando, cioè, ad Halmstad – dopo il pesante rovescio 3-0, del 19 ottobre del 95, nella edizione 1995-96 di Coppa delle Coppe, peggiore sconfitta esterna in quella competizione, cui si sarebbe rimediato con la memorabile remuntada interna 4-0 nel match di ritorno – poiché mi avvicinai trafelato ad un gruppo di colleghi che credevo lo stessero intervistando, mentre, invece, stava parlando off the record, mettendogli sotto il naso il microfono della radio, mi fulminò con lo sguardo, aggiungendo un “Con tigo no mas”, seguito dal rapido cenno del pollice che passa sul il collo, a mo’ di avvertimento, te lo taglio… Qualche settimana dopo, non contento, ai campi Stuard, vedendomi in mezzo alla strada d’accesso alla struttura, anziché rallentare aumentò la corsa della sua automobile, e io, riuscii ad evitare l’impatto grazie a un balzo felino (che proprio non era nelle mie corde). Insomma, non dovevo stargli propriamente simpatico, nonostante in comune avessimo il giorno del compleanno, l’8 febbraio: io, anche se allora nessuno lo avrebbe (oggi non saprei), avevo (e ho) due anni in più, essendo del ‘64 e lui del ‘66. E proprio con l’8 andava in campo: “Un numero che non finisce mai…”. Hristo Stoichov oggi è stato intervistato dal quotidiano “Corriere della Sera” che, giustamente ha pensato a lui come personaggio da mettere in vetrina in vista dell’imminente sfida della Nazionale Italiana con la Bulgaria. Intervistato da Paolo Tomaselli ha avvertito il cittì Prandelli: “La nostra nazionale sta bene, un anno fa finì 2-2 e giocammo una buona gara. Dovrete stare attenti: Penev dà disciplina e organizzazione e ha una mentalità vincente. Possiamo puntare al primo posto”. A proposto dell’attuale Commissario Tecnico, l’altro quotidiano milanese, quello più prettamente sportivo, ha oggi dato ampio spazio alla rivelazione che dopo il Mondiale Brasiliano Prandelli lascerà libero il suo posto, magari anche desideroso di guadagnare qualcosa in più dello stipendio garantitogli dalla Federazione. Federazione che, a propria volta, dimezzerà il budget per gli emolumenti da erogare al suo successore. La Rosea ha indicato in Zaccheroni – oggi selezionatore degli occhi a mandorla del Sol Levante – il nome più probabile (sarebbe caldeggiato anche dal conterraneo Sacchi) per la sua successione, pur citando anche le piste Massimiliano Allegri, Antonio Conte, Luciano Spalletti e Roberto Mancini, ma tutti quanti potrebbero accampare pretese economiche superiori, al di là dell’onore; Bruno Longhi, nel Tg di Sport Mediaset, ha invece aperto la pista di Fabio Cannavaro, meno stagionato e di conseguenza meno esperto rispetto allo Zac, ma già in possesso del patentino e uomo simbolo dell’Italia Mundial, di cui vanta il record di 136 presenze, che potrebbe essere eguagliato da Gigi Buffon, che lo sta tallonando. Il portiere azzurro non è certo stato dimenticato dall’ex Pallone d’oro del ‘94, scritturato da Calisto per il suo Parma Stellare: Nell’Italia di Prandelli ci sono sempre due grandissimi come Pirlo e Buffon. Gigi me lo ricordo a Parma: ha fatto la storia del calcio ed è stato un onore averlo incrociato. E’ anche una bellissima persona che sa sdrammatizzare”. Ricordi meno piacevoli sono legati a quello che era stato il suo flop in gialloblù, che a distanza di anni l’asso di Plovdiv giustifica così: “Fu un’esperienza bellissima, ma il calcio italiano era diverso, soprattutto in difesa. Contro il Milan mi trovavo Tassotti-Baresi-Costacurta-Maldini. Ci siamo capiti?”. Alla domanda “da allenatore che gioco le piace?”, la risposta è: “D’attacco. La gente vuole spettacolo”. Insomma, il calcio propositivo: e se aggiungessimo anche Hristo tra i papabili per il post Donadoni? “In attesa di una squadra vado a caccia, deve venirmi a trovare Baggio e la mia casa è aperta a tutti gli amici”. Il calcio del 2013 non piace a Stoichkov: “Oggi si parla solo di pubblicità e di televisione. Il campo conta troppo poco e non si danno le giuste opportunità ai giovani. Pensiamo ai 100 milioni spesi per un giocatore nel pieno di una crisi mondiale: Platini e Blatter devono mettere un tetto a queste cifre, se no il calcio finisce. Con quei soldi quanti ragazzi si possono far crescere e studiare in un’accademia del calcio”. La chiusura del pezzo è tinta di rosa: “Lei ha due figlie di 25 e 21 anni – gli chiede Tomaselli del Corsera come si comporta con i loro fidanzati? E cuore duro di papà replica: “Ancora non ci sono, ma non devono avere paura di me: se hanno disciplina, buona volontà e rispetto sono i benvenuti. Se no, arrivederci”… Chissà se questa intervista Hristo l’ha concessa gratis al Corrierone: ai tempi di Parma, infatti, aveva cercato di influenzare, senza riuscirci, Minotti e C. dicendo loro che avrebbero dovuto solo rilasciare interviste a pagamento…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.