BUFERA TEP / IL DEBITO DEL PARMA CALCIO ALL’ORIGINE DELLA KAFKIANA SOSPENSIONE DI DUE DIRETTORI

image(gmajo) – Poco prima delle 21.30 di ieri, lunedì 11 novembre 2013, dopo quatto ore di riunione a porte chiuse nel palazzo comunale, si è conclusa la commissione consiliare “controllo società” sulla vicenda della sospensione – propedeutica al licenziamento – di due dei tre dirigenti della Tep (il direttore tecnico e di esercizio Mauro Piazza, e il responsabile economico Paolo Vicari – decisa d’imperio (in virtù dei suoi poteri) dal presidente dell’azienda trasporti – di capitale completamente pubblico – Mirko Rubini, che ieri, al termine di questa prima audizione, non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa, letteralmente messa alle porte (e all’addiaccio) – come imageriferisce Raffaele Castagno di  parma.repubblica.it, fin dalle 19. Sotto i Portici del Grano l’unica a parlare coi cronisti è stata Maria Teresa Guarnieri (AP) che ha informato della richiesta della minoranza che eventuali decisioni definitive vengano condivise con il consiglio di amministrazione “per garantire trasparenza”. Glasnost, questa sconosciuta: Castagno, su parma.repubblica.it, dopo aver ricordato come la riunione fosse stata secretata “niente streaming, niente comunicati, niente dichiarazioni” amareggiato ha concluso: “questa sera proprio la trasparenza è una parola opaca che non significa nulla”.

mauro piazzaA rompere il muro di gomma del silenzio è, però, uno dei due direttori Tep sospesi, l’ingegner Mauro Piazza, che ha accettato di rispondere alle domande di stadiotardini.it, che, proprio nel nome della trasparenza, ha deciso di occuparsi della vicenda, anche perché alla base del provvedimento c’è una vicenda legata al Parma Calcio, e cioè, come ci ha spiegato Piazza, l’addebito mosso dal presidente Rubini ai suoi sottoposti di non aver dato corso ad una delibera del Cda con cui si decideva la sospensione della fornitura dei servizi alla società di calcio, esposta per una cifra ragguardevole (oltre 100.000) nei confronti dell’azienda trasporti.

“Avrei preferito parlare solo alla conclusione di questa vicenda – dice al telefono Piazza a stadiotardini.it, con la voce che non nasconde il travaglio personale che sta vivendo (ricordiamo che in gioco c’è un posto di lavoro, onorevolmente ricoperto per una ventina d’anni) – ma forse è giusto che la gente sappia di cosa si tratta, anche per chiarezza, perché non ho nulla da nascondere e sono una vittima nella vicenda". Nella sua veste di direttore tecnico e di esercizio, Piazza si era trovato ad occuparsi di quelli che vengono definiti i servizi di noleggio da rimessa, cioè, in sostanza, della parte commerciale. Era, dunque, chiamato in prima persona ad occuparsi anche della fornitura dei servizi al Parma Calcio – non solo le trasferte dei calciatori della prima squadra, ma anche i trasferimenti delle formazioni del settore giovanile, anche se questi ultimi, per un certo lasso di tempo, erano stati affidati dal club ad una società bresciana – che negli anni avrebbe finito per accumulare una posizione debitoria nei confronti della azienda, a seguito della quale il CdA avrebbe preso la decisione di interrompere l’erogazione di questi servizi“Specifico che al sottoscritto, assente durante quei lavori, non è mai stato consegnato il verbale di quel consiglio, di conseguenza non mi è mai stato conferito l’ordine – della cui inadempienza vengo contestato nel provvedimento di sospensione – d’interrompere i servizi, competenza, che comunque, mancando nella pianta organica la figura del direttore generale, sono certo che spetti, in base allo statuto sociale, ai presidenti pro tempore dell’azienda, il precedente e l’attuale, cui io dovevo rispondere nel rispetto della scala gerarchica”.  

