domenica, Giugno 23, 2024
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CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / “L’AMMONIZIONE E’ UN PROVVEDIMENTO DI RICHIAMO: SE I RICHIAMI DIVENTANO ECCESSIVI L’ARBITRO RISCHIA DI NON ESSERE CREDIBILE”

(Matteo Agoletti) – L’analisi del turno di campionato appena concluso – dal punto di vista dell’approccio arbitrale – non può non concentrarsi totalmente che sulla gara tra Verona e Parma a cui sono seguite molte polemiche da parte della dirigenza emiliana.

Se il Parma fosse uscito vincitore dallo stadio Bentegodi credo che nessuno avrebbe avuto nulla a che dire, soprattutto in virtù di un palo ed una traversa colpiti rispettivamente da Parolo e Lucarelli, che avrebbero potuto chiudere definitivamente l’incontro nel primo tempo. Tuttavia il risultato vede i crociati perdere con un gol di scarto, frutto di due rigori e della precedente rete di Cacciatore. Se oltre a questo leggiamo nel tabellino finale le sette ammonizioni rimediate dai giocatori di Donadoni a fronte di nessun provvedimento disciplinare per la squadra di Mandorlini, è chiaro che il direttore di gara finisca immediatamente sul banco degli imputati.

Infatti non si sono fatte attendere le dichiarazioni di Leonardi che ha denunciato pubblicamente quanto il Parma sia stato penalizzato in questo inizio di campionato da parte della classe arbitrale. Numeri alla mano: in otto gare 29 ammonizioni, 2 espulsioni, 4 rigori contro e nessuno a favore, 2 gol annullati.

Venendo alla gara di Verona nell’operato dell’arbitro, oltre ai rigori concessi ai gialloblu di casa, ciò che fa più discutere sono senza dubbio i provvedimenti disciplinari. Analizzando l’andamento della gara infatti ciò che stona sulla prestazione del direttore di gara è indubbiamente la gestione dei falli, soprattutto per i cartellini gialli rifilati alla squadra di Donadoni. Una gara tutto sommato bella e spettacolare, senza particolari nervosismi in campo non può infatti terminare con sette ammoniti tutti della stessa squadra, soprattutto in considerazione che per gli avversari il cartellino giallo non è mai stato estratto. Indubbiamente i falli sono stati commessi e bene ha fatto il direttore di gara a sanzionarli, ma i provvedimenti successivi paiono esagerati per una gara come quella di ieri. Se infatti, presi ad uno ad uno, in un contesto diverso, si potrebbe anche accettare la singola ammonizione, ciò che ieri è apparsa fuori controllo è proprio la gestione dei cartellini che ha visto il Parma già a quota tre ammoniti a fine primo tempo.

Personalmente condivido la prassi di molti direttori di gara che applicano la vecchia teoria che dice “ogni tre ammoniti un espulso”. Detto così appare sicuramente riduttivo, ma assicuro che può essere molto efficace. Altrimenti rischiamo di trovarci di fronte, come accaduto ieri, ad un bollettino di guerra. L’ammonizione in sé è un provvedimento di richiamo, se questi richiami diventano eccessivi il direttore di gara rischia di non essere credibile. È per quello che la personalità dell’arbitro emerge nei confronti dei giocatori nel saper gestire le situazioni senza per forza ricorrere all’uso dei cartellini. D’accordo che la casistica definisce molto bene i casi nei quali intervenire e molto scolasticamente il sig. Mariani a questi si è attenuto, però la dinamica della gara avrebbe dovuto imporre un metro di giudizio diverso all’arbitro. Credo infatti che nel primo tempo le ammonizioni potessero fermarsi al massimo a due, invece in sette minuti, dal 23’ al 30’, Felipe, Parolo e Rosi vengono sanzionati dall’arbitro. Così come nel secondo tempo dei due falli tattici di Gobbi e Marchionni in due minuti (48’ e 50’), quello di Cassani e per ultimo Acquah, potevano finirne sul taccuino dell’arbitro al massimo due.

Se da una parte l’arbitraggio lascia molte perplessità per la gestione dei falli e dei cartellini, dall’altra, però, il sig. Mariani mostra coraggio nel concedere due rigori sui quali non credo ci sia molto da contestare, anche se il secondo appare meno chiaro rispetto al primo, diciamo che la nostra ingenuità vale la scaltrezza veneta. Allo stesso modo per onestà intellettuale va ricordato che il fischietto laziale è stato bravo in occasione del gol di Parolo a concedere il vantaggio al Parma nonostante ci fosse Cassano a terra colpito da un fallo.

Nel complesso quindi il Parma torna da Verona immeritatamente sconfitto, con due rigori determinanti per la vittoria degli scaligeri. Il direttore di gara ha avuto una molto discutibile gestione dei falli, che sommati ai rigori hanno creato molte polemiche, però il Parma nella seconda frazione di gioco ha sofferto troppo, sia sul piano fisico che del gioco, non cogliendo un’occasione importantissima per dare una prospettiva diversa al proprio campionato. Il Parma ha mancato l’appuntamento con la prova di maturità, subendo ancora una volta troppo nella ripresa, con una squadra – quella di Mandorlini – ben messa in campo e capace di mostrare un buon gioco, ma che rimane pur sempre una neopromossa.

La società crociata protesta nei confronti della classe arbitrale, anche in virtù di altre scelte che l’hanno vista protagonista, vedi l’espulsione di Amauri, l’ingiusta espulsione di Mirante, i tanti rigori assegnati contro, dei quali almeno due inesistenti. L’impressione è però che occorra lavorare molto sul piano della mentalità, perché a fronte di un sistema di gioco che sta crescendo, le ingenuità e i frequenti cali fisici, specie nella ripresa di gioco, rappresentano un forte ostacolo per una squadra che con la mentalità giusta potrebbe cogliere ben altri risultati. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / “L’AMMONIZIONE E’ UN PROVVEDIMENTO DI RICHIAMO: SE I RICHIAMI DIVENTANO ECCESSIVI L’ARBITRO RISCHIA DI NON ESSERE CREDIBILE”

  • Alessandro

    Sono d’accordo sul fatto che il Parma debba lavorare per gestire al meglio queste situazioni.
    D’altra parte giocare con 5 ammoniti dopo 50 minuti, limita di molto qualsiasi squadra.
    Se l’arbitro è stato bravo a concedere il vantaggio sul gol di Parolo,avrebbe dovuto ammonire,ad azione terminata,il difensore scaligero colpevole del fallo su Cassano(entrata veramente dura e da dietro).
    Se a questo aggiungiamo che Halfredsson ha picchiato come un “mastro ferraio”(leggasi fabbro) e Toni ha protestato tutta la partita,almeno 3 ammonizioni per il Verona ci potevano stare…

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