lunedì, Luglio 22, 2024
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CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / “A TERMINI DI REGOLAMENTO PER LA SPINTA A PEREZ CASSANO ANDAVA ESPULSO. MA NEI PARAPIGLIA SERVE IL BUON SENSO”

(Matteo Agoletti) – Anche se il turno della quattordicesima giornata non si è ancora concluso perché stasera ci sono due importanti posticipi, nel complesso la giornata delle giacchette nere non ha avuto particolari contestazioni. L’episodio più discusso è sicuramente quello tra Catania e Milan per il presunto insulto di Spolli a Balotelli. Si evince chiaramente che qualcosa è successo e il fatto che si ipotizzi di insulto razziale rivolto al milanista, giocatore dal carattere sicuramente non facile, agita gli animi. Però, né il direttore di gara Rizzoli, né i suoi collaboratori sentono niente, quindi bene ha fatto Rizzoli di Bologna, a gestire con esperienza la situazione senza farla degenerare e a non prendere provvedimenti se non aveva udito insulti e offese.

Nell’anticipo del Tardini, invece, di esperienza  da parte del sig. Irrati di Pistoia se ne è vista poca, al suo attivo infatti risultano solo dieci partite nella massima serie. La gestione generale della gara ha messo in luce infatti un utilizzo troppo frequente dei cartellini e la carenza di una personalità forte da mettere in campo.

Pochi episodi significativi hanno caratterizzato l’incontro tra i crociati di Donadoni ed i rossoblù di Pioli, forse il principale è stato il tocco di mano Khrin sul quale il Parma chiedeva il rigore ed il sig. Irrati ha deciso di lasciar correre. Decisione tutto sommato condivisibile che valuta involontario il tocco di gomito da parte del giocatore felsineo che aveva il braccio attaccato al corpo.

Lascia invece perplessi la gestione dei falli e dei provvedimenti disciplinari durante l’intera gara. Dopo circa mezz’ora di gioco dove il sig. Irrati si dimostra all’altezza della situazione, in circa quindici minuti ammonisce cinque giocatori e in quel frangente sembra sfuggirgli di mano la partita. Ci sembra corretta l’ammonizione a Soresen così come il provvedimento a Cassani, ma quelle rifilate rispettivamente a Perez e Cassano (presumo per reciproche scorrettezze) e a Paletta penso potessero essere evitate. Andiamo con ordine: al 32’ a seguito di un fallo di Parolo su Antonsson ne nasce un parapiglia sotto gli occhi dell’arbitro, dove Perez e Cassano non si fanno propriamente i complimenti e FantAntonio spintona platealmente il giocatore del Bologna. Anche in riferimento all’analisi del nostro direttore Gabriele Majo nell’”Opinione” del dopo gara, ci si interroga se non fosse stato più corretto estrarre il cartellino rosso, anche se l’episodio non è stato oggetto di particolari discussioni da parte della stampa. La risposta in termini di regolamento è che la “condotta violenta” quale può essere assimilata anche la spinta di Cassano a Perez va punita con l’espulsione dal terreno di gioco. Tuttavia, trattandosi di un parapiglia dove evidentemente entrambi i giocatori avevano la loro parte di colpa diventava difficile intervenire a senso unico, anche perché la scorrettezza dell’attaccante barese appare più antisportiva che violenta. Così il sig. Irrati propende per l’ammonizione ad entrambi i giocatori coinvolti. Personalmente in queste situazioni preferisco gli arbitri che con molta personalità, di fronte ad una circostanza come questa, anziché ricorrere alla mezza misura del cartellino giallo, di fronte ad una spinta e ad un parapiglia, si prendono tutta la responsabilità di allontanare i protagonisti dai propri compagni di squadra e uno di fronte all’altro fare ad entrambi il famoso “cazziatone” che tutti (compagni, dirigenti e pubblico) devono vedere e comprenderne il significato, dicendo loro che non si tollerano in campo comportamenti tali e per quell’occasione sono avvisati, ma per il proseguo della gara l’arbitro starà loro attaccato come un francobollo senza perdonare più nulla.

Così dopo quattro ammonizioni in pochi minuti, quella comminata a Paletta per una spinta su Kone al 35’ appare eccessiva.

Nel secondo tempo il sig. Irrati estrae il giallo altre cinque volte dimostrando un ricorso al provvedimento disciplinare eccessivo. Evidentemente l’esperienza di alcuni giocatori in campo si è fatta sentire e l’arbitro subendo il ruolo di giocatori con tanti anni di serie A alle spalle ha faticato nel gestire i falli ed il rapporto con gli stessi giocatori. Se infatti è corretta la seconda ammonizione e quindi espulsione di Soresen, così come i provvedimenti per Garics che esce anzitempo dalla barriera e Gobbi per fallo tattico, pare molto più discutibile il giallo a Lucarelli al 1’ del secondo tempo per un tocco di mani a centrocampo – non tanto per il fallo in sé, quanto per le ammonizioni a raffica della fase finale del primo tempo – ed invece per nulla azzeccato il cartellino per simulazione a Marchionni. Quando si ammonisce per simulazione i casi sono due: o l’arbitro è molto sicuro che si tratti di simulazione e quindi il giocatore voglia ingannarlo, oppure si tratta di un giocatore che non ha un buon rapporto in campo con l’arbitro e allora il direttore di gara, vedendo che il giocatore mantiene un atteggiamento poco rispettoso tale da metterlo in difficoltà, anziché ammonire per proteste, qualora se ne ravvisi l’occasione, nel dubbio ammonisce per simulazione. Il messaggio che arriva al giocatore è molto chiaro: o si adegua all’arbitro o se persiste con un comportamento inadeguato offrirà egli stesso all’arbitro l’opportunità di allontanarlo. Nel caso di Marchionni può essere che il sig. Irrati abbia mal valutato la situazione o abbia avvallato il suggerimento di qualche giocatore bolognese.

Infatti a mettere in difficoltà gli arbitri, specie se con poca esperienza, non sono solamente gli episodi dubbi o i giocatori che protestano platealmente, ma soprattutto i calciatori di esperienza che tengono un dialogo sempre aperto con l’arbitro e in tutte le azioni anche se con rispetto e cordialità suggeriscono all’arbitro cosa fare o come l’hanno interpretata loro.

Alla fine gli ammoniti sono otto più un espulso per somma di ammonizioni, direi troppi per quel che è accaduto in campo.

Il Parma che si ripresenta con Sansone dal primo minuto crea tanto ma non riesce a concretizzare. Nonostante la superiorità numerica e addirittura con quattro punte in campo nei minuti finali il gol non arriva. La squadra di Donadoni raccoglie solo un punto e ne perde così due importanti, che sommati a quelli con il Chievo e magari a quelli di Catania oggi ci darebbero una classifica diversa. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".