CALCIO & CALCIO PIU’ / A SASSUOLO PENSANO CHE LA PANCHINA DI DONADONI TRABALLI DI PIU’ DI QUELLA DI DI FRANCESCO. IL SALTIMBANCO TRASH: “CHISSENEFREGA DI ASPRILLA”

Intervento telefonico di Stefano Ferrari del Corriere dello Sport-Stadio: “Per i neroverdi nessuna rivalità con il Parma: la tifoseria del Sassuolo non esiste, al Tardini non più di 500 persone”

DSC02690(Evaristo Cipriani) – Terza puntata di Calcio&Calcio Più ieri sera su Teleducato con in studio, per un pelo, il Saltimbanco  Enrico Boni, rimasto a lungo chiuso nel camerino “trucco e parrucco” (ma sì, diciamo così, anche se la targhetta recita scritto prosaicamente “toilette”) dell’emittente di via Barilli per un guasto alla serratura e che è stato liberato dall’editore Pier Luigi Gaiti in persona DSC02667solo quando la sigla di inizio era già in onda, con un preoccupatissimo Michele Angella che si era premurato che il direttore di stadiotardini.it Gabriele Majo e il suo collaboratore (nonché di mondocalcio.it) Orazio Vasta (gli altri due ospiti del talk show del mercoledì sera alle 21 del canale12 DTT) non filmassero o fotografassero quelle scene scabrose per darle in pasto ai lettori. Anche se uno scatto, infine, lo hanno rubato…

DSC02674DON ABBONDIO DONADONI – Personalità cercasi: questo il titolo del capitolo iniziale della puntata proposto dal conduttore Michele Angella il quale ha evidenziato come sia a Firenze che in altre partite (anche della passata stagione) la squadra di Donadoni abbia evidenziato un deficit di personalità. Problema piuttosto serio se si considera che il Parma ha in rosa elementi di grande esperienza e carattere come Cassano, Gargano, Cassani, Amauri, Lucarelli e Paletta (ora ai box, ma voce molto presente e ascoltata nello spogliatoio): concetto DSC02677questo ribadito sia da Angella che da Majo. “La personalità ai giocatori la deve dare il tecnico, guardate cosa sta succedendo al Manchester United senza Ferguson” ha obiettato Boni. “Se nel primo anno del ritorno in A dopo la retrocessione si poteva parlare di difficoltà dovute al riadattamento alla massima serie, se con Marino si poteva parlare di squadra da assemblare che doveva digerire i nuovi schemi e se lo scorso anno c’era da considerare l’inserimento di alcuni giovani, quest’anno cali di tensioni o approcci molli alle partite non sono più tollerabili” ha affermato, perentoriamente, il conduttore del programma. “Donadoni a fine partita a Firenze ha parlato di ingenuità: ebbene non è DSC02665ammissibile che con una squadra così esperta a disposizione si parli di ingenuità”  ha rincarato la dose Orazio Vasta. Secondo il telespettatore Giampietro, intervenuto al telefono, Donadoni sarebbe una sorta di “don Abbondio” il personaggio manzoniano celebre per il suo atteggiamento timoroso, divenuto simbolo letterario della mancanza di coraggio. “Donadoni è come Trapattoni, fa gol e poi tutti indietro a difendere”.  “Ma Trapattoni non subiva rimonte” hanno precisato dallo studio. In particolare Majo ha ammonito: “Magari il Parma fosse più italianista e sapesse fare il contropiede come le DSC02678squadre del Trap. A parte che Ancelotti, al Parma, arrivò secondo con una miriade di partite vinte per 1-0, con gol fatto e poi tutti a difenderlo. Avete visto a Firenze come è stato sciupato un clamoroso contropiede? I contropiedisti, in questa rosa, non mancherebbero, penso a Biabiany e a Sansone, ma il problema è di mentalità, di ideologia, legato a quel teorico ‘calcio propositivo’ che da anni vorrebbero inculcare, quando, invece, una squadra come il Parma non dovrebbe disdegnare il modo di giocare e le armi classiche delle medio-piccole…”

DSC02684VOGLIA DI TRIDENTE – Contro il Sassuolo domenica potremmo vedere in campo il tridente? Un atteggiamento più spregiudicato potrebbe rendere il Parma meno impaurito e trasmettere alla squadra quella personalità che manca? Angella ha proposto in grafica un Parma anti Sassuolo a tre punte con Cassano “alla Totti” in qualità di falso centravanti e Biabiany e Sansone ad inserirsi dalle fasce. Secondo il giornalista di Teleducato e Majo, tuttavia, questo schema, tanto invocato dai tifosi, non convincerebbe, invece, per il momento Donadoni, più deciso a puntare sulla continuità del 3-5-2 e a sostituire lo squalificato Amauri con Palladino“Il problema non è chi gioca davanti, ma chi gioca dietro e a centrocampo – ha sostenuto Boni –: dove sono Rosi, Mesbah e Benalouane? Questi giocatori hanno dimostrato di essere migliori di altri titolari fissi nella testa di Donadoni”.

