martedì, Febbraio 27, 2024
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NON SOLO PARMA / QUEL LIBERO SAPORE DI ALA DESTRA: GIGI MERONI, LA FARFALLA GRANATA, PROTAGONISTA DI UNA FICTION DI RAI UNO

(Luca Savarese) – Il numero 7 bianco su una grande maglia granata, dentro un corpicino alto ed avventuriero, romantico ed atipico, come era quello di Luigi Meroni, nato a Como il 24 febbraio del 1943 e spentosi a Torino il 15 ottobre del 1967, pittore ed ala destra. La fiction su di lui, prodotta da Goodtime e scritta da Grazia Giardiello, Roberto Jannone e Mauro Caporiccio, per la regia di Paolo Poeti, è stata trasmessa ieri sera da Rai Uno ed è apparsa godibilissima: ha bene tratteggiato il cammino di Calimero (come lo chiamavano alcuni tifosi del Toro), intrecciando con garbata delicatezza, gli avvenimenti della sua vita privata con le sue performances calcistiche. Interpretato dal bravo Alessandro Roja, genero di mister Claudio Ranieri, che durante l’ultima puntata di Dribbling, sabato all’ora di pranzo su Rai Due, ha detto di essersi sorpreso nel vedere tifosi di vecchia data del Toro, che avevanoconosciuto Meroni, vedere, commossi, il suo alter-ego cinematografico nel centro di Torino. Il Gigi riprodotto, è apparso in tutto il suo anelito e in tutta la sua stravaganza fuori dal comune, di pittore e stupito disegnatore di cravatte e di calciatore controcorrente. Divertente la scena che lo ritrae, in giro per la città della Mole, con in braccio una gallina (scenetta che capitava ogni tanto). Si percepisce bene dalla pellicola come il ragazzo interpretasse il calcio senza quell’ansia di prestazione snervante, privo di quel sacrificare tutto al primato dei risultati, proprio di vari momenti di questo gioco. Gigi, potremmo dire, viveva e intanto giocava a calcio, non giocava a calcio e forse viveva come molti suoi colleghi prima e dopo di lui. Artista a tutto tondo e a tutto campo, capace di autoironia, di passare dal rimettere in sesto una vecchia macchina balilla al segnare una prodezza a Sarti ed a quell‘Inter gloriosa di Herrera e soci. Farfalla, come ha scritto Nando Dalla Chiesa nel suo La Farfalla Granata, libro da cui il film trae ispirazione. In effetti, guardandolo, si ha tutta l’impressione di essere trasportati in maniera soft negli anni del beat (altro suo soprannome) granata, che come il coevo e celeberrimo Best, s’ubriacava, si ma solo di un’allegria guascona e spiazzante, istrionica ed inaspettata. Un plauso anche agli autori ed alla troupe per la modalità in cui hanno trattato la relazione di Gigi con Cris (la polacca Cristiana Uderstadt), sottolineando i sentimenti che la animavano e le difficoltà del loro stare insieme poiché la donna era già sposata, concentrandosi sulla la freschezza della loro unione finale figlia di svariate peripezie, senza intontire il pubblico con scene eccessive ed invasive. Fine anche il riferimento al suo violento epilogo terreno (avvenuto dopo essere stato messo sotto di sera in corso Re Umberto in un intenso traffico, colpito prima da una macchina e poi travolto da un’altra, la prima guidata da un giovane Tilli Romero): si vede uscire lentamente dal campo Gigi dopo la gara di campionato vinta contro la Samp, ultima sua partita ed ultima sua giornata, e poi compaiono delle scritte che spiegano cosa successe dopo quella partita. Vengono poi proposti dei silenziosi pezzi in bianco e nero del suo reale funerale. La poesia di Gigi è raccontata e quasi accarezzata, quasi un verso di riconoscimento ai suoi versi dolci ma concreti, da farfalla si, ma nel corpo di un leone, che giocava da ala destra, ruolo e posizione dove si può volare, a metà tra la legione dei centrocampisti e la fanteria degli attaccanti, gentile cavaliere di raccordo, privilegiato araldo del dribbling. (tipo Biabiany quando è in stato di grazia…). Ci ha fatto infine capire che il calcio ieri, oggi e domani, ci regala a volte queste figure e figurine, protagonisti ed anti protagonisti insieme ed atleti di un’ originalità unica, certo che va educata ed incanalata, ma insopprimibile. Anche nel tempo degli sceicchi e dei tanti brand. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".