IL COLUMNIST / SERVE IMMEDIATAMENTE UNA INVERSIONE DI TENDENZA: ALTRIMENTI RISCHIAMO DI COMPIERE 100 ANNI RETROCEDENDO O DI RETROCEDERE COMPIENDO 100 ANNI…

(Luca Russo) – Ci aspettavamo un autunno diverso. Ci aspettavamo un campionato meno turbolento di quello che sta profilandosi al nostro orizzonte. Ci aspettavamo una squadra coraggiosa, ben disposta alla lotta e non solo all’ordinaria amministrazione. Ci aspettavamo anche una classifica migliore, per la verità. E invece niente. Niente di tutto questo. Vi sia ben chiaro un concetto: non abbiamo mai preteso che il Parma ci regalasse un’annata priva di sofferenze e ricca di domeniche sontuose, né ci attendevamo che potesse realmente competere per un piazzamento europeo. Le differenze tra una squadra come quella Crociata e le quattro o cinque sorelle che abitano quartieri più nobili del nostro, sono così tante e così ampie che solo un sognatore – ma di quelli incalliti – poteva immaginare una stagione ad alta quota per la banda (ultimamente un po’ sconclusionata) di Donadoni. Però, nell’anno del Centenario una partenza migliore, o se non altro un po’ meno falsa di quella che invece ne è venuta fuori, la si poteva mettere in preventivo. Al contrario, abbiam cominciato addirittura peggio dell’anno passato, quando non c’erano particolari eventi o grosse celebrazioni in cartellone. Nelle prime undici giornate dello scorso campionato il Parma mise in fila ben 15 punti, frutto di 4 vittorie (ottenute contro Chievo, Sampdoria, Torino e Roma), altrettante sconfitte (Juventus, Napoli, Catania e il derelitto Pescara) e 3 pareggi (Fiorentina, Genoa e Milan). Nelle prime undici del torneo in corso i Crociati di punti ne hanno prodotti 12, per effetto di 3 vittorie (Atalanta, Sassuolo e Milan), 3 pareggi (Chievo, il tutt’altro che luccicante Catania e la spagnoleggiante Fiorentina di Montella) e 5 sconfitte (Udinese, Roma, Verona, Genoa e Juventus).

Al cospetto di una crisi – di risultati e anche di gioco – così profonda ed evidente, gli amanti del politically correct ci raccontano che le colpe sono più o meno equamente divise tra chi ha fatto il mercato, chi siede in panchina e chi scende in campo. Interpretazione troppo generica per essere presa in considerazione e per giustificare, in modo convincente ed esauriente, la situazione nella quale si è cacciato il Parma. Ok, è vero che si poteva fare qualcosina in più in sede di mercato, magari cercando di rinforzare un reparto d’attacco a cui oggi manca quell’elemento in grado di risolvere la partita con una sola giocata e una sola palla giocabile; è vero che, considerato il tipo di gioco che la squadra pretende di fare, un centrocampista pensante e coi piedi veramente buoni sarebbe potuto tornarle utile (visto che la rosa abbonda di onesti mestieranti e indomiti lottatori…); è vero che chi scende in campo non sempre lo fa con la concentrazione che si richiede ad un qualsiasi giocatore di A; ma se anche quest’anno il Parma rischia di essere interessato o solamente sfiorato dalla lotta salvezza, buona parte delle colpe (non tutte, intendiamoci) ce le ha Roberto Donadoni, che nelle undici giornate fin qui disputate ha mostrato due grossi limiti. Il primo: effettuare dei cambi conservativi (tipo quello di ieri col quale ha inserito Felipe in luogo di Mendes, e cioè un difensore per un difensore) o, peggio, farli con colpevole ritardo, impedisce alla squadra di ricevere, quando ne ha bisogno, la scossa e l’audacia necessarie per riemergere da situazioni intricate. Il secondo: visto e considerato che con l’attuale modulo di soddisfazioni ce ne stiamo togliendo pochine, sarebbe il caso di ricorrere ad una soluzione differente. Ma Donadoni forse per un difetto d’umiltà, forse perché troppo innamorato delle proprio convinzioni tattiche – non sente né da un orecchio, né dall’altro. E insiste con uno schieramento che non solo ci rende un pelino innocui in attacco (specie quando i centrocampisti non sono in giornata di grazia), ma anche estremamente vulnerabili in difesa. Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. O meglio, di tutti coloro che hanno l’intenzione e l’onestà di vederli. Serve un’inversione di tendenza. E serve immediatamente. Altrimenti rischiamo di compiere cent’anni retrocedendo. O di retrocedere compiendo cent’anni. Fate un po’ voi. Luca Russo

