SUL GIORNALE DI BERLUSCONI GRASSIA RISCRIVE LA CLASSIFICA, DANDO TRE PUNTI IN PIU’ AL MILAN E TOGLIENDONE DUE AL PARMA (ANCORA PER LA STORIA DI PAROLO…)

moviola grassia il giornale(gmajo) – Il quotidiano “Il Giornale”, edito dalla famiglia Berlusconi, ospita stamani la classifica parziale della serie A italiana riscritta al netto di favori/torti arbitrali, secondo il moviolista alla radio Filippo Grassia. Giuseppe Gabola – l’edicolante di fiducia di Michele Angella, che di recente è stato ospite tutt’altro che banale di Calcio & Calcio – pensa che  l’illustre giornalista, con il suo scritto, voglia cercare di giustificare il pessimo rendimento del Milan di Allegri, mostrando, viceversa, quanto siano state aiutate altre squadre, tra cui il suo Napoli (Gabola tiene per i partenopei) e la Juventus. A supporto della sua tesi il giornalaio ricorda come già l’anno scorso, sempre in concomitanza con le ristrettezze rossonere, apparse un servizio analogo dello stesso autore sul periodico Panorama, sempre della galassia Berlusconi. Dietrologia? Può darsi, ma una volta tanto – giuseppe gabolapur stimando Grassia, con il quale ebbi avuto modo di lavorare proprio alla redazione del giornale fondato da Montanelli (pur essendo uno frigido provai una certa emozione quando varcai la soglia della redazione) –, con tutti i distinguo del caso, mi sento più vicino alle istanze del Plenipotenziario Leonardi, secondo cui i media sarebbero tutt’altro che imparziali, sia per ragione geografiche che di proprietà. Ai tempi del tweet col fermo immagine del gol in presunto fuorigioco di Totti, spedito anche a tutte le redazioni dal solerte ufficio stampa del club, si pensava che l’attacco del Parma volesse essere alla classe arbitrale, ma poi pubblicamente e privatamente il Sommo Dirigente chiarì che la manovra era verso quelle tv (Sky in primis) ree di non avergli mostrato quell’immagini nel ventre del Tardini, durante il rito delle interviste a caldo dopo la partita persa con la capoclasse. Il Leo ebbe modo di aggiungere particolari che per un paladino dell’imparzialità come il sottoscritto suonano davvero raccapriccianti, tipo il fatto che certe squadre si autoproducono gli “highlights” che poi vengono dati in pasto preconfezionati agli organi di informazione. E se non ricordo male si riferiva alla Juventus, temibile avversaria di domani. In effetti anche le tv locali – segnatamente Tv Parma che fino allo scorso campionato, prima che scattasse la spending review, acquistava il prodotto da Infront che li commercializza per conto della Lega Serie A – sovente lamentavano l’assenza di episodi importanti nella sintesi filmata ricevuta. E manco potevano integrarle, per il semplice fatto che da qualche anno le uniche telecamere ammesse negli stadi sono quelle di chi produce l’incontro: tutti gli altri le debbono depositare. Avranno anche fatto ordine, ma indubbiamente in questo modo, si è andata, ad arte, a cancellare la pluralità delle riprese: per le piccole squadre, soprattutto, ma anche per le altre, è stato un boomerang, perché spesso, in caso di episodi controversi, riprese alternative potrebbero essere utili per fare maggiore chiarezza, al di là di quella ventina abbondante di occhi bionici, se manovrati da un solo stratega.

Ma torniamo alla classifica riscritta da Grassia: sempre prestando fede al teorema di Gabola, secondo cui il moviolista abbia voluto fare un favore al suo editore, proprietario del Milan, dovremmo trovare già nel titolo un qualcosa di gridato del tipo: “Milan defraudato”: in realtà, il titolo portante è: “Napoli e Juve le più aiutate. La Sampdoria paga per tutti”. Le vittime rossonere appaiono, invece, solo nel sottotitolo: “Le inseguitrici della Roma spinte da almeno un paio di punti regalati. Il Milan dovrebbe averne 3 in più, l’Inter ne rivendica 2 contro il Toro”.