DONADONI E DI FRANCESCO – Al telefono da Sassuolo è intervenuto il giornalista di Antenna 1 e collaboratore del Corriere dello Sport Stefano Ferrari che ha descritto il clima in casa dei neroverdi lanciando una provocazione in risposta ad una sollecitazione di Enrico Boni. “Domenica con due allenatori come Di Francesco e Donadoni di bel calcio non ne vedremo, secondo te chi salta per primo?” gli aveva chiesto il vulcanico opinionista. “Credo che la panchina di Di Francesco sia più DSC02680salda di quella di Donadoni – ha affermato il giornalista modenese – Di Francesco ha un rapporto di massima fiducia con la società, tutti credono molto in lui”. Lo stesso Ferrari, all’uopo interrogato da Majo, ha specificato che per il Sassuolo non c’è nessun campanilismo con il Parma: “La tifoseria del Sassuolo non esiste, domenica al Tardini se ci saranno 500 persone al seguito saranno molte”.

"TINO RIPENSACI" – Durante la trasmissione al centro dell’attenzione è finito anche il forfait di Tino Asprilla alla festa del Centenario del 13 ottobre al Tardini quando, grazie alla sosta della serie A, verrà organizzata una sfida tra vecchie glorie del Parma. Il colombiano in una intervista rilasciata la scorsa settimana ad Andrea Del Bue della  Gazzetta di Parma  aveva fatto sapere di non poter essere presente quel giorno in quanto già impegnato in un evento nel proprio Paese. Una rinuncia che DSC02676aveva suscitato dispiacere e rammarico tra molti tifosi sul web. “La carriera di Asprilla è legata al Parma oltre che alla Nazionale colombianaha detto Gabriele Majo, che attraverso stadiotardini.it ha specificato di aver fatto maieutica, mettendo in risalto il clamoroso annuncio del colombiano, di cui non c’era traccia nel titolo portante del quotidianopenso che non ci sia qualcosa di più importante del Parma per la sua vita calcistica, quindi deve fare di tutto per esserci, è una questione di rispetto per la città, per i tifosi e per il Parma”. Lo stesso Majo ha specificato che da informazioni ottenute da AGB sport management, agenzia che organizza la manifestazione del 13 ottobrestadiotardini.it aveva intervistato la madrina del Centenario Marianna Mecacci – ad Asprilla era stato garantito il imagepacchetto ospitalità a cinque stelle così come a tutti gli altri invitati. “Chissenefrega di Asprilla – ha tuonato, in modo trash e decisamente censurabile Boni (scatenando immediati SMS di disapprovazione da parte del pubblico, che non ha affatto gradito la sua uscita) – d’accordo il Centenario, ma non guardiamo troppo indietro, io, guardo il futuro. Il 13 ottobre andrò a vedere il Gubbio o il Nova Gorica. Per me poi – ha concluso – non siamo nel centesimo anno di vita del Parma, ma nel settimo dell’era Ghirardi. Io inizio a contare di lì. E farò un calendario, con la foto di Tomaso, della sua compagna e del piccolo Enrico. Perché è a loro che dobbiamo guardare!”.

imageUN TETTO PER I DISABILI DEL TARDINI – Grazie all’assist di una email di un tifoso disabile, sintetizzata da Angella, Gabriele Majo – che attraverso stadiotardini.it si è fatto portavoce delle istanze del tifoso in carrozzina Fabio Giarelli che da due anni richiede, inascoltato, che venga posta una tettoia di protezione dalle intemperie nel settore loro dedicato ha potuto esternare anche davanti alle telecamere il suo disappunto, già scritto sul quotidiano on line che dirige, perché l’AD Pietro Leonardi, nell’ultima conferenza stampa, ha escluso ulteriori rattoppi dell’impianto rinviando ogni tipo di lavoro alla totale riqualificazione dello stadio, compresa la famosa copertura dei disabili. Majo ha ribadito e sottolineato che un conto è coprire la Curva Nord, intervento decisamente più gravoso e consistente, un conto un’opera di civiltà come il tetto per i disabili, che peraltro potrebbe essere interamente finanziata da sponsor volonterosi che già hanno manifestato la propria disponibilità.

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO PIU’ / A SASSUOLO PENSANO CHE LA PANCHINA DI DONADONI TRABALLI DI PIU’ DI QUELLA DI DI FRANCESCO. IL SALTIMBANCO TRASH: “CHISSENEFREGA DI ASPRILLA”

  • 4 Ottobre 2013 in 19:18
    Permalink

    Ai tempi di Tino abdare allo stadio era un piacere. Sapevo con certezza che due-tre giocate da spellar le mani venivano sempre fuori e sono antiMalesiano doc perche’ tra l’altro l’ha sempre bistrattato.
    Mi spiace non ci sia

  • 5 Ottobre 2013 in 10:17
    Permalink

    A me risulta che non viene in quanto la società non gli paga nemmeno il viaggio dovrebbero almeno avere un rimborso spese i giocatori che partecipano a questi eventi.
    Mi dispiace perché tino per me e per molti tifosi del parma è un mito.

    • 5 Ottobre 2013 in 10:25
      Permalink

      Cara Vecchia Guardia,

      ti risulta male. Perché l’ospitalità ad Asprilla, così come agli altri convocati, è stata garantita dalla società organizzatrice, come da intervista che abbiamo pubblicato a Marianna Mecacci, la madrina del Centenario.

      Il problema, semmai, è che Asprilla vorrebbe un gettone per rinunziare al precedente impegno (sempre che ce l’abbia davvero) in Colombia: ma sarebbe una richiesta che non gli farebbe di certo onore.

      Poi che manchi Asprilla è grave, no asprilla no party, direi. Ma ci deve essere la buona volontà di Tino, che, come tutti gli altri, è stato messo nelle condizioni di esserci.

      Poi, ovviamente, sono disponibile a sentire anche la campana di Asprilla, se desidera farla suonare.

      Cordialmente

      Gmajo

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