L’aspetto kafkiano della vicenda è che mentre ai due dirigenti è stata contestata la mancata interruzione del servizio al Parma Calcio, tale servizio è regolarmente proseguito ed è tuttora in corso, se ne deduce almeno con il benestare di chi ha mosso il provvedimento. “Il rapporto con il Parma Calcio che è sempre stato franco e leale – come ben sapevano i presidenti che si sono succeduti in Tep – non ha causato – sostiene Piazzaun danno economico all’azienda, che, sia pure in ritardo, ha sempre percepito dalla società di calcio quanto dovuto. Diciamo che i ritardi si erano nel tempo cronicizzati, pur mantenendo una sostanziale regolarità nei pagamenti rateizzati. Sono convinto che la società, nel tempo, avrebbe onorato anche gli attuali debiti, che sono di poco superiori ai centomila euro, come del resto ha sempre fatto. Non c’è stato alcun danno, dunque. E il fatto che il rapporto sia proseguito è la dimostrazione che la pensa così anche chi ci ha sollevato dall’incarico”. Tep e Parma Calcio, infatti, hanno continuato il proficuo dialogo che potrebbe sfociare nel rinnovo contrattuale, anche se risulterebbe che il club, per tutelarsi, abbia sondato anche la disponibilità di altri vettori, mentre Rubini, in Commissione, avrebbe espresso tutte le sue perplessità sulle società di calcio, in generale, come clienti.

Nei giorni scorsi, pur senza fare il nome dei protagonisti, si era occupato della vicenda, in una nota, anche il consigliere comunale di minoranza Roberto Ghiretti di Parma Unita, il quale nel dicembre del 2010, quando indossava i panni di assessore allo sport del Comune di Parma, aveva difeso a spada tratta l’accordo in essere tra la società di trasporti e quella calcistica, dopo che in una sessione della stessa commissione consiliare, il neo-eletto presidente della Tep Antonio Tirelli aveva denunciato la mancata riscossione di crediti da parte dell’azienda di trasporto – di cui aveva appena assunto la presidenza, dopo le dimissioni del suo predecessore Mauro investito dalla questione Banca Mb – per circa 450.000 euro dalle società sportive del territorio, tra cui, appunto, il Parma FC. Tirelli, dunque, fin dal suo insediamento, era perfettamente a conoscenza del problema, da lui stesso evidenziato in Commissione, ma alla fine è rimasto tale anche imagedopo il suo atto d’addio. L’allora  stadiotardini.com,  in un articolo pubblicato la mattina del 10 dicembre 2010, come testimonia il nostro archivio, aveva titolato: “Tep, per Ghiretti il Parma non è portoghese”. In una lettera alla Gazzetta di Parma, infatti, l’allora membro della giunta comunale, aveva scritto che il Parma in questi anni ha versato centinaia di migliaia di euro alla Tep, preferendo, talvolta il rapporto di­retto con una realtà del ter­ritorio alle legittime indagini di mercato. Ecco, dunque, che questa collaborazione non va sminuita, ma al contrario ce­lebrata come fatto virtuoso.”

