“UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI PARMA-LAZIO

(Luca Savarese) – Parma-Lazio è alle porte, ma come diceva il saggio Boskov, partita finisce quando arbitro fischia, mentre noi diciamo partita inizia dopo Ubi Majo. Quindi la parola e la scena che passano alla voce ed alle parole del nostro direttore.

Buongiorno Gabriele. Che cosa ricordi con piacere dei Parma-Lazio quando le due compagini erano annoverate tra le sette sorelle del calcio italiano?

Veron, Almeyda, Fuser, Crespo, Conceição, etc etc: erano queste le figurine che si scambiavano i successivamente deposti Re del Latte, Sergio Cragnotti e  Calisto Tanzi, imprenditori per certi versi legati a doppio filo, così come le loro squadre di pallone, non a caso ribattezzate “cugine di latte”. Sergio Cragnotti, era stato ribattezzato “il re delle plusvalenze”, sia nell’attività industriale che in quella calcistica, iniziata, nel Febbraio del ‘92 con l’acquisizione della Lazio dalla famiglia Calleri. Intanto Calisto, già da alcuni anni – dopo aver trasformato in una multinazionale la piccola azienda agroalimentare di famiglia – si trastullava con il Parma, che gli dava non poche soddisfazioni grazie all’oculata guida del suo uomo fidato che mise alla presidenza, Giorgio Pedraneschi, il suo dg Giambattista Pastorello e il tecnico Nevio Scala. Il primo trionfo internazionale, per certi versi il più grande, la Coppa delle Coppe, conquistata nel mitico tempio di Wembley sarebbe arrivata nel ‘93. Ma intanto il Parma si era cavato già il lusso di strappare una Coppa Italia niente di meno che alla Juventus, primo guanto di una sfida durata un decennio… Nel ‘94 Cragnotti, diventato azionista unico della Cirio-Bertolli-De Rica, acquisisce la Centrale del Latte di Roma e la Del Monte e architetta la prima operazione di mercato con il concorrente (o forse no…) Calisto, cui di fatto aveva già ceduto Giuseppe Signori per la modica cifra di 25 miliardi: operazione, tuttavia, che sarebbe saltata per la sollevazione del popolo laziale che non voleva che venisse venduto il proprio calciatore simbolo. Nel ’98, però, un’altra bandiera biancoceleste, Diego Fuser, il capitano che da poco aveva alzato la Coppa Italia, passa ai gialloblù. L’anno dopo dal Parma, dove era rimasto appena un anno, arriva a Roma Veron, pagato una cifra di poco superiore ai 50 miliardi di lire, un sacrificio che venne ripagato dallo Scudetto che indubbiamente il talentuoso argentino aveva contribuito in maniera determinate a conquistare. Nel pacchetto c’era anche Nestor Sensini. La Lazio scudettata, poi, si sarebbe concessa anche Hernan Crespo per la cifra record di 110 miliardi di lire. Io ricordo sempre, in proposito, la mia battuta in proposito a Tanzi, quando, al Teatro Regio, gli dissi che si trattava di soldi virtuali. Non che fossi al corrente del ciclostile con il quale Tonna & C. stampavano i soldi, però ricordo che andò su tutte le furie… Il viaggio opposto, dalla Capitale al Ducato, lo percorsero Matias Almeyda e Sérgio Conceição. Nell’ottobre del 2000, infine, Tanzi cedette a Cragnotti Dino Baggio. Sul fronte dirigenziale c’è da segnalare il “prestito” di Luca Baraldi, poi tornato in Emilia. Tra il 2002 e il 2003 la fine dell’impero dei due imprenditori, che nel calcio si spartirono ben 14 trofei: Cragnotti, dopo aver lasciato nelle mani delle banche tutte le sue aziende (Lazio inclusa) per via del default dei buoni ordinari d’acquisto Cirio viene iscritto al al registro degli indagati per bancarotta fraudolenta e incarcerato per sette mesi; Tanzi, arrestato dopo il crac Parmalat, viene condannato a dieci anni di reclusione per aggiotaggio. Le due squadre, in un qualche modo salvate, diciamo così, con qualche aiuto di Stato, sarebbero poi passate nelle mani di Claudio Lotito e Tommaso Ghirardi”.

