L’OPINIONE DI MAJO SUL CASO TEP-PARMA E I SUOI SVILUPPI (SANCITO OGGI IL DIVORZIO TRA L’AZIENDA TRASPORTI PUBBLICA E IL CLUB)

(gmajo) – Alle cinque della sera. E’ a quest’ora il fischio d’inizio della delicata partita che potrebbe portare al licenziamento, ormai nell’aria, di due dirigenti apicali della Tep, sospesi dal presidente Rubini. Uno di loro, l’ingegner Mauro Piazza, attraverso stadiotardini.it, aveva svelato, l’altro ieri, il motivo ufficiale principale (ufficiosi ce ne sono anche altri che potrebbero essere stati più decisivi, tra cui una sorta di faida interna all’azienda, di cui si è vociferato parecchio) del severo, inaudito, e senza precedenti provvedimento preso dall’azienda dei trasporti nei suoi confronti e cioè il non aver interrotto – come previsto da una delibera del CdA – la fornitura dei servizi al Parma Calcio, esposto per una cifra superiore a circa 100.000 euro nei confronti della Tep. Alle cinque della sera, come comporrebbe Federico Garcia Lorca, ci sarà la corrida di un nuovo CdA della azienda di trasporto pubblica, di proprietà di Comune e Provincia di Parma, durante il quale il presidente Mirko Rubini potrebbe comunicare la decisione unilaterale agli altri consiglieri di licenziare in tronco i due dirigenti che in precedenza aveva sospeso. Può darsi, però, che il polverone delle ultime ore (non chiamiamole polemiche, please) possa indurlo a procrastinare (se non proprio a rivedere) le sue posizioni, ribadite, assolutamente, durante la commissione consiliare secretata di mercoledì sera. Con buona pace dell’assessore allo sport Giovanni Marani – le cui dichiarazioni pubblicate stamani dalla Gazzetta di Parma appaiono ai miei occhi risibili tanto quanto la sua infelice uscita nell’intervista che mi aveva concesso in tema di tettoia di disabili, che a suo dire avrebbe dovuto esser finanziata da quei ricconi dei calciatori – il casus bellis è il debito che la società sportiva avanza nei confronti della società di calcio. Non solo lo aveva detto – e confermato – Piazza (destinatario del provvedimento) a stadiotardini.it, ma la vicenda è stata confermata anche da chi alla riunione secretata aveva partecipato, come ad esempio l’ex vice sindaco Paolo Buzzi, di cui ieri sera abbiamo pubblicato video e trascrizione delle dichiarazioni rese sulla vicenda durante una conferenza stampa convocata dalle minoranze in consiglio comunale su questa questione. Fidandosi di Marani, ieri sera Tv Parma, aveva sancito che non c’era correlazione tra i debiti del Parma e la sospensione dei dipendenti, e la stessa Gazzetta di Parma, non chiosando le dichiarazioni dell’assessore allo sport, ha contribuito alla divulgazione, a mio avviso, di un palese falso storico. Marani, poi, che non è un babalano qualsiasi, ma un assessore del Comune di Parma, oltre ad asserire, non si sa bene in base a quali sue certezze “che le relazioni interne tra la Tep e i suoi dirigenti non sono condizionate dalla vicenda Parma: le cose viaggiano su due binari indipendenti” ha addirittura benedetto la versione di Ghirardi, parimenti ai miei occhi piuttosto inverosimile, secondo cui il debito in questione non sarebbe relativo alla sua gestione ma alla precedente (ma a sentire il Ghiro – che l’anno scorso aveva avuto il coraggio di asserirlo dinnanzi a dei masterizzandi –  lui avrebbe comprato un Parma pieno di debiti, quando, invece, la realtà è che aveva acquistato una new-co completamente ripulita e senza pendenze alcune, come testimoniano i bilanci) e che “il Parma, da quando sono io alla presidenza del club, ha versato 850mila euro nelle casse della Tep, come pagamento dei servizi resi”. Cifra che, però, sembrerebbe non corrispondere alla controparte, stando ai riscontri informali che abbiamo avuto. Insomma: sarebbe bello – in nome della trasparenza – che certi numeri anziché esser dati a voce venissero documentati con delle opportune pezze giustificative (e magari che anche il principale organo di informazione cittadino facesse le opportune verifiche, che nel caso specifico temo si siano dimenticati). E il discorso vale sia per il club che, a maggior ragione, per l’azienda pubblica. Che i 100.000 euro, che peraltro secondo Buzzi sarebbero 150.000, risalgano all’epoca di Tanzi o dell’amministrazione straordinaria mi pare piuttosto campato per aria e tutto da dimostrare. Il mio timore è che i debiti del vecchio Parma AC nei confronti dell’azienda trasporti siano finiti sotto l’uscio, e non siano, comunque, quelli lamentati oggi, per un ritardo nei pagamenti dell’attuale gestione che, stando al racconto dei protagonisti, si era nel frattempo cronicizzato, anche se il Parma Calcio si era sempre dimostrato solvente, al di là dei dubbi di insolvibilità in generale delle società di calcio, tirati a mano dal presidente Rubini durante la commissione secretata infrasettimanale.

