LA SCURE DELLA CRISI DEL GRUPPO GAZZETTA DI PARMA ABBATTE “PRONTO CHI PARMA?”. SOPPRESSA LA TRASMISSIONE DELLA DOMENICA SERA DI TV PARMA COL TRIO CHIESA, AMPOLLINI, MICHELOTTI

(gmajo) – L’altra notte, di ritorno da Firenze, ho trovato nella mia casella e-mail un achtung di Vanni Wanny Zagnoli (per ringraziarlo della segnalazione gli metterò uno spazio a disposizione su stadiotardini.it in vista del suo derby ecumenico con il Sassuolo…) che mi avvertiva, prontamente, della soppressione, su Tv Parma, della trasmissione “Pronto chi Parma?”, curata e condotta, ogni domenica sera alle 21,15, da cinque stagioni a questa parte dall’affiatato trio Carlo Chiesa, Luca Ampollini ed Alberto Michelotti, che dava spazio alle telefonate, agli sms e alle e-mail dei telespettatori, a poche ore dal termine della partita. Un vero e proprio programma cult, entrato nel cuore dei parmigiani, costretto ora, nonostante fosse seguitissimo, a chiudere i battenti a causa dello stato di crisi in cui versa il gruppo editoriale Gazzetta di Parma, che tra le varie ristrutturazioni in atto studiate dal nuovo AD Matteo Montan per far fronte al passivo, ha deciso di fermare la produzione giornalistica della domenica dell’antenna cittadina. Nel giro di un mese, infatti, non dovrebbero non andare più in onda neppure i TG, ma, intanto, la scure è calata sulla trasmissione calcistica serale, peraltro non l’unica del palinsesto di Tv Parma, giacché è stato cancellato anche il “Tg Sport, le ultimissime”,  la rubrica del venerdì curata dal redattore Marco Balestrazzi. Il risparmio non sarebbe tanto sulle prestazioni dei giornalisti (gli opinionisti verranno dirottati al lunedì nel superstite Bar Sport, dove il direttore Molossi vorrebbe fossero presenti il più possibile) quanto su quelle dei tecnici, con la riduzione all’osso del lavoro domenicale. Nel caso del contenitore di Balestrazzi, invece, peserebbe il lavoro straordinario degli operatori, visto che veniva di solito pre-registrato nel primo parma confluisce unione industrialipomeriggio. Insomma, i primi effetti della grande crisi del gruppo editoriale facente capo all’Unione Parmense degli Industriali si notano in modo evidente (beh: a parte la diminuzione della foliazione del quotidiano in edicola, che in compenso da qualche mese a questa parte, a richiesta, e dietro congruo corrispettivo pubblica i necrologi in technicolor) soprattutto con la soppressione di due programmi che approfondivano le vicende del consociato Parma Calcio. A comunicare la notizia a Chiesa, Ampollini e Michelotti, è stata personalmente la voce di Giuliano Molossi, che domenica sera ha chiamato tutti e tre, spiegando loro che, a malincuore, l’azienda aveva deciso di far chiudere i battenti alla trasmissione. I tre ci sono rimasti male, è evidente, ma, non hanno voluto fare polemiche. “Decisamente l’anno del Centenario non è il migliore per me, visto che ho perso tutto – ci ha detto lo sconsolato Chiesa, alludendo anche alla precedente decisione di  Radio Bruno  di avvalersi, per le radiocronache dirette, anziché della sua voce, peraltro storica per aver narrato il famoso gol definitivo di Crespo alla Juve, di quella di Luca Bertelli ed Alberto Di Chiara, di fatto stipendiati direttamente dalla società, quali collaboratore e direttore di Parma Channelperò se la decisione dell’azienda è stata presa per salvaguardare i posti di lavoro di chi è occupato lì – noi abbiamo un altro lavoro, e siamo solo collaboratori esterni – non possiamo che adeguarci, sia pure dispiaciutissimi, anche perché la trasmissione funzionava e piaceva alla gente”. “L’altra sera, dopo la diretta seguita a Fiorentina-Parma – riferisce Ampollini a stadiotardini.it ci siamo limitati ad informare il pubblico che alla domenica non ci avrebbe più trovato, riferendo loro di questa decisione aziendale alla quale noi non possiamo che adeguarci, nonostante il dispiacere sia altissimo, perché il nostro format funzionava e piaceva”. Motivi per cui, nonostante la crisi, non sembrava una mission impossibile trovare la copertura dei costi attraverso sponsorizzazioni ad hoc per la trasmissione, ma proprio la penuria di gettiti derivanti dalla raccolta pubblicitaria, oltre a precedenti decisioni come la creazione del centro stampa e della faraonica sede di via Mantova, ora il Gruppo Gazzetta di Parma si trova a fronteggiare la sua più grande crisi, con tanto di un pacchetto di dieci giorni di sciopero dei giornalisti della carta stampata già messi sul tavolo. Ma la minaccia non ha spostato di un millimetro il piano aziendale varato da Montan, con una cura dimagrante fatta anche di prepensionamenti ed esuberi, e che meglio potrete conoscere leggendo il comunicato sindacale emesso dal CdR della Gazzetta di Parma e la risposta dell’AD sotto riportati.

