domenica, Maggio 26, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / CUNCTATOR DONADONI CONTRO PIRRO CONTE E UNA GIOCATA DA CIRCO

(Luca Savarese) – Parma-Juve del giorno dei morti l’ha vinta una persona sola, Conte Antonio, un allenatore con un sacco di palle, uno stratega unico che non è stato fermo dal primo all’ultimo minuto, quasi giocasse anche lui. Non a caso seguito a vista dai club europei più titolati. Il minuto decisivo dell’agone? Il 29′ della ripresa quando al posto di Giovinco e Tevez, Antonio re dell’Epiro juventino, mette dentro Quagliarella e Llorente. Passano pochi minuti e Quaglia-gol s’inventa un tiro dei suoi, un tiro che lo hanno fatto diventare quel giocatore letale che è: botta da lontano e palla che sbatte facendo tremare la porta tra l’orizzontalità della traversa e la verticalità del montante. Pogba arriva come un leone e non deve poi neanche più di tanto ruggire per far gol. Delizia quasi circense, tira fortissimo uno, l’altro sente il tiro e va a far gol. Magia di muscoli e centimetri in perfetta sincronia. Con quel doppio cambio Conte ha sbaragliato l’equilibrio psicologico che si era creato fino a quel momento tra le due squadre, spiazzando le marcature, ridisegnando l’attacco e, rinnovando il fortino delle motivazioni. Conte Pirro ha trovato il modo per far sua la dura battaglia ducale. Donadoni Quinto Fabio Massimo, Cunctator, temporeggiatore ha aspettato troppo per mettere dentro colui che lo scorso anno riuscì a fermare gli strenui juventini al Tardini, vale a dire Nicola Sansone, messo dentro al minuto numero 36 della ripresa, con tutto l’affanno che entrare ad un minuto ormai verso la fine delle ostilità, comporta. Certo si dice che il numero 21 non sia più quello dello scorso anno, ma lo scorso anno il ragazzo italo-tedesco era più tenuto in considerazione, più motivato, quando entrava spaccava le partite (tipo questo Quagliarella) e segnava perché Roberto credeva in lui al punto da non aver voluto che partisse durante il mercato. Ora Sansone lasciato ad infreddolirsi e a rassegnarsi in panchina è quasi la tela mogia di giornata di un allenatore che bravissimo a mettere Cassano, Biabiany ed Amauri insieme dall’inizio, invece che far di tutto per mettere tinte nuove e fresche al dipinto, quando servivano stimoli nuovi, quasi apatico vede il dipinto sfilare davanti a lui e non interviene poi più di tanto per imprimere il suo pennello, tosto, efficiente, di livello. Ad un certo punto la gara si poteva condurre nei porti di un pari e addirittura vincere, i ragazzi in campo, bravissimi tutti, uno più sul (difficile) pezzo dell’altro, difendevano bene e ripartivano con ordine, cercando anche, quando l’ossigeno lo permetteva loro, soluzioni offensive. Si capiva che la stoccata ferale poteva venire solo o da una palla inattiva o da una giocata estrosa o dall’esterno, dal mazzo di carte che la panchina offriva. Allora mentre il cunctator passeggia meditabondo, Pirro Conte rimette a nuovo la fanteria con Quagliarella e Llorente e ristabilisce il suo poderoso dictat psicologico e vocale; poco prima aveva messo in campo il compasso di Pirlo,lasciato prudentemente in panca con un pensiero legittimo al Real, poi ecco la spada Llorente e la lancia Qugliarella. La battaglia qui dice chi sarebbe stato il vincitore. Due partite due sconfitte per uno a zero, ma se a Genova Felipe non ci era arrivato e poi Mesbah aveva segnato un gol regolare, questa volta si è perso perchè quando nella testa dell’allenatore doveva passare la parola osa ora è invece scattata la parola aspetta, che sa di resa, di consegna immediata del comando alla Juve, che, come contro il Parma quando non gira molto il vento, va di remate e remate, ed osa prima poi spiazza ed infine piazza il colpo. Tecnico oggi troppo compassato e mi dispiace dirlo perchè fin dal primo giorno del suo mandato crociato ho benedetto e parecchio apprezzato ed ancora gusto questa scelta tecnica, che rappresenta una sicura risorsa e che ha iniziato quest’anno la sua seconda stagione intera dall’inizio, però a volte bisogna far qualcosa per uscire dagli schemi, anticipare le mosse audaci dell’allenatore avversario, magari puntare su chi hai in panca che può metterla dentro. Perché Amauri non segna dal 17 agosto in coppa Italia contro il Lecce? Non c’è peggior cosa di vedere i minuti che passano quasi buonisti e tu da possibile protagonista e chef, diventi un pezzetto di contorno che serve al nemico di turno per rosolarti meglio. Il calendario è di quelli da braveheart. Un colpo di testa ed un tiro da maestro ci hanno tagliato le gambe. Ci sono però tante note positive, come il fatto di essere sempre stati dentro la partita, lottando, dando più di quello che si aveva dentro. Esemplari sono in questo senso le prestazioni di Mendes (che lottatore) e dell’immortale Marchionni. Abbiamo perso due partite ma ci siamo, siamo lì. Il fianco all’avversario, peccato più brutto di una squadra, sembra che non lo regaliamo più. Per me questo Parma non è malato, diciamo che è andato dal dottore per due cali di concentrazione che hanno causato la girata del Gila e il tiro violento di Quagliarella. Abbiamo tenuto testa alla Juve e non per pochi minuti. Poi Pirro ha vinto la battaglia. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