Di seguito le osservazioni salienti di Ghiretti al deflagrare del caso della sospensione dei due dirigenti: “Sarebbe interessante capire che tipo di mandato sia stato affidato dal sindaco Pizzarotti al neo presidente Mirko Rubini, voluto da questa amministrazione ed insediatosi solo 4 mesi fa. Dico questo perché mi risulta che avrebbe sospeso dal servizio due Direttori (su tre) dell’azienda per motivi sconosciuti mettendo a grave rischio l’operare giornaliero di un’azienda che trasporta più di 100.000 persone al giorno. Quel che è peggio è che, se le segnalazioni arrivatemi sono corrette, il nuovo Presidente avrebbe agito senza informare il Consiglio d’Amministrazione se non a posteriori. Considerato che si tratta di due Direttori che hanno ruoli essenziali nell’azienda, in cui gli stessi prestano servizio da oltre 20 anni, e considerato che la nostra azienda Tep è considerata fra le migliori a livello nazionale ed una delle poche con i conti in ordine, mi piacerebbe capire cosa abbia indotto il Presidente ad una azione così drastica dopo soli pochi mesi di attività. Com’è possibile che con così pochi giorni di conoscenza di un’azienda complessa abbia potuto maturare la convinzione di un atto così “forte” nei confronti di figure dirigenziali apprezzate dai vari amministratori che si sono susseguiti nel corso di tanti anni? Pare, il condizionale è d’obbligo in questi casi, che alla base della querelle vi sia la gestione di un’azienda cliente, rispetto alla quale i due direttori avrebbero “colpevolmente” deciso di proseguire i rapporti di fornitura di servizi pur in presenza di un forte debito pregresso. Motivazione in sé interessante, se non fosse che in un secondo tempo il Presidente avrebbe personalmente provveduto ad incontrare i vertici della società ed a garantirgli la prosecuzione della fornitura dei servizi stessi”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

20 pensieri riguardo “BUFERA TEP / IL DEBITO DEL PARMA CALCIO ALL’ORIGINE DELLA KAFKIANA SOSPENSIONE DI DUE DIRETTORI

  • 12 Novembre 2013 in 18:09
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    a napoli in autostop

  • 12 Novembre 2013 in 18:18
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    Bisognerebbe capire a quanto tempo risale il debito di 100.000 Euro accumulato dal Parma e perchè non viene pagato. Ho sempre creduto che il Parma fosse una società modello dal punto di vista economico. Sarebbe curioso sapere se ci sono altri fornitori che reclamano arretrati.

    Sono poi rimasto allibito quando ho letto che il dirigente Tep sostiene che il debito del Parma non ha rappresentato un danno per le casse dell’azienda perchè prima o poi la somma sarà pagata. Grazie al cavolo, vorrei anche vedere!

    Vorrei ricordare al dirigente che Tep è azienda pubblica e quindi ci vorrebbero il massimo rigore e la massima trasparenza e poi se un cliente non paga, quei soldi li devi comunque trovare per far mandare avanti la baracca o no? Quindi non credo che il mancato introito dei soldi dovuti dal Parma Calcio sia tanto indolore.

    • 12 Novembre 2013 in 18:31
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      Come evidenziato dall’articolo che ho postato del dicembre 2010, la situazione Tep-Parma è nota da tempo. Lo stesso presidente pro tempore Tep Tirelli, appena nominato, aveva allora evidenziato come il sistema delle società sportive avesse creato un enorme disavanzo. Da allora ad oggi, però, il rimedio definitivo non lo si è trovato se, appunto per quella cifra (stimata per difetto) c’è ancora una esposizione. E’ chiaro, però, che di fronte a queste situazioni si tende a cercare di recuperare il dovuto e non di perderlo: per cui, a fronte di trattative e di promesse, il rapporto è proseguito. Il procedimento mi pare chiaro: nel senso che ci sono aziende che fanno pagamenti eterni, metta, ad esempio, dopo un anno: ebbene, se le rateizzazioni successive fossero state regolari, c’è sì un ritardo, ma i quattrini arrivano. Ovviamente la mia è una ipotesi. Poi chi di dovere giudicherà e farà.

      Per quanto riguarda eventuali arretrati di altri fornitori: se dovessero esserci segnalazioni con prove concrete noi di stadiotardini.it non abbiamo difficoltà ad ospitarle: siccome, però, di solito ci sono molti pissi pissi bao bao e nulla di concreto, non daremo spazio ad illazioni se non comprovate dai fatti.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 12 Novembre 2013 in 23:33
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    Fateci sapere e comunque bravo MAJO che come al solito scoperchi le pentole in ebollizione. Ora ci aspettiamo risposte trasparenti e documenti alla mano anche da parte delle parti in causa al tempo dei fatti. Ci aspettiamo una grande inchiesta pubblica con indicazione dei consigli di amministrazione che avrebbero perpetrato la situazione stando a quanto riportato.