E il Parma? Quel Parma iper-super-tartassato secondo Leonardi? Udite udite: i crociati, secondo Grassia, dovrebbero avere due punti in meno in classifica (proprio come Napoli e Juve, ma anche le non citate nel titolo Livorno e Bologna), che sarebbero poi quelli “ladrati” al Milan, con la punizione di Parolo… L’altra sera, a Calcio & Calcio, la performance telefonica di Leonardi non mi era piaciuta per niente – se quando era stato ospite di persona gli avevo fatto i complimenti perché aveva saputo accettare il dialogo, ponendosi in un modo nuovo e costruttivo, non posso dire altrettanto per quella telefonata nella quale arrogantemente ha lanciato il guanto della sfida che io appositamente non ho voluto raccogliere perché come gli ho già spiegato più volte non mi interessano i duelli rusticani – però avevo trovato perfettamente condivisibile il suo pensiero riguardo il presunto aiuto ricevuto: “Se l’arbitro voleva aiutare il Parma, non sarebbe stato più facile buttare fuori De Jong dopo il fallo su Rosi ? Non sarebbe stato più facile dare il calcio di rigore su Cassano ? Si dice, invece, che siamo stati aiutati permettendo a Parolo di portare avanti il pallone per la punizione decisiva, perché poi l’arbitro è un veggente e pensa che da lì Parolo fa quel tiro, che la barriera si scansa e che il portiere arriva in ritardo ? Sembra che noi con questa ‘furbata’, che poi invito a vederla attentamente, perché Sansone cade e va più avanti, con il giocatore del Milan che mette la palla, che poi viene portata avanti di un metro, nel punto dove è caduto Sansone, abbiamo commesso chissà quale scorrettezza, mi sembra davvero paradossale”. Quegli otto metri, secondo la ricostruzione del sito milanista – che nell’occasione ha imitato il Parma del tweet su Totti – insomma sono alla base della penalizzazione di due punti in classifica che Grassia dà al Parma. Assieme ai presunti rigori (ma anche in questo caso non viene applicata la par condicio con quello parimenti fischiabile su Cassano), ma come dice il saggio Gabola, i penalty, poi, vanno trasformati, e non è matematico, come ben sa Gilardino. Ecco quanto scrive Grassia: “La squadra di Allegri è stata penalizzata recentemente a Parma (negati due rigori, avanzata la punizione di Parolo) e prima ancora a Bologna (il fallo di Cristaldo su Robinho era da rigore). Ai rossoneri manca anche il rigore nella gara persa con il Napoli (Zuniga su Birsa)”. Poi, però, con un impeto di doverosa imparzialità, Grassia aggiunge: “Ma questo episodio compensa il pari realizzato al Torino in pieno recupero, quando l’arbitro Massa ha lasciato giocare nonostante il grave infortunio di Llarondo, a terra da 3 minuti”.

Io, come Leonardi, penso che non debba essere considerato un “favore” al Parma e un “torto” al Milan la punizione di Sansone: sul campo nessuno si era accorto dell’avanzamento del punto di battuta, indubbiamente meno determinante rispetto agli errori della barriera rossonera e dell’estremo difensore, al di là della prodezza balistica del centrocampista-bomber ducale. A caldo, negli spogliatoi, nessuno aveva fatto riferimento a quell’episodio, poi emerso solo dopo che lo stesso Grassia, per primo, aveva svelato la chicca nella sua “La moviola? Ascoltiamola alla radio”, poi ripresa da Novantesimo Minuto e a cascata da tutti gli altri.

