martedì, Maggio 28, 2024
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LA FOTOGALLERY DI PARMA.REPUBBLICA.IT: “TARDINI, CONTINUA A PIOVERE SUI DISABILI”

image(da parma.repubblica.it) – Allo stadio Tardini lo spazio riservato ai disabili, situato nella parte bassa del settore Distinti, non ha una copertura. In occasione di giornate di campionato accompagnate dal maltempo, gli ospiti in carrozzina restano senza alcuna protezione dalle intemperie. Proprio come avvenuto in occasione di Parma-Sassuolo, che si è giocata per lunghi tratti sotto la pioggia. Una condizione non consona a uno stadio di serie A. Impianto che, dal lato opposto dei Distinti, in tribuna, durante l’estate ha visto lavori importanti per migliorare il comfort. La condizione dei disabili è stata più volte segnalata dal sito stadiotardini.it, che oggi solleva di nuovo il imageproblema riprendendo una lettera pubblicata sulla Gazzetta di Parma, firmata da Simona Vitali, figlia dell’ex giocatore crociato. “I grandi problemi – scrive, rivolgendosi al sindaco – sono certamente altri ma tutti quanti, ricordatevelo, avete il dovere di giocare la partita della civiltà. Dov’è andata a finire la mia città?”.  In settimana si erano espressi sulla questione l’assessore allo Sport Giovanni Marani e il direttore imagegenerale del club Pietro Leonardi, che hanno rinviato a una sistemazione nel momento in cui si deciderà di intervenire in maniera complessiva anche su altre criticità dello stadio. In precedenza Marani aveva sostenuto che la tettoia ai disabili avrebbero potuto offrirla i giocatori del Parma facendosi carico dei costi. Idea che l’assessore della Giunta Pizzarotti non ha ritenuto di rilanciare – almeno pubblicamente – nell’incontro con Leonardi.

Un disagio meno grave rispetto a quello che da tempo riguarda i tifosi disabili è toccato ieri anche ai cronisti in tribuna stampa che non hanno potuto lavorare on line per un guasto al nuovo impianto wi fi.

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CLICCA QUI PER VEDERE LA FOTOGALLERY DI PARMA.REPUBBLICA.IT CON I DISABILI LASCIATI SOTTO L’ACQUA ANCHE IN OCCASIONE DI PARMA-SASSUOLO

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

7 pensieri riguardo “LA FOTOGALLERY DI PARMA.REPUBBLICA.IT: “TARDINI, CONTINUA A PIOVERE SUI DISABILI”

  • Il comportamento del Parma è deplorevole, ma ql del Comune è inaccettabile. Nello stadio COMUNALE (diteglielo al Pizza) i disabili sono confinati sotto l’acqua???

    @Mariani ce l’ho io il progetto bell’e ke pronto: finchè il PR non predispone uno spazio coperto x i disabili, li ospita nei suoi sky-box. PS: Puoi dirmi quanto paga il PR x lo stadio? Vorrei anke sapere a ki toccano i lavori di manutenzione. -Grazie

    • Ad Alcatraz pare stiano pensando che quella dei disabili sia solo una denigrazione del solito nemico del Parma in combutta con un solo disabile. Come se questi avesse la nuvola di Fantozzi sulla testa, e sugli altri splendesse il sole… Che tristezza…

      Cordialmente

      Gmajo

  • filippo1968

    come i nostri poltici ….ne parlano..tanti buoni propositi…..si si si….e i promettono anche ….e alla fine niente !!….lasciano che il tempo passi e la gente distolga l attenzione e si concentri su altro.

  • Ieri, cosi come per parma – chievo, ho assistito alla stessa scena: i disabili che cercano rifugio nella zona delle scale tra mille disagi e, oltretutto, l’impossibilità di godersi la partita.
    Qui non si tratta di migliorie ma di (piccole) opere indispensabili per mettere a proprio agio le persone diversamente abili e consentire loro di coltivare la propria passione sportiva.
    E’ il solito ping pong della patata bollente tra burocrati vari tipicamente italiano.
    Mi associo comunque a quanto detto da Marcello, le responsabilità del Comune (lungi da me fare un discorso politico) appaiono evidenti e ancor più vergognose di quelle del Parma.
    A mio avviso dovrebbero infatti essere le istituzioni in primis a occuparsi di un problema così delicato

  • Fosse anke sl 1 disabile, e non è 1, ma cazzo mettetelo al coperto in uno sky-box intanto ke gli fate la tettoia! invece no, zero. cm se fosse una prova di forza, per cui al tardini il PR ci può fare qello ke gli pare. E sembra sia vero, visto ke il Comune tace.
    Tacciono anke i tifosi, tutti, anke quelli ke si lamentano 2×1. Evidentemente dei disabili è meglio nn parlare, se può dare fastidio al PR. Meglio aiutare la gente in Tanzania e stop.

    • La pochezza di argomenti che hanno certuni è veramente disarmante. Il fatto è che non si rendono conto del boomerang di certe cose.

      Comunque, venendo nel merito: Fabio Giarelli, detto il Commenda, non è il solo disabile su cui piove addosso al Tardini. Le significative foto di Repubblica mostrano anche alcuni altri ieri protetti di ombrelli e cerate, e molti altri, come scritto da Simona Vitali, se ne sono rimasti a casa.

      Quindi soltanto pensare che sia un problema di un solo disabile, fomentato dal nemico del Parma per denigrare la società è da mentecatti. Del resto quando non si hanno argomenti nel merito l’unica strada che qualcuno conosce è la denigrazione e la delegittimazione. Non c’è problema: a parte che uno si qualifica da solo per quello che è, io da queste avversità faccio come il Parma di ieri: traggo ulteriore linfa vitale ed energia positiva…

      La soluzione, però, Marcello, non è quella che suggerisci tu e cioè che mettano a disposizione dei disabili gli sky box. Ci sono anche delle normative di sicurezza che non possono essere tralasciate. Una volta, infatti, i disabili se ne stavano nella piccionaia della Petitot: se poi sono sloggiati di lì, oltre al fatto che quegli spazi facevano gola proprio per l’upper class (dove c’erano loro ora ci sono i ristorantini sul campo) è perché per ragioni di sicurezza andavano posizionati a livello del terreno di gioco, per favorirne afflusso/deflusso anche in caso di emergenza. I disabili, in piccionaia, ci arrivavano tramite un montacarichi: capisci anche tu che, in caso di evacuazione per un terremoto, o qualsiasi altro motivo, diventava improponibile.

      Che i disabili siano piazzati sotto la Est mi sta bene: solo che vanno protetti dalle intemperie. E basterebbe una tettoia, che costa poco, e risolve sia pure provvisoriamente (in attesa della totale riqualificazione) tutti i problemi. Se poi, già che ci sono, volessero regalar loro uno sky box tanto meglio. Ma non si può chiedere di mandarli negli attuali box.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Una struttura fatta di plastica trasparente sorretta da fili metallici è troppo complicata da fare?

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