CALCIO & CALCIO / MANFREDINI: “LE PAROLE DI GHIRARDI SUL FUTURO? UN TERREMOTO… MA E’ SCONFORTATO PERCHE’ QUESTA PIAZZA NON LO HA SOSTENUTO”

(Evaristo Cipriani e Lorenzo Fava) – AI PIEDI DEL GHIRO – Hanno lasciato strascichi tangibili le dichiarazioni del Presidente Tommaso Ghirardi dello scorso 20 novembre, quando – in occasione della presentazione in Feltrinelli del libro del Centenario – si era lasciato sfuggire queste parole: “Godiamoci quest’anno, c’è una crisi economica allarmante, per il futuro si vedrà”. Durante la 15^ puntata stagionale del talk show Calcio & Calcio, la domanda, rivolta dal conduttore Angella, al presidente del CCPC Angelo Manfredini, ospite in studio, è stata l’occasione per tornare a parlare dell’argomento. Il sempre governativo Baffo, senza mezzi termini, le ha definite un “terremoto”: “Quelle dichiarazioni sono state un terremoto sulla tifoseria. E’ normale, però, che un Presidente, durante il periodo di gestione della società, abbia dei momenti di sconforto. Anche perché in questa piazza non è mai stato sostenuto a sufficienza, né da imprenditori né dai media”. Il fedele capo del tifo organizzato ha puntato l’indice contro al direttore del quotidiano on line Stadiotardini.it, Gabriele Majo, opinion leader della trasmissione: “Non mi ricordo tuoi articoli a favore di Ghirardi”. Polemica rispedita al mittente dal Grillo Parlante che ha subito precisato: “Io svolgo il mio mestiere di giornalista profesisonista nel pieno rispetto della deontologia. Ghirardi l’ho criticato, così come l’ho elogiato quando era il momento di farlo”. Sulla questione è intervenuto anche Angella, replicando pure all’intervento telefonico di un telespettatore contro Majo accusati di avercela con Ghirardi: “I giornalisti fanno i giornalisti, è sbagliato fare le liste dei buoni e dei cattivi, così si alimentano solo tensioni. Poi ci sono giornalisti che lavorano in un modo e altri un altro, i telespettatori e i lettori li giudichino per questo, non in base a preconcetti. Non mi verrete mica a raccontare che il presidente Ghirardi si infastidisce per quello che viene scritto su un sito internet o in una trasmissione tv?! Tutto questo fa parte della normale dialettica calcistica, avviene ovunque”. Majo ha poi ripreso: “A proposito di liste di buoni e cattivi: è il signor Ghirardi che, pubblicamente, si è permesso di darmi la patente di nemico del Parma. E questi sono i frutti. Per quanto mi riguarda ho la coscienze pulita, perché ogni mia argomentazione è sostenuta entrando nel merito delle cose e non si limita a stucchevoli invettive”. A proposito dello scarso supporto ricevuto dalla piazza, il conduttore di Teleducato si è invece così espresso: “Non mi risulta che Ghirardi sia poco amato a Parma, non lo è dai tifosi e non lo è nemmeno dalla classe imprenditoriale, dato che è entrato a far parte dell’Unione Parmense degli Industriali e poi se vogliamo dirla tutta – ha aggiunto – spiegatemi perchè un imprenditore dovrebbe entrare nel Parma con una quota di minoranza? Che interesse avrebbe? Cosa gliene tornerebbe? Stiamo parlando di imprenditori, non di filantropi e benefattori, Ghirardi compreso”.