La vicenda, stamani, intanto, si era arricchita di un ulteriore capitolo e cioè l’invio da parte del Parma FC di una lettera di disdetta dei servizi alla Tep. Il primo a darne la notizia è stato Mario Robusti di parmaonline, che aveva titolato il proprio servizio: “Nuova mazzata per la Tep: il Parma calcio la molla”. In realtà, i superstiti dell’azienda trasporti mi risulta che non si fossero stracciati le vesti, stamani, ma che avessero festeggiato la fine di un peso, Ma poi è il Parma che ha mollato la Tep o la Tep che ha mollato il Parma? Bisogna fare un passo indietro e non pensare solo alla deflagrazione del caso nelle ultime ore. Infatti, la patata bollente, era già nell’aria da parecchio tempo, tant’è che in Tep sapevano perfettamente che il Parma si stava guardando attorno alla ricerca di qualche altro vettore che sostituisse l’azienda pubblica del territorio, specie dopo che era stata paventata (immagino dal rigoroso Rubini) una richiesta di rientro dell’esposizione. E in particolare lo avrebbe trovato in Lombardia (ad occuparsene sarebbe stato il neo direttore commerciale di Parma Brand Carpino), con un privato che, per la fornitura, richiederebbe in soldi solo una percentuale dell’importo, accontentandosi per l’altra parte di una visibilità pubblicitaria del club. Se non ci fosse stato tutto questo can can, forse, il matrimonio Parma FC-Tep, sarebbe anche proseguito nel tempo, ma esser finito sui media come causa della sospensione dei due dipendenti non deve esser molto piaciuto al club e il presidente in persona, pare abbia spinto per la immediata risoluzione con una delle poche aziende del territorio con le quali lavorava. Ieri sera, a Calcio & Calcio Più, nel difendere le parti in causa (non mi sono mai piaciuti i demagoghi che si riempiono la bocca urlando vergogna), Parma e Tep,  ho cercato di spiegare come potesse essere nell’interesse dell’azienda tutelare una entrata importante (anche se una goccia rispetto al mare del fatturato) accettando di prendere un bel quantitativo di soldi certi sia pure in ritardo (e col pagamento di penali). In più avevo anche rimarcato come spesso ci si fosse lamentati, nel nome della parmigianità, del fatto che Ghirardi facesse lavorare aziende non del territorio: ebbene, dopo questa vicenda, una delle poche aziende locali, tra l’altro pubblica, non sarà più fornitrice del Parma Calcio. Non so se questo, per la nostra comunità, sia un passo avanti o indietro… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

21 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO SUL CASO TEP-PARMA E I SUOI SVILUPPI (SANCITO OGGI IL DIVORZIO TRA L’AZIENDA TRASPORTI PUBBLICA E IL CLUB)

  • 14 Novembre 2013 in 18:15
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    Parlo in questo caso da cittadino e non da tifoso.
    Marani cerchi di fare gli interessi del Comune, della Tep (che è pubblica) e dunque dei cittadini, non del Parma Calcio e di Ghirardi per favore. Domanda: è Marani in quanto assessore allo sport, che si occupa dei rapporti Tep-Parma Fc o è l’assessore con delega ai trasporti insieme a quello al bilancio? Marani è informato sui contratti e sulla situazione attuale e pregressa? Perchè ha parlato lui?

  • 14 Novembre 2013 in 19:11
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    mi sa che si e’ parlato del nulla

  • 14 Novembre 2013 in 20:49
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    È un caso in cui un creditore viene mollato dal debitore o sbaglio? Ma che comunicazione ha la Tep. Rivendichi le sue responsabilità e ciò che è dovuto ai cittadini. Poi vedremo il temerario nuovo fornitore futuro chi sarà e se sarà disposto a lavorare in quelle condizioni. L idea che ho io è che la voragine si sta allargando sempre più sia nel pubblico che nel privato e si fa una corsa quotidiana per coprire il copribile, ma la marea arriva ovunque è non darà scampo alle economie stabili, pensate a quelle precarie o in perdita , costantemente in EQULIBRIO sul filo del prestito…

  • 15 Novembre 2013 in 07:14
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    A questo punto mi chiedo se il Parma Calcio ha delle pendenze economiche verso il Comune di Parma per quanto riguarda l’affitto della foresteria del campo da baseball Quadrifoglio di Via Gonfalonieri che sino a un paio di anni fa ospitava molti componenti delle giovanili della suddetta squadra di calcio.

