L’OPINIONE DI MAJO DOPO GENOA-PARMA 1-0: “E STAVOLTA LA COLPA DELLA SCONFITTA E’ DEI MAGAZZINIERI…”

(gmajo) – Mi perdonerà Matteo Priori, prezioso “collaboratore di spogliatoio” (la definizione è di Oreste Cinquini, il quale, ben sapendo che è più politically correct chiamare gli spazzini “operatori ecologici”, aveva dato disposizione che in tal modo venissero chiamati i magazzinieri) del Parma FC se gli addosso delle colpe – che so perfettamente che non ha – persino nel titolo di questa Opinione. Lo prenda come un voler accendere i riflettori sul più umile (a parte quello dell’addetto stampa…) ruolo all’interno di una società di calcio, oltre che come artifizio dello scrittore per rimarcare una problematica emersa nelle ultime due trasferte del Parma, e anche in quella dell’Inter a Bergamo e cioè la scelta sbagliata dei tacchetti per gli scarpini, evidente causa delle troppe scivolate sul terreno di gioco. Mazzarri aveva tuonato senza reticenze: “I giocatori dell’Atalanta scivolavano poco, noi tantissimo. E’ assurdo vedere in serie A così tanti giocatori scivolare sul terreno. Sono situazioni da dilettanti. Noi siamo l’Inter… Ma questo è un po’ lo specchio di cosa siamo: una squadra le cui ingenuità si riflettono anche sul campo”. Parole che avrebbe potuto benissimo ripetere ieri sera Roberto Donadoni, vedendo come Cassano soprattutto, ma anche altri dei suoi atleti, spesso e volentieri DSC06284finissero per le terre, magari anche in situazioni che avrebbero potuto essere decisive. Come direbbe Davide Rossi di Arip Gomme (uno degli sponsor di Calcio & Calcio, lunedì sera presente in trasmissione), specie adesso che si va incontro all’inverno, bisognerebbe saper scegliere gli pneumatici ideali, per garantire una migliore tenuta del mezzo: immaginarsi sui bolidi da Formula 1 quali sono i calciatori di calcio, soprattutto un top player come CassanoE’ evidente, però, che la colpa della scelta non può ricadere sul magazziniere, mero esecutore di ordini, che non penso proprio che possa permettersi di andare dal Discolo e dirgli: “Veh, Antonio, inco’ at met i ses, mia i tredos”, per limitarsi nella scelta alla classica distinzione tra lo scarpino a sei tacchetti e quello a tredici. Ma oggi giorno – come scrive la Gazzetta dello Sport in un interessante focus di Vincenzo D’Angelo, che ha fatto un approfondimento su questo tema prendendo spunto dai dilettanti di Mazzarri – le alternative sono molteplici: “La vecchia scarpa ‘a sei’ ha lasciato posto a quella a 11 (6 di ferro e 5 in plastica dura). E per i campi di nuova generazione in sintetico ecco le scarpe a 16 o 18 mini tacchetti”. Il gds tacchettigiornalista della Rosea parla anche della mutazione nella forma dei tacchetti: “Si è passati dal tacchetto conico (quello tondo, più classico e più comodo per i cambi di direzione) a quello lamellare (maggiore aderenza, o grip, ma meno velocità nello spostamento laterale, più rischio distorsioni”. D’Angelo parla di “cura del particolare maniacale” o di “studio scientifico perfetto”,, svelando che “i top player DSCF2481rilasciano la loro impronta e la scarpa viene studiata in toto per assicurare la massima efficienza”, e pure comfort (“qualcuno preferisce la scarpa in pelle per la morbidezza e il comfort, altri quella in sintetico per la leggerezza – pensare che quelle indossate da Messi pesano appena 100 grammi – altri ancora la pelle ibrida”). Eppure nonostante tutta questa meticolosa ricerca, nella serie A 2013-14, capita ancora di vedere calciatori che scivolano sul terreno come su una buccia di banana. E nel caso del Parma il giocatore che più ha perso l’equilibrio è proprio imageAntonio Cassano, quello che meglio dovrebbe essere assistito. L’attento Paolo Grossi sull’argomento scivolate ha dedicato un capitoletto del suo commento in presa diretta per la Gazzetta di Parma alla sfida di ieri sera a Marassi: “Altra annotazione: siamo in serie A, bisogna usare i tacchetti giusti. Troppi scivoloni si sono visti, da Cassano in primis ma anche da altri suoi compagni. Non è vergogna usare tacchetti misti o anche in sei. Magari basta farsi prestare le scarpe da Mirante, sempre sicuro in ogni movimento”. La considerazione è alla Mazzarri, ma Grossi mi ha confessato che non era al imagecorrente dell’esternazione del tecnico dell’Inter dopo la sfida di Bergamo dello scorso week end e quindi non aveva inteso copiarlo. A Grossi, peraltro, è dispiaciuto non aver approfondito prima il tema – e ora rischia di passare per un copione di Mazzarri – giacché aveva notato che nella precedente trasferta, quella di Verona, dopo appena 5’ Cassano aveva chiamato a sé il fido Agostino Tibaudi, per un cambio in corsa delle calzature. Peccato che nel secondo tempo  FantAntonio scivolasse più che nel primo, ma in quel caso, al contrario delle perfette condizioni climatiche di ieri sera, c’era stato un violento nubifragio che aveva finito per appesantire oltremodo il terreno, mentre il manto di Marassi, secondo il tabellino di Grossi, era “in buone condizioni”, nonostante nei giorni scorsi la  Liguria fosse stata interessata da violente precipitazioni. Il terreno, almeno per i calciatori crociati, era però scivoloso, chissà se per effetto delle precedenti piogge o di qualche artifizio alla Ranieri (ma non abbiamo visto getti d’acqua in azione). L’allenatore della prima storica salvezza del Parma ghirardiano, meticoloso curatore di ogni piccolo particolare, aveva stilato per i giardinieri un preciso calendario di accensione/spegnimento degli idranti in modo – vecchia volpe – che a scivolare sul terreno fossero gli avversari e non i nostri (che pensasse sempre lui anche ai tacchetti?). Insomma, l’ennesimo alibi alle sconfitte – dopo i complotti arbitrali e i tifosi tiepiducci – potrebbero essere i magazzinieri che in materia di tacchetti non fanno un’obiezione di coscienza alle richieste dei giocatori, secondo Paolo Grossi in alcune individualità poco ideologicamente propensi ad affidarsi all’antica formula a sei. Meglio essere propositivi anche nelle suole…

