IL COLUMNIST / CARO LEONARDI, GLI UMORI DELLA TIFOSERIA SI MISURANO ALLE SPALLE DELLA NORD O DEI DISTINTI, NON A UNA FESTA DI CLUB AL DIREZIONALE DI COLLECCHIO

image(Luca Russo) – “Tanto per iniziare, oggi io ero molto impegnato, perché ero un po’ preoccupato, perché avevo sentito che c’era una possibile contestazione, e poi sono sceso sotto, e ho visto tanta gente e ho detto, cavolo sono in tanti, e c’avevo un po’ di apprensione anch’io, ma erano tutti qui per festeggiare. Mi meraviglio sempre di quello che esce, perché poi accade sempre il contrario, perché vedo tanto affetto dalla nostra gente, da tutte le persone che partecipano. Poi ascolto, leggo, e mi rendo contro che si dice qualcosa di contrario. Noi siamo tutti dispiaciuti perché abbiamo perso con la Juve, e abbiamo fatto altri risultati, però ce la mettiamo tutta. Abbiamo una squadra che ha dimostrato di dare il massimo e questo penso che sia l’aspetto più importante, perché un calciatore che esce con la maglia sudata, come è uscito contro la Juventus, merita sempre applausi”. Queste parole, come sapete, son di Pietro Leonardi, che le ha pronunciate in occasione della festa dei Parma Club al Centro Direzionale di Collecchio. Che dire? Beh, al lume delle ultime ‘imprese’  dei Crociati, e della loro classifica, potrei liquidarle con un semplice ‘si commentano da sole’. Ma non mi contento di così poco, né credo possiate farlo voi. E allora volendo opporre una punta di sarcasmo alle ironiche affermazioni del Plenipotenziario, mi vien naturale sostenere che il Sommo fa di tutto – ma proprio di tutto – perché gli altri finiscano per trovarsi su opinioni e posizioni assolutamente distinte e distanti dalle sue. Atteggiamento quantomeno strano da parte di uno che, come la società che rappresenta, è non solo allergico alle critiche, ma anche alla costante ricerca del consenso assoluto. Tant’è. Lo Zar vede tanto affetto da parte della gente. E ci mancherebbe: da che calcio è calcio, i tifosi (quelli con la t e le altre lettere maiuscole) restano tali anche e soprattutto nelle difficoltà, mica si fanno spaventare da tre sconfitte di fila o da una classifica che comunque al momento non desta particolari allarmi ed allarmismi. Sennò che tifosi sarebbero? In Curva B, a Napoli, campeggia uno striscione che recita: al di là del risultato. Il concetto può essere esteso anche a Parma e ai parmigiani. Il punto è un altro. Se gli umori della tifoseria Leonardi li raccogliesse a fine partita, alle spalle della Nord o dei Distinti, e non durante una festa oltretutto data al Centro Direzionale di Collecchio, si renderebbe conto che: 1) la gente, convinta che alla squadra manchino un architetto e un finalizzatore, non è contenta del mercato fatto in estate; 2) la gente è stanca di un tecnico, Donadoni, che non è in grado di leggere correttamente le partite né di volgerle a proprio favore quando l’avversario è in riserva; 3) la gente non ne può più di un undici che, essendo stato forgiato nell’acqua e non nel fuoco, non sembra dotato della tempra che invece appartiene a quelle formazioni nate per gestire l’emergenza piuttosto che l’ordinaria amministrazione. Ma non è tutto. Leonardi sostiene che la squadra ce la stia mettendo tutta e per questo merita applausi. Sarà. A giudicare dalla classifica mi pare che le cose non stiano esattamente come ce le racconta il Sommo. Altrimenti non saremmo a 10 punti, ripeto: 10 punti, dal Verona neopromosso che ad oggi ha una vista sull’Europa che noi nemmeno ci sogniamo. A proposito della formazione scaligera: fin qui di punti ne ha raccolti 22 e la quinta piazza che occupa in coabitazione con l’Inter mi sembra che se la sia meritata tutta. E a proposito di punti conquistati dalle matricole: sapete quanti ne fece il Parma di Scala nelle prime undici apparizioni del suo primo campionato di A? Assegnando i 3 punti per vittoria, ne mise insieme 18. Ecco, il neopromosso Verona di Mandorlini , che a scorrere i nomi di cui dispone ci pare decisamente meno attrezzato e dotato del Parma di Donadoni, ha conquistato, nello stesso arco temporale, addirittura 4 punti in più rispetto a quelli che ottenne il magico, irripetibile e neopromosso Parma di Scala. Eccole, caro Leonardi, due squadre che meritano applausi. Luca Russo

10 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / CARO LEONARDI, GLI UMORI DELLA TIFOSERIA SI MISURANO ALLE SPALLE DELLA NORD O DEI DISTINTI, NON A UNA FESTA DI CLUB AL DIREZIONALE DI COLLECCHIO

  • 9 Novembre 2013 in 06:43
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    Sono abbonato nei distinti e sentendo varie opinioni non è proprio come dici lei…anzi! E poi il mettercela tutta di Leonardi vuol dire uscire con la famosa maglia sudata ma non necessariamente fare punti. E poi che c’entra il paragone con il Verona? Si, ora sta facendo meglio e allora? E’ il bello del calcio.
    Un saluto. Alberto