  • 12 Novembre 2013 in 23:56
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    direttore io vorrei sapere se ci sono novità sui tempi del nuovo parma channel

    • 12 Novembre 2013 in 23:59
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      Con calma, Marco, con calma… E comunque, se sei di fuori Parma, mi sa che la cosa ti possa interessare fino lì, perché, nel caso il canale decollasse, sarebbe in ambito locale…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 13 Novembre 2013 in 00:09
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    su internet non sarebbe possibile vederlo?
    grazie mille per le risposte

    • 13 Novembre 2013 in 00:11
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      Non saprei. Magari sul canale youtube… Ma non so se nel caso caricherebbero tutto il palinsesto…

  • 13 Novembre 2013 in 07:15
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    A Napoli in treno sarebbe mica male per i giocatori. Una dimostrazione di grande intelligenza e di risparmio ah ha

    • 13 Novembre 2013 in 09:37
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      Poi, però, Alessio, la soluzione si potrebbe trasformare in un ulteriore comodo alibi per giustificare un’eventuale prestazione non soddisfacente, aggiungendosi ai complotti, al tifo spento, etc. etc…

      Al di là del fatto che, in occasione di certe trasferte, il Parma si è in effetti servito del treno: ad esempio le partite con le romane, nelle ultime stagioni, erano state caratterizzate da questo tipo di trasferimento. Per i calciatori. Perché le masserizie, diciamo così (maglie, bauli, etc.), lo stesso viaggiano sul pullman attrezzato il quale, vuoto – autisti a parte – raggiunge la destinazione prevista, in quanto, allo stadio ospitante, rarissime eccezioni a parte, il Parma ci entra col pullman marchiato, anche per esigenze di sponsor. A Roma, ad esempio, lo posso testimoniare per esperienza diretta, negli anni passati, all’arrivo a stazione Termini, trovavamo il torpedone d’ordinanza che ci portava in ritiro.

      A Napoli, però, è più facile che la squadra si trasferisca in aereo (sempre col pullman in viaggio già da prima, vuoto), per far sì che i nostri eroici portacolori non vengano debilitati da un viaggio troppo stancante.