imageA proposito di arbitraggi: ravviso nelle pagelle delle due Gazzette il voto 6,5 a Russo di Nola: sulla GdP il voto allo staff arbitrale è limitato al solo fischietto principale, ma se un suo collaboratore sbaglia, e gravemente, dovrebbe influire in quella sorta di pagella collettiva; sulla Rosea è stata irrogata la stessa identica votazione a tutti i componenti la squadra arbitrale, meno che  all’assistente Tonolini (un voto in meno, 5.5) che ha tratto in inganno l’arbitro a proposito del gol ingiustamente annullato a Mesbah. Questione di centimetri o di millimetri dice il nostro Matteo Agoletti, nella sua apposita rubrica su stadiotardini.it, certo che come osserva Leonardi quando c’è una decisione mezza e mezza c’è la tendenza a imagefischiare (in questo caso si alza la bandierina) contro il Parma e non contro l’avversario (anche se non credo proprio che il Genoa sia più protetto dei crociati nel Palazzo). Stavolta, però, il Plenipotenziario non potrà certo lamentarsi della osservazione della Gazzetta dello Sport in proposito, giacché il moviolista Francesco Centi non ha remore nell’affermare: “Di solito un casi simili l’indicazione è di non alzare la bandierina”. Già, in DSC05918casi simili. Ma non quando c’è un complotto: ché, in quel caso lì, la disposizione è esattamente contraria…  Centi, a proposito di Valeri che aveva fatto perder le staffe a Galliani in Parma-Milan, ma che era stato assolto da Ghirardi, lo promuove per l’arbitraggio di Livorno-Torino, asserendo che ha dimostrato di non risentire delle contestazioni degli ultimi giorni. Il Leo e il Ghiro stavolta sono rimasti silenti: un bel tacer non fu mai scritto…