  • 15 Novembre 2013 in 08:32
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    100000€ di debito,ammesso che siano dell’attuale dirigenza, sono una quisquiglia per una societa’ professionistica diciamolo. A mio avviso qui si tratta di lotte di potere interne alla TEP e dei politici locali. Benissimo ha fatto il Presidente a mandare in quel posto TEP e i suoi pifferai

  • 15 Novembre 2013 in 09:37
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    Non capisco il comportamento della Tep. Poteva benissimo mantenere la vicenda riservata ( visto che non esiste un’azione legale ) e rinegoziare gli accordi conservando il cliente oppure decidere di interrompere il servizio invece di insinuare dubbi sulla solvibilità del debitore procurandogli danni di immagine.

  • 15 Novembre 2013 in 09:51
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    Allora signori la tecnica è questa:

    io non sto pagando Tep,
    Tep inizia a rompere giustamente le scatole e un dirigente sbotta e viene fuori parlando del mio debito,
    io scarico la responsabilità sulla gestione precedente (che peraltro io ho rilevato)
    poi aizzo stampa amica e opinione pubblica contro Tep,
    do la colpa a certa stampa di andare sempre a cercare la polemica,
    infine annuncio la rottura del rapporto con Tep che ora rischierebbe una grave perdita economica essendo venuto meno un accordo del genere,
    insomma inizio a fare circolare il pensiero “vedete tifosi parmigiani: qui nessuno ci vuole aiutare e allora andiamo a prenderci gli autobus a Brescia”

    Alla fine, per la gioia dei poteri forti, la colpa sarà dei grillini e del loro manager messo in Tep.
    Meglio Vignali e la sua corte dei miracoli che hanno spolpato la città?

  • 15 Novembre 2013 in 11:14
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    Ma perchè Parma calcio non ammetti di essere in gravi difficoltà ??? La gente capirebbe di più questo atteggiamento e finalmente (forse) qualche aiuto dalla città arriverebbe !!! Abbiamo passato momenti ben peggiori e da quelle ceneri non è uscito solo carbone ! Il fare gli offesi e prendere per il naso i parmigiani passando da vittima ‘è molto pericoloso. Perchè prima o poi il bubbone scoppia. E li sarà difficile buttare il solito fumo negli occhi ! Mi devi dei soldi in quanto TEP è pubblica e quindi sono soldi anche miei e mi fai credere di essere una vittima ??? Ho sempre interpretato queste situazioni come un modo subdolo del Parma di chiamare a sè gli imprenditori di Parma. Parma non aiuta? Bene. Li facciamo lavorare e partecipare. E li paghiamo ( se li paghiamo) quando vogliamo noi. Una sorta di credito pro tempore. Sponsorizzazione occulta.Ripeto: Parma smettila di dire che tutto va bene. Con l’atteggiamento contrario troveresti la vera natura del parmigiano. Nelle difficoltà non abbandona !!!
    Luca

  • 15 Novembre 2013 in 11:38
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    Vladimiro il mattino ha l’oro in bocca ma stamattina hai sbagliato dentifricio

  • 15 Novembre 2013 in 12:45
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    Caro Alfredo beato te che hai sempre la verità (quella di Leonardi) in tasca. Cosa c’è di tremendamente sbagliato nella mia ricostruzione?

    Ps Avrò anche sbagliato dentifricio, io comunque la bocca me la riesco ancora a lavare, cè chi, a forza di leccare, ormai invece ce l’ha ostruita…

  • 15 Novembre 2013 in 13:48
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    Caro Vlad,
    Non diciamo fanfaluche. La juve l!altro ieri ha presentato un bilancio di 30 milioni di euro di debito. Tanto per far capire che centomila euro son quisquiglie. La verita’ e’ che questa e’ solo una guerra tra troiani e troiane. E bene ha fatto il Parma a mollarli in mezzo al guano. Cosi avranno piu’ pullman per i comizi della Camusso

  • 15 Novembre 2013 in 13:56
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    Caro Luca,

    Quando mai un soli imprenditore ga mai dato una mano al Parma? Chiedi ai figli dell’indimenticabile Presudente Ceresini cosa ha mai fatto l’imprenditoria di Parma per il Parma.
    E poi sei certo che esistano oggi nel 2013 imprenditori a Parma?

