IL COLUMNIST / IDEA: E SE DONADONI EMULASSE PRANDELLI SCHIERANDO PAROLO CENTRALE DI CENTROCAMPO CON ACQUAH E GARGANO AI SUOI LATI?

(Luca Russo) – Vedi Napoli e poi salti. Se ci fosse Zamparini al posto di Ghirardi, potrebbe essere questo (leggi: l’esonero) il destino di Donadoni nel caso in cui il Parma non riuscisse a far risultato al San Paolo. Io in proposito ho una teoria che difficilmente mi farà riscuotere tante simpatie nel Ducato. Ve la spiego. Da tifoso spero vivamente che il Parma riesca a sbancare l’infuocato catino di Fuorigrotta. A chi non piacerebbe fare un sol boccone di uno squadrone come il Napoli di Benitez, costruito per vincere lo scudetto e rimediare una bella figura in Champions? Tuttavia, da osservatore imparziale ed equidistante, devo riconoscere che i partenopei sono dotati di una cifra tecnica e di un acume tattico che noi evidentemente non abbiamo. Ma…guai a fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Gli azzurri, non nascondiamolo e non lo nascondano neppure loro, la testa ce l’hanno già a Dortmund, primo crocevia di una stagione da cui hanno l’obbligo di cavare più di una soddisfazione (Scudetto e quarti di finale di Champions). Il Parma, checché ne dica Benitez e checché ne dicano i suoi calciatori, non preoccupa e non interessa più di tanto. Del resto, se il campionato lascia margini di manovra e di recupero abbastanza significativi, la coppa dalle orecchie grandi (o dalle grandi orecchie, fate voi) non concede quasi mai un domani (a meno che non si capiti in un girone con Ajax e Celtic). E allora, fatte queste premesse e considerato che il Parma è letteralmente inferiore al Napoli, se proprio dobbiamo rimediare una sconfitta, che sia di proporzioni extralarge. Perché? Semplice: qualora perdessimo solo per 1-0 o 2-1, pur contro una formazione che sarà indiscutibilmente distratta dai suoi prossimi impegni europei, i soliti noti (Ghirardi, Leonardi e lo stesso Donadoni) verranno a dirci che ‘tutto sommato perdere al San Paolo, contro una grande squadra quale è quella allenata da Don Raffaè, ci può stare perché non è in queste occasioni e al cospetto di tali avversari che il Parma deve far punti’  (ci chiediamo quando e contro chi dovrebbe farne). Se, al contrario, di reti dovessimo incassarne tre, quattro o cinque, senza segnarne nemmeno una, il duo che è al nostro capezzale comincerebbe finalmente (!) a chiedersi se sia il caso di proseguire il matrimonio con Donadoni. Intendiamoci: questo non è un modo per tirare i piedi al Parma (al quale voglio ed auguro un gran bene) e al suo tecnico. Da tifoso, lo ripeto, desidero che i Crociati al San Paolo facciano man bassa di punti e complimenti. Ma se dal catino di Fuorigrotta dovessimo uscirne sconfitti – e con le ossa rotte – o si cambia il tecnico (decisione, questa, che Ghirardi e Leonardi avrebbero dovuto prendere prima della sosta…e non eventualmente dopo, dando per scontata la sconfitta) o toccherà al tecnico cambiare sé stesso. In che modo? Ricorrendo ad un nuovo e più appropriato schieramento tattico, per esempio quel 4-2-3-1 che il nostro direttore Gabriele Majo sta reclamizzando, a ragion veduta, dalla scorsa estate, e schierando tra i titolari elementi come Mendes e Sansone che, quando sono stati utilizzati, ci hanno dimostrato quanto sia inutile tenerli ai margini del campo (cioè in panchina) e dell’ormai famigerato progetto. Intanto, se proprio non se la sente di apparecchiare una rivoluzione di tale portata, in vista di Napoli Donadoni potrebbe almeno far tesoro di quanto si è visto al Craven Cottage di Londra e apportare un paio di modifiche alla linea mediana. Con Acquah e Gargano ai suoi lati, Parolo, nelle vesti di falso regista o di centrale con licenza di sfondare, potrebbe beneficiare degli stessi spazi e della stessa profondità di cui ha goduto l’altra sera contro la Nigeria. E giocare alla Hamsik nel tempio di Hamsik. Ci pensi il tecnico, che in questo modo ovvierebbe all’assenza di un regista in rosa semplicemente facendone a meno. Luca Russo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IDEA: E SE DONADONI EMULASSE PRANDELLI SCHIERANDO PAROLO CENTRALE DI CENTROCAMPO CON ACQUAH E GARGANO AI SUOI LATI?

  • 20 Novembre 2013 in 12:48
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    Donadoni che pensa o cambia? Per come è sveglio si ricorderà a maggio di avere in rosa Mendes. Per non parlare di scambio di centrocampisti… Ricordati che per la triade cambiare = fallimento e visto che a loro duole sentire parlare sia di critiche e sia di fallimento non cambieranno ne modulo ne allenatore. Va tutto bene, siamo sempre primi nella classifica dei primi tempi vero?

  • 20 Novembre 2013 in 15:02
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    e se emulasse prandelli facendo giocare adriano mutu e morfeo assieme ?

  • 20 Novembre 2013 in 15:48
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    Affermare che ‘tutto sommato perdere al San Paolo, contro una grande squadra quale è quella allenata da Don Raffaè, ci può stare perché non è in queste occasioni e al cospetto di tali avversari che il Parma deve far punti’ non credo sarebbe una considerazione tanto sbagliata, tant’è che, loro malgrado, la fanno molti allenatori o addetti ai lavori. Personalmente danno più fastidio i commenti che minimizzano i punti persi in partite abbordabili.
    Intanto a Napoli giochiamocela, e continuiamo a giocarcela anche dopo il loro eventuale vantaggio, cosa che si è vista raramente anche gli anni scorsi.

  • 20 Novembre 2013 in 16:10
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    Perchè dovrebbe togliere Parolo dal fare la mezz’ala,posizione in cui sta rendendo molto bene?

    • 20 Novembre 2013 in 19:04
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      Credo di essermi espresso male nel mio pezzo. Cosa gravissima e mortificante per uno che scrive. Quando ho detto che metterei Acquah e Gargano ai lati di un Parolo che farei giocare come falso regista o centrale con permesso di sfondare, intendevo dire questo: ai primi darei la parte dei mastini incaricati di distruggere il gioco avversario e di recuperare palloni; il terzo, visto che si ritroverebbe con due dighe alle sue spalle, lo libererei da compiti di interdizione e gli direi di sentirsi libero di andare dove gli pare e fare quello che gli pare. Prandelli, in Nazionale, mi pare che gli abbia concesso quella libertà di manovra e azione che anche a Parma riesce a ritagliarsi, ma in proporzioni molto più limitate. E un Parolo con libertà di muoversi su tutto il fronte d’attacco ci ha dimostrato di poter essere devastante, di poter essere un centrocampista alla Gerrard.

      Saluti

      Luca Russo

  • 20 Novembre 2013 in 18:52
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    noto dai ragionamenti che sara’ la solita gita al mare.
    basta che ci sta o sole….

    non so neanche perche’ si spendono soldi per andare a fare ste partite,ce lo impone l’europa ?

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