DSCF2427Assenti Lucarelli, Paletta e Marchionni, come suggerito da Angella di Teleducato ad inizio campionato da Angella (lui proponeva per l’intera stagione, però…) la fascia di capitano è stata assegnata ad Antonio Cassano, che non ha fatto rimpiangere il titolare come veemenza di proteste, e come AleLucarelli è stato graziato dall’arbitro che non ha preso provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Il nostro Matteo Agoletti, un po’ largo di manica, ha detto che il direttore DSCF2537dell’incontro ha fatto bene, appunto perché era il capitano, ma, obiettivamente, mi pare che abbia più ragione Francesco Centi della GdS che così bacchetta Russo: “Troppa tolleranza nei confronti di Cassano autore di una protesta fuori da ogni normalità nei confronti del quarto uomo per un fallo non concesso (che c’era, ma questo non giustifica il comportamento del giocatore)”. In effetti il solo a poter conferire è il capitano, ma “est modus in rebus”… Poi non lamentiamoci dei Totti o dei Toni altrui.

DONADONI GENOA PARMALa par condicio, o uniformità di giudizio, questa sconosciuta. Ma non solo a livello di direzioni arbitrali: attingo dallo spazio commenti di stadiotardini.it, e quoto in toto, questa osservazione del nostro lettore Alfredo Zappavigna: “Onestamente temo che esistano da parte dell’allenatore due pesi e due misure. Ieri sera in tribuna stampa filippica contro Benalouane per il rigore procurato. Ma se poi analizziamo obiettivamente il tunisino è stato il migliore dei difensori. Cosa dovrebbe dire allora il mister di DSCF2404Felipe: avrà sfiga ma chi passa dalle sue parti fa sempre goal si chiami Gilardino o Silvestre. E che dire allora del rigore pazzesco causato a Verona da Cassani? La cosa non mi garba affatto. Tutti sbagliano ma tutti devono essere trattati allo stesso modo e mi pare evidente che questo non sia”. In particolare per Benalouane, già in altri frangenti messo all’indice da Donadoni anche nella passata stagione: mancandogli Belfodil Donadoni non trova di meglio che prendersela con il suo connazionale? Se fossi un Saltimbanco come Boni dovrei dargli del razzista…

DSCF2408E sempre nello spazio commenti, a proposito di Felipe – a mio giudizio fino a questo punto il peggiore stagionale della retroguardia gialloblù – ecco una felice osservazione del mio omonimo Gabriele: “Complimenti a Felipe che mantiene la media di una dormita a partita”. Anche perché in certe gare di dormite ne ha fatte anche due. Per quel poco che s’è visto Mendes mi aveva destato una migliore impressione, ma anche lui, come Munari e Obi (cavalli di battaglia del Saltimbanco, per cui gli assenti han sempre ragione) è finito presto nel dimenticatoio: evidentemente per Donadoni non è degno di giocare neppure in un turno infrasettimanale.

Chiudo, sempre traendo ispirazione dallo spazio commenti, con il nostro lettore Marco (col quale mi scuso per non aver risposto, per motivi di tempo, a un suo quesito pre-partita) che sciorina numeri sconfortanti: “CHIEVO UDINE CATANIA VERONA GENOA punti fatti dal Parma 2; partite giocate fuori casa tutte alla nostra portata (esclusa Firenze) punti 1: a questo punto con un calendario che ci vedrà affrontare prossimamente JUVE LAZIO INTER E NAPOLI a che punto della classifica ci troveremo a fine novembre? Io credo che stiamo giocando col fuoco, quando giochi bene (VERONA E GENOA) i punti li devi portare a casa. Sono convinto che se cadiamo in una situazione di pericolo in classifica non ci tiriamo più fuori”. C’è del vero in quel che dici, Marco, però, non penso ci sia da fasciarsi la testa: questa squadra, con le grandi, spesso ha fatto bene e raccolto insperati risultati, magari perché ha saputo mantenere la concentrazione più alta rispetto alle partite con le pari grado. Leonardi aveva motivato l’inserimento di Cassano proprio come grimaldello per scardinare le difese delle piccole squadre (lui aveva fatto l’esempio del Siena) che si chiudono e ti impongono lo 0-0 casalingo, a riprova che certe difficoltà sono endemiche e conosciute anche ai vertici. Finora ho azzeccato le previsioni relative al trittico settimanale: avevo infatti previsto la vittoria sui rossoneri e la sconfitta di Marassi, anche se questa è arrivata per ragioni differenti rispetto a quelle che io avevo immaginato. Io temevo potesse esser influente la componente tifo che potesse condizionare gli arbitri: errori dello staff dirigenziale ci sono stati, ma non causati dalla pressione del pubblico, così come determinante per il risultato non è stato un episodio, ma una azione (forse l’unica…) lineare saputa ben costruire dai padroni di casa. La vittoria sui rossoneri mi pareva possibile perché, al di là del match con il Barcellona non è che avessero molte altre referenze in positivo, e la scarsa qualità dei loro difensori era già nota prima della controprova del Tardini. La Juve, però, mi sa che abbia superato alla grande quel piccolo banco di nebbia incontrato pochi giorni fa sulla propria autostrada spianata. Riuscire a strapparle un punto potrebbe già esser una impresa, anche se, col calendario che ci aspetta, potrebbe esser troppo poco. Nell’annata di Marino ci salvammo – dopo l’avvento di Colomba – centrando risultati che sembravano impossibili, per cui, prima di cadere in  depressione, aspettiamo un attimino. Anche perché non bisogna farsi prendere dalla sindrome bipolare per cui nel giro di pochi giorni il nostro umore sbalza dall’ottimismo più accentuato al pessimismo cosmico. Capisco, però, che il Parma non sia una squadra equilibrata e che di conseguenza non favorisca l’equilibrio dei propri tifosi che passano facilmente dalla stelle dell’Europa League alle stalle della Serie B…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO GENOA-PARMA 1-0: “E STAVOLTA LA COLPA DELLA SCONFITTA E’ DEI MAGAZZINIERI…”