  • 15 Novembre 2013 in 20:43
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    Caro Alfredo non posso che darti pienamente ragione !!! Mentre leggevo la tua risposta mi si è parata davanti l’immagine dell’unica volta che sono entrato nella sala ospitality (si chiama così ?) nell’intervallo di una partita di cartello. A scroccare sono molto bravi ! Un esercito di piranha che i meno di un quarto d’ora si è strafogata senza ritegno. Lì il braccino non era corto. Anzi li allungavano eh se li allungavano !!! Loro si fanno chiamare imprenditori…. sai a Parma l’apparenza come prima cosa !!! A magn pà e sigola, ma in centor ag vag In Mercedes. Poi chi ga i sghei …. i veri sghei di sicuro non va al Tardini di questi tempi a fare passerella !!!
    Luca

  • 15 Novembre 2013 in 21:44
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    A me pare che al Parma calcio abbiano fatto proprio il motto :”Per morire e pagare e’ sempre troppo presto”.Tutti oggi tirano lacorda al limite di rottura quindi nulla di strano.Pero’ perche’ dichiarare che il debito riguarda la gestione commissariale?Perche’ frottoline di scarsa qualità’ e per giunta un po’ in ritardo?

    • 16 Novembre 2013 in 02:21
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      Io credo che, come spesso accade, Ghirardi abbia sbagliato qualcosa in termini di comunicazione. La puerile scusa di addossare colpe alla pregressa gestione è campata per aria, e va a sminuire altre affermazioni, magari veritiere.

      Come non ho avuto difficoltà a difendere i protagonisti della vicenda, al di là dei commerciali ritardi nei pagamenti divenuti fisiologici (pur essendo contrario, per educazione e formazione, ai debiti, che preferisco non fare, ma onorare, nel caso, nei termini), non posso fare altrettanto su esternazioni di quel tipo. Che per altro sono autolesionistiche, poiché fanno perdere credibilità a chi le pronuncia.

      La gestione commissariale al Ghiro aveva consegnato un bijou, per altro a condizioni assai vantaggiose, decisamente migliori rispetto ai candidati acquirenti che lo avevano preceduto (cui Bondi ed Angiolini fecero vedere col binocolo il centro sportivo di Collecchio, su cui la famiglia Ghirardi avrebbe successivamente fatto patrimonialità con il nuovo centro direzionale).

      E se il riferimento è ai Tanzi è ancor peggio, giacché quel debito è finito nel mare magnum dell’amministrazione straordinaria. Se la Tep lo esige da lui vuol dire che il debito è suo. Anche perché, al contrario del suo, il Parma di Bondi versava regolarmente ogni mese quanto dovuto all’azienda di trasporto pubblica.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 16 Novembre 2013 in 21:07
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    Grande Majo, hai fatto una ricostruzione logica ma soprattutto veritiera. Onore all’obiettivitá.

    • 17 Novembre 2013 in 00:15
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      Grazie Mago. Cerco sempre di fare analisi logiche, basate sul ragionamento degli elementi in mio possesso. E anche stavolta è andata così. A presto e grazie ancora Gmajo

    • 17 Novembre 2013 in 18:55
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      Finalmente, una ricostruzione reale di quanto è successo, sia del presente ma anche del passato. A me pare che qualcuno si sia già dimenticato . Grazie

  • 17 Novembre 2013 in 15:34
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    Cominciano ad emergere i buchi che il Parma FC ha sparsi in giro. Con la TEP non pagavano i trasporti da tempo, hanno sospeso l’uso dei pulmini per il trasporto dei ragazzi del settore giovanile che vengono da fuori città’ quando la scorsa estate x convincere i genitori specie dei più piccoli a scegliere il Parma avevano garantito il trasporto. Da quanto mi risulta anche lo stesso comune aspetta soldi da tempo dalla società per gli impianti utilizzati dal settore giovanile (Campi Stuard). Collaboratori quali medici e fisioterapisti sono indietro di parecchi mesi con i compensi economici. Questi sono solo alcuni dei campanelli d’allarme !!!!

    • 17 Novembre 2013 in 19:44
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      Gentile Giorgio,

      come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, quando si tratta di muovere delle accuse a qualcuno bisogna farlo in modo circostanziato. Quindi mi auguro che Lei sia in possesso di pezze giustificate per sostenere, come ha fatto, che il Parma abbia dei buchi sparsi in giro. Lei avrà ricevuto una nostra email di verifica del Suo indirizzo e-mail, che ovviamente è a disposizione dell’autorità giudiziaria qualora la società – che di solito ci tiene alla propria immagine ed onorabilità – si sentisse in un qualche modo danneggiata dalle sue affermazioni. Al di là dei sentito dire, infatti, io non ho prove concrete che il Parma calcio non paghi i suoi collaboratori da parecchi mesi, come sostiene lei, e dunque non posso avallare questa sua tesi. Poi, se lei è un collaboratore della società che non è pagato magari ne sa più di me. Sulla palazzina dell’ex settore giovanile pure a me risulta che ci sia qualcosa che non quaglia: ma anche in questo caso non mi permetto di parlarne fin quando non ho documentazioni alla mano da parte dei creditori. Sul discorso dei pullman per il settore giovanile mi pare che il servizio fosse tornato in mano a Tep dopo un breve periodo in cui il club si servì di altro vettore.
      Saluti
      Gmajo

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