imageA mio modo di vedere queste classifiche riviste non solo sono inutili – mica ti restituiscono o ti tolgono davvero dei punti! – ma anche perniciose: perché continuano ad alimentare veleni e sospetti tra addetti ai lavori e appassionati. In più Grassia, come tutti gli altri, non è che abbiano ricevuto in dono la Verità Rivelata. La classifica dello stimato moviolista radiofonico, ad esempio, differisce da un’altra, più clamorosamente ancora di stampo rossonero (qui ai milanisti aggiungono addirittura 10 punti in più, facendoli balzare secondi in graduatoria e ne tolgono 7 al Napoli…), che abbiamo trovato sul sito “Superscommesse.it”. Per la cronaca al Parma vengono ascritti 3 episodi a favore e 4 contro, ma con un saldo di tre punti in più di cui il Parma beneficerebbe (qui in classifica dovremmo averne appena 9, mentre Grassia, bontà sua, ce ne lascia 10…), piazzandosi sul podio delle favorite, come medaglia di bronzo alle spalle di Juventus (cui toglierebbero 4 punti, Grassia solo 2) e il già citato Napoli (con sette punti di troppo, rispetto ai due di Grassia). Su un punto, però, tutti concordano: la capolista Roma, in testa con dieci vittorie in stecca, non è stata né aiutata, né danneggiata dagli arbitri. Ed è davvero confortante.

Nella stagione 2004-05, quando ero capo ufficio stampa del Parma, realizzai assieme a Gianni Barone e Paolo Corsanici un dossier commissionatomi dall’allora AD Luca Baraldi, che non ci vedeva troppo chiaro nelle direzioni arbitrali contro i crociati. Il nostro fu un lavoro “scientifico” e non di parte (anni dopo mi chiesero di fare la stessa cosa, ma con sguardo più partigiano perché non dovevo scordarmi che ero pagato dal Parma, ma io me ne guardai bene, e infatti in Lega produssero dvd ricevuti dall’esterno): e proprio il fatto che fosse “imparziale” era il suo forte. Come finì quella stagione lo sappiamo bene: spareggio di Bologna (con 42 punti dopo la regular season!) e poi le rivelazioni di Calciopoli. Ma credo che l’odierna fattispecie sia del tutto differente

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 pensieri riguardo “SUL GIORNALE DI BERLUSCONI GRASSIA RISCRIVE LA CLASSIFICA, DANDO TRE PUNTI IN PIU’ AL MILAN E TOGLIENDONE DUE AL PARMA (ANCORA PER LA STORIA DI PAROLO…)

  • 1 Novembre 2013 in 15:15
    Permalink

    Sono dell’idea che queste classifiche lascino per strada tutto il tempo che trovano e non fanno altro che alimentare la già ben nutrita schiera di veleni che aleggiano sul nostro campionato. Oltretutto, se si parte dall’assunto che gli errori arbitrali, come quelli dei calciatori che sbagliano un rigore o un gol a porta vuota, fanno parte del gioco e sono commessi in buona fede (per sostenere il contrario servono delle prove), si capisce quanto sia inutile stilare questo tipo di graduatorie, che in effetti non restituiscono punti a chi se lì è visti sottrarre né li toglie a chi indebitamente se lì è visti assegnare. Io, piuttosto, contesto soltanto una cosa: e cioè, se l’altra sera ci fosse stata una grande squadra (non faccio nomi, sceglietene voi una a caso) al posto del Parma, avrebbero concesso quel rigore al Genoa o negato a Mesbah la gioia del gol (regolare)? Non credo. Ciò detto, mi preme precisare anche un’altra cosa: queste classifiche riscritte sono inutili anche perché l’arbitro è chiamato a decidere in fretta ed in PRESA DIRETTA. E dal vivo sia il rigore assegnato al Genoa che la rete annullata al Parma mi sono parse, inizialmente, decisioni corrette. Poi alla prova della moviola mi son dovuto ricredere…

  • 1 Novembre 2013 in 15:37
    Permalink

    La Roma qualche “aiutino” l’ha avuto… Forse il record annebbia la vista a qualcuno… Poi posso capire le lamentele per i due rigori, ma per i metri guadagnati da Parolo mi sembra davvero troppo infantile. Come se il giocatore avesse guadagnato una posizione più favorevole, sempre da trenta e più metri ha tirato. Se la barriera non si fosse aperta e Gabriel fosse un portiere (!?), sarebbe finita 2-2… E bastaaaaaaaa!