Nella partita di giovedì contro i ciprioti dell’Apollon Limassol, valida per la quarta giornata di Europa League, la Lazio ha sì vinto, con la doppietta di Sergio Floccari, evidenziando spesso però varie distrazioni. In una di queste gli avversari hanno trovato il gol e, nel finale, stavano quasi per pareggiare i conti. Dunque una formazione che soffre di una certa fragilità, peccato originale anche dei ducali?

“Il peccato originale dei Donadoniani, a mio modo di vedere, è una certa fragilità psicologica, all’origine dei secondi tempi horror che ci stanno mostrando. Concordo col tecnico che non giustifica questi cali con la tenuta atletica (ne ha parlato ieri in conferenza stampa). Del resto qualche gara è stata riacciuffata o risolta al fotofinish. La Lazio, invece, dopo esser stata la rivelazione della passata stagione grazie all’innovativo e celebrato Petkovic, paga (almeno questa è la tesi del laziologo Cieri, espressa mercoledì sera a Calcio & Calcio Più), probabilmente, i ludi per la vittoria in Coppa Italia sulla Roma”.

Passiamo ad Antonio Candreva e a Sergio Floccari. Cosa ti è rimasto delle loro brevi esperienze crociate?

“Di Candreva ben poco, purtroppo: direi solo il gol decisivo nella prima vittoria in trasferta del Parma della stagione 2010-2011, realizzato il 14 novembre 2010 contro il Bari (0-1). Ma, onestamente, ci si aspettava di più. Floccari, invece, io non lo avrei preso, poiché avrei concesso fiducia ad Hernan Crespo (salvo, semmai, come nella stagione precedente, correre ai ripari a Gennaio, quando venne preso Amauri, proprio per dare ricambio al commovente Valdanito, che da solo aveva fatto sì che non si naufragasse del tutto nel fallimentare progetto del calcio propositivo di Marino), ma, evidentemente, le prove tecniche estive – che peraltro mostravano quale primo centravanti Graziano Pellè – non avevano convinto la società che al fotofinish prese Floccari. La sua fu una esperienza indubbiamente positiva, al di là di qualche infortunio, ma non al punto tale da investire la cifra, ritenuta troppo alta, per il suo riscatto. Donadoni, tuttavia, ieri ne ha decantato le lodi (non a caso noi abbiamo riciclato Albano & Romina dell’87 con Nostalgia Canaglia) e, stando ai mercatologi, potrebbe non essere escluso un suo ritorno. Si vocifera di uno scambio Parolo-Floccari. Io penso che a Gennaio ci dovrà per forza essere qualche cessione eccellente per via dei conti di bilancio. Quindi non sogno, come altri Pazzini e Floccari…”

Eri più per Boksic o per Signori? Per Salas o per Mancio? 

“Posto che mi sembrano incommensurabili tra loro, ti dirò che tra Boksic e Signori scelgo quest’ultimo, che ebbi poi modo di conoscere meglio quando era al Bologna (io, in quei tempi, ne raccontavo le gesta per Radio Capital), e sono davvero dispiaciuto per la brutta piega che ha preso la sua vita. E tra Salas e Mancini, anche in questo caso il secondo, che mi pare abbia lasciato più tracce di sé. Non solo a Roma. Non solo come calciatore”.

Un abbraccio ed una buona partita a tutti i lettori e gli amici di stadiotardini.it. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on ““UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI PARMA-LAZIO

  • 10 Novembre 2013 in 17:56
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    io li vedo sempre bene coi piedi sotto la tavola li a livello di tifoseria siamo da champion

I commenti sono chiusi.

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