ADRIANO STOPPA LEO? – Se la scorsa settimana l’avvicendamento al Milan di Leonardi sembrava già dato per certo, la conferma per i mesi a venire del Plenipotenziario Galliani, al fianco di Lady B Barbara Berlusconi ha stroncato sul nascere ogni possibile valzer di amministratori delegati. A Calcio & Calcio, però, Tullo Baroni, boss de ilmattinodiparma.it, si è detto convinto che l’avventura del Plenipotenziario sia arrivata al capolinea: “Leonardi lascerà Parma quasi sicuramente a fine stagione. Non è detto che vada al Milan, ma credo che siano i suoi ultimi mesi qui”. Non di questo avviso Daniele Longo, corrispondente di calcionews24.com e parmalive.com, che ha aggiunto: “Lascerà solo per condizioni migliori. Non ci sono grosse possibilità ora che possa approdare dietro la scrivania di altri top club”. Gabriele Majo credeva di più nella soluzione Inter, un club con il quale in passato l’AD aveva più volte concluso trattative: “La squadra ideale per Leonardi, a mio avviso, poteva essere l’Inter, che con Thohir subirà molti mutamenti. Poi, negli scorsi giorni è venuto fuori ‘l’affaire’ Milan, dove Leonardi andrebbe a occupare il posto di Galliani – che da 27 anni ad oggi ha avuto pieni poteri –, e dove avrebbe potuto portare la sua équipe. Ora, tuttavia, il posto, con la conferma di Galliani avvenuta nei giorni scorsi, per Leonardi non c’è. Quindi alla fine ci sono più possibilità che resti, anziché il contrario”. Matteo Caselli, componente della squadra di opinionisti del talk show di Teleducato, ha sottoscritto il discorso fatto dal direttore di stadiotardini.it: “Penso che le ultime evoluzioni societarie rossonere abbiano messo in difficoltà chi aveva messo in pista un certo discorso. Leonardi però può avere l’ambizione di approdare in un altro tipo di società, cioè un top club italiano”. Sintetico il Saltimbanco Enrico Boni: “Via Galliani, altissime probabilità per Leonardi. Galliani resta, 0 possibilità per Leonardi al Milan”

CASELLI E IL PARMA IMMATURO – Il derby contro il Bologna, disputato nell’anticipo della 14^ giornata sabato alle 18, è stato per Gabriele Majo l’ennesima occasione sprecata: “Il Parma ha giocato solo 15 minuti con intensità. Ha disputato una partita impalpabile. E soprattutto non ha saputo sfruttare – e non ha avuto il coraggio di farlo – un duplice colpo di fortuna, cioè la superiorità numerica per l’intera ripresa e l’assenza di Diamanti, che, facendo le debite proporzioni sta al Bologna come Cassano sta al Parma”. Secondo Matteo Caselli questa squadra non è matura, poiché, ogni volta che è attesa alla prova di maturità, fallisce clamorosamente il banco di prova. Enrico Boni della partita ha salvato solo due fotogrammi: “Il bicchiere mezzo pieno è Cassano. Il bicchiere mezzo vuoto è Biabiany, che è stato pessimo!”. Diametralmente opposto il punto di vista del presidente del CCPC Angelo Manfredini e del giornalista Tullo Baroni; inizialmente quest’ultimo ha sottolineato i meriti del Bologna: “In campo ci sono anche gli avversarsi, il Bologna è un’ottima squadra!”, poi il Baffo ha completato: “Pioli ha messo bene in campo il Bologna e non ha fatto giocare il Parma. A Milano con l’Inter giocheremo sicuramente meglio”

