LA TETTOIA PER I DISABILI DEL TARDINI NON E’ UN “RATTOPPO” E VA FATTA IL PRIMA POSSIBILE

image(gmajo) – E’ lodevole che il Parma FC abbia deciso di dedicare alla nobile causa di un atleta disabile, Norberto De Angelis – il quale si produrrà in una traversata in handbike della Tanzania, per sostenere, attraversi CEFA Onlus, l’emancipazione dei disabili in un contesto ostile, dove il pregiudizio è forte – il derby con il Sassuolo del prossimo 6 ottobre (gli stessi tifosi possono contribuire alla causa versando un obolo ai classici banchetti), tuttavia ci piacerebbe che la medesima attenzione venisse rivolta a risolvere un problema di civiltà diventato ormai improcrastinabile. E cioè dotare di un tetto i tifosi in carrozzina del Tardini, che, attraverso il portavoce Fabio Giarelli, da anni chiedono, invano, di essere protetti dalle slide tettoiaintemperie. Approfittando della conferenza stampa di presentazione dell’impresa di De Angelis, alla quale erano presenti l’assessore allo sport del Comune di Parma Giovanni Marani e l’Ad del Parma FC Pietro Leonardi, stadiotardini.it ha provato a chiedere loro se sono stati fatti dei passi avanti in questo senso, così come ci aveva fatto intendere il 5 settembre scorso il presidente Tommaso Ghirardi parlando dalla stessa scrivania: “Io credo che questa problematica, della quale Leonardi sta discutendo assieme a Perrone, e il Comune di Parma venga risolta in breve imagetempo”. In effetti Marani, rispondendoci, ha accennato a questo proficuo tavolo di lavoro, confermando la volontà di risolvere a breve la magagna. Lo stesso Leonardi, pur ribadendo che con l’amministrazione stanno andando d’amore e d’accordo, ha però un po’ messo le mani avanti facendo rientrare anche questa tematica specifica della tettoia per i disabili, nel generale calderone della riqualificazione globale del Tardini, perché non ha senso effettuare ulteriori interventi a stralcio. Posto, però, che il nuovo Ennio potrà nascere – giacché Leonardi la pensa così – solo dopo l’approvazione della Legge sugli Stadi, e vista la cronica instabilità politica del nostro Paese, mi viene da dire campa cavallo. Anche se, in verità, Leonardi mi è parso oggi un po’ più aperto a prendere in considerazione anche altre vie di uscita, al di là della preferita. Se possiamo, tutto sommato, condividere il concetto che è inutile effettuare interventi tampone in attesa di una generale riqualificazione (di cui, tuttavia, rimangono incertissimi tempi e fattibilità) dello imageStadio – l’esempio più eclatante riguarderebbe la copertura della Curva Nord, che in un impeto di populismo il Plenipotenziario promise dopo il grande diluvio della gara interna con la Roma del 2012, e che poi si rimangiò, per evidente infattibilità, al Natale Gialloblù, quando, appunto, inizio a nascondersi dietro il paravento della Legge sugli Stadi – diverso è il ragionamento circa la doverosa tettoia di protezione per riparare i diversamente abili dalle intemperie. Questo non solo potrebbe, ma dovrebbe essere, l’unico vero intervento tampone da mettere in agenda.

imageIeri sera, al Franchi di Firenze, vedevo che nella parte inferiore della tribuna scoperta di fronte alla Centrale erano appunto state montate delle tettoie di protezione: capisco che là sia emigrato Martino Ferrari della G Sport, colui il quale due anni fa aveva promesso il tetto ai disabili del Tardini, ma è proprio così difficile fare qualcosa del genere senza andare alle calende greche? Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “LA TETTOIA PER I DISABILI DEL TARDINI NON E’ UN “RATTOPPO” E VA FATTA IL PRIMA POSSIBILE

  • 1 Ottobre 2013 in 20:39
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    x fare una cazzo di tettoia x i disabili ci vuole una legge sugli stadi???????? Continuo a chiedermi, invano, quanto paghi il Parma al comune x tutto lo stadio e ke obbigli di manutenzione abbia. Come cazzo si può dare l’agibilità ad una struttura dove piove in testa ai disabili?????

    • 1 Ottobre 2013 in 21:52
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      Caro Marcello, il problema è che chi dovrebbe esser sensibile a questo tipo di tematica, essendo stato il primo, all’alba di una idea, ad aver fatto la provocazione “facciamo un G box per i disabili” è lo stesso che oggi, nella nuova missione, si fa portavoce delle discutibili tesi leonardiane.

      Anziché indignarsi, come avrebbe dovuto, se fosse rimasto fedele alla propria idea iniziale – ma si vede che l’imbecille sono io che non l’ho cambiata – lo scriba è felicemente orgoglioso di portare il verbo del Plenipotenziario, secondo cui deve rientrare nel più ampio processo di riqualificazione dell’Ennio anche quel piccolo intervento, per il quale sono alcuni anni che ci si fa compatire tra promesse non mantenute e non opere, riguardante la copertura del settore disabili per proteggerli dalle intemperie!