13 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / SERVE IMMEDIATAMENTE UNA INVERSIONE DI TENDENZA: ALTRIMENTI RISCHIAMO DI COMPIERE 100 ANNI RETROCEDENDO O DI RETROCEDERE COMPIENDO 100 ANNI…

  • 3 Novembre 2013 in 12:05
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    una marea di sciocchezze hai scritto spinto solo dal tuo astio verso donadoni che hai sempre dimostrato di avere crisi profonda di gioco mi viene da ridere

    • 3 Novembre 2013 in 12:21
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      Luca Russo non ha astio. Da direttore garantisco per lui. Tu, forse, hai troppo amore per il tuo Roberto. Che ti impedisce di essere lucida.

      Ciao

      Gmajo

    • 3 Novembre 2013 in 17:19
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      Di astio nei riguardi di Roberto Donadoni non ne ho affatto. Non mi piace il modo in cui fa giocare la squadra: non mi piace da più di un anno. In generale non mi piace che un allenatore pretenda dalla squadra che allena ciò che la squadra non può garantirgli: ed è quel che Donadoni sta facendo da quando è alla guida del Parma. Siamo, sulla carta (e fatta eccezione per Cassano), una squadra operaia. E come tale dovremmo giocare, invece che cercare di indossare abiti da contessa/duchessa/principessa. Il ruolo che più si addice a noi, è quello di Cenerentola: un campionato passato a sgobbare, e a far punti pesanti, in attesa di quei tre o quattro incontri di pura ed esaltante celebrità. Ma preferiamo fare al contrario: cercare celebrità da tutte le partite, anche da quelle nelle quali potremmo accontentarci semplicemente di passare inosservati e all’incasso. Il Chievo, o almeno quello che io ho visto giocare contro la Roma giovedì scorso, mi è parso più squadra e più compatto del Parma che ha vinto col Milan, quasi vinto a Verona e perso a Genova. Aveva ragione Rudi Garcia: non merita l’ultimo posto in classifica. E con questo, beninteso, non voglio dire che sia il Parma a meritarlo.

      Mi permette un altro paio di sciocchezze, Claudia? Il Sassuolo (che a mio avviso, ripeto: a mio avviso, ha una signora squadra alla quale serve solo ancora un po’ di tempo per trovare la quadra) è sotto di noi di appena 3 punti. Il Livorno, che ultimamente non se la stava passando bene, ci ha raggiunti. E il Verona, altra neopromossa, ha solo 6 punti in meno rispetto a due cingolati come Juventus e Napoli e ben 10 in più del Parma del Centenario. Riuscire a non essere protagonisti nemmeno nell’anno (o nel giorno) del proprio compleanno, è una cosa abbastanza preoccupante.

  • 3 Novembre 2013 in 12:29
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    allora sono in molti a non essere lucidi perché io a livello nazionale sia di giornali che di televisioni sento e leggo solo complimenti per lui che a parma sta facendo benissimo quindi o siamo tutti accecati dall’amore per roberto ma ne dubito perché la stampa in genere con lui non è mai stata tenera o voi e quelli di teleducato c’è l’ hanno con lui ma sono certa che se donadoni dovesse essere esonerato ma farò tante di quelle risate

    • 3 Novembre 2013 in 12:38
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      Non esiste un partito contro Donadoni. O per lo meno io non ne faccio parte. Io, nella mia veste di direttore di stadiotardini.it, partecipo come ospite a Calcio & Calcio, ma ciò non significa che debba sposare le tesi di altri che siedono sulle medesime poltroncine.

      Io, come meglio approfondirò nell’Opinione, ravviso una serie di decisioni tecniche che non condivido: ed è mio dovere/diritto rimarcarle. E lo faccio con quella imparzialità, equilibrio e professionalità che mi contraddistingue.

      Su stadiotardini.it ospito le opinioni di una miriadi di opinionisti/lettori: spesso non sono d’accordo con loro: ma hanno spazio perché mi piace il dialogo e il dibattito.

      Luca Russo è un tifoso come te o più di te (non mi pare di averti mai visto al Tardini, mentre Luca si sobbarca chilometri e chilometri per amore di questa squadra) e ha il pieno diritto di scrivere quel che gli suggeriscono testa e cuore. E le sue osservazioni mi paiono molto più plausibili, approfondire e meditate dei tuoi scritti da innamorata.