COPPA ITALIA PER L’EUROPA – Questa sera alle ore 21 il Parma sarà di nuovo in campo, impegnato per il match di Coppa Italia al Tardini contro una compagine di Serie B, il Varese del neo-tecnico Carmine Gautieri. Fischio d’inizio alle ore 21. Durante il dibattito di Calcio & Calcio, il Saltimbanco Enrico Boni ha riesumato i nomi di alcuni vecchi scheletri nell’armadio: “Abbiamo una tradizione sfortunata con le partite secche: ricordo che nelle ultime stagioni siamo stati eliminati da Novara, Hellas Verona, Catania. E per poco non ci faceva lo scalpo anche il Portogruaro. E’ un bene però che il Parma continui l’avvenura in Coppa Italia”. Ma il variopinto opinionista del parterre è andato su tutte le furie quando il conduttore Angella gli ha mostrato la seguente formazione: Bajza – Rosi, Benalouane, Felipe, Mendes – Acquah, Valdes, Parolo – Palladino, Amauri, Sansone: “Mi aspetto novità di formazione: Munari se non gioca in Coppa Italia contro il Varese, quando lo facciamo giocare? E poi, perché gli è stato fatto sottoscrivere un contratto di 5 anni se fino ad ora lo si è schierato per la prima e ultima volta 45′ a Udine?! O perché non gioca Mesbah? O il giovane Cerri?” Daniele Longo, soprannominato anche “il Pedullà di Parma” (in opposizione a Guglielmo Trupo, che invece è “il Di Marzio di Parma”), ha aggiunto una pillola di mercato: “Mesbah è sempre più lontano dal Parma, non credo che giocherà. A detta di Gautieri, ci sarà un pesante turnover anche nel Varese”. Favorevole all’ipotesi di turnazione dei giocatori, sia pur cum judicio, anche il direttore di stadiotardini.it, Gabriele Majo: “Bisogna mantenere una spina dorsale della squadra titolare e inserire 4-5 elementi, come, d’altronde, è stato fatto finora nei turni di campionato infrasettimanali del mercoledì. Nella stagione del Centenario sarebbe prestigioso poter concorrere per questo trofeo”. Per  Matteo Caselli la Coppa Italia potrebbe essere l’unico modo, seppur meno nobile, per poter tornare a riaffacciarsi in Europa. E dando un’occhiata al tabellone del torneo arrivare alle semifinali non sarebbe nemmeno un’impresa titanica: “La Coppa Italia è da sfruttare a pieno. La squadra è molto più competitiva rispetto a 2 anni fa, quando facevamo giocare le riserve. Diamo una funzione alla Coppa Italia, per entrare in Europa dalla porta secondaria”. Evaristo Cipriani e Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

16 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO / MANFREDINI: “LE PAROLE DI GHIRARDI SUL FUTURO? UN TERREMOTO… MA E’ SCONFORTATO PERCHE’ QUESTA PIAZZA NON LO HA SOSTENUTO”

  • 3 Dicembre 2013 in 15:48
    Permalink

    Se cade il governo Letta potremmo proporre Manfredini, tifoso vero e ottimo politico

  • 3 Dicembre 2013 in 16:17
    Permalink

    Basta!!!!! Della sottomissione di Manfredini non se ne può più.

    Dov’era il signor Manfredini quando la gestione Ghirardi ci ha portato dritti dritti in serie B?
    Dov’era quando Morfeo, Couto e Gasbarroni facevano quel cavolo che volevano disonorando la maglia?
    Dov’era quando il Ghiro esonerò Cuper per Manzo a una giornata dalla fine facendosi e facendoci ridere dietro da tutta Italia?
    Dov’era quando Cristiano Lucarelli definì Parma piazza ostile e in cambio, in campo, sembrava un pensionato?
    Dov’era quando Cagni diceva che andava tutto bene e intanto perdevamo contro l’Albinoleffe?
    Dov’era Manfredini quando Guidolin è stato costretto ad andarsene trattato come un brutto male?
    Dov’era quando i grandi capi ce la menavano con il calcio champagne di Marino e Bojinov?

    Eh si, il buon Manfredini era lì a ringraziare Ghirardi e ad applaudire, sempre e comunque, anche se gli avessero chiesto di mangiare un secchio di merda.

    Continui pure così, io la tessera del Coordinamento non la prendo nemmeno se mi pagano.

  • 3 Dicembre 2013 in 16:29
    Permalink

    ella miseria,per cosi’ poco ?

  • 3 Dicembre 2013 in 16:30
    Permalink

    nb: vale sia per la prima che la seconda considerazione

  • 3 Dicembre 2013 in 16:41
    Permalink

    Grandi speudo tifosotti del Pavma, era meglio Tanzi eh!?
    Dai basta prenderla col Ghiro, tanto ha capito che questa è una piazza da serie D..
    Pavma Fidenza, bel derby emiliano…

  • 3 Dicembre 2013 in 16:54
    Permalink

    Al di la’ di tutte le polemiche credo che lo sconforto masca da altro e da preoccupazioni economiche.
    Gratta il Pepito e troverai il Peppone diceva il buon Giovannino

  • 3 Dicembre 2013 in 17:27
    Permalink

    Tanzi almeno si è dimostrato un ottimo presidente, ma siamo a Parma allora dobbiamo sempre accusare tutti… eppure i milanisti mica si lamentano delle condanne a Berlusconi, altro che parmigiani voi siete puritani.

