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IL MISTER / LA VERA NOVITA’ TATTICA DI IERI NON ERA IN DIFESA, MA IN ATTACCO, CON CASSANO PER LA PRIMA VOLTA VERA PUNTA E DUE ESTERNI PRONTI A RIBALTARE IL FRONTE IN CONTROPIEDE

(Il Mister) – Il miglior Parma del 2013. Meglio anche degli sprazzi visti a Firenze e del successo contro il Milan. Un Parma che non vedevo dalla vittoria nel derby del 22 dicembre scorso, un 1-0 molto simile a quella di un anno fa all’andata contro l’Inter (26 novembre). Per il modo in cui è maturata (squadra equilibrata, che argina un avversario più forte e lo colpisce in ripartenza: senza mai soffrire, creando abbastanza per meritare) e per la rete segnata. Un anno fa decise Sansone in ripartenza contro una difesa schierata. Qualcosa di molto simile è accaduto al San Paolo, quando Cassano è volato via indisturbato e ha sfruttato le sovrapposizioni di Biabiany e Sansone per  uccellare Reina. La storia si ripete, dunque. imageE, non ce ne vogliate, chi scrive aveva ottime sensazioni sin da martedì scorso, quando ha avuto modo di vedere la formazione che poi Donadoni avrebbe schierato a Napoli. Il 4-3-3 che abbiamo “spiato” nella seduta d’allenamento a porte aperte (poi divenuta a porte chiuse) di cui si è parlato molto era lo stesso che avremmo poi ammirato sabato sera. Una novità tattica importante ma soltanto relativa. Vorrei infatti cogliere questa occasione per specificare che non è una prima volta per Donadoni. Leggo di un mister abbonato al 3-5-2, ma in realtà mi pare soltanto pigrizia di molti addetti ai lavori nel leggere lo schieramento tattico. Come ribadisco ormai da un anno, il tecnico del Parma adotta la difesa a tre quando gioca contro attacchi a due punte, quella a quattro contro attacchi a una o tre. Chi ci legge sa che ve ne abbiamo parlato spesso, per questo ho capito soltanto in parte il sensazionalismo destato in settimana dalla rivelazione di quel 4-3-3. La vera differenza non stava nella difesa, ma nell’attacco. Ovvero nella scelta di schierare per la prima volta Cassano da vera punta con due esterni pronti a ribaltare il fronte in contropiede. Un’idea che il tecnico aveva sperimentato in parte nei match in cui Palladino aveva rimpiazzato Amauri (ad esempio a Firenze), ma che è decisamente più riuscita con l’inserimento di Sansone, alla prima da titolare dell’anno. In un sistema di questo tipo, è vero ciò che dice Cassano, bravo a sottolineare dopo la partita come lui fosse “la ciliegina in una torta che quando gioca così è buona anche da sola”. Un discorso che sosteniamo da tempo. Cassano, per rendere al meglio, ha bisogno di una squadra da battaglia, pronta a muoversi incessantemente per 90’ dando quel sostegno atletico di cui FantAntonio ha e avrà sempre bisogno. E la scelta di schierarlo da “falso nueve” è stata una mossa azzeccata dal mister. Chi vi scrive l’aveva notata martedì con estrema soddisfazione, molti altri non vi hanno creduto e hanno sbagliato. Donadoni, invece, ha fatto bene ad andare avanti per la propria strada. Ma non parlate di rivoluzione, si tratta soltanto di un aggiustamento. Se solitamente il Parma difendeva con un 4-4-2 (con Parolo e Biabiany larghi e Amauri-Cassano o Palladino-Cassano in attacco) e attaccava con un 3-5-2, a Napoli siamo tornati a un 4-3-3 in fase di possesso e a un 4-5-1 in fase difensiva, come nei momenti migliori della stagione scorsa (quelli del tridente Sansone-Belfodil-Biabiany). Parlare di grossa novità mi pare eccessivo, ma evidentemente la cosa deve aver sorpreso Benitez e il suo inviato speciale a Collecchio. Lo spagnolo in conferenza stampa ha peccato di sbruffonaggine dichiarando di non aver bisogno di un emissario e di non guardare l’assetto dell’avversario prima di decidere il proprio. L’una e l’altra cosa si sono rivelate sbagliate, specie in Italia dove ognuno dei 20 tecnici di Serie A è pronto a mettere trappole qua e là per il campo. Bene per il Parma e per Donadoni. Che adesso potrà reinserire Paletta dal 1’ e dovrà decidere se puntare su questo assetto in via definitiva. Qualche dubbio ce l’ho sul fatto che si possa rivedere lo stesso schieramento anche con il Bologna, anche perché giocando in casa potrebbe esserci la necessità di un attaccante bravo a scardinare la difesa altrui. Ma il dado è tratto. Con il 4-3-3 abbiamo rivisto il Parma migliore. Sarà bene tenerselo stretto.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

4 pensieri riguardo “IL MISTER / LA VERA NOVITA’ TATTICA DI IERI NON ERA IN DIFESA, MA IN ATTACCO, CON CASSANO PER LA PRIMA VOLTA VERA PUNTA E DUE ESTERNI PRONTI A RIBALTARE IL FRONTE IN CONTROPIEDE

  • Claudio.

    Dopo 12 partite Donadoni ha trovato la formazione più adatta a questo Parma… l’unica cosa che ora dovrebbe capire è che Felipe può essere solo una buona difesa, niente di più… vorrei vedere Mendes titolare ovvio che se Paletta tornasse al 100 % ancora meglio se andasse lui nella difesa a 4…. Comunque basta passi falsi, avanti Parma!

  • eh dai speriamo che non sia stato un caso….coi giocatori che abbiamo dobbiamo giocare cosi’ mi spiace per amauri per il quale ho sempre stima,piuttosto essendo un perfezionista mi fa incazzare molto il fatto che potremmo fare molto piu’ male se solo usassimo un po di fosforo in alcune situazioni,ma forse e’ pretendere troppo,mi riferisco al fatto che ci sono state almeno 4 o 5 situazioni di ripartenza che sono morte sul nascere per passaggi ad minchiam

  • Con le frecce che abbiamo al nostro arco questo può essere il gioco vincente, specialmente al San Paolo, soprattutto in Novembre.

  • Angioldo

    Cassano alla Totti, lo vado dicendo dalla partita con l’Atalanta, certo serve una prima punta per situazioni tattiche molto diverse da quelle del San Paolo, non so se Giovinco (per Biabiany) può bastare, il vero problema è la prima punta che dovrebbe avere piedi buoni per dialogare con Cassano e prestanza fisica sufficiente per sfruttare la supremazia sulle corsie laterali, poi un’altra miglioria potrebbe prevedere Gargano al centro del trio di centrocampo con la rinuncia del play maker classico….

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