domenica, Giugno 16, 2024
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IL MISTER / IN ATTESA DI PALETTA, LUCARELLI E’ SEMPRE PIU’ ENCOMIABILE. E’ PESATA L’ASSENZA DI GARGANO, GIA’ DIVENUTO UN IMPRESCINDIBILE EQUILIBRATORE DELLA SQUADRA

(Il Mister) – Niente da fare. Il Parma arriva all’ultima sosta del 2013 con 13 punti in 12 partite di campionato, tre in meno rispetto allo stesso momento della stagione scorsa. Un bottino che, in quanto tale, non può far sorridere, ma a mio avviso costituisce la giusta dimensione della squadra, a metà classifica esatta al pari di Milan e Livorno. Dico questo come premessa, perché credo che, al di là delle alte aspettative generate dalla campagna acquisti estiva, in un campionato nel quale si allargata enormemente la forbice tra le grandi (una lista di squadre che comprende Roma, Juventus, Napoli, Inter e Fiorentina) e le piccole (tutte le altre o quasi) sia molto difficile cullare sogni pindarici di spessore europeo, come in queste pagine ho spesso cercato di sostenere. Una premessa dovuta, ma ciò non toglie che il Parma qualche occasione l’abbia persa per mettersi in mostra. La partita con la Lazio rientra in questa categoria. Il risultato, viste le condizioni in cui è maturato, non è affatto da buttare. Ma sono convinto che sia mancato qualcosa per poter fare il colpo contro una squadra presentatasi al Tardini di certo non nel miglior momento di forma. Cosa? Proviamo a fare l’elenco. Parto dal problema principale, l’assenza di Gargano. L’uruguaiano, con mia enorme sorpresa, è già divenuto un imprescindibile uomo d’equilibrio e sostanza, utilissimo per tenere le giuste distanze nella squadra. Il fatto che il cavillo burocratico lo abbia privato dalla contesa ha tolto molto al Parma, anche perché così Donadoni si è visto del tutto privato di una vera e propria ossatura della squadra. Quella Lucarelli un attimo primache sino al ritorno di Paletta (sostituito ancora dal sempre più encomiabile Lucarelli, nella foto ritratto da Giorgio Gandolfi in area, appena prima del gol: da notarsi, alle spalle, la statuaria posa di Cassano) e alla scoperta di un terminale offensivo decente (Amauri sinora non lo è stato, Palladino mi aveva illuso, ma il suo infortunio contro la Lazio è l’ennesimo di una lunga serie) non ci sarà. Non resta che sperare nel recupero dell’argentino (ormai ci siamo) e sperare che qualcosa cambi davanti, anche perché così Cassano rischia di predicare nel deserto. Come è accaduto contro la Lazio, quando è stato poco supportato da una squadra molto timorosa. E dire che dalle premesse si sarebbe pensato il contrario. Donadoni ha provato a dare un segnale chiaro alla squadra, gettando nella mischia sia Obi che Palladino. Il suo intento era quello di arginare la Lazio con il palleggio, ritornando al modulo senza vero interditore a centrocampo. Ma la squadra è stata da subito sovrastata grazie al gioco sugli esterni dell’ex Candreva e soprattutto della rivelazione Keita, che ha messo alle corde Cassani dall’inizio alla fine del match anche per la scarsa vena di Rosi (come del resto Gobbi dall’altra parte). Il resto lo hanno fatto gli infortuni di Obi e Palladino, che hanno privato Donadoni di due cambi tecnici. Il tecnico ha cercato di rimediare restando aderente al piano iniziale (dentro dunque un centrocampista di qualità per Obi, Valdés, e un attaccante di movimento per Palladino, Sansone), ma non è bastato. Il risultato è un’occasione buttata al vento per colpe proprie (la sofferenza sugli esterni in primis) e una certa sfortuna (gli infortuni e le assenze di Paletta, Gargano e Biabiany). Eppure, una buona notizia non manca. Sansone è finalmente tornato a brillare con una prestazione da migliore in campo. Non so cosa possa significare tutto ciò. Il mio cuore romantico porta a illudermi e sperare nuovamente in un suo ritorno in pianta stabile nell’undici titolare (l’intesa con Cassano è più che possibile, basta crederci). Il mio amore per la tattica alimenta tutto questo (potrebbe fare sia la prima punta che la terza). Non resta che attendere il verdetto del campo. Una cosa è certa, non è più tempo di gettare occasioni al vento. E, forse, è il caso di mettere dentro gente come Sansone e Mendes, dando fiducia a due giovani che in una squadra molto esperta possono costituire quel quid in più, ridando fiato anche ai veterani che di tanto in tanto subiscono qualche inevitabile battuta a vuoto. Perché sono convinto che la dimensione del Parma non possa essere di molto superiore al piazzamento attuale, ma penso che qualche serie di risultati positiva come quelle di Verona e Genoa sia possibile. Anche senza Paletta, basta avere un po’ di coraggio e voglia di stupire. La stessa che mi è sempre parsa una delle caratteristiche più meritorie di Donadoni. La sosta, ne sono sicuro, servirà anche a questo.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".