  • 3 Dicembre 2013 in 17:30
    Permalink

    Dobbiamo ringraziare Ghirardi per la sua prima metà da presidente e per aver salvato il Parma. Punto. Non possiamo andare avanti in eterno non muovendo alcuna critica contro il Presidente perché lui anni fa ci aveva salvati dal fallimento.
    Al presidente è mancato l’appoggio degli industriali? Ma potranno investire i LORO soldi dove vogliono? Se vogliono sponsorizzare/finanziare/aiutare un altra società sportiva lo potranno fare o a Parma esiste solo il Parma Calcio? Io non voglio scusare nessuno, anzi spero che capitali parmigiani entrino al più presto nel Parma Calcio, ma non lo posso pretenderlo.

  • 3 Dicembre 2013 in 17:55
    Permalink

    Da serie D è la mentalità di chi non capisce che sollevare critiche circoscritte e motivate in merito a scelte, dichiarazioni o comportamenti non significa automaticamente non apprezzare la persona o il presidente.
    Il paragone con Tanzi e col Fidenza è invece da terza categoria (sempre a livello intellettuale)

  • 3 Dicembre 2013 in 19:26
    Permalink

    Alcune considerazioni
    a) Parma è una piazza che pretende molto (non solo nel calcio) e spesso offre (dinero) poco (si veda cosa è successo a certi sport, come la pallavolo, che andavano per la maggiore)
    b) Guardiamo cosa succede in realtà che qualche anno fa erano ai nostri livelli (Cremona, Piacenza, Ferrara, ecc.). E’ bene quindi non dimenticare ciò che ha fatto e fa Ghirardi. Di qui a valutare positivamente tutto quello che fa ce ne corre.
    c) I responsabili della tifoseria devono normalmente sostenere la società (che in fine dei conti si è fatta 22 campionati di serie A negli ultimi 23 anni) e non contestare se non in casi limite. Evitiamo certi esempi esaltanti di cui sono pieni i media…

  • 3 Dicembre 2013 in 23:43
    Permalink

    direttore ma si sa se il presidente sta seguendo le partite allo stadio?

    • 3 Dicembre 2013 in 23:57
      Permalink

      Sì. stasera è stato intervistato da RaiSport sul prato dell’Ennio

  • 4 Dicembre 2013 in 12:16
    Permalink

    oh a me sto giova non mi convince,o e’ un testa quadra che rosica,o e’ uno che rosica e basta

  • 4 Dicembre 2013 in 14:07
    Permalink

    Asio, più il reggiano rosga, più io godo.
    W Tanzi!!!
    Bocchi e Tonna bofò!!!
    Il tesoro di Calisto siamo noi!!!!
    Molto tifo contro!!!!

  • 10 Dicembre 2013 in 18:03
    Permalink

    Intanto, un gruppo dell’Europa orientale, e più precisamente di investitori russi, sarebbe interessato a rilevare il 15% delle quote del Pescara (con la possibilità, in futuro, di estendere la propria partecipazione ad una percentuale più alta e giungere a detenere il 60/70% delle quote). Per la verità, però, prendono il Pescara perché pare che abbiano intenzione di salvare l’economia della città abruzzese attraverso interventi e investimenti mirati nel turismo e nel settore alberghiero. Ora, che Pescara sia una città per certi versi molto carina, credo che nessuno possa metterlo in dubbio. Dunque, è normale che un imprenditore straniero possa esserne attratto fino al punto di volerne fare oggetto di qualche suo investimento. Quel che mi chiedo è: di fronte al possibile disimpegno di Ghirardi dal Parma Calcio, è possibile che una città come Parma, bella e interessante come lo è del resto anche il territorio della sua provincia, non sia in grado di attrarre capitali esteri e di favorire, in questo modo, l’ingresso di investitori stranieri nella locale squadra di calcio? Se ci riescono quelli di Pescara, perché non potremmo o non dovremmo riuscirci noi di Parma?

    • 11 Dicembre 2013 in 00:02
      Permalink

      Forse per una certa decadenza iniziata dieci anni fa ma che nel nostro delirio di parmigianita’ tendiamo sempre a non considerare. Gmajo

I commenti sono chiusi.