      Al di là delle battute, però, rimane il problema del debito del Parma FC nei confronti dell’azienda trasporti pubblica, oggetto della nostra intervista esclusiva di ieri al dirigente sospeso Piazza, che ha fatto il giro dei quotidiani on line cittadini che ci hanno ripreso, e che stamani compare anche a pagina 13 sulla Gazzetta di Parma, la quale ha completato il nostro lavoro aggiungendo le poche righe dell’altro dirigente, suo malgrado, coinvolto in questa vicenda, e che, a propria volta, sta rischiando il posto, cioè il responsabile economico Paolo Vicari. “Sono stupefatto della vicenda perché mi vengono imputate inadempienze su temi che esulano completamente dalle mie competenze di direttore amministrativo. Infatti l’erogare, interrompere o riprendere un servizio, come quello effettuato per il Parma FC, è competenza del presidente e del legale rappresentante dell’azienda, non certo mia. La situazione mi amareggia moltissimo, dopo oltre vent’anni di lavoro in cui ho contribuito a mantenere la Tep fra le migliori aziende di trasporto in Italia”.
      La GdP ha provato anche a sentire la società Parma FC: “Dal Parma Fc nessun commento ufficiale sulla vicenda, ma ambienti della società ci tengono a far sapere che i rapporti con gli interlocutori di Tep erano improntati alla massima collaborazione e alla ricerca di soluzioni che fossero accettabili per entrambe le parti”. Ricostruzione che collima perfettamente con le dichiarazioni che noi di stadiotardini.it abbiamo raccolto da Piazza. Certo che il politichese “ambienti della società ci tengono a far sapere…” ce lo potevano anche risparmiare. Non dico tanto il quotidiano, quanto il club: metterci la faccia con una dichiarazione ufficiale era troppo a fronte del lavoro che stanno perdendo due dirigenti dell’azienda che ha avuto così tanta pazienza nei confronti del club per via di questo debito?
      Il giornale cittadino, infine, chiude con un capitoletto dedicato al silenzio della Tep: “Fino a tarda sera ieri nessuna presa di posizione o commento da parte della Tep. Il presidente Mirko Rubini, lunedì sera, al termine della commissione in Municipio aveva liquidato i giornalisti con un laconico ‘nessun commento’. E anche ieri pomeriggio, contattata telefonicamente, la presidenza della Tep ha mantenuto la linea del ‘no comment’.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 13 Novembre 2013 in 16:52
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    morale della favola, il Parma sembra aver problemi, quanto meno, di liquidità e, probabilmente, TEP non sarà l’unico fornitore che attende di essere pagato. Il problema è che TEP è un’azienda pubblica che, quindi, quando ha problemi di bilancio (ad esempio anche a causa di ritardi nell’incasso di crediti….) chiede ai soci, cioè a Comune e Provincia e quindi a NOI TUTTI, di saldare il conto. Quindi è più che ragionevole che un dirigente di un’azienda a partecipazione pubblica, sia rimosso da quell’incarico se il suo comportamento, nel caso di specie “tollerante” verso clienti morosi, non fa il suo dovere. E la giustificazione del dirigente intervistato che, pacificamente, ammette che il Parma ha sempre pagato con ritardo, è francamente irricevibile.

    • 13 Novembre 2013 in 17:11
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      Non voglio entrare nel merito, anche perché non mi compete: ma far interrompere la fornitura – per statuto – mi pare spetti al presidente e non ai dirigenti (che per altro non hanno neppure la qualifica di direttore generale). I dipendenti sono stati sospesi, ma la fornitura al club, nel frattempo, è proseguita, anche con l’evidente benestare dei presidenti succedutisi, incluso l’ultimo, che ha deciso il provvedimento di sospensione. Tirelli, il suo predecessore, nel 2010 riferì dei debiti delle società sportive del territorio nei confronti della Tep per 450.000 euro, ma l’apertura di credito al Parma FC nel frattempo mi pare sia rimasta… Ed era rimasta anche perché, al di là dei cronici ritardi, aveva comunque un peso importante nei bilanci dell’azienda.
      Se lei vendesse pubblicità, ad esempio, ed avesse uno dei suoi migliori clienti che la paga dopo un anno, cosa farebbe? Interromperebbe la fornitura, o continuerebbe, garantendosi, comunque, sia pure in ritardo, una discreta entrata?

      Cordialmente

      Gmajo

  • 13 Novembre 2013 in 17:39
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    no, attenzione ai paragoni un po’ sgangherati: se (per rimanere al suo curioso esempio) Publitalia ha un cliente che paga in ritardo, è liberissima di attendere con calma il pagamento, eventualmente anche senza interrompere la fornitura dei servizi, oppure di fargli causa.
    Ma le ricordo che, nel caso della TEP; stiamo parlando di un’azienda completamente a partecipazione pubblica e che, oltretutto, non sta navigando nell’oro, ragion per cui almeno i crediti li deve riscuotere senza indugio e, come avviene normalmente, ad esempio, per luce, acqua e gas, interrompere le forniture per non aggravare la posizione debitoria del cliente.
    Tanto più se il Cliente non è propriamente un senzatetto….
    E, per completare il ragionamento, non ho mai visto o sentito di un’azienda che debba aspettare addirittura il presidente per decidere di interrompere l’erogazione del servizio ad un utente moroso!! Tant’è che, sempre per restare all’esempio delle utenze, non è certo il presidente di IREN o dell’ENEL ha ordinare che le stacchino la luce se lei non paga!!

