MAJO, IN UNA LETTERA ALLA GAZZETTA DI PARMA, PROPONE CHE IL GLORIOSO PULLMAN DEL PARMA VENGA DONATO DALLA TEP ALLA COMUNITA’: “PIETRA MILIARE PER IL MUSEO DEL PARMA”

lettere direttore 25 11 2013Gentile Direttore,
approfitto della Sua seguitissima rubrica per suggerire una proposta circa il futuro del glorioso storico pullman che dal 1998, fino a pochi giorni fa, ha trasportato in giro per l’Italia la squadra del Parma Calcio, prima dell’interruzione del rapporto tra il club e la Tep, che ne è la proprietaria. Reputo quella corriera un patrimonio della comunità crociata e della città: per questo non penso che sia giusto che finisca i suoi giorni – spogliato dei simboli della squadra di pallone – portando a zonzo gitanti come un non normalissimo mezzo gran turismo, viceversa reputo quel torpedone un simbolo da Museo, che non deve essere dimenticato, perché racchiude 15 anni di storia del Parma. Dunque, secondo me, non dovrebbe essere smantellato, ma, attraverso una donazione dell’azienda pubblica proprietaria (magari promossa dall’amministrazione comunale che figura con la Provincia nella compagine societaria della Tep) essere messo definitivamente a disposizione della collettività come una sorta di monumento e quindi posteggiato all’interno dello Stadio Tardini, quale pietra miliare dell’erigendo Museo del Parma Calcio, oppure, debitamente protetto (affinché non faccia la fine della vecchia Locomotiva di Piazzale Lubiana), in qualche piazza cittadina, come omaggio al Centenario del Parma Calcio.
Grazie per l’ospitalità. Cordiali Saluti Gabriele Majo, direttore responsabile di www.stadiotardini.it

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

8 pensieri riguardo “MAJO, IN UNA LETTERA ALLA GAZZETTA DI PARMA, PROPONE CHE IL GLORIOSO PULLMAN DEL PARMA VENGA DONATO DALLA TEP ALLA COMUNITA’: “PIETRA MILIARE PER IL MUSEO DEL PARMA”

  • 25 Novembre 2013 in 17:06
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    Ma con tutti i problemi che abbiamo in questo momento di crisi generale, il Comune , la Provincia o la Tep dovrebbero buttare del denaro per acquistare un pulmann ….. e per farne che ? Ma che idiozie !!!! Che li mettano i calciatori i soldi ….. o i tifosi come Majo ………

    • 25 Novembre 2013 in 17:13
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      Caro Roberto,

      il pullman non è da acquistare, ma è di proprietà della Tep, però appartiene, idealmente, a tutti i tifosi, e alla comunità crociata. Cosa varrà mai un mezzo che ha 15 anni di vita sulle spalle? Relativamente poco: bene, allora anziché sparare cavolate populistiche alla Marani (“che li mettano i calciatori i soldi”) pensi al valore morale che ha quel simbolo per la collettività dei tifosi. E’ un mezzo che magari costerà di più sistemarlo, spogliandolo dei simboli, anziché donarlo alla gente di Parma (mica a Ghirardi: dico ai tifosi, alla collettività, al Comune).

      Vedrà che in questo momento di crisi generale non è certo un omaggio doveroso alla storia del Parma a venire a gravare sulle tasche sue o mie. Comunque sia, la invito a rileggere meglio la mia proposta, ché mi sa che non l’abbia poi capita mica tanto. O forse sono io che mi sono spiegato male…

      Saluti

      Gmajo

  • 25 Novembre 2013 in 19:08
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    Ma dove vorrebbe piazzarlo? Al Tardini?? E la gente ci salirebbe all interno di in un percorso museale???

    • 25 Novembre 2013 in 19:20
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      Ma sì, qualcosa del genere, perché no? A parte che con ‘sto museo ci stanno menando per il naso da un po’: al di là delle pie illusioni di qualcuno, io dico: ma se non è stato fatto nell’anno del Centenario, perché mai dovrebbero farlo più avanti?

      Tanto è vero che anziché il Museo ci sarà una mostra in Ghiaja, che poi mi sa tanto che sarà la replica di quella fatta a Ravadese, quindi con l’impegno del Comitato Popolare. Però, ad esempio, se il pullman storico lo posteggiassero, intanto, in Ghiaja, in quel contesto di mostra, potrebbe già esser qualcosa. Ma pensare che dopo 15 anni quel simbolo del Parma (giustamente utilizzato anche nelle ultime ricorrenze, per il trasporto degli eroi di una volta) venga smontato delle insegne e mandato in giro per la vendita delle pentole mi pare proprio ingiusto!

      Cordialmente

      Gmajo

  • 26 Novembre 2013 in 08:58
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    Quel bene è di proprietà di Tep, società in mano a comune e provincia. In un epoca come quella attuale credo che si debba mettere da parte ogni sentimento calcistico e siccome il pullman vale ancora molti soldi credo che sia giusto ridarlo al comune che lo farà fruttare o con l’alienazione o con l’affitto ad altri nel modo migliore. Non so se hai presente il valore di pullman, non sono proprio due soldi: è vero che ha 15 anni o giù di lì ma può essere utilizzato ancora. Tanti pullman che vengono usati da scuole, tifosi, pullman di linea extraprovinciali ecc.. ecc. sono ben più datati di quello!

