IL MISTER / “NON VEDERE IN CAMPO SANSONE DAL 1’ NON MI HA SORPRESO, MA IMMALINCONITO”

(Il Mister) – Rafa Benitez dice scherzando che il suo Napoli è ancora al 72% (anche se pare che dopo lo 0-2 di Marassi abbia portato la barra al 73%), ironizzando sul concetto di  work in progress che vi avevo proposto dopo Parma-Atalanta. Un po’ come lo spagnolo, dopo il 2-2 di Firenze avanzerei anche io la barra. La percentuale, però, sta a Donadoni (chissà che nella prossima conferenza stampa il  mio presidente  Majo  non lo solletichi sulla questione). Lo dico non tanto per il risultato, ma forse per la prestazione che a mio avviso è stata più convincente di quella vista nel poker inflitto agli orobici. Perché la sfida era più difficile, il campo era ostico e l’avversario – pur in flessione e privo dopo pochi minuti di Rossi – era pur sempre fuori categoria. Ma il Parma è stato in campo, nel primo tempo ha fatto la partita e ha dimostrato un carattere fuori dal normale (almeno negli ultimi due anni) andando a pareggiare una partita virtualmente persa. Bravi e avanti così, con la convinzione che la vera sfida decisiva sia quella di domenica alle 12:30, quando vincere contro il Sassuolo significherebbe quasi ricacciare al piano di sotto i neroverdi. E ribadendo che soltanto dopo la sosta avremo la dimensione di questa squadra.

Detto questo, credo che due o tre valutazioni possano essere tratte dopo la trasferta del Franchi. La prima sta nel “caso Valdés”. Donadoni si era premurato di non metterlo in conflitto con l’arrivo di Gargano. In realtà, però, da quando l’uruguaiano ha messo piede a Parma, il cileno non si è più visto. Certo, è stato infortunato. Ma alzi la mano chi si sarebbe atteso Marchionni tre volte in campo consecutivamente in una settimana. Il fatto di aver giocato l’ultimo degli impegni il lunedì e non la domenica pomeriggio ha aiutato notevolmente il recupero dell’ex fiorentino, però la ragione reale sta nel concetto di fondo. Donadoni per la prima volta nella propria gestione si è deciso a inserire un mediano di rottura (Gargano) sacrificando il centrocampista centrale con più propensione all’attacco (Valdés). Tutto questo nasce essenzialmente da ragioni di equilibrio, ancor prima dei problemi del cileno. E comporta anche il passaggio a quel 4-4-2 in fase difensiva che si è ripalesato nuovamente a Firenze (come sempre Donadoni quando trova avversari a 1 o 3 punte abbandona la difesa a tre). Un modulo che non pare affatto adatto a Valdés, a patto che il mister non decida di riproporlo da esterno sinistro – suo ruolo originario – in luogo di Parolo. Ma ne dubito.

Altra considerazione sta nel fatto che dopo gli ottimi riscontri del  Parma-2  visto all’opera contro l’Atalanta, anche il Parma-1 ha dimostrato di avere birra in corpo. Sintomo del fatto che la “gamba”  ormai ci sia, smaltiti i carichi della preparazione. Se tutto dovesse andare come penso, dalla sosta a Natale vedremo il lato migliore della squadra, come del resto accaduto già lo scorso anno.

Chiudo infine con Sansonel’altro caso. Il non vederlo in campo dal 1’ al Franchi un po’ mi ha immalinconito, ma non posso dire di esserne sorpreso. Temo che, allo stato attuale, Donadoni lo veda soprattutto come un’alternativa a Cassano, considerando anche il fatto che contro la Fiorentina non c’è stata una staffetta vera e propria, ma FantAntonio è uscito dal campo poco dopo l’ingresso dell’ex Bayern Monaco. Credo che sia un errore e ripongo fiducia nello stesso staff tecnico che ha reinventato Valdés e Marchionni registi, ma anche Benalouane terzino. Sansone un posto in questo Parma deve trovarlo.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “IL MISTER / “NON VEDERE IN CAMPO SANSONE DAL 1’ NON MI HA SORPRESO, MA IMMALINCONITO”

  • 1 Ottobre 2013 in 20:23
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    Nessuno ha ancora parlato del reale motivo per cui Sansone viene utilizzato poco, anzi quasi mai: quando c’e’ stata la mancata vendita al Sassuolo non vi ha insospettito il fatto che Leonardi, Ghirardi e Donadoni , nelle rispettive interviste, hanno tutti e tre enfatizzato con le stesse parole come erano andati i fatti, che loro tre avevano deciso di tenere Sansone nonostante il mancato introito, sembrava che ripetessero una poesia imparata a memoria come se la dichiarazione per la stampa fosse stata preparata a tavolino.
    La realta’ e’ che e’ stato Sansone che non e’ voluto andare al Sassuolo, e adesso gliela stanno facendo pagare

    • 1 Ottobre 2013 in 21:21
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      Si e tra un po’ gli fanno le scarpe di cemento e lo buttano nella Parma….

    • 1 Ottobre 2013 in 22:12
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      In realtà di quello che lei, gialloblù65, ritiene essere il reale motivo per cui Sansone non viene utilizzato, si è parlato a Calcio e Calcio, per via di alcuni messaggi dei telespettatori similari al suo, di cui ha riferito, nel report al programma anche il nostro Lorenzo Fava. Io sono intervenuto, quale direttore di testata, con una nota in rosso per evidenziare che riportavamo la voce ma non la condividevamo assolutamente. Non credo proprio che il Parma faccia come quella moglie che aveva tagliato gli zebedei del marito.

      All’interno della mia “Opinione” ho avuto modo di spiegare diffusamente il mio punto di vista al riguardo: e cioè che è stato un errore non cederlo, una volta che la cessione era stata pianificata, e che sta sbagliando l’allenatore, una volta che il giocatore è rimasto, a deprimerlo al punto tale da averlo fatto diventare l’opaca controfigura del calciatore rivelazione di un anno fa.

      Poi so anch’io che nel calcio spesse volte certi dirigenti ricorrono a sistemi del genere per convincere la gente ad andare via, ma credo che nessuno abbia interesse a far sì che Sansone si deprezzi. Ricavarne una plusvalenza dalla cessione comporta vantaggi per tutti, Ghirardi e Leonardi su tutti.

      Semplicemente Donadoni aveva avallato, a mio modo di vedere, la sua cessione al Sassuolo, anche perché, con l’arrivo di Cassano, nel suo disegno era proprio Niki destinato a cedergli il posto. Una volta rimasto – anche perché Ghirardi ha evidentemente ceduto alle sollevazioni di piazza, cui notoriamente è abbastanza sensibile, mentre Leonardi ha ringraziato il CdA che si farà carico smenandoci del suo per via della mancata plusvalenza – però, Donadoni ha tirato dritto per la sua strada, andando a depauperare clamorosamente quel patrimonio. Il campionato è lungo e Sansone è giovane e magari avrà il tempo per rifarsi, ma continuasse così col cavolo che riesci, come Leonardi vorrebbe (lo ha dichiarato a Calcio e Calcio), a ricavarci tra un anno una plusvalenza ancor superiore.

      L’errore, come scrivevo nell’Opinione, non sta tanto nel non aver utilizzato Sansone ieri da titolare (in questo momento, in effetti, tra le alternative ad Amauri Palladino anche a me risultava più affidabile), quanto nell’averlo fatto deprimere prima. Un po’ come fece Colomba con Crespo.

      Cordialmente

      Gmajo

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