“UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI CATANIA-PARMA

(Luca Savarese) – Bentornati all’appuntamento con l’Ubi Majo… Tu come li vedi?, due parole con il nostro direttore prima di Catania-Parma.

Anno 2005-2006, prima di festeggiare gli azzurri campioni del mondo in Germania, il Catania viene promosso in serie a. Anno 2013-2014, gli etnei sono ancora qua, mentre altre compagini come Chievo, Siena, come noi stessi nel 2008, sono scese almeno una volta in B. Qual è la ricetta secondo te?

“Bisognerebbe chiederlo proprio agli etnei, che spesso hanno ballato sull’orlo del baratro, compreso in quell’anno maledetto quando nel baratro ci siamo caduti noi. Oppure bisognerebbe che se lo chiedessero, in modo costruttivo, coloro che sono precipitati, magari cercando di imparare qualcosa da quei tragici errori. Tragici perché le conseguenze di un declassamento, per come è messo il calcio italiano, comporta strascichi dal punto di vista economico per molti anni. E il Parma lo sa bene. Mi viene da pensare che la continuità di un progetto tecnico possa essere alla base di campionati soddisfacenti, o per lo meno tranquilli. Il dover, invece, cambiare continuamente interpreti e guide tecniche comporta il dover sempre ripartire da capo. L’ottavo posto dello scorso anno degli etnei – a lungo, durante il pessimo girone di ritorno dei gialloblù da noi indicati come modello – penso sia proprio frutto di quel tipo di programmazione, con un gruppo, appunto, consolidato da anni, nonostante il cambio del nocchiero. Ora, in Sicilia, c’è stata un po’ di rivoluzione – soprattutto a livello dirigenziale – e qualche ripercussione la si avverte anche sul campo (ma del resto anche la stessa squadra ha subito un tot di variazioni). Probabilmente avranno – del resto come noi – il tempo per rimettere la barra a dritta, anche se al momento siamo le Cenerentole del Campionato. C’è, poi, da aggiungere che le medio-piccole spesso, dopo una stagione alle stelle, sono soggette a una stagione alle stalle. Vedi l’esempio da te citato del Chievo, caduto in B nella stessa stagione in cui aveva partecipato ai preliminari di Champions League”.

Rolando Maran, è un bravo allenatore, uno di quelli che parlano di meno sia quando c’è gran bonaccia sia come in questo inizio è più dura e, al contrario, fanno sul campo. Cosa ti piace di più della sua squadra e c’è qualcuno che  gli toglieresti per portarlo invece a Parma? Il sottoscritto per esempio gli toglierebbe Plasil, giocatore di esperienza internazionale…

“Come medicinale noi, l’anno passato, avevamo Belfodil… Speriamo di non doverci fare un Plasil per il mal di stomaco e la nausea al termine della tenzone… A me, comunque, non dispiacciono anche Guarente ed Almiron. Una mediana, quella etnea, piuttosto tosta, mentre la nostra, per via delle idee donadoniane, è un po’ più leggerina, al di là dell’inserimento proficuo di Gargano. Come è noto, però, io gli affiancherei un altro centrocampista atleticamente prestante e muscolare, che proteggesse la difesa, ma con davanti tutti i talenti di cui disponiamo, coraggiosamente schierati insieme. Ma, vedendo le probabili formazioni, mi sa che ci toccherà subire il solito 3 5 2 – schema nell’occasione scelto anche da Maran, a suo dire, per fare dei punti – sempre col regista (ruolo che io abolirei, per far sì che Sansone non languisse in panchina), anziché virare al sistema di gioco che a me, con questo materiale umano, pare più razionale, alias il 4 2 3 1”.

Ieri sera sei stato protagonista con la voce nel raccontare Quando le radio erano libere, chi invece utilizzerà di più, per i crociati, la voce oggi in campo? Ale Lucarelli riuscirà, questa volta, ad esser più tranquillo?

DSC01921“Della serata di ieri più tardi, o nei prossimi giorni, proporrò una documentazione video-fotografica a beneficio degli appassionati della materia e anche tuo, Luca, che so mi saresti voluto stare vicino nell’occasione, anche se non hai potuto per difficoltà insormontabili. Mi ha fatto piacere la presenza di altri giovani di questa bottega, come Lorenzo Fava e Orazio Vasta, di nostre lettrici e lettori affezionati, che si sono sorbiti non solo il video di un’ora con il racconto della mia “prima vita”, DSC02013montato dagli amici di parmachesiparla.it, ma anche l’addendum di chiacchiere con i colleghi di quell’epoca pionieristica che mi hanno gratificato con la loro presenza , cito prima di tutti Bruno Cagozzi, una vera e propria star degli albori, ma che poi, pur essendosi cavato il gusto di piazzarsi in un concorso in Rai davanti a Baudo, e dopo aver condotto trasmissioni con oltre 5.000.000 di spettatori, ha proseguito con la sua attività di rappresentante, e che ieri sera, per la prima volta, ha re-impugnato pubblicamente un microfono, ma anche gli sportivi Gian Carlo Ceci, Paolo Mulazzi e Gian Luca Zurlini. Il preziosissimo collezionista di adesivi DSC01993Giuseppe Pattini ci ha riferito di aver raccolto documenti certificanti l’esistenza di ben 64 emittenti nel parmense, e toccante è stata pure la testimonianza del tifoso crociato in carrozzina Fabio Giarelli (quello che assieme a stadiotardini.it sta combattendo la battaglia di civiltà per dare un detto ai diversamente abili del Tardini da troppe stagioni ormai esposti alle intemperie), grande appassionato di radio. Lucarelli, invece, la voce dovrebbe utilizzarla per spronare con il suo esempio di abnegazione, i compagni a star sempre sul pezzo, evitando, invece, di urlare in faccia ai direttori di gara. Le risposte positive, prima di tutto, nascono in noi stessi. Buona domenica e grazie per l’ascolto…”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.