    • 13 Novembre 2013 in 19:40
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      Vada tranquilla Bella Gioia che se lei avesse un suo cliente che la paga 100.000 euro l’anno sia pure con dodici mesi di ritardo che se lo tiene ben stretto…

      Il discorso pubblico/privato non c’entra: quando si fanno delle trattative commerciali i termini di pagamento vengono sostanzialmente concordati. Se non vengono rispettati, poi, vengono pagate delle penali. Se il ritardo del Parma si era cronicizzato, ma era regolare (se, ribadisco) non c’è bisogno di star qui a stracciarsi le vesti. Anch’io quando lavoravo per certe aziende percepivo i miei emolumenti con circa 90 giorni di ritardo rispetto al termine della prestazione: una volta entrato in circolo, però, era come se prendessi lo stipendio tutti i mesi.

      Secondo me, specie sul web, c’è piano di facili forcaioli. Io, prima di indignarmi, aspetto di essere al cospetto di irregolarità gravi, o delitti. E non è certo questa la fattispecie.

      Poi, per educazione, io sono uno che non fa debiti e che se compra la macchina la paga in contanti, non a rate (ed è per quello che viaggio su una vecchia tipo del 1988), quindi mi dà fastidio che chi sta meglio di me si faccia compatire ritardando i termini di pagamento. Però, quando si ha a che fare con accordi commerciali (che spesso poi sono condizionati da accordi politici, e allora qui il discorso diviene ancora più complesso, ma a maggior ragione non dovrebbero essere i tecnici a pagare per colpe di altri) non penso ci sia da scandalizzarsi.

      Poi se qualcuno ha delle prove provate e vuol fare delle denunzie, ripeto, sono a disposizione. Ma niente qualunquismi e vesti stracciate per nulla!

      Cordialmente

      Gmajo

  • 13 Novembre 2013 in 19:21
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    Concordo pienamente con Bella Gioia e come cittadino sono indignato nel sapere che una società a controllo pubblico come Tep abbia chiuso gli occhi di fronte ad un debito crscente da parte di un cliente privato che non paga (cliente che per giunta i soldi quando si tratta di pagare l’ingaggio annuo di Palladino li ha). A me non se non pago le bollette tagliano la luce, se salgo su un autobus senza il biglietto fanno la multa, invece il signor Ghirardi può permettersi di stare un paio d’anni senza versare un’euro nelle casse di un proprio fornitore, tanto lui è il padrone del Parma! Peccato però che la Tep sia pubblica!!! Vergogna!!!

    • 13 Novembre 2013 in 19:32
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      Mi sembrano ragionamenti molto qualunquistici. Lungi da me indossare i panni di avvocato difensore di Ghirardi (non penso proprio di essere la persona più indicata), però quando si ha a che fare con trattative commerciali, riguardino (e il ragionamento vale anche per Bella Gioia) aziende pubbliche o private, vanno tenuta in debita considerazione molteplici fattori prima di perdere un cliente. Ipotizziamo che il Parma paghi 100.000 euro all’anno per il servizio: se l’esposizione è di 100.000 euro, vuol dire che è indietro un anno con i pagamenti. Siccome per il pagamento in ritardo vengono applicate delle penali, alla Tep il Parma Calcio ha corrisposto anche di più dei teorici 100.000 euro/annuo che gli andavano. Non è una bella prassi quella di pagare in ritardo, ma il Parma Calcio non credo sia l’unica azienda al mondo a chiedere dilazioni. Se da oltre un decennio i vari presidenti Tep hanno accettato l’accordo col Parma sarà stato per motivi sia d’immagine, sia perché, comunque, ancorché in ritardo, gettare a mare un cliente che garantisce un gettito del genere è avventato.
      Poi il nuovo management è liberissimo di cambiar strategia, ma far pagare ai dirigenti mi pare fuori luogo. Anche perché le scelte erano evidentemente condivise. Così come il ragionamento che fate sulle bollette, mi fa molto popolino. Sapete bene che sono accordi ai massimi livelli con influenze di carattere anche di natura politica (basti pensare a cosa diceva nel 2010 Ghiretti… Evidentemente il gioco valeva la candela anche per la Tep.

