I NUMERI DI SAMPDORIA-PARMA / CROCIATI INFERIORI AI BLUCERCHIATI SOLO NEI CONTRASTI: PER IMPORSI NON BASTA IL BEL GIOCO, MA TANTA CATTIVERIA AGONISTICA

image(Luca Russo) – “Il pareggio a noi sta bene perché oggi i ragazzi di Donadoni meritavano di vincere”. Così parlò Sinisa Mihajlovic a margine della sfida tra blucerchiati e Crociati. Le sue parole non fanno classifica, purtroppo (purtroppo per noi, s’intende). Ma ci raccontano di un Parma che, nonostante sia a secco di vittorie dall’ormai lontanissima gara di Coppa Italia contro il Varese (in campionato, invece, non vince dall’exploit del San Paolo), gode di buona salute. E che al Ferraris di Genova avrebbe meritato molto di più del punticino che ha trovato grazie all’incornata vincente del ‘solito’ Lucarelli. A dirlo non è solamente il tecnico della Sampdoria, ma anche il sunto statistico dell’incontro. I gialloblù hanno tenuto la palla più dei padroni di casa: 59% di possesso contro il 41% degli uomini guidati dall’ex commissario tecnico della Serbia. Non solo. La porta l’hanno cercata in ben 15 circostanze (a fronte degli 8 tentativi di marca imageblucerchiata): in 5 casi sono riusciti ad inquadrarla, per 3 volte ci sono andati piuttosto vicini e nelle restanti 7 ci ha pensato la retroguardia ligure ad evitare che il pallone finisse dalle parti del non sempre pulitissimo Da Costa. Terminano in parità la sfida dei calci d’angolo (4 da una parte e 4 dall’altra) e la gara dei dribbling (20 quelli indovinati da Sansone e soci; 19 li mettono a segno i ragazzi alle dipendenze di Mihajlovic). Ma il Parma fa sua quella dei cross (o traversoni che dir si voglia): i gialloblù cercano e centrano l’area in 26 occasioni; i sampdoriani solo in 18. Oltretutto i Crociati fraseggiano di più (444 passaggi contro 304) e meglio (84% di passaggi positivi contro il 71% della formazione blucerchiata) rispetto agli avversari. Ma beccano anche troppi gialli: 4 quelli sventolati in faccia ai discepoli di Donadoni; 2 quelli mostrati ai padroni di casa. C’è un solo dato che li vede sconfitti: hanno vinto pochi contrasti (43% contro 57%). Il che deve farci riflettere. Per imporsi in gare come quella di Genova, non basta solo il bel gioco: serve tanta cattiveria agonistica. Nel primo tempo non ne hanno mostrata nemmeno un po’: segno che se l’erano scordata nello spogliatoio. Dopo l’intervallo si è rivisto un Parma feroce e, soprattutto, abbastanza simile a quello bello e convincente che ci ha deliziati prima al San Paolo e poi a San Siro. Peccato che sia arrivato un solo punto e non i tre che avremmo meritato e che ci avrebbero donato una classifica migliore e un Natale un po’ più sereno. A proposito di rimpianti: nessuno si è accorto dell’assenza di Cassano. A parte quelli della Sampdoria… Luca Russo