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CARMINA PARMA / TRIS DI GIOIE E TRIS DI DOLORI. MA SANSONE E’ TORNATO SAN NICOLA…

DSC09458(Luca Savarese) – Parma bello, e soprattutto vero, cioè valido per novanta minuti e non solo per la prima frazione. Se quella di Napoli era stata una trasferta importante, un crocevia benedetto della stagione ducale, la prestazione meravigliosa contro l’Inter, mantiene i Crociati in questa nuova direzione intrapresa proprio da quella magica notte del San Paolo, in  data 23 novembre 2013. Da dove, forse, tutto è cambiato. Primo segnale confortante: non si è verificata alla seconda trasferta consecutiva quella specie di rilassatezza che invece era come una caratteristica fastidiosa di alcuni recenti Parma. Per intenderci, i ragazzi non sono andati in campo, fuori casa, facendo le belle statuine, facendosi mangiare dalla formazione casalinga di turno, ma hanno, invece, mostrato gli attributi e la personalità necessaria per giocarsela a viso aperto e non a testa troppo bassa, gettando il cuore oltre gli ostacoli e non mettendo lo spirito sotto i tacchetti degli avversari. Il Parma delle prime gare avrebbe perso alla grande.

Secondo segnale positivo: così come si è visto un continuo a giocarmela, si è anche visto un reagisco appena prendo gol. Azione, anzi reazione che il Parma ha compiuto per ben due volte. Dopo aver subito il primo pareggio di Palacio (uno al quale i crociati devono stare particolarmente antipatici, visto che ci segna sempre, anche quando era al Genoa ci provava un certo gusto) sotto con Parolo (chiamatelo il castiga milanesi: dopo la punizione maligna abbatti Milan, ecco il tapin furbesco ad inguaiare Handanovic) a fare un altro gol. Dopo aver subito quel tremendo uno-due nerazzurro, che ci ha ricordato da vicino certi furori da rimonta mhouriniani, servito ancora dal trenza e da quel tiro beffardo di Guarin, sotto a rimettere le cose a posto, con la seconda zampata di Sansone, dopo la prima marcatura del bavarese-salernitano, che aveva aperto le danze.

Qui mi fermo un attimo a contemplare da vicino le due prime gemme stagionali del numero 21, sempre sgusciante, e persino il cui sudore quasi sprigionava aria di gol. Sansone è stato il giocatore crociato che ha accompagnato e portato fortuna oltre che alla gara con l’Inter, alla mia settimana. Martedì pomeriggio infatti, mentre mi trovavo alla visita di controllo per l’omero della spalla sinistra che mi ero spappolato alcuni anni fa e che devo tenere sotto controllo, tra le riviste messe a disposizione del centro medico, notai, nell’attesa che arrivasse il mio turno (poiché non avevo portato, come faccio invece di consueto, qualche libro nella sacca a tracolla), uno Sport Week di giugno. Affamato di notizie calcistiche, lo presi subito, facendolo mio. Sembrava una predestinazione silenziosa che stava aspettando solo il mio sguardo: appena lo apro mi compare Sansone a mezzo busto, foto introduttiva di un’intervista che il ragazzo ha rilasciato a Fabrizio Salvio e pubblicata dal magazine il 1 giugno 2013. Anche se le parole erano state dette a giugno, sembravano come parlarmi e sussurrarmi qualcosa. La foto del talento azzurro mi guardava e quasi mi diceva:”Vedrai che alla prossima del Parma, la piazzo questa volta”. Guardai la sua foto come si guarda un santino: in mezzo ad ammirazione e gratitudine. Già dal titolo, era tutto un programma: Penso in tedesco, litigo in salernitano. Alla domanda del giornalista riferita a Donadoni: Gli ha chiesto perché non giocava? (all’inizio del torneo scorso, 2012-2013)  Il bomberino classe ‘91 aveva risposto: “Gliel’ho proprio detto: mister voglio giocare. Ha risposto: si, lo so, bravo che lo dici, ma ancora non sei pronto. E io: va bene, ma io non voglio stare in panchina. Voglio avere un’occasione” (che poi ebbe e sfruttò).

Quest’anno, era finito nel dimenticatoio per dar spazio a Cassano e comporre così una coppia gol forse più di fama che di fame. Sansone si è rimesso ad aspettare, come dodici mesi prima. Ha frequentato il corso d’attesa del secondo livello e quando è arrivato il momento dell’esame si è di nuovo fatto trovare stra-pronto, anzi stra-bomber. Lo scorso anno scagliò a Torino la rabbia della sua attesa: 22 ottobre. Quest’anno scaglia all’Inter nella cornice della Scala del calcio, due frecce che trafiggono Handanovic e la resistenza nerazzurra. imageAnche Donadoni, nella sala stampa del Meazza nel dopo partita, ha detto che Sansone non ha mai mollato e si è sempre impegnato. Di nome fa Nicola, e san Nicola si è appena festeggiato: il 6 dicembre, fu vescovo di Myra oggi Demre in Turchia, venerato sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa e da altre confessioni cristiane. Che ha fatto un regalino postdatato al suo omonimo ed attaccante del Parma. Strane simbiosi agiografiche-pallonare. Anche Nicola come Palacio quando vede noi, lui quando vede Inter, vede il gol, mai banale. Uno lo scorso anno, due questa volta. Per un totale di quattro punti, messi in moto dal suo piede, che è un po’ come un manubrio: ti fa accelerare quando serve, quando nessuno se l’aspetta. Un altro numero 21 crociato segnò al Meazza contro l’Inter, però andò a finire non male, ma peggio. Quel 21 era Cigarini, nell’infausto capitombolo contro l‘Inter dell’andata del 2007-2008. Anticamera nera della serie B. Questa volta i gol di un 21 ci hanno fatto stare in partita, senza perdere, senza soccombere. Ad un passo dalla vittoria. Offrendo note liete di vero Parma. Ringraziando il nostro piccolo e sgattaiolante san Nicola. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".