Il comunicato sindacale dei giornalisti della Gazzetta di Parma e la risposta dell’azienda

Comunicato sindacale
La Gazzetta di Parma ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede nove esuberi su 41 giornalisti e una serie di misure, tra cui la chiusura della redazione di Fidenza, che rischiano di impoverire notevolmente il giornale.
E’ una scelta gravissima e senza precedenti decisa dall’azienda e avallata dal direttore. Certamente il momento dell’editoria è molto difficile. E la Gazzetta ovviamente ne risente. Ma meno di altri giornali: aumentano quote di mercato e numero dei lettori, calano le copie, ma molto meno rispetto ad altri quotidiani. Perché allora ricorrere a tagli così drastici? Per far pagare alla redazione anni di scelte sbagliate compiute dagli amministratori del gruppo Gazzetta di Parma: una sede faraonica e assolutamente inutile, un centro stampa costoso e non adeguato ai tempi, una grafica inappropriata per un giornale locale, dirigenti assunti con elevatissimi compensi e poi allontanati con sontuose buonuscite.
Tutte scelte che la redazione ha sempre contestato evidenziandone l’inutilità e i costi enormi che avrebbero gravato per anni sui bilanci. Ma l’azienda non ha mai preso in considerazione le obiezioni dei giornalisti. Di contro, nell’ultimo anno e mezzo, la Gazzetta ha perso tre giornalisti senza che siano stati sostituiti.La redazione è da sempre disponibile ad affrontare le nuove sfide della multimedialità e della riorganizzazione del lavoro per un vero rilancio del giornale e di tutto il gruppo editoriale. Lo dimostra il fatto che quest’estate tutti i giornalisti hanno concorso su invito dell’azienda, con entusiasmo, a formare gruppi di lavoro e a stilare una serie di proposte e di suggerimenti per migliorare la qualità della Gazzetta. Un progetto corposo e circostanziato, ma purtroppo destinato a rimanere lettera morta.Ora quella stessa redazione non può accettare un piano che è una spada di Damocle sul futuro della Gazzetta: il miglioramento dell’informazione non passa certamente attraverso la riduzione del numero dei giornalisti e la chiusura di redazioni locali. Di fronte a questa situazione, i giornalisti hanno chiesto all’azienda e al direttore di ritirare il piano. Avendo incassato un secco rifiuto, l’assemblea dei giornalisti ha affidato al comitato di redazione dieci giorni di sciopero da poter eventualmente utilizzare e ha chiesto di procedere se necessario alla verifica della fiducia al direttore Giuliano Molossi.
IL COMITATO DI REDAZIONE

