IL COLUMNIST / COME REGALO DI COMPLEANNO CI SAREBBE PIACIUTA UNA SQUADRA GRINTOSA, RABBIOSA, EMOZIONANTE, INTENSA, SOLIDA E TENACE. E INVECE…

(Luca Russo) – Ci hanno rovinato il Centenario. Ce lo hanno guastato come se si trattasse di una festa qualsiasi e non della festa del secolo. Donadoni con una formazione che non ha saputo motivare, fino a renderla incapace di addomesticare un Cagliari incerottato e venuto a Parma di certo non per fare la voce grossa e recitare la parte del corsaro. Ghirardi ricordandoci ancora una volta che dalle nostre parti si sente solo, abbandonato…in due sole parole: poco amato (e che, per questa ragione, c’è chi teme possa decidere di farsi da parte). Grazie di cuore. Grazie ad entrambi. Grazie per aver fatto del nostro centesimo compleanno un giorno… un giorno come tutti gli altri. Anzi, perfino peggiore di tutti gli altri proprio perché nel nostro immaginario avrebbe dovuto essere diverso (leggi: migliore) rispetto a tutti gli altri. D’accordo, Donadoni e Ghirardi vanno ringraziati sul serio per quel che di buono sono riusciti a darci prima di questa (ennesima) stagione anonima. Quasi due anni fa il primo fu convocato al nostro capezzale e seppe restituirci quella buona salute che avevamo smarrito sotto le cure del pur volenteroso e serio Franco Colomba; ma se le nostre ultime due vendemmie sono state così povere, la colpa è di Donadoni, che – tra scelte tattiche discutibili, giocatori emarginati con troppa fretta (Belfodil prima, Sansone poi) e l’incapacità di piantare il seme della combattività nel gruppo – ha ridotto il Parma a squadra sconclusionata, priva di anima e della possibilità di distribuire vere emozioni. Dobbiamo essere riconoscenti anche a Ghirardi: è stato lui a tenderci la mano nel minuto in cui rischiavamo di dover dire addio al calcio che conta (a dispetto dell’ottimo lavoro svolto dalla ‘proprietà’ che l’ha preceduto). Però ci tocca pure ricordarlo come il presidente che, dopo la bellezza di 18 stagioni consecutive in massima serie, ci ha condannati alla prima retrocessione in B (e voglia Dio anche l’ultima) della nostra storia. Insomma, un grazie sincero a Donadoni e a Ghirardi per quel che hanno fatto prima dei 100. Uno ironico, sarcastico, per ciò che han combinato durante i 100.

Nell’anno del Centenario, la Lazio vinse uno scudetto, come il Milan e la tanto amata (amata si fa per dire) Juventus. Lungi da noi pretendere che i Crociati facessero qualcosa di simile per festeggiare il loro (e il nostro) primo secolo di vita. Sarebbe stato ingeneroso nei riguardi di Ghirardi e della squadra avanzare questo tipo di richieste e coltivare ambizioni di tal genere e portata. Tuttavia ci saremmo aspettati almeno un Parma grintoso, rabbioso, emozionante, intenso, solido, tenace. Non un Parma destinato a vincere, ma che ci desse perlomeno l’impressione, l’illusione di poter competere. Un Parma che ci portasse al luna park. Un Parma che, semplicemente, ci facesse emozionare. E invece niente: salvo improbabili inversioni di rotta, chiuderemo questa stagione così come abbiamo archiviato quelle precedenti: nell’indifferenza delle avversarie, degli opinionisti e degli addetti ai lavori che ci circondano. E riusciremo nell’impresa di passare inosservati nell’anno del nostro centesimo compleanno (non una ricorrenza qualsiasi).

Quanto a Ghirardi: se ha intenzione di levare le tende, lo faccia pure e lo faccia subito. Non si comporti come quelle persone che, volendo lasciare il proprio compagno o la propria compagna, prendono tempo e lo riempiono di riferimenti non tanto casuali, di punture delicatissime ma velenose e di frasi dette a denti stretti nella speranza che sia l’altro a capire l’antifona, a lasciare e a caricarsi sulle spalle tutti i sensi di colpa che inevitabilmente derivano da un matrimonio andato a male. Lo ripeto: Ghirardi è stato il presidente che ci ha salvati (grazie anche e soprattutto all’ottimo lavoro di Bondi, Baraldi e Angiolini, che gli hanno liberato la strada da pericolosissimi ostacoli). Ma anche quello che ci ha rispediti in B dopo una lunga ed entusiasmante permanenza in A. Senza di lui, forse, non ci saremmo manco arrivati ai cento anni. Oppure li avremmo compiuti ugualmente e festeggiati addirittura meglio. Chissà. Certo: chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia, non sa quel che trova. Il guaio è che della strada vecchia proprio non se ne può più. Luca Russo

2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / COME REGALO DI COMPLEANNO CI SAREBBE PIACIUTA UNA SQUADRA GRINTOSA, RABBIOSA, EMOZIONANTE, INTENSA, SOLIDA E TENACE. E INVECE…

  • 19 Dicembre 2013 in 06:08
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    Caro Gabriele, assieme a Pietro, abbiamo chiacchierato intensamente, grazie a te, con uno sponsor storico del parma. Ebbene, riflettevo, il bello di quell’imprenditore esperto di calcio, il bello di essere figli d’arte, rampolli di famiglie importanti. Una famiglia, un nome, che mancano a me e a te. Vorrei stimolarti sui grandi temi della professione. Per esempio le preferenze dei personaggi sportivi, il piacere di scegliere gli interlocutori e pure le interlocutrici. Il tuo parere è interessante per la tua vita sociale e professionale. Escluso allo stadio e alle conf. stampa, io lavoro al telefono, per mail e al computer. E’ diverso lavorare di persona e in pratica su un solo tema, il Parma, come fai tu. Saluto, faccio gli auguri a te. Aspetto la foto con il direttore Leonardi, personaggio che dovrebbe guidare una società da mondiale per club…

  • 19 Dicembre 2013 in 09:27
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    inoltre, Gabriele, aggiungo che Ghirardi e lo staff della comunicazione capeggiato da Maria Luisa Rancati svolgono un lavoro straordinario nell’interesse del Parma. Sono professionisti, esattamente come eri tu e altri, che davvero danno tutto per la maglia. Abbiamo interessi divergenti, ma sono veramente generosi per la causa crociata. tutti. seguiti nei comunicati, visti in azione. Davvero sono una task force di grande livello di attenzione. Il lavoro di ufficio stampa è difficile, credo che io al loro posto mi metterei ad urlare di fronte al pressing mediatico che io stesso conduco, ogni tanto. sono lavori diversi. Devo dire di ammirare molto, se escludo il mio interesse personale, Maria Luisa. Coniuga la gentilezza femminile con una determinazione impressionante nel far rispettare il Parma. Sono aziendalisti di ferro. Comunque il vederli in azione mi è utile, mi fa pensare. Certo, dipendesse da me, farei un’intervista al giorno e per più testate, quando avessi un’occasione, al telefono, senza filtro. Abolirei il ruolo, amo il contatto diretto con il campione, ma riconosco che sono grandi professionisti. Maria Luisa era una giornalista televisiva di successo a Brescia ha lasciato per un ruolo comunque oscuro.

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