IL COLUMNIST / NEL 2013 IL PARMA POTEVA E DOVEVA FARE DI PIU’

(Luca Russo) – Manca ormai un niente ai botti di fine anno. Chi ha avuto poco tempo a disposizione per riavvolgere il nastro, approfitta di questa serata per stilare dei bilanci, per tirare le somme, per guardarsi alle spalle e capire cosa è stato fatto bene e cosa, al contrario, si sarebbe potuto far meglio. Vale anche per le squadre di calcio. Il 2013 del Parma è stato strano. Lo salutiamo con la sensazione che i ragazzi di Donadoni avrebbero potuto ricavarne qualche soddisfazione in più rispetto a quelle che son riusciti a togliersi. Nella prima metà – che ci ha accompagnati verso la fine del campionato 2012/2013 – il cammino dei Crociati è stato povero di alti e ricco di frenate e clamorosi passi falsi. E dire che l’anno era cominciato anche abbastanza bene: vittoria ai danni del Palermo seguita dal bel punto strappato alla Juventus campione d’Italia. Poi le cose son via via peggiorate. Si è perso col Napoli, contro la Fiorentina, in casa col Catania e a Genova al cospetto della Sampdoria. Segnali di ripresa li abbiamo riscontrati contro Torino e Pescara, travolte, rispettivamente, da 4 e 3 reti. Ma si è trattato di due fuochi di paglia, di due gioie passeggere, di due illusioni, perché il Parma ci ha messo un istante a perdere quel po’ di quota che era riuscito a recuperare. Il fondo lo ha toccato a metà aprile, quando l’Udinese di Francesco Guidolin ci ha rifilato tre schiaffoni a domicilio. E le vittorie a Cagliari e a Palermo, ottenute a giochi praticamente fatti, son servite solo a rendere appena guardabile una classifica che altrimenti rischiava d’essere ricordata come la più anonima di sempre. Strane, per non dire stranissime, son state anche le prime 17 giornate del campionato in corso. I gialloblu hanno battuto nientemeno che il Milan al Tardini e il Napoli al San Paolo, pareggiato contro l’Inter e la spumeggiante Fiorentina di Montella e per diverse giornate sono stati gli unici ad aver fatto gol alla fin qui imbattuta Roma di Rudi Garcia (che al momento ha la difesa meno perforata). Ma hanno perso svariati punti con squadre di medio e piccolo calibro: i pareggi raccolti contro Bologna, Cagliari, Chievo, Catania e Lazio (esatto: le derelitte Lazio e Catania), reclamano vendetta. E ci confermano che…sì, il 2013 del Parma è stato un anno…come dire…sconclusionato. La squadra poteva dare e fare di più. Al contrario, se da gennaio a maggio le è mancata la continuità di prestazioni e di risultati, da agosto a dicembre si è limitata ad essere irriducibile contro le grandi e tenera (come il burro) contro le piccole. Qualcuno forse verrà a dirci che non è vero e che con o senza Cassano l’undici gialloblu ha dato il massimo in ogni circostanza, ma che il massimo evidentemente non sempre è bastato. Non siamo dello stesso avviso. Il crollo del Milan, quello della Lazio e la ristrutturazione in corso ad Appiano Gentile, potevano essere ottimi alleati nella nostra corsa all’ultimo treno utile per l’Europa. E invece siamo a -11 dal quinto posto occupato da un’Inter tutt’altro che irresistibile. Vorrà pur dire qualcosa. Luca Russo

One thought on “IL COLUMNIST / NEL 2013 IL PARMA POTEVA E DOVEVA FARE DI PIU’

  • 1 Gennaio 2014 in 16:55
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    Condivido la tua analisi, però secondo me il Parma doveva fare di più anche, anzi SOPRATTUTTO, per quello che significava il 2013 per la sua storia. Quando abbiamo celebrato il ventennale di Wembley abbiamo perso il derby, per il centenario abbiamo fatto una partita insignificante con uno squallido 0-0.

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