La risposta dell’azienda
Il “Piano di interventi per il superamento dello stato di crisi e rilancio della Gazzetta di Parma” approvato all’unanimità dal Consiglio di amministrazione e presentato al Comitato di Redazione della Gazzetta di Parma, è formato da una serie articolata di misure ritenute indispensabili per superare il momento di grande difficoltà che la nostra Azienda – in misura del tutto analoga rispetto a qualsiasi altro giornale – si trova ad affrontare in questo momento di epocale trasformazione del settore editoriale. Le misure contenute nel Piano intendono in primo luogo proteggere e rilanciare il business tradizionale legato alla edizione cartacea del giornale, ma anche rafforzare il business digitale e creare nuove linee di ricavo, investendo in tutte e tre queste direzioni. Al tempo stesso, l’Azienda considera non più rimandabile un profondo ripensamento dell’organizzazione del giornale e della sua struttura di costo, che devono essere rimodellate su un volume di ricavi purtroppo molto inferiore rispetto a quello degli anni passati. Per questa ragione, il Piano presentato prevede di rivedere tutte le voci di costo dell’azienda, nessuna esclusa. Come indicato nel Piano, è importante sottolineare che nell’attuare in particolare la riorganizzazione del lavoro redazionale, l’Azienda non intende incidere in maniera traumatica sull’organico, ma ricorrere a tutti gli strumenti disponibili al fine di preservare l’occupazione, minimizzare l’impatto sulle retribuzioni e proteggere la qualità del giornale. L’Azienda ritiene infatti che il modello di organizzazione del lavoro contenuto nel Piano permetterà di aumentare il valore delle nostre testate nel futuro, anche confezionando le pagine di Fidenza e Salso nella sede di Parma, o contando su un numero di redattori contemporaneamente al lavoro inferiore rispetto al passato. Concentrando i nostri sforzi su ciò che continuerà a rendere la Gazzetta indispensabile per la comunità (la completezza e la qualità dell’informazione soprattutto locale), riadattando gli assetti e i processi della redazione rispetto ai nuovi scenari della multimedialità, lavorando tutti ad un giornale nuovo e diverso sia sulla carta che sul web, l’Azienda è certa che si potranno continuare ad offrire ai nostri lettori testate di grande qualità, ad esempio dando attuazione alle Linee Guida del giornale che la stessa Redazione ha concorso in modo fondamentale a definire e che non resteranno certo lettera morta.Per il futuro della Gazzetta, l’Azienda conferma quindi che la strada è quella indicata dal Piano presentato, sul quale ci si augura quanto prima un confronto produttivo e sereno.
MATTEO MONTAN
Amministratore delegato,
Gazzetta di Parma

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “LA SCURE DELLA CRISI DEL GRUPPO GAZZETTA DI PARMA ABBATTE “PRONTO CHI PARMA?”. SOPPRESSA LA TRASMISSIONE DELLA DOMENICA SERA DI TV PARMA COL TRIO CHIESA, AMPOLLINI, MICHELOTTI

  • 2 Ottobre 2013 in 15:52
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    Mi spiace molto, era uno dei pochi programmi in cui non vi erano accavallamenti tra gli ospiti e sterili polemiche.

    • 2 Ottobre 2013 in 16:37
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      Beh, Dio, Gabriele… D’accordo il dispiacere per la chiusura della trasmissione, cosa grave e che deve far riflettere sul pietoso stato in cui versa il mondo dell’informazione locale, ma di qui a definirla “una delle poche senza sterili polemiche” non mi sembra obiettivo. Ai miei tempi al Parma, quando ero capo ufficio stampa, era la trasmissione che all’interno del club dava più fastidio, proprio per i contenuti hard dei telespettatori (nonostante l’opera infaticabile del pompiere Chiesa, infatti, specie in periodi di vacche magre le critiche dalla base fioccavano nel lavandino, dove i tifosi potevano vomitare le proprie frustrazioni) senza dimenticare i coloriti interventi dell’arbitro Michelotti, uno decisamente poco controllabile e fuori dalle righe.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Ottobre 2013 in 15:57
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    E nessuno difese Molossi…

    • 2 Ottobre 2013 in 15:59
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      Per cosa e da chi dovrebbe esser difeso Molossi?