    • 9 Novembre 2013 in 13:59
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      C’entra nella misura in cui Leonardi viene a parlarci di squadra che merita applausi. Il Parma dispone di Cassano e Gargano; il Verona non mi pare che abbia due giocatori di tale levatura. Il Parma è nell’anno del Centenario, ma la squadra e il tecnico sembra che l’abbiano dimenticato; il Verona doveva essere una matricola e invece sta giocando come gioca qualsiasi squadra di vertice (non scordiamoci che ha solo 6 punti in meno rispetto a Napoli e Juventus, ossia il meglio che il calcio italiano possa offrire quest’anno). Il Parma, con una rosa di giocatori già abituati alla massima serie, ha 12 punti; il Verona, che in A ci è arrivato non dico con la stessa squadra della Lega Pro, ma quasi, di punti ne ha 22. Dieci in più rispetto ad una squadra, il Parma appunto, che avrebbe dovuto competere almeno per la settima/ottava piazza.

      E’ vero che il Verona ORA sta facendo meglio di noi. Magari a fine stagione noi gli finiremo davanti, e io, oltre che esserne convinto, lo spero tanto. Ma mica possiamo star qui a discutere di quello che sarà? Ci tocca prendere atto del presente e analizzarlo con lucidità. Al momento il Verona è più forte di noi. Tra dieci giornate, chissà. Una cosa, comunque, è certa: se mi permetto di criticare le prestazioni della squadra e l’operato di chi la gestisce, lo faccio perché voglio il bene del Parma e non perché ne sono un nemico.

      Ricambio i saluti e…FORZA PARMA!

  • 9 Novembre 2013 in 10:50
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    Leonardi ha acquistato un pappagallo che tiene nel suo ufficio e a cui ha insegnato a dire: “sei il più bravo del mondo, sei il più bravo del mondo”

  • 9 Novembre 2013 in 13:10
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    Io credo che l’esigente spettatore di Parma (famosi sono i loggionisti che non perdonano) sia contento a metà delle prestazioni del Parma: ad ottimi primi tempi da grande squadra (come non ricordare ad esempio i goal da favola con l’Atalanta?) seguono spesso secondi tempi da retrocessione. Credo che tutto lo staff tecnico se ne sia accorto (ma anche la Juventus del primo tempo pareva aspettare il secondo tempo per “vincere facile”) ma non abbia ancora trovato la soluzione. Di positivo è che ultimamente si gioca anche un quarto d’ora della ripresa. Con la Lazio magari si arriva anche ai 20 minuti. In ogni caso prevale il tifo per la squadra, anche se irrita questa incapacità di cambiare qualcosa quando il gioco in campo non funziona. Ma il Don, che ritengo un buon allenatore, ha la fortuna di avere il tempo per aggiustare il giocattolo che si rompe ad orologeria. Se tuti, ma proprio tutti si sono accorti del problema credo che lo abbia faatto anche lui, e se non riesce a leggere la partita in corso d’opera potrà prograammare fin da subito due dei tre cambi a disposizione al quarto d’ora della ripresa. Il consiglio è di tener d’occhio il centrale di centrocampo e l’attaccante. Se il primo è in difficoltà e se il Parma sta vincendo allora sappia già chi cambiare. Lo so, lo so che l’allenatore è lui, sicuramente vuol tenere unita la squadra, ma se la squadra si aspetterà già quei cambi allora sarà meno problema effettuarli. Eih Don, domani con la Lazio, mi raccomando.

  • 9 Novembre 2013 in 13:15
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    Dimenticavo di dire che domani, per una legge statistica, arriverà il primo rigore a favore e il primo favore di quello là delle acciughe (Rizzoli). Quindi è la partita da vincere, ma senza subire goal ingenui o causare rigori evitabili. Normale che in difesa giocano i migliori. OK ?

    • 9 Novembre 2013 in 14:02
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      Speriamo che la partita da vincere venga effettivamente vinta. Temo che se il Parma dovesse andare in bianco, la contestazione che non ha avuto luogo l’altro giorno, possa andare in onda domani dopo il triplice fischio all’interno o all’esterno dell’Ennio…con estrema sorpresa, suppongo, di chi crede che la piazza sia contenta di questo andazzo.

  • 10 Novembre 2013 in 00:08
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    Con quell’uscita Leonardi ne ha pestata una di notevoli dimensioni. Il fatto ė comunque riconducile alla mentalità di una tifoseria dove in molti pensano che il vero tifoso ė quello che sostiene e basta.
    Il paragone col Verona mi pare forzato,come dire che abbiamo gli stessi punti del Milan senza balotelli e kakà..

  • 10 Novembre 2013 in 08:34
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    cioe’, non ho capito il senso,”la mentalita’ di una tifoseria dove in molti pensano che il vero tifoso e’ quello che sostiene e basta”….

    invece cos’e’ ? quello che va allo stadio senza proferir parola ?
    ah si li siamo pieni di ultra’ a parma….ahahahah, piu’ che una festa di parma clubs sembtrano sempre piu’ le feste che si fanno agli iraia con beccatina finale…(ancora un po e mi ci butto anche io 🙂 )

  • 10 Novembre 2013 in 10:48
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    Mi sono spiegato male. Intendevo che a mio avviso voler bene alla squadra significa anche fare qualche critica costruttiva. Invece se ci sono bar, biglietti e cene o si dice bravi o si sta zitti

  • 10 Novembre 2013 in 12:41
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    avevo capito bene allora,questa qui e’ gente che non si alza manco in piedi quando il parma fa gol,figuriamoci se va male

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