IL COLUMNIST / MA IL PARMA SI DIVERTE A COMPLICARSI LA VITA E A METTERE A REPENTAGLIO LE CORONARIE DEI SUOI TIFOSI?

WP_000051(Luca Russo) – Quanto è pazza questa massima serie! In testa c’è una squadra, la Roma, che, pur reduce da due stagioni terrificanti, ha infilato ben nove vittorie consecutive e non perde manco per sbaglio. In coda ce n’è un’altra, il Chievo, che della A spesso è stata la squadra rivelazione, ma che quest’anno fatica a innestare le marce alte, quelle che in tempi non troppo remoti gli han permesso, diverse volte, di sedersi al tavolo delle grandi. In un contesto del genere, non mi stupisce che il Parma si sia sistemato, comodo comodo, al settimo posto (oppure all’ottavo, a seconda di quel che farà la Lazio nel posticipo contro il Cagliari). Ma mi sorprende che l’abbia fatto con numeri che, nel bene e nel male, non si addicono più di tanto ad una formazione che occupa quella piazza. I Crociati hanno segnato 16 reti, solo due in meno rispetto a quelle realizzate dalla Juve che al momento è sul gradino più basso del podio, ma ne hanno prese ben 17, come il Chievo che però annaspa in fondo alla classifica. Che senso dare a queste statistiche? Questo: quando il Parma vince, non lo fa mai passeggiando sugli avversari. Al contrario, sembra che faccia di tutto per complicarsi la vita – come se la cosa lo divertisse – e mettere a repentaglio le coronarie dei suoi tifosi.

È la storia di queste prime nove giornate a raccontarcelo: contro l’Atalanta abbiamo tenuto in vita una partita che gli stessi orobici pensavano d’aver perso prima di riaprirla con una rimonta miracolosa; contro il Sassuolo il largo lo abbiamo preso grazie alle reti di Rosi e Cassano, ma solo dopo aver subito il pari momentaneo di Berardi e sofferto per tutto il secondo tempo l’inferiorità numerica scaturita dall’espulsione di Mirante; contro il Milan, testimone, per sua sfortuna, della nostra terza affermazione stagionale, la musica non è cambiata. Per affossare i rossoneri, il Parma ha dovuto batterli…due volte. Prima con i centri di Parolo e Cassano e infine, a tempo quasi scaduto, di nuovo con Iniesta Parolo, autore di un vera e propria bordata da calcio piazzato, simile a quelle che temevamo di poter ricevere da Balotelli, oggi non esattamente sul pezzo.

Nel mezzo le marcature milaniste, firmate da Matri e dal parmigiano mancato Silvestre, bravi a sfruttare le uniche due distrazioni di giornata del nostro reparto arretrato. In quel momento, col Parma stordito da un pareggio che non s’aspettava e il Milan convinto di poter addirittura sbancare il Tardini, abbiamo visto rimaterializzarsi i fantasmi del Bentegodi. Si è pensato: vuoi vedere che facciamo la stessa fine di Verona? Il che, diciamocelo senza peli sulla lingua, un po’ non lo avremmo meritato e un po’ sì. Perché se nel primo tempo abbiamo disinnescato il tridente offensivo dei rossoneri con una prestazione superlativa, in fase di contenimento, di Gobbi da un lato e Biabiany dall’altro, nella ripresa ci siamo fatti schiacciare, assediare dagli uomini di Allegri.

Ok: loro, gli ospiti, la rimonta l’hanno pescata un attimo dopo la sonora traversa di Gargano, il quale solo per una questione di centimetri non è riuscito a proiettarci sul 3-0. Ma una volta ristabilita la parità, il Milan, con un bel destro di Kakà, neutralizzato da un attento Mirante, ha sfiorato addirittura il colpaccio. Buon per noi che l’abbia mancato. E buon per noi che il colpo grosso l’abbia messo a segno Parolo proprio al termine.

A proposito dell’ex centrocampista del Cesena e dei gol realizzati allo scadere, vi metto al corrente di altri due dati che confermano quanto sia ‘folle’ la massima serie di quest’anno: con la doppietta rifilata ai ragazzi di Allegri, l’Iniesta de noantri sale a quota cinque centri in campionato, gli stessi siglati da mister 40 milioni Gonzalo Higuain; nella classifica dei primi tempi il Parma è primo, insieme al Napoli, con 18 punti. Eppure oggi il bottino pieno l’ha raccolto solo in zona Cesarini… Luca Russo