      Sul discorso di altri fornitori, ripeto: voglio essere garantista. Non mi piacciono le accuse senza prove.

      Saluti

      Gmajo

  • 13 Novembre 2013 in 20:26
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    Pagamenti arretrati e cassa integrazione per alcuni dipendenti , affidamento del campo a cooperativa e basta guardarlo per capire e tante altre piccole grandi cose fanno di una società che ha un valore sociale una società commerciale e basta. Qualunquisti forse ma tanti indizi fanno una prova. Io parlo per me e basta e a e questi comportamenti peraltro perfettamente in linea con il resto del campionato italiano non fanno più rima con anima cuore e altre emozioni da sempre sbandierate per richiamare un pubblico che invece arriva sempre meno numeroso. Compreso il sottoscritto libero di non apprezzare per niente un modo di vivere che mi pare molto simile a qualcosa di gia recentemente visto in altri ambiti .

  • 14 Novembre 2013 in 09:40
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    gentile signor Majo, evidentemente gli esempi non sono il suo forte: citare il fatto che lei viaggi con un’utilitaria storica, solo perchè (a suo dire) non vuole far debiti, c’entra come i cavoli a merenda.
    Allo stesso modo non si capisce il riferimento (e la connessione con la vicenda TEP) ai suoi passati emolumenti ma, d’altra parte, lei spesso, molto spesso, tende a personalizzare le cose, superando il confine che divide la cronaca dalle sciocchezze (come quella secondo cui la sospensione del servizio ad un cliente moroso, spetterebbe al presidente di un’azienda: ma dove l’ha letto???).
    Non capisco, soprattutto, questa sterile difesa di persone e atti, semplicemente, indifendibili: la TEP è un’azienda pubblica che ha sospeso alcuni dirigenti rei, secondo le “accuse”, di aver colpevolmente (attenzione: ho scritto colpevolmente, non dolosamente…) disatteso una direttiva del CdA che imponeva di sospendere i servizi ad un’azienda, privata (Parma Fc Spa), morosamente cronica. Cosa c’è di tanto strano? E’ sempre successo, in ogni angolo del pianeta, e succederà ancora. Quindi?
    Lei che, spesso, ha posto, giustamente, l’attenzione proprio sui bilanci del calcio e del Parma in particolare, perché insiste nel trovare delle inesistenti giustificazioni a questa vicenda? Alla TEP qualcuno ha sbagliato e, a quanto pare, sta pagando. Comprensione umana, ma atto formalmente corretto. O no?

    • 14 Novembre 2013 in 10:52
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      Guardi Bella gioia,

      i miei esempi potranno anche non piacerle – ed è capibile – ma, al contrario di quanto asserisce, sono sempre piuttosto calzanti. Ho l’abitudine, proprio per rendere i discorsi più semplici e di facile comprensione, di inserire nelle mie dissertazioni delle esemplificazioni, che, è evidente, non possano essere tali e quali alla materia di discussione, ma che possano far meglio percepire di cosa si parla.

      Ma quando si è prevenuti, o forcaioli a prescindere, difficilmente si riesce ad andare più in là del proprio naso. Naso che, nel mio caso, lei, mi obietterà essere piuttosto voluminoso, ma nonostante questo cerco di andare oltre il medesimo, appunto senza prevenzioni, o risentimenti, come spesso mi accusano taluni.

