martedì, Maggio 28, 2024
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PANORAMA: “STADIO DI PARMA, PIOVE SUI DISABILI”

image(da Panorama) – L’ultima grana per il sindaco grillino di Parma, Federico Pizzarotti, arriva dai tifosi disabili, che nello stadio della città sono ospitati in una tribuna scoperta. Esposti all’acqua e al vento, i tifosi in carrozzella hanno chiesto aiuto al sindaco. Si tratta di costruire una tettoia, in un impianto che ha i salottini per i vip. Per tutta risposta, intervistato da una tv privata, Pizzarotti ha detto che il comune è proprietario del terreno dello stadio, non della struttura. Più sbrigativo, il suo assessore allo Sport aveva dichiarato: “La tettoia? La finanzino i calciatori”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

8 pensieri riguardo “PANORAMA: “STADIO DI PARMA, PIOVE SUI DISABILI”

  • extraparmigiano

    Cavolo, è chiaro che dal 1989 in avanti i disabili hanno sempre potuto ammirare le partite al Tardini solo con il sole… O che dal 2009 i responsabili del tardini erano del movimento 5 stelle. Dubito però che Ghirardi stesso lo sapesse…

    • Non bisogna farne una questione politica (anche se la lettura di Panorama trascina un po’ in questa direzione), né un jè accuse per Ghirardi per le cose del passato. Ma, come già ampiamente detto, se l’attuale proprietà (evidentemente con il benestare del padrone di casa Comune di Parma, da chiunque fosse politicamente amministrato) ha avuto modo dal 2007 di fare salottini, ristorantini, sky box, e ammennicoli vari al servizio dell’upper class, è inconcepibile che non abbia fatto altrettanto per proteggere i disabili dall’acqua.

      Poi, con le date, facciamo attenzione, anche quando si tenta di fare dell’ironia (non so quanto riuscendoci, come lei): perché i disabili dopo la ristrutturazione dell’Ennio erano stati collocati al coperto in TCP. Dal 2006, per ragioni di sicurezza (lasciamo perdere che quegli spazi potessero far gola all’upper class, anche se in realtà al loro posto c’è finito il Gos), sono stati trasferiti dalla parte opposta in TCE. Quindi è dal 2006 che piove su di loro. Il Ghiro è padrone del Parma dal 2007 e Leonardi è arrivato dal 2009. In questi anni, ribadisco, il modo di progettare, e realizzare spazi per l’upper class c’è stato, mentre per sistemare i disabili (oltre a tante altre manchevolezze) no.

      Questi sono i fatti. Del passato. Mo’ aspettiamo quelli del futuro.

      Cordialmente

      Gmajo

  • extraparmigiano

    Quindi Majo mi da ragione: si sta facendo un gran battage che è solo polemica politica. In realtà il problema dei disabili esiste da molto tempo. E frequentando anche io il Tardini come lei, ma molto meno, posso dire che i disabili erano piazzati in piccionaia ma avevano un ascensore per raggiungerla, mentre in Est – tettoia a parte – si sono comunque trovati bene.
    Il problema non è solo l’upper class, che subisce l’effetto di scelte fatte da altri. Se si volesse, lo spazio per i disabili ci sarebbe anche in TCP. Solo che gli spazi che si creano vengono progettati in base al reddito imponibile (o supposto) e non in base alle reali esigenze – e passioni – di chi va allo stadio.
    L’unica cosa che non vorrei, caro Majo, è che questa protesta sia solo un preludio per rinforzare l’attacco quando, nelle prossime stagioni, a subire lo spostamento in tribuna est saranno i giornalisti…

    • No, non sono d’accordo con lei, perché non si sta facendo un gran battage che è solo polemica politica, come asserisce lei.

      Io ho scritto solo che l’articoletto di Panorama va in quella direzione (non è casuale, infatti, che vengano riportate, in poche righe, due topiche clamorose, come la frase del sindaco che dice che il Comune è proprietario solo del terreno del Tardini, ma non della struttura e l’altra di Marani sul fatto che dovrebbero essere i giocatori a finanziare l’intervento).

      Viceversa non mi pare affatto una sterile polemica politica la comunicazione urgente presentata dal consigliere comunale Maurizio Vescovi, il quale ha portato nella sede istituzionale più consona la richiesta di aiuto inoltrata attraverso stadiotardini.it dal tifoso in carrozzina Fabio Giarelli. E, grazie a questo pressing mediatico e all’intervento istituzionale, si sta addivenendo a una soluzione.

      Che la soluzione, poi, possa esser l’ottimale è tutto da verificare, poiché, come ho scritto già negli articoli di stamani, il rimedio che starebbe emergendo è peggiore della malattia. Mi domando, infatti, come possa venire in mente la balzana idea di una ghettizzazione dei disabili nel settore Bortolon. Poi se dal settore ospiti contiguo qualcuno butta contro di loro una bomba carta come la mettiamo?

      Io non ho ancora la certezza matematica che sia questa la soluzione, ma gli indizi raccolti vanno in quella direzione: spero tanto, oggi pomeriggio, di essere smentito e che tirino fuori dal cilindro la soluzione, tanto auspicata, della tettoia per proteggerli dalla pioggia, ma là dove sono adesso. Si eviterebbe non solo l’ennesima figuraccia, ma, soprattutto, si renderebbe il giusto servizio ai disabili.

