PARMA BELLO, MA SENZA PERSONALITA’: 60’ DA PROTAGONISTI, POI LA RIMONTA VIOLA, FINO AL PARI CHE SA DI BEFFA…

(Orazio Vasta) – Il Parma ci crede a metà, e il sogno di portare a casa il bottino pieno si spegne sulla capocciata di Gonzalo Rodriguez e sulla conclusione da attaccante di razza di Juan Manuel Vargas, fuori dai giochi viola da tempo immemore. Al Parma basta l’extra time per portarsi avanti, e consolidare una supremazia non solo territoriale, ma anche di gioco e idee nel primo tempo, e per cogliere il punticino che serve più alla classifica che al morale. Un’ora di gioca ad alti livelli, con un gioco che a tratti incanta, a casa di una delle squadre della nostra categoria che incanta per la propria qualità di manovra. Una Fiorentina assente, inesistente, messa alle corde da un Parma arrembante ben messo in campo da Donadoni. L’assenza di Amauri non è uno svantaggio per gli ospiti, anzi, si trasforma in un’arma che Donadoni ha saputo usare al meglio. La difesa gigliata, schierata nell’occasione a quattro non ha punti di riferimento e lascia spazi utili per gli inserimenti di Biabiany e per i tagli precisi al millimetro di Antonio Cassano.

Montella deve fare a meno di Cuadrado e Pasqual, giocatori essenziali per il suo tipo di gioco e in avanti l’assenza di Gomez si fa sentire. Poi, come se non bastasse la fortuna volta le spalle ai padroni di casa, che devono fare a meno al minuto trentacinque anche di  Pepito Rossi.

La Fiorentina è totalmente in bambola, Pizarro tornato in mezzo al campo non riesce a dirigere l’orchestra viola e le linee dei crociati sono praticamente insuperabili per gli uomini di casa. Proprio come una fisarmonica la squadra si allunga quando attacca e si si restringe in ranghi stretti e compatti a difesa della propria area di rigore, con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. A far ripartire velocemente Palladino ci pensa Cassano. Eppure il gol tarda ad arrivare, Palladino spara tra le braccia di Neto  un pallone regalatogli dalla difesa viola, qualche minuto più tardi Cassano vede l’inserimento di Biabiany in mezzo all’area, disegna una traiettoria che più precisa non si può, ma il francese si fa chiudere da Alonso, abile nella diagonale difensiva. E’ proprio il francese la croce e la delizia degli ospiti. Per lui tanta corsa, ma poca sostanza. Si sacrifica facendo addirittura il quinto di difesa, e non si fa mai desiderare in zona d’attacco, ma non trova mai il guizzo, la giocata giusta, la zampata da campione. Allora ci prova Cassano a scardinare la difesa, ne salta uno, due, addirittura tre, ma la palla finisce in corner. Dietro il Parma non corre alcun rischio, ma Lucarelli decide di far venire un infarto ai propri tifosi e ai suoi compagni. Rebic gli sguscia via, lui per risposta gli rifila un calcione. Contatto dentro o fuori dall’area di rigore? Per fortuna dei crociati l’arbitro non si fa ingannare e assegna un calcio di punizione ai viola a venti centimetri dall’area di rigore. Ingenuità grossa per un giocatore della sua esperienza che poteva costare cara.

A pochi minuti dall’intervallo la pressione del Parma si trasforma in gol. Gargano tentenna al limite dell’area, non sa cosa fare con quel pallone tra i piedi, alla fine calcia verso un incertissimo Neto (ho tralasciato il particolare portiere viola appositamente, perché è indescrivibile la sua prova), ma la palla carambola su Gonzalo Rodriguez e si infila in rete. Parma meritatamente in vantaggio.

Nella ripresa Montella non sa più a quale santo votarsi, così decide di provare la carta della disperazione, a sorpresa entra in campo Vargas. Il peruviano dimostra subito di essere pericoloso e la sua voglia di fare mette in difficoltà i crociati. Intanto il bel Parma visto nel corso dei quarantacinque minuti di gioco si sfalda, come una costruzione che crolla su sé stessa. La Fiorentina capisce che è il momento di spingere e lo fa. Cassano al minuto sessanta fa una smorfia alla panchina, fa capire che gli si è accesa la spia della benzina e che sta in riserva. Non corre più, ma passeggia. Con lui spento, il Parma si spegne. La conferma da due momenti di gioco: il primo vede il talento barese perdere un pallone a centrocampo mentre la sua difesa era scoperta, il più lesto di tutti è Alonso che si invola verso Mirante. La sua conclusione impegna seriamente l’estremo difensore ospite, che è bravo a salvarsi in angolo. Qualche minuto più tardi il secondo momento: Sansone (entrato al posto di Palladino) pesca con un lancio perfetto proprio il talento barese, che è lento e macchinoso nello stoppare il pallone e nell’entrare in area, per Gonzalo Rodriguez nessun problema nell’anticiparlo e nello sventare la minaccia. Tra i due momenti c’è da registrare il pareggio della formazione ospite, proprio con Gonzalo Rodriguez che all’ennesimo calcio d’angolo, anticipa tutti sul primo palo e incrocia di testa sul secondo. Al minuto settantatré Cassano viene richiamato in panchina, al suo posto Rosi. Donadoni affida a Biabiany il compito di bucare la difesa gigliata e al neo entrato quello di far salire la squadra, al momento troppo schiacciata all’indietro. Ma il Parma ormai è completamente in affanno, la Fiorentina attacca alla ricerca del gol del sorpasso, che arriva al minuto settantasette. Fa tutto bene Pizarro che semina il panico nell’area crociata, nessuno riesce a togliergli il pallone dai piedi, mette in mezzo e Vargas – come già anticipato in apertura di pezzo – da attaccante di razza stoppa e gira verso Mirante, palla sporcata da Lucarelli e gol del vantaggio per la Fiorentina.

Il Parma prova a risalire su, Donadoni manda in campo anche i centimetri e il peso offensivo di Okaka, ma il cambio non porta alcun vantaggio agli ospiti. L’arbitro Massa assegna due minuti di recupero e il “Franchi” si prepara a festeggiare il ritorno alla vittoria, dopo lo stop di San Siro con l’Inter. Peccato però che in disimpegno la Fiorentina combina l’ennesimo pastrocchio e serve Biabiany proprio al limite dell’area, il francese va sul fondo, crossa in mezzo e trova a tempo quasi scaduto la testa di Gobbi, abile ad anticipare tutti (Sansone compreso). Tralascio anche in questo caso di descrivere la pessima uscita di Neto, anche se è grazie a lui che Gobbi può festeggiare il ritorno al gol, e il Parma un punto arrivato che sembrava insperato, ma che alla fine sa di beffa. Con un pizzico di cattiveria in più, di personalità e di coraggio Fiorentina-Parma avrebbe avuto un altro racconto.

Questa sera il Parma è stato anche fortunato. I viola hanno perso anche l’unico ottimo giocatore che avevano in campo, hanno giocato una partita pessima e hanno rischiato di soccombere. Se non si segna nemmeno quando la fortuna ti va a favore, speriamo che a questa squadra non capitino mai giornate storte. Donadoni chiede il salto di qualità, proprio come lo scorso anno, ma la rosa di quest’anno, qualitativamente parlando non dovrebbe essere migliore? Siamo ancora allo stesso punto di partenza? Orazio Vasta

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.