      Proprio perché la mia azione è sospinta solo da puro spirito giornalistico – di sano giornalismo di una volta, senza condizionamenti – e non da scorie del passato, nel caso specifico mi sono trovato a difendere il Parma Calcio dalle vostre (uso il plurale perché il ragionamento vale anche per altri lettori che hanno tirato a mano espressioni populiste come “vergogna” etc.) accuse, per il semplice fatto che trovo la fattispecie molto semplice, naturale e fisiologica. Sono prassi talmente comuni che magari lei stesso potrebbe averle attuate nella sua attività.

      Allora: il Parma Calcio acquista servizi dalla Tep per una cifra annuale piuttosto ragguardevole, che senza dubbio pone il club tra i migliori clienti – perlomeno quantitativamente – dell’azienda trasporti. Però, lo stesso Parma, ha il difetto che tali servizi – secondo quanto emerso (al di là delle dichiarazioni di Ghirardi e di Marani pubblicate stamani dalla GdP che mi paiono davvero fuori luogo, ma è un classico) li paga in ritardo.

      Il dirigente – cui per statuto interno, e non perché me lo sono sognato di notte io, risponde al presidente – quindi, si trova di fronte alla scelta se proseguire nell’accordo, garantendosi un gettito ragguardevole, sia pure in ritardo, oppure di interrompere il servizio, buttando a mare un cliente importante. Da oltre 10 anni quel dirigente, con il beneplacito dei presidenti pro tempore succedutisi (e degli amministratori pubblici proprietari dell’azienda, vedesi le dichiarazioni di Ghiretti del dicembre 2010), ha sempre optato per continuare il rapporto con il Parma, anche perché, sia pure in ritardo, i quattrini sono sempre arrivati. Inclusi le more per i ritardi.

      L’ultimo presidente, però, ritenendo non solventi – in generale – le società di calcio (così, secondo diverse testimonianze che ho raccolto, si sarebbe espresso durante la commissione secretata), ha stabilito che venisse interrotta la fornitura al club, attraverso, secondo quanto il dirigente Piazza mi ha raccontato nell’intervista, un Cda, al quale il dirigente stesso non aveva partecipato, e il cui verbale non gli era stato recapitato. Per disobbedienza, diciamo così, il rapporto disciplinare ci può anche stare, ma la cosa, come riconosciuto ieri dalle minoranze è prassi decisamente esagerata. E inoltre è in netta contraddizione con il grave provvedimento (la sospensione propedeutica al licenziamento) il fatto che, pur con i dirigenti sospesi, la fornitura al Parma non sia stata interrotta.

      Altri giudizi non mi interessano. Io ho solo replicato a questo “dagli a quel cane”, che nel caso specifico mi è parso fuori luogo. Lei mi insegna che è meglio prendere 100.000 euro tra un anno, piuttosto che zero subito. O no? E vale sia per il pubblico che per il privato.

      Noi che ci vantiamo sempre della nostra parmigianità e chi ci lamentiamo che Ghirardi si serve sempre di aziende di fuori del territorio, cosa avremmo detto se avesse deciso di smettere il rapporto con la Tep per alienarlo (come pare facile possa avvenire dopo questa querelle) a un’azienda lombarda? Non è meglio che quei quattrini, tanti, anche se in ritardo, rimangano sul territorio?

      Saluti

      Gmajo

  • 16 Dicembre 2013 in 18:44
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    Se ho ben compreso il punto è che il Parma F.C. ora non sta più pagando. Non c’è problema se un cliente in questo caso Parma F.C. paga in ritardo ma se inizia a non pagare più i dubbi vengono. Proprio per questo sarebbe interessante capire quale è l’entità del debito del Parma calcio. E’ proprio di oggi una dichiarazione di Ghirardi in cui dice chiede aiuto all’imprenditoria locale e ci sta tutto, ma anche alla città e alle istituzioni,… cosa vorrebbe dire? Soldi pubblici? …

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