  • 31 Ottobre 2013 in 18:58
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    Ah Majo Majo… quando vorrei leggere Donadoni esonerato. Mi sembra ingiusto crocifiggere Benabanana quando poi hai Cassani e Felipe che ormai sono diventati “la banda del buco”, Felipe è da lega pro, mentre Cassani quando spinge non è male, però noi siamo il Parma, dobbiamo avere il tecnico TRAGRESSIVO, quello che cambia posizione ai calciatori trentenni che nella maggior parte dei casi sono finiti, Reja è ancora disponibile no? oppure dobbiamo farci recuperare anche dal sassuolo prima di capire quando Donadoni sia inutile.

    • 31 Ottobre 2013 in 19:45
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      Reja, caro Claudio, se a Ghirardi venisse in mente di chiamarlo in luogo di Donadoni, sarebbe l’allenatore perfetto per centrare una comoda salvezza quest’anno e la qualificazione all’Europa League nel corso della prossima stagione. È un tecnico che stimo e godo: non insegue la chimera del calcio spagnoleggiante costi quel che costi. Al contrario, essendo dotato di tanto senso pratico, s’accontenta di dare equilibrio alle squadre che allena, peraltro sapendo arrangiarsi con ciò che la società gli mette a disposizione. Insomma, a me non dispiacerebbe affatto vederlo sulla nostra panchina. Certo, un difetto ce l’ha nel suo curriculum, ma non si tratta di niente di preoccupante: solo questioni di campanile, almeno per me…

      • 31 Ottobre 2013 in 19:58
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        Non sapevo che Reja avesse allenato la Juve. O ti riferivi al Monselice?

  • 31 Ottobre 2013 in 20:30
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    per onesta’ intellettuale bisognerebbe dire che fare 2 punti nelle prossime 4 partite sarebbe gia’ un successo.

    poi sognare e’ gratis basta che non ti facciano pagare il costo di attivazione…..

  • 31 Ottobre 2013 in 22:11
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    Mi prude la tastiera, ma resisterò, solo volevo segnalare che il saltinbanco ha preso in prestito un quando i buoi son già scappati ed altre facezie già scritte. Ma in futuro sarà piu creativo. Per forza.

  • 1 Novembre 2013 in 08:20
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    Felipe é come Brandao..
    Ci sara` un motivo se la Fiorentina ti regala il giocatore.

  • 1 Novembre 2013 in 11:02
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    e’ per lo stesso motivo che noi li prendiamo

  • 1 Novembre 2013 in 15:18
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    Su Donadoni inizio ad avere dubbi anche io,ma se non vi piacciono i 30enni (non mi riferisco a Felipe che ė balordo a prescindere) dubito che reja potrebbe soddisfarvi

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