giovedì, Luglio 25, 2024
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L’OPINIONE DI MAJO DOPO NAPOLI-PARMA 0-1: “QUANDO AVEVO PREVISTO LA VITTORIA DEI CROCIATI AL SAN PAOLO MI AVEVANO PRESO PER MATTO…”

(gmajo) – Uomini (e donne) di poca fede… Cosa vi avevo detto? Che il Parma, al San Paolo, avrebbe potuto vincere. E così è stato. La settimana scorsa, negli studi di Calcio & Calcio, i miei compagni di merende, pardon di avventura, (di merende lo possono dire solo al Mulino Bianco, che se ne intendono…) mi avevano preso per matto, quando avevo pronunziato il teorema secondo cui determinante, nel prosieguo del cammino, sarebbe stata la vittoria sul Napoli. Un successo difficile, ma non impossibile come testimoniato, sia pure sotto differenti gestioni tecniche da ambo le parti, dai freschi precedenti con i crociati corsari nel golfo del Vesuvio. Non c’è due senza tre, e così dopo i precedenti felici di Guidolin e Colomba si è aggiunto pure il successo di Donadoni (che l’anno scorso aveva fallito la missione, e imageda me era stato un po’ messo in mezzo, in un’Opinione – poco gradita a Collecchiello e secondo me pure propedeutica alla famosa sfuriata di Ghirardi quando pubblicamente mi  consegnò  la patente di nemico del Parma – in cui rimarcavo come, per lo meno a Napoli, il calcio propositivo doveva genuflettersi dinnanzi a quello speculativo. Secondo Paolo Grossi, prima firma della GdP, dei tre recenti successi al San Paolo, sotto il profilo squisitamente del gioco, ha convinto di più quest’ultimo, rispetto ai due precedenti, anche se, da parte mia, è piacevole rimarcare come determinante, pure stavolta, sia stato un micidiale contropiede, che è bagaglio più degli speculativi che non dei propositivi. Le ripartenze: armi che spesso il Parma non sfrutta, pur avendo nel suo potenziale elementi micidiali per poterle far scattare. Al San Paolo, Deo gratias, San Gennaro ha fatto il miracolo e così Nicola Sansone  (che mi pare abbia nelle sue corde la vocazione al contropiede) è tornato, per la prima volta nella presente stagione, ad esser schierato nell’undici partente, nella rivoluzionaria trazione anteriore, cui lentamente Donadoni si stava avvicinando, dopo le recenti “prove tecniche”  con la Lazio, che aveva visto Amauri  finire, per la prima volta, tra i panchinari: ma secondo l’Istituto Luce l’italo-brasiliano, definito “un autentico uomo spogliatoio”, accetterebbe di star fuori senza lamenti, facendo sfoggio di “uno spirito di gruppo e di aggregazione,” sintetizzato, secondo la Luce che produce una foto, “nell’abbraccio a mister Roberto Donadoni, al termine della partita dello stadio ‘San Paolo’”. Beh, è chiaro che una vittoria, la prima esterna dopo una vita, per di più su un terreno prestigioso, al cospetto della terza forza del campionato, non poteva non far registrare l’abbraccio tra l’allenatore e un calciatore: non ci fosse stato sarebbe stato scandaloso. Quella sì che sarebbe stata una notizia… Stando ai maligni (tipo Angella che maliziosamente aveva insinuato il dubbio qualche puntata fa di Calcio & Calcio) l’esclusione di Amauri con la Lazio – poi bissata sotto il Vesuvio – poteva esser stata una conseguenza dell’esternazione a Tv Parma del centravanti in cui (in quel caso non certo da uomo spogliatoio o con spirito di corpo, ma invero un po’ troppo individualista) aveva sostenuto che il nuovo modulo del mister lo penalizzava. Beh: diciamo che lo sta penalizzando ancor di più l’attuale. Ma Donadoni aveva pure sancito (appena prima della doppia esclusione di fila) che Amauri non è un problema. In realtà, mi sa proprio che il problema sia Amauri, giacché il Parma è spesso parso esprimersi meglio senza di lui: era stato così in occasione della sua doppia squalifica, e pure sabato sera con il Napoli, ma potremmo aggiungere anche la precedente gara con la Lazio, considerata la prestazione di Sansone. Questa estate tutti quanti, nel lodare il generoso mercato da cicala dei crociati, indicavano come unica pecca l’assenza di una vera e propria alternativa ad Amauri: con il senno di poi (anche ser per gli operatori di mercato sarebbe meglio la lungimiranza del “senno del prima”) si può tranquillamente affermare che la vera pecca non fosse tanto la mancanza dell’alternativa, quanto Amauri in persona (non so quanto sia stato razionale legarlo con un contratto pluriennale). Anche un anno fa il Parma di Donadoni era sembrato funzionare