5 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / CUNCTATOR DONADONI CONTRO PIRRO CONTE E UNA GIOCATA DA CIRCO

  • Luca Russo

    Considerazione # 1: vorrei che Donadoni mi spiegasse che senso ha, sul risultato di 0-0, togliere Mendes, che stava comportandosi benino, per inserire Felipe, che al contrario negli ultimi tempi ne ha combinate di cotte e di crude. Cioè: stiam giocando in casa; la Juventus è arrivata a Parma con la testa rivolta al suo prossimo impegno europeo; Pirlo, Isla e Llorente sono in panchina, mentre il Parma schiera i suoi uomini migliori; nel primo tempo siam più pericolosi di quanto riescano ad esserlo gli ospiti e nella ripresa idem; e Donadoni cosa fa? Toglie un difensore per inserire un altro difensore: bel segnale che si dà alla squadra. In pratica le si dice: contentiamoci del pareggio. Il che andrebbe pure bene se la Juve stesse dominando. Ma non è andata così. Perché le occasioni migliori le abbiamo avute noi, di loro possiam dire che han fatto un tiro in porta e ne hanno ricavato il gol vittoria. Avremmo dovuto mangiarceli, sportivamente parlando. E invece abbiam fatto il loro gioco: gli abbiam permesso di vincere da fermo, riposando. Era quello che cercavano: tre punti a buon mercato, senza sporcarsi le mani, che avevano l’obbligo di tenere pulite in vista del Real Madrid. E li hanno trovati. Anche perché loro in panca hanno un tecnico che i cambi li sa fare: Giovinco e Tevez fuori (l’argentino non voleva saperne di abbanondare il rettangolo di giuoco, ma il tecnico salentino l’ha persuaso facendogli capire che alla Juventus è l’allenatore che comanda, mica i calciatori), dentro Llorente e Quagliarella. Due attaccanti per due attaccanti: perché i bianconeri questa gara volevano vincerla. Senza sudare, ok. Ma volevano vincerla. E il Parma?

    Considerazione # 2: siamo a 12 punti in 11 giornate. Di questo passo conquistare la permanenza in massima serie non sarà affatto una passeggiata di salute. E allora mi chiedo: se 12 punti in 11 giornate li avesse fatti non Donadoni, ma uno come Colomba, oppure uno come Pioli, quale fine avrebbe fatto? La risposta già la conosciamo: ad entrambi sarebbe toccata la fine che hanno fatto quando erano titolari della panchina che adesso è (inspiegabilmente) ben salda nelle mani di Donadoni. Il quale riesce a conservarla pur senza abbozzare un cambio tattico (che sarebbe necessario visto che con l’attuale modulo di soddisfazioni ce ne stiamo togliendo pochine) e pur insistendo sui ‘suoi’ uomini e continuando ad escludere i soliti noti (di quanto è scesa la valutazione di Nicola Sansone?).

    Sapete come si dice dalle mie parti? Ha da passà ‘a nuttata…speriamo di non risvegliarci con un piede e mezzo o due in cadetteria.

    • Parlare di B mi sembra esagerato e fuoriluogo, Donadoni rimane in panchina perché fuori non c’è niente di meglio.. Forse solo il giovane Mangia ex U21

      • Reja Reja!

      • Luca Russo

        A ‘sto punto, e considerando l’andamento del Parma nelle ultime settimane (o dovrei dire dall’inizio del campionato?), se fuori non c’è niente di meglio (ma ne dubito, visto che Reja – che è libero – non mi pare sia così male), tanto vale dare alla squadra la possibilità di autogestirsi. Magari i cambi li azzecca…e azzecca pure il modulo da utilizzare…….

  • Si ė vista la differenza tra un allenatore capace d fare i cambi e uno che non lo ė. E non parlo di Mendes, a rischio rosso, ma di amauri e soprattutto marchionni. La prestazione e l avversario non mi inducono invece e aparlare di rischio retrocessione. Per niente.
    Visti anche i precedenti con la juve ottimo arbitraggio. Quando succede giusto evidenziarlo

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