      Ma stiamo scherzando? Stiamo parlando di un’opera da due soldi, che potrebbe esser interamente coperta grazie a qualche sponsor di buona volontà, e la paragoniamo al progetto ben più oneroso riguardante la copertura della Curva Nord, peraltro populisticamente promessa da Leonardi, dopo il diluvio di Parma-Roma 2012 e poi clamorosamente rimangiata durante il Natale Gialloblù ! Nessuno aveva mai chiesto la copertura della Nord: ma se per primi si afferma (e ci sono le videoregistrazioni a dimostrarlo) che si procederà a farla a costo di rinunciare a un giocatore, poi non si possono comprare e rivendere 300 giocatori e non muovere una paglia per sistemare un impianto fatiscente dappertutto meno che nei salotti dell’Upper Class che sono davvero all’avanguardia, e per i quali, evidentemente, tutte le pastoie burocratiche, i tempi tecnici e la legge sugli stadi non servono!

      E’ una schifezza bella e buona !

      Altro che la benedizione di Settore Crociato: “In questa razionalità e coerenza viene coinvolto il settore del ‘Tardini’ riservato ai tifosi disabili, che necessita di migliorie per proteggerli dalle intemperie. Così come l’eventuale sede di un museo permanente sulla storia del Parma Calcio, di cui già da tempo Settorecrociatoparma.it ha illustrato le intenzioni societarie”. Sì, certo, le intenzioni. Accontentatevi pure delle buone intenzioni, delle quali, come scrive il Vangelo, sono lastricate le vie dell’inferno! A parte che mi pare ridicolo che parli di coerenza Giuseppe Squarcia di Settore Crociato, visto la galileiana rivoluzione del suo pensiero. E poi sarà razionale (e fui io il primo a scriverlo, allorché proposi il dubbio se era meglio appunto l’ennesimo rattoppo o un rifacimento totale) il discorso di non spender risorse in un intervento gravoso come la copertura della Nord: ma come si fa a paragonarlo a un intervento di piccola entità come la copertura del settore disabili?

      Poi Squarcia ha anche il coraggio di paragonare il discorso tettoia disabili al Museo. Lui sarà un uomo di fede, io sono un eretico: e sono come san Tommaso (non Ghirardi), ci credo quando ci avrò messo dentro il naso. Sia nel fantomatico museo (che per ora è solo un progetto di mostra itinerante) sia nel rifatto Ennio.

      Ricordo che un anno fa Valentini, presidente STS che a Padova (e non solo) ha la nomea di essere un leonardiano, dichiarò ai nostri microfoni che si sarebbe potuto fare lo stadio nuovo, interamente rifatto, entro il Centenario. E senza entrata in vigore della Legge sugli Stadi. Sarebbero bastati gli strumenti legislativi vigenti (del resto vabbè che il Friuli è una regione a statuto speciale, ma non è che avessero una legge sugli stadi ad hoc per il rifacimento dell’impianto in cui gioca l’Udinese!

      Tra l’altro mi è parso chiaramente contraddittorio che Marani sostenesse che il tavolo di lavoro è proficuo e che a breve ci saranno i risultati con l’assunto leonardiano secondo cui non ci saranno interventi a stralcio, ma solo un rifacimento complessivo!

      Per finire: come al solito Settore Crociato, che non si sporca il becco e le mani per parlare di Gabriele Majo o StadioTardini.it (che abbia paura di perdere un paio di lettori?) ha parlato di “notizia emersa oggi pomeriggio, a margine della conferenza stampa…” riferendosi al discorso della tettoia dei disabili, che non è nato a caso, trovato sotto un cavolo, o dichiarato di propria sponte dal duo Marani-Leonardi. I due hanno semplicemente risposto ad una domanda del sottoscritto. Una domanda che, all’alba di una idea, forse avrebbe posto anche Giuseppe Squarcia di Settore Crociato. Ma che non rientra certo nella nuova missione…

      Saluti

      gmajo

  • 1 Ottobre 2013 in 22:38
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    Che dire di fronte a questa miseria? Più’ niente. Aggiungiamo questa ennesima perla. Che delusione!

  • 2 Ottobre 2013 in 14:26
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    Caro Direttore, ma dice Settore Crociato quello che x anni ha rotto le palle ai Boys xche erano troppo legati al Parma Calcio?????????????? Sono ironico….
    Comunque qua deve rispondere il Comune secondo me. Il Parma si fa la tutta la sua hospitality con suite, ristoranti, sky box, g box e g club, ovvero tutte cose extralusso per gente con extrapila, più emporium e store, quindi negozi, mentre trasferisce la sede fuori Parma (!!! no dai ma andiamo a Monkio delle Korti) e mette la gente in carrozzina sotto l’acqua????? Ma co sema fora????? Per fare le cose mega lussuose la pila c’è, per fare la mantuenzione ordinaria e le opere più essenziali ci vuole la legge dello stato???? Cioè vogliono altre agevolazioni?????
    Il Comune dovrebbe dire a quanto affitta il Tardini al Parma (è un nostro diritto essere informati xche è comunale) e poi costringerlo a fare la manutenzione e le opere necessarie, altrimenti niente agibilità. Fare un G box per i disabili??? No si fa senza. Intanto che fanno la copertura gli si metta a disposizione, IMMEDIATAMENTE, tutti gli sky box (già belle ke pronti) di cui hanno bisogno. La gente extrapila la vaga al stadio con l’ombrela.

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