meglio senza l’italo-brasiliano (probabilmente con il tridente Biabiany-Belfodil-Sansone si era toccata la massima espressione), anche se poi Amauri era stato indubbiamente bravo a riconquistarsi il posto. Con un certo senno del prima – anche se pure in questo caso, come per quello della previsione della vittoria sul Napoli, avevo dovuto prender su del matto – avevo cercato di far capire, qualche settimana fa, che era persino meglio confermare Palladino piuttosto che ridare il posto ad Amauri di ritorno dalla squalifica, ma l’attuale evoluzione ha portato sostanzialmente allo stesso punto, con un Sansone finalmente in campo dopo la pervicace rinunzia. Sabato sera Nicola non ha fornito una delle sue migliori prestazioni – del resto è capibile dopo la “depressione” per dirla alla Pallini, dovuta all’ostracismo precedente – però sistemato con il 4 3 3 il Parma aver ritrovato lo stesso incantesimo di un anno fa. Bisognerà, poi, vedere se si tratterà di qualcosa di definitivo o di passeggero, ché io di questo Parma pazzariello, per dirla alla napoletana, mi fido sempre fino a mezzogiorno… Per magia, però, sono spariti tutti o quasi i difetti endemici, la mancanza di tenuta, cioè il giocare solo un tempo, prima di tutto. Merito della nuova sistemazione tattica, indubbiamente, ma anche di una ritrovata forza mentale, con la voglia collettiva di fare l’impresa. Certo i donadoniani sono stati anche facilitati da un Napoli mentalmente già proiettato al Borussia, con buona pace di chi sosteneva che con Benitez questo tipo di errore – cioè quello di snobbare il campionato quando c’è la Coppa alle porte – non si sarebbe ripetuto. Ricordo, in questo senso, la telefonata a  Calcio & Calcio del collega di Kiss Kiss Napoli, pronto a mettere la mano sul fuoco su Benitez, o anche la giovane collega campana intervistata da  Luca Russo un’oretta prima del match. ’Ste cose scaramanzia vorrebbe che non si dicessero mai prima, semmai dopo: ed è curioso che debba esser io a spiegarlo ai napoletani, imageche dovrebbero intendersene un po’ di più di cabala e dintorni… Il Columnist ha tirato a mano i corsi e ricorsi storici, e non ha avuto torto nell’identificare il felice precedente accaduto nel mese di ottobre del 2011, allorquando, come l’altro ieri, la partita tra azzurri e gialloblu venne anticipata al sabato perché il Napoli era atteso da un delicatissimo match di Champions League. In effetti l’esito è stato lo stesso: Eupalla gode queste cose, come gode la legge dell’ex ed altre facezie del calcio, che gli scienziati del pallone tendono a sminuire. In questo senso ha fatto bene Donadoni a mettere in campo Gargano, benché alla vigilia ci avesse spiegato che lui non pensa ai trascorsi in una certa piazza di un suo calciatore, per via dello spirito di rivalsa, che uno, a suo dire, non dovrebbe avere, perché uno deve sempre dare il massimo indipendentemente da queste situazioni. In teoria il santo uomo (ma chi mai ha sostenuto che fosse solo Baciato dalla Fortuna?!?) ha ragione: ma in pratica – proprio per i capricci di Eupalla, e un po’ di sana psicologia – alle volte è meglio lasciarsi un po’ andare, senza esser troppo scientifici o attaccati ai principi e alla teoria. Un conto è la grammatica, imageinsomma, un conto è la pratica… Il  modesto Cassano ha siglato il gol numero 99 in serie A – per il Cento aspettiamo il Centenario autodefinendosi la ciliegina sulla torta: il senso è che indubbiamente anche per un top player come lui diventa più semplice fare la differenza se il resto del meccanismo funziona. Opportunamente rivisitato il Parma ha funzionato e anche il suo fuoriclasse ne ha tratto giovamento. Che poi il vestito tattico calzato possa essere ottimale sempre, sarà da vedersi: io, però, non sono come certi maniaci che pensano che solo giocando con il 4 3 3 il Parma abbia una sua fisionomia. Il Parma, la sua fisionomia, sia pure non piacevole, ce l’aveva anche con il 3 5 2: io credo che, con grande umiltà, si tratti di scegliere il vestito più adatto ad ogni occasione, senza vergognarsi di adattarsi all’avversario. Senza voler guastare la festa, operazione nella quale riconosco di riuscire spesso bene, mi chiedo, a questo punto che la quadra sembra sia arrivata, cosa potrà accadere al mercato di Gennaio, allorquando, per via della gestione virtuosa, i pezzi più pregiati saranno trattati al calciomercato. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