      Mi risulta che sia stata mandata dal Parma FC una email ai vari disabili che regolarmente si accreditano, per chiedere delle criticità e come risolverle. Se la cosa corrispondesse al vero sarebbe lodevole: ma non credo che nessuno di loro baratterebbe l’attuale postazione con il “Bortolon”.

      Infine, chiudo, tornando alla supposta polemica politica: a me non è piaciuta la risposta da “campagna elettorale” dell’assessore Rossi ieri sera a Città Sera (Teleducato). Anziché sprecare energie a chiedersi perché prima non è stato fatto niente, essendo una amministratrice in carica dovrebbe cooperare con i suoi colleghi per trovare una soluzione. Una volta si diceva: hai voluto la bicicletta? Mo’ pedali. Bene: l’attuale maggioranza ha vinto le elezioni, ricevendo la fiducia dei cittadini: ora c’è l’onere e l’onore di amministrare, senza pensare sempre che le cose vengano fuori ad orologeria per metterli in difficoltà.

      Nel caso specifico questa campagna è partita da stadiotardini.it – che è politico ed apartitico come il suo direttore – nel solo interesse di trovare una soluzione da città civile alla problematica denunciata nel 2011 e ribadita la scorsa estate dal tifoso in carrozzina Fabio Giarelli. Tutto lì.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Majo ma stiamo parlando della realtà di Parma oppure tutto questo è un romanzo ambientato nella Sicilia di inizio secolo? Noto una preoccupante omertà da tutte le parti chiamate in causa. Possibile che lo stadio sia di proprietà del Parma calcio mentre il suolo sarebbe del comune? Come ha fatto Tanzi a ristrutturare uno stadio non suo? perché il comune non fa il suo dovere? Ai tifosi ed in particolare modo ai disabili, perché se vogliamo estendere il discorso a tutto lo stadio, mi chiedo, sia giusto che chi va in curva nord sia costretto a prendersi tonnellate d’acqua ad ogni partita? Considerando il fatto che d

    • Ciao Claudio

      e grazie per l’intervento. Anche perché noto che quando si va su argomenti socialmente interessanti i commenti latitano, ché alla gente piace di più il mercato o quisquilie analoghe.

      Detto questo, però, facciamo qualche piccolo distinguo.

      La preoccupante omertà, almeno in parte – e dai, e dai – si è sfaldata, e il piccolo muro sta venendo giù. Chi più chi meno, ma anche altri media si sono uniti alla nostra campagna di sensibilizzazione: se ad esempio, la Gazzetta di Parma non avesse pubblicato la mia lettera, il consigliere Vescovi non avrebbe portato in consiglio comunale la questione. Poi che ci fosse stato il bisogno di una comunicazione urgente, quando da alcuni mesi stadiotardini.it aveva già bussato alla porta di Pizzarotti & C. è un altro discorso. Ma, se è per quello, non avrebbe dovuto esserci il bisogno, per muoversi, del duplice appello, a distanza di anni, dell’appassionatissimo tifoso in carrozzina Fabio Giarelli!

      Il Tardini – terreno e struttura – è di proprietà dell’Amministrazione Comunale, al di là dello strafalcione di Pizzarotti in tv: Tanzi, in questo caso benefattore, ristrutturò l’impianto in cambio di una convenzione pluriennale con il Comune, che ha concesso al club l’utilizzo e la gestione dell’impianto. Di quella stessa convenzione sta beneficiando l’attuale proprietà Ghirardi.

      Di questi tempi non si può pretendere che sia “il pubblico” a fare investimenti importanti, specie se l’utilizzo è sostanzialmente “privato”, ma il privato nicchia (ha preferito fare patrimonializzazione su terreni di proprietà, vedi il Nuovo Centro Direzionale Parma FC di Collecchio) a fare interventi appunto perché la proprietà è pubblica. Come scritto più volte sarebbero possibili soluzioni – di cui il presidente di STS Valentini aveva garantito la fattibilità – anche con gli attuali strumenti legislativi, ma l’AD Leonardi, dopo aver promesso che avrebbe fatto la Copertura della Nord dopo il diluvio di Parma-Roma 2012, fece poi una clamorosa marcia indietro (al Natale Gialloblù) trincerandosi dietro la mancata entrata in vigore della Legge sugli Stadi.

      Io posso anche essere d’accordo con lui che anziché fare un rattoppo con una copertura provvisoria della Nord, probabilmente è meglio riqualificare completamente il Tardini, giacché non si tratterebbe di un impegno piccolo, ma di un investimento consistente. Il discorso della tettoia dei disabili, invece, è improcrastinabile. Tuttavia la soluzione che si starebbe presentando (delocalizzazione nel “Bortolon”) mi pare parimenti improponibile. Speriamo che ad andare alle 17 30 cavino fuori dal cilindro qualcosa di meglio…

      Cordialmente

      Gmajo

  • *Considerando il fatto che ci sono voluti 6-7 anni di presidenza per fare un nuovo centro direzionale, significa che tra 30-40 anni vedremo un Tardini decente?

    • La differenza tra il Centro Direzionale e il Tardini è che il primo è di Ghirardi, il secondo del Comune. Sul discorso degli anni necessari per un Tardini decente, dipende da che tipo di strada si intende percorrere. Ma se si facesse l’alienazione per 99 anni del diritto di superficie, ci sarebbe modo per agire da subito. In quanto, ribadisco, non si pretende che il privato supplisca al pubblico. Ma nel minuto in cui si fanno i salottini per l’upper class, non si possono lasciare all’acqua prima di tutto i disabili e poi i popolari.

      Cordialmente

      Gmajo

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