      Infine: oggi sulla GdS hanno avuto il coraggio di dare 7 a Donadoni, è vero. Ma Vernazza quando mai vede il Parma? Il suo è stato un voto superficiale, che non ha certo tenuto conto dei precedenti specifici di Donadoni. E cioè i secondi tempi da Mister Hyde, i cambi a buoi scappati, etc. Ieri il Parma ha gettato alle ortiche una grande occasione. E l’allenatore di questo Parma è Roberto Donadoni.+

      Saluti

      Gmajo

  • 3 Novembre 2013 in 12:35
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    a livello nazionale capiscono del parma come un ameba del teorema di pitagora,o ti fa comodo solo quando ne parlano bene ?

  • 3 Novembre 2013 in 13:07
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    Mah… Se hanno tenuto quel mona di Marino fino all’orlo del baratro francamente vedo molto molto difficile un licenziamento di Donadoni. Non sono francamente così pessimista come alcuni, io ero molto più arrabbiato per le prime 4-5 partite dove abbiamo giocato male-male, io in queste ultime 5-6 partite dal basso della mia ignoranza ho visto buoni miglioramenti (col Genoa a parte)… Ricordiamoci poi che giochiamo senza Paletta e con Amauri… Due fattori che contano e non poco

    • 3 Novembre 2013 in 13:14
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      Il calcio è bello perché è vario: ad esempio a me non era dispiaciuto il Parma di Genova. Ma ieri era palese fin dal primo minuto del secondo tempo che un gollettino lo avremmo beccato. Ma Donadoni, che è così puntuale, se non in anticipo, quando deve fare le conferenze stampa, poi è sempre in palese ritardo nei cambi. Si tratta di prevenire le situazioni…

      Io, comunque, questi miglioramenti da inizio stagione, sarò miope, ma non li vedo così evidenti. Penso, anzi che le problematiche siano incancrenite.

      Ma giocare bene vuol dire fare un solo tiro nello specchio come ieri, al cospetto di una Juve (per propria scelta, visto il Real) oltremodo abbordabile?

      E’ serio pensare solo alla fortuna/sfortuna?

      Boh.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 3 Novembre 2013 in 14:09
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    Come fai a dire che non mi hai mai visto al tardini non vado certo in giro con un cartello con scritto sono Claudia fan di Donadoni c’ero vivendo a Lecce non posso vedere tutte le partite ma forse più fi tanti pseudo tifosi che vivono a Parma

  • 3 Novembre 2013 in 15:06
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    Anche io boccio solo le prime partite. Vernazza ė l incubo di tutti i fantacalcisti. Qua si insiste in un modulo sbagliato mettendo due giocatori impresentabili ( amauri e Felipe) e due giocatori fuori ruolo: bibiany (costretto a fare più il terzino che l ala) e marchionni (da preziosa mezzala a registra in costante affanno). Se poi si dorme a fare i cambi.. fa invece piacere che obi sia ancora vivo..

  • 3 Novembre 2013 in 16:00
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    Donadoni che si presuppone sia un gran protagonista non può dare colpa alla sfortuna, volevo fare lo sciopero del tifoso, ma proprio non ci riesco, mi sogno ancora i cambi di Donadoni all’83 quando ormai non c’è più niente da fare. Quello che proprio gli sfugge è che il Parma non può imporre sempre il proprio gioco, sarebbe stato auspicabile far giocare Sansone e Biabia facendo solo contropiede, visto che la juventus era poco interessata a correre e l’unico modo di metterla in difficoltà era questo. Invece niente il solito risultato, la solita sconfitta con il minimo sforzo… per gli avversari! Amauri ad ogni contrasto fa fallo, perde palloni, non tira e gioca sempre spalle alla porta almeno si provasse okaka oppure Cerri, invece nessun cambio di rotta…. come se tutto andasse bene. Vorrei anche ricordarvi per l’ennesima volta i 90 minuti di Valdes seduto comodamente in panchina che non doveva essere la riserva di Gargano, ma alla fine lo è diventata. Vogliamo parlare di Cassano? Non fa più neppure l’attaccante contro la juve ha giocato come vertice basso sul lato sinistro del campo, facendo cross prevedibili senza neanche fare 3 metri di corsa, IL TRASGRESSIVO ha colpito ancora? Ennesimo cambio di posizione a calciatori ultra trentenni? Stop! così non si può proprio andare avanti.

  • 3 Novembre 2013 in 16:33
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    da stasera si rientra nel mucchio selvaggio la in fondo alla classifica astenersi perditempo addetti ai lavori e sognatori

  • 3 Novembre 2013 in 18:56
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    E’ sempre evidente il nostro calo nel secondo tempo,ma non è solo un problema fisico,gli altri allenatori risistemano tatticamente la propria squadra nell’intervallo o durante la partita,il nostro mister è CHIARO non ne ha le capacità( vedere sostituzioni)

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