13 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO NAPOLI-PARMA 0-1: “QUANDO AVEVO PREVISTO LA VITTORIA DEI CROCIATI AL SAN PAOLO MI AVEVANO PRESO PER MATTO…”

  • Gabriele

    Sei stato sintetico sull’ultimo concetto che condivido e reputo importante: abbiamo giocatori magari non eccelsi ma che consentono di schierarci in vari modi.
    Adattarsi a partita e avversario mantenendo certi concetti di gioco sarebbe un pregio e un arma in più. Nel periodo dell anno scorso che citavi tu in parte era accaduto,magari dipende da Paletta come suggeriva Orazio

    • L’ultimo concetto ricorda un po’ la parte iniziale dell’Opinione, allorché ricordai i precedenti successi al San Paolo degli speculativi, almeno sulla carta, Guidolin e Colomba. Il primo, in particolare, era un maestro delle “giuste contrarie”. Donadoni è, sulla carta, un “propositivo” (anche se il suo Parma ha espugnato Fuorigrotta solo attraverso un contropiede ben finalizzato dal fuoriclasse Cassano), dunque non è uno che ammette volentieri, quello che peraltro fa, cioè di adattare la squadra allo schieramento avversario. Se il Parma è tornato al tridente è perché (a parte il discorso Amauri) la difesa partenopea era a 4, e la nostra difesa a 4 aveva fatto qualche precedente apparizione (tipo a Verona).
      Su Paletta, non per essere triste come Claudio mi accusa di essere, però dico: prendiamola con calma. Uno che è fuori da tre mesi difficilmente può essere al top o ai livelli alti ai quali ci aveva piacevolmente abituato.
      Cordialmente
      Gmajo

  • metti su uno studio da cartomante,io ho provato coi visceri dei rapaci ma mi hanno dato un responso negativo forse perche’ erano gufi,scherzi a parte ti dico che quest’anno si sbanca anche san siro (e a desso grattatevi i gioielli di famiglia se li avete ancora) 🙂

  • Esco dal coro tecnico; ma sono le espressioni come Istituto Luce, Mulino Bianco o Alcatraz che rompono e se le dessero continuamente a lei si romperebbe oltremodo visto la permalosita’ che traspare anche in qlc siparietto teleducatovisivo.
    Dimabda: ma questi modi di dire bon puo’ proprio risparmiarseli?