    • 1 Novembre 2013 in 15:59
      Permalink

      Gabriel è un portiere, secondo il mio parere. Vero è che contro di noi ha preso le cosiddette tre pere, ma ha pure parato una bella conclusione di Amauri e respinto quel tocco sotto porta di Rosi. Insomma, se Gabriel non è un portiere, non lo è nemmeno il nostro Mirante.

      • 1 Novembre 2013 in 16:02
        Permalink

        Non esageriamo… Senza San Mirante saremmo tornati da Genova con un passivo ancor peggiore. E, nella presente stagione, il suo rendimento è decisamente superiore rispetto al passato.

        Gabriel, di pastasciutta, deve ancora mangiarne parecchia. E se proprio lo si vuole esaltare lo si faccia, ma si lasci in pace Mirante che non c’entra nulla…

        Cordialmente

        Gmajo

        • 1 Novembre 2013 in 16:06
          Permalink

          Che Mirante stia giocando davvero bene quest’anno, non lo metto in dubbio. Contesto che si faccia passare quel che mi è parso un buon portiere, e cioè Gabriel, per un non portiere.

          • 1 Novembre 2013 in 16:18
            Permalink

            Appunto. Esalta pure Gabriel ma lesa perdor Mirante

      • 1 Novembre 2013 in 16:09
        Permalink

        La mia era una provocazione, per rimarcare anche il suo di errore. Mette solo due uomini in barriera e poi arriva in ritardo su quel tiro… Ha grandi potenzialità e si farà… ma in casa Milan prima di lamentarsi dei metri in più farebbero bene a guardare anche certi aspetti.
        Il paragone su Mirante non ci sta. E’ ingeneroso verso un giocatore che spesso e volentieri è risultato essere tra i migliori in campo.

  • 1 Novembre 2013 in 15:39
    Permalink

    …e poi bisognerebbe ricordare a questi geni della statistica come il Milan ha raggiunto il terzo posto lo scorso anno. Gli errori ci sono e ci saranno, sia a favore che contro le grandi (con quest’ultimi che rasentano il minimo). Che la smettano con queste polemiche sterili e partigiane.

  • 1 Novembre 2013 in 15:41
    Permalink

    Questo tipo di classifica, se non erro, viene stilata ogni anno da un giornale (o rivista, non ricordo) di Napoli. Lo fanno da tanto tempo e, secondo me, possono essere considerati “imparziali”, questa classifica fatta da Grassia commissionata dal Giornale è di parte e fatta solamente per evidenziare che questo Milan non è scarso, ma sono sfortunato e boicottato.

    La sua utilità è nulla, perché valuta soltanto i gol/non gol e non la direzione nel suo complesso: se la squadra Pingo Pallo, a cui non hanno dato 10 rigori a favore e date 2 espulsioni contro inesistenti, ha fatto un gol in fuorigioco in queste classifiche risulterebbe come una squadra avvantaggiata

  • 1 Novembre 2013 in 16:58
    Permalink

    Sarebbe interessante fargli pubblicare la classifica dell anno scorso.. il Milan e le grandi sono abituate bene. Senza Parolo hanno fatto 1-1 mercoledi

  • 1 Novembre 2013 in 17:57
    Permalink

    Queste classifichette del menga sono fatte per vendere qualche copia in più… così i tifosi possono sfogarsi e fare a gara a chi lo ha più lungo.. il torto ovviamente 😉

I commenti sono chiusi.