giovedì, Giugno 13, 2024
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CARMINA PARMA / STELLINE DI NATALE, MA NON FUOCHI D’ARTIFICIO. E COSI’ L’ALBERO NON HA IL PUNTALE…

luca savarese stadio marassi genova(Luca Savarese) – Come un pasta senza troppa salsa, come un panino senza troppa bistecca, come un treno a vapore sui binari dell’alta velocità del campionato: va bene che non si perde da un po’, ma è altrettanto vero che sempre da un po’ neppure si vince. Se la maledizione dei secondi tempi sembra essere passata, è vero che quando servono gli artigli del leone ci sono invece le zampine del pulcino, che zampetta qua e là senza lasciare il segno, che fa pio pio ma di gridare non se ne parla. Mihajlovic e capitan Gastaldello si sprecano in complimenti al Parma che mi ha impressionato sotto tutti i punti di vista, parole del difensore alla Ds. Ma le congratulazioni altrui non fanno però punti per noi. Diogene il cinico andava in giro per le piazze e beveva solo con una brocca, poi quando si accorse che poteva bere anche con le mani, buttò via la brocca, il Parma a Marassi poteva bere a più riprese l’acqua zampillante della vittoria e bere con le mani, a pieni polmoni, invece ha usato ancora quella brocchetta, per la serie “sono certo in salute però non ho ancora il coraggio per fare qualcosa in più. Parlo ma non chiedetemi ancora di cantare”. “Un uovo d’aquila, messo nel nido di una chioccia si schiuse e l’aquila, cresciuta insieme ai pulcini, per tutta la vita fece quel che facevano i polli nel cortile. Un giorno vide sopra di lei un magnifico uccello: «Chi è quello?», chiese al vicino. «È l’aquila, la regina degli uccelli, ma non ci pensare. Tu ed io siamo diversi da lei». Così l’aquila non ci pensò e morì pensando di essere una gallina” racconta lo scrittore e saggista indiano Anthony De Mello nel suo Messaggio per un’ Aquila che si crede un Pollo. Per carità, questi ultime prove del Parma sono sempre meglio di uno stare zitti implodendo di fresca laziale memoria. Ma facciamo di tutto per battere il ferro finché è caldo. Nella partita degli specchi contro la Samp, alla fine hanno vinto i riflessi e gli sguardi riflessi, nessuna delle due formazioni ha rotto il vetro dell’altra e quindi il gioco è stato un continuo specchiarsi. I due specchi si muovono ben ordinati, si annusano e si fiutano, ma non si sfidano più di tanto; il menù offre più assaggi fuori misura, ma di passaggi veri, non se ne parla.

Squadre imballate, più che a pallone sembra di giocare a scatole di panettone, che indolenti, aspettano la notte di Natale; tappi di spumante che sono lì lì per stapparsi, ma che poi mica scoppiano. A centrocampo si sbaglia troppo e non si riesce a fare l’essenziale. Così, l’unica sfida interessante è quella tra i Sansone: Gianluca contro Nicola, il primo salernitano-bavarese,il secondo potentino, uno ha la numero 12, l’altro la 21, il ruolo è simile – punta piccola con licenza di sgusciare e diritto di colpire – Sansone G tira, Mirante para, Sansone N  tira, alto. Poi ex abrupto, Eder è bravo a credere che la confusione potesse diventare occasione e con un destro nemmeno troppo pulito, per lui brasileiro, porta in vantaggio i suoi. Sugli sviluppi di un corner battuto da Palladino, uno sponsor redditizio quest’anno come mai, l’ascensore specializzato in torsioni da gol, che risponde al nome di A.Lucarelli, pareggia i conti. Nuda e cruda, scabra come una poesia di Montale, come un Osso di seppia del genovese Montale. Questo il cuore di Samp-Parma. In mezzo nella ripresa, il Parma si ricorda che siamo a Natale ed allora fa di tutto per accendere delle stelline, di quelle però che durano qualche minuto e subito si spengono, senza riuscire a far divampare un desiderio, effimeri fuocherelli, che vorrebbero diventare seri fuochi d’artificio, ma si spengono prima, sul più bello di questa metamorfosi. Biabiany non è un fulmine nero, né ossigenato, ma un lampo incolore, la fascia ne piange la mancanza di scatti dei suoi. Il Parma rumina benone, ma non morde mai. Gli specchi a fine gara rimangono lì a guardarsi, ognuno con il proprio alberello di Natale, sì, ma senza nessun tipo di puntale. Memento audere semper, ricordati di osare sempre, diceva D’Annunzio; io aggiungo memento segnare quando crei così tanto. Ora godiamoci il Natale, doccia rigenerante per tutti, linfa che proprio vi vuole. Facciamo festa con le statuine del presepe che abbiamo, sperando che da Gennaio, si levino ogni imbalsamatura da statue e sui campi continuino a lottare ed inizino a vincere più spesso. La potenza abbiamo visto che c’è. Dal 2014 parte una nuova missione: essere autentiche sentinelle dell’atto. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / STELLINE DI NATALE, MA NON FUOCHI D’ARTIFICIO. E COSI’ L’ALBERO NON HA IL PUNTALE…

  • Che cosa manca a sto Parma per essere vincente ? Evidentemente ed indiscutibilmente qualche cessione, Amauri al Toronto, Felipe al Latina e Valdes al Marsiglia . Poi un paio di attaccanti che facciano quei goal che eran lì lì da segnare, vedi le ultime tre partite. Ed infine un po di “fortuna arbitrale” considerando che gli arbitri siano sfortunati nelle decisioni. Buon Natale a tutti.

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