    • No, Doctor Frank, sono colpi di genio artistico-letterario ai quali non riesco proprio a rinunziare. Pennellano in maniera efficace delle situazioni. Piuttosto trovo che sia abbastanza triste offenderseli o prendersela per quello. Permaloso io? E si vide in tv? Se lo dice lei…
      Vado orgogliosissimo di queste definizioni/modi di dire e, diabolicamente ne reitererò l’utilizzo, caro Frank (zappa)…
      Cordialmente

      Gmajo

  • be alcatraz me lo ha rubato quest’estate 🙂 …..

    vedrai quando parleremo di piazza tienanmen e della rivoluzione cinese di piazza risorgimento 1 🙂

    • E’ vero. Ammetto il plagio: Alcatraz è una geniale definizione di Assioma, della quale mi sono impossessato. Spero che Assioma apprezzi, però, il grande lavoro di comunicazione da me svolto per diffondere il frutto del suo intelletto… Poi la foto di Marchionni che telefona sui balconi di Alcatraz è stata la migliore pubblicità.

      Cordialmente

      Gmajo

  • ultimamente e’ off-limits come l’area 51 in nevada,si vede che fanno allenamenti da ufo 🙂

  • Apprezzato che apprezzi e che cogli, ci potrà essere un ritorno al 3 5 2, ci potrà essere il 4 2 3 1 che tanto apprezzi ma se il Don lo ha capito, l’importante è far rendere al meglio in ogni partita i suoi ragazzi, magari copiando spudoratamente la Roma, che però dopo essere stata la rivelazione di inizio stagione sta perdendo un qualche colpo. Perchè ormai stanno prendendo le contromisure al suo gioco. Ecco, io credo che se sarà in grado di cambiare, anche a partita in corso diventerà più efficace. Spiego. per passare alla difesa a 4 basta abbassare gobbi avanzando Biabiany e sostituendo Amauri con Sansone. Un cambio di giocatore con cambio del modulo. invece togliendo Marchionni e inserendo Sansone si passa dal 3 5 2 al 4 2 3 1 avanzando il Biabia e giocando con due soli mediani. In realtà sarebbe molto utile disporre di tutti i sistemi di gioco, per cercare di vincere o di rimontare una partita quando si è in difficoltà. Vedremo, vedremo.

  • Vede che esite il diabolicus in queste affermazioni? Evidentemente qlc può’ prendersela. Io ci farei forse una risata sopra e ribatterei con altre definizioni diaboliche altri si incavolano punto. Io le tralascerei

    • Il problema, caro Alfredo, è appunto che ci sia qualcuno che può prendersela. Diffidate sempre di chi non apprezza l’ironia…

      Non credo sia mai morto nessuno per un Mulino Bianco, Alcatraz, e Istituto Luce, suvvia…

      Io sarò anche permaloso, ma non penso di prendermela per queste facezie. E trovo inquietante che ci sia chi possa prendersela: da altre parti, magari, Leonardi non lo chiamano Plenipotenziario, ma se gli devono contestare qualcosa utilizzano strumenti diversi rispetto a un sano e pulito giornalismo…

      Io, comunque, non le tralascio e diabolicamente insisto. La mia prosa verrebbe depauperata senza questi epiteti lasciati qua e là…

      Penso che facciano più male patenti come “nemico del Parma”, che possono comportare anche antipatiche conseguenze…

      Del resto lei mica si è mai offeso perché la chiamo doctor Franck Zappa. O sbaglio?

      Cordialmente

      gmajo

  • Assolutamente no. Di che dovrei offendermi? Oltretutto sono piuttosto ironico anche di fronte ai miei tanti difetti

    • Appunto, quindi se a Lei posso dire Frank, o Zappa, o doctor Zappa, cosa c’è di male a definire il Direzionale di Collecchio “Mulino Bianco” (che poi mi sa che ultimamente lo sia un po’ meno), o Alcatraz (con il benestare di Assioma, che ne detiene i primi diritti)? Offendersi per ‘ste cose non è il massimo…

      Cordialmente

      Gmajo

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