    • 26 Novembre 2013 in 16:06
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      Ciao Stefano,

      se perfino un tifoso amante della storia come te non apprezza la mia idea di salvare il glorioso pullman della triste fine cui pare destinato, vuol dire che ho proprio toppato!

      Che quel pullman possa valere molti soldi, però, perdonami, ho qualche dubbio: a parte l’età (anche se è vero che mezzi più vetusti sono ancora in circolazione) c’è da considerare che ci sarà da spendere per riattrezzarlo togliendo gli adesivi e magari ripristinando il numero di posti.

      Se non ci fosse stato il repentino divorzio tra il club e l’azienda di trasporto pubblico, magari, quel pullman sarebbe pure potuto passare di mano. E’ chiaro che, con questi chiari di luna, diventa difficile trovare un agreement: ma quella corriera rischia di essere per la Tep una palla al piede.

      Ecco, quindi, l’escamotage: potrebbe essere il Comune (che è socio Tep) a salvarlo dal triste destino per renderlo una sorta di pietra miliare dell’erigendo Museo del Parma. Io continuo a definirlo “erigendo”, anche se in realtà ho molti dubbi sulla volontà di volerlo fare davvero, perché, se no, sarebbe stata una priorità nell’anno del Centenario. Ma questo è un altro discorso. Io non capisco perché il pullman non possa essere considerata una reliquia da salvare come i biglietti, i giornali da stadio, le figurine, di una volta.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 26 Novembre 2013 in 10:08
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    ….non mi sembra una grande idea, il Parma avra’ pure 100 anni, ma mettere un pullman in un museo….e che poi sia la Tep a donarlo al Parma, anziché continuare a usarlo, mi sembra un po’ strano. Non dobbiamo poi dimenticare che il Parma ha un debito di 100.000 euro con la Tep, e quindi con i cittadini. E’ un debito della passata gestione, sostiene Ghirardi, ma è una affermazione puerile. Se compri una società ti prendi i crediti e i debiti. Quindi é un debito che é lui che deve saldare.

    • 26 Novembre 2013 in 12:41
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      Salve Angelo,

      io non ho proposto che la Tep doni il pullman al Parma. Ho proposto che venga fatta una donazione, magari al Comune, che poi “posteggi” il pullman allo stadio Tardini come pietra miliare ideale dell’erigendo (che poi ho i miei dubbi venga eretto) Museo del Parma.

      Il pullman è ancora perfettamente funzionante, certo, e se non ci fosse stato il patatrac con la Tep avrebbe proseguito il suo onesto servizio, prima di proseguire l’onorata carriera come corriera del Settore Giovanile. Il vecchio e i bambini…

      Però che il pullman funzionante, dopo aver trasportato in giro per la Penisola per 15 anni calciatori, tecnici e dirigenti gialloblù, venga smontato delle insegne del Parma e venga messo a servizio delle gite con vendita di piatti (magari con battitore d’asta il Saltimbanco Boni) mi pare una fine ingloriosa.

      Il debito che il Parma ha con la Tep, che peraltro mi risulta essere superiore rispetto alla cifra da Lei indicata (che peraltro era la stessa cifra che avevamo scritto noi, ma “arrotondata” per difetto rispetto a quanto riferitoci dalla nostra fonte informata sui fatti), come ho già avuto modo di spiegare anche in altre occasioni, non va letto in maniera populistica come debito del Parma con la collettività. Sì, d’accordo, la Tep è un’azienda pubblica e il Parma è in debito con lei: tuttavia è anche vero che una cifra cospicua (il Parma asserisce circa 850.000 euro, facciamoci pure la tara che si vuole, ma comunque non mi paiono bruscolini) da Ghirardi è stata versata nelle casse dell’azienda pubblica, e quindi dei cittadini, durante questi anni. Un ritardo, nel commercio e nei servizi, anche in un contesto di fornitura dal pubblico al privato, ci può stare, senza che ci si stracci le vesti. Anche perché se i vari presidenti Tep, assieme ai dirigenti, hanno sempre deciso di mantenere aperta la linea di credito, non credo fossero masochisti o peggio in malafede: semplicemente era una cosa che stava bene a tutti, a Tep che manteneva un cliente importante che reinvestiva sul territorio (anziché, come sarà d’ora in poi, portare i soldi in Val d’Enza), magari con prezzi superiori a quanto altri privati avrebbero richiesto, oltre che per immagine, e al Parma che comunque manteneva un rapporto con un partner che pazientava sui ritardi di pagamento. Si tratta di vedere, tuttavia, quanto siano stati rispettati i “piani di rientro”, anche se credo che a preoccupare di più il presidente Rubini (al di là del fatto che ritengo la questione Parma Calcio un paravento o una scusa per allontanare i due dirigenti) non fosse tanto il debituccio (poca roba, comunque, per i bilanci Tep), quanto la prospettiva che Tep investisse nel nuovo pullman gran turismo che la società avrebbe richiesto con tutti i comfort e l’allestimento da squadra di serie A.
      Risibile, concordo con lei, l’uscita di Ghirardi a proposito dei debiti: quelli relativi alla gestione Tanzi sono del Parma A.C. e non certo del Parma F.C., che lui spesso dimentica di aver acquistato, a un ottimo prezzo, e in bonis.
      Cordialmente
      Gmajo

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