      Saluti

      Gmajo

  • 2 Ottobre 2013 in 16:52
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    Ciao direttore, Io intendevo da parte degli ospiti/conduttori .. e non toccarmi Michelotti :), è uno dei pochi che pur esprimendo idee e pensieri non sempre condivisibili, non mi è mai sembrato il portavoce di nessuno, bensì un semplice “tifoso autorevole”. Gli interventi da casa erano difficilmente controllabili ma, come nel Tuo caso, venivano resi pubblici anche i commenti più bizzarri o polemici. La preferivo in ogni caso a Bar Sport, di cui abbiamo già discusso poco tempo fa.

    Ne approfitto per chiederti se riesci a sapere la data di rientro di Paletta (dopo la sosta?) e magari anche che tipo di infortunio ha avuto (al tendine?).. Visto il Milan con El Shaarawy & C.? Poco dopo l’infortunio rendono sempre noto sia il problema che l’ipotizzata data di rientro. Idem la Fiorentina con Gomez e Cuadrado. Noi attendiamo ancora di sapere cosa ha avuto Palladino tutto l’anno scorso ..

  • 2 Ottobre 2013 in 17:10
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    DIfeso dal cdr che lo sfiducia. Dopo che ha detto che non sarà prepensionato… forse gli toccherà una fine peggiore? Chissà, il nostro club vuole Majo direttore della GAZZETTA DI PARMA, anzi visti gli ultimi sommovimenti politici, gazzetta di pravda!

  • 2 Ottobre 2013 in 18:13
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    Tutti i soldi li hanno messi a budget per Schianchi, non è rimasto niente per la domenica sera. Certo potevano pensarci in estate ed evitare una figuaraccia del genere e un’umiliazione tale per lo staff della trasmissione. A proposito di Schianchi ho sentito dire che il suo passaggio a Tv Parma sarebbe stato molto a cuore all’Ad Pietro Leonardi. E’ vero? Lei Majo da buon segugio ne sa qualcosa?

  • 2 Ottobre 2013 in 18:14
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    peccato. Un trio di tifosi ma educati, e pure divertenti

  • 2 Ottobre 2013 in 18:48
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    Solidarietà… si al tipo nella baracca dietro la Gazzetta.

  • 2 Ottobre 2013 in 19:00
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    Bravo Ermete ! più sintetico ed efficace di me

  • 2 Ottobre 2013 in 20:34
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    Come ho già avuto modo di scrivere su facebook, questa scelta aziendale la trovo senza senso (i necrologi a colori, ad esempio, hanno un costo e francamente sono inutili se non per ammortizzare i costi sostenuti per le nuove rotative) in quanto era l’unica trasmissione sportiva del dopo gara e serviva come valvola di sfogo per i tifosi (come testimoniato da Majo dava fastidio….e meno male, chi critica lo fa per il bene del Parma non perché è un reggiano o altre cazzate del genere)….adesso? Bhe, adesso io spero che Teleducato faccia il triplete Domenica, Lunedì e Mercoledì e vai di monopolio sportivo! L’ex trio delle meraviglie da TV Parma a Teleducato…tanto sono presenze a gettone se non ho capito male, no? Sarebbe bello….anche perché francamente l’allegra brigata della stampa dell’UPI non si merita nulla.

  • 3 Ottobre 2013 in 08:48
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    Io, non essendo di Parma, mi capita di rado di vedere le trasmissioni televisive parmigiane(internet o quando mi trovo a Parma). Se davanti a un Bar Sport (o un Calcio e Calcio) dopo un po’ mi stanco e preferisco guardare altre cose.
    Ma con “Pronto chi Parma” era differente. Tornavi dallo Stadio o avevi appena visto la partita e volevi sapere il Michelotti-pensiero.

    Non conosco i costi degli operatori domenicali, ma il loro costo non potrebbe esser coperto dal taglio di qualcuno di Bar Sport?

  • 3 Ottobre 2013 in 11:09
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    Trasmissione che aveva un senso, però molto noiosa e poi da Chiesa mai una critica che sia una, troppo tifoso

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