IL COLUMNIST / LA LAZIO, SIA PURE IN CRISI DI GIOCO E DI IDENTITA’, HA DOMINATO IL PARMA DAL PRINCIPIO ALLA FINE

DSCF2841(Luca Russo) – Chissà stavolta cosa verranno a raccontarci per spiegare l’ennesima domenica avara di gioie e di punti di un Parma davvero troppo modesto, e introverso sul piano tattico, per ambire a quella vittoria che, se l’avesse centrata, avrebbe potuto imprimere una sterzata piuttosto decisa alla sua stagione e alla sua classifica. Chissà stavolta cosa si inventeranno per giustificare un pareggio ottenuto contro una squadra, la Lazio, che, pur in crisi di gioco e di identità come ci era stata annunciata, ci ha dominati dal principio alla fine dell’incontro. Chissà. Forse ci diranno che DSCF2843mancava Gargano, legittimamente convocato dal suo Uruguay che è a caccia di un posto tra le trentadue nazionali che si sfideranno al mondiale carioca. Forse ci diranno che in fondo ottenere un punto al termine di una gara chiusa in inferiorità numerica è una roba da grandi squadre. Di quelle che meritano molti applausi e altrettanti complimenti (cit.). O forse ci diranno che dopo aver dovuto bruciare due cambi nel primo tempo, non si poteva né pensare, né sperare di spremere dalla ripresa più del punto che ne abbiamo ricavato. Chissà. Di una cosa, però, sono certo: il Parma ha perso DSCF2844un’altra occasione per dare un po’ di colore ad una stagione cui fin qui non ha saputo darne nemmeno un po’. La classifica ci offre pochi motivi per sorridere. La zona rossa, presidiata dalla Sampdoria che stasera cercherà di ritrovare sé stessa sul proibitivo campo della Fiorentina, non è poi così lontana. Il Genoa, che questo campionato non l’aveva cominciato col piede giusto, è a quota 17, a +4 sui Crociati e a sole cinque lunghezze dalle posizioni con vista sull’Europa. Il Sassuolo, che non più tardi di un mese e mezzo fa sembrava lanciato verso un’inevitabile retrocessione, di punti ne DSCF2845ha 10, tre in meno rispetto a quelli collezionati dalla truppa di Donadoni. Ecco, è proprio questo il dato più sconcertante che emerge dalle prime dodici giornate: il Parma sta facendo peggio di chi fino a qualche settimana fa poteva al massimo prendergli il numero di targa; e solo un pelino meglio di quelle squadre che non sono ancora riuscite a riprenderlo. Ghirardi e Leonardi dovrebbero rendersene conto e, soprattutto, ricordarsi che Colomba – tanto per sparare un nome a caso – è stato allontanato per molto meno. Dubito che lo facciano. Del resto, se il Parma è ridotto in questo DSCF2846stato, un po’ di colpe ce le hanno pure loro due che in sede di mercato estivo hanno lavorato benino, ma non benissimo. L’ho già scritto in altre circostanze: ci mancano un architetto, che sia capace di darci una parvenza di gioco, e un bomber di razza, che sappia trovare la via del gol anche senza navigatore. Ma il resto della squadra non mi dispiace affatto e, anzi, mi pare che valga molto di più dei 13 punti che ha ottenuto finora. Se non è riuscita a ricavarne altri è perché chi siede in panchina continua a schierare giocatori fuori ruolo (Cassani), seguita a sbagliare l’undici di DSCF2847partenza e insiste con uno schema, il 3-5-2, da cui non riscuotiamo che una delusione dopo l’altra. Contro la Lazio ci son voluti due infortuni e un cartellino rosso perché il tecnico cambiasse modulo (il 4-4-1 proposto negli ultimi dieci minuti del match) e si affidasse agli uomini giusti (Sansone). Lo ripeto: Colomba è stato allontanato per molto meno. Cos’altro deve combinare Donadoni per ‘meritarsi’ lo stesso trattamento riservato al suo predecessore? Luca Russo

One thought on “IL COLUMNIST / LA LAZIO, SIA PURE IN CRISI DI GIOCO E DI IDENTITA’, HA DOMINATO IL PARMA DAL PRINCIPIO ALLA FINE

  • 10 Novembre 2013 in 22:56
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    Facile fare il dirigente sportivo a Parma,puoi ” raccontare ” quello che vuoi……piu difficile farlo a Nocera……

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