IL GALLO DI CASTIONE / LA PARTITA MI HA FATTO PROVARE UNA NOIA TALE DA UCCIDERE QUALSIASI PULSIONE ANIMATA DALLA FESTA DEL CENTENARIO

(Il Gallo di Castione) – La disciplina, come diceva il mio professore delle medie, è una dote indispensabile per essere un bravo alunno. Il suo decalogo parte (presente continuato, perché l’ho incontrato ieri) con “Il professore ha sempre ragione, soprattutto quando ha torto”. Fondamentale per l’alunno disciplinato sarebbe per compiacere il professore incerargli la macchina, portargli a spasso il cane e spazzargli il cortile.

Non c’entra nulla, ma ci è un giocatore che gioca le partite perché durante la settimana è molto disciplinato tatticamente. Come ci racconta infatti l’allenatore, chi si impegna di più negli allenamenti si merita di giocare la domenica. Eppure talora ci sfugge come mai ci son delle volte che alla domenica non si vedono i buoni risultati. Si vede che il Don è contento per come si applica. Però a scuola nel giudizio ci stava “l’alunno è intelligente ma non si applica”, ma sarebbe stato offensivo un giudizio tipo “l’alunno si applica ma non ci arriva”. Non so più cosa volevo dire ma ci ho di ragione e i fatti mi cosano.

2013-12-15 15 55 07_resizedMa veniamo alla partita col Cagliari, per come l’ho vista. Nel primo tempo non ho visto la partita, anzi non ho visto una partita di campionato, ma un amichevole di fine stagione pensando alle vacanze, noia tale da uccidere qualsiasi pulsione animata dalla Festa del Centenario. Che per un bei dieci minuti tentavo di individuare chi c’era sulla fascia sinistra, fra l’altro coi due titolarissimi Galloppa e Parolo (il cuore sta a sinistra)  lì a due passi in tribuna che forse ne parlavano. Nel secondo tempo, stante che un  tressette col morto  ti veniva in mente per via di un giocatore (facciamo uno e mezzo) stoicamente in campo anche se avulso dal gioco (l’ho detta elegante, gli ultras della curva un po’ meno) e un cambio come sempre tardivo, che ha piazzato un mediano a far l’interno, stante tutto ciò la partita è stata meno 20131215_160608_resizedsoporifera.  Però mi giunge spontanea una domanda. Ma gioca meglio un mediano da interno di centrocampo o forse non si poteva provare con un esterno ? Cioè un Mesbah che gioca a sinistra che andasse a sostituire il Parolo mancante non sarebbe stato meglio che spostare Marchionni che cominciava a capire il ruolo di centrale, una volta che Valdès a sinistra non funzionava, indi poscia alla fine stravolgere tutto invece di trovare il miglior sostituto al giocatore mancante? Ma volendo meditarne un’altra, Marchionni resta al centro e inserisci Rosi.  Quel che voglio dire, ed è da mo’ che lo dico, è che ci son tre giocatori (uno era in campo a sostituire Gargano) che dovrebbero secondo me entrare tutte le partite, che sono all’altezza dei titolari e che potrebbero condizionare in positivo il finale delle partite, visto che il calcio moderno si gioca in 14 e non in 11.  Non capisco insomma perché l’allenatore si diverta a rompere il giocattolo quando funziona, anche se ritrovo sta abitudine in tutti i fanciulli. E trovo che non riesca ad intervenire in modo efficace per aggiustare le difficoltà a partita in corso.

image_thumb[1]Poi con i suoi alti e bassi, aspettando il miracolo che non arriva e giocando col modulo 10 + 1 parliamo di Cassano. Se le Cassanate ce le aspettavamo (ma se le avesse fatte Baggio sarebbero state baggianate ?), come andare a cercarsi l’ammonizione per inutili proteste e di conseguenza saltare la partita di Genova e farsi le vacanze di Natale più lunghe, non è detto che non si potesse  sostituirlo per giocarci la partita e vincerla. Corre poco, quasi nulla, sbaglia molto a volte per un nonnulla, ma delle volte per un eccesso di preziosismo che non ci piace brisa.

Di buono c’è che siamo a un passo dai 20 punti che son la metà di quei 40 che tutti indicano come la meta parmigiana, anche se ieri come altre volte ci siam divertiti poco allo stadio e si è sentita la delusione proprio oggi che avevamo voglia di godere. Buona la difesa, con quel Mendes che eleggerei a quarto titolare in panchina,  se non viene a mancare il filtro del centrale di centrocampo, soprattutto con le squadre che giocano a tre punte. Proprio senza il filtro abbiam rischiato di perdere, peraltro in una fase di gioco dove era evidente la difficoltà, con il Don che tergiversava e solo dopo il palo subito il brivido gli ha mosso un cambio inevitabile ma intempestivoTre palloni buoni per il subentrato Amauri, le prime due difficili, la terza che poteva (il condizionale è per la scarsa “vena” del Brasiliano) infiammare lo stadio per un festeggiamento Centenario.

E poi, ma non è una Mazzariata postulante, quel fallo su Lucarelli in area con la fascia da capitano strappata era l’ennesimo rigore negato al Parma. Che dopo 16 giornate e tanti episodi negativi a carico poteva ricevere il dovuto. Non un aiutino ma il dovuto. E se fosse stata una partita di golf che ci è andata buca andrebbe bene, ma nel calcio un pareggio non vittoria (mettiamoci il Chievo, il Catania, il Bologna, l’Inter, il Cagliari) son due punti in meno che ci metterebbero se moltiplicati per 5 davanti al Verona e all’Inter in rotta per il Centenario. Ma essere in rotta e spiegare le vele al vento (e non è detto che il vento le capisca) non deve essere nell’indole di Donadoni di quest’anno, ma noi andiamo avanti lo stesso fiduciosi… Ed andiamo avanti felici come due maiali sul divano (i porci comodi) , felici come due civette sul comò (con la figlia del dottore), insomma andiamo avanti felici dimenticando Proustianamente di andare alla ricerca dei punti perduti . E del bel gioco a singhiozzi.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / LA PARTITA MI HA FATTO PROVARE UNA NOIA TALE DA UCCIDERE QUALSIASI PULSIONE ANIMATA DALLA FESTA DEL CENTENARIO

  • 16 Dicembre 2013 in 15:44
    Permalink

    non so quando ho scritto da qualche parte che se uno guarda tre partite di fila del parma dovrebbe essere dichiarato legalmente morto

  • 17 Dicembre 2013 in 10:53
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    Leggo oggi che le telecamere han beccato Cellino che sbadigliava durante la partita di domenica. Evidentemente il Gallo non era l unico che si è divertito poco.

  • 17 Dicembre 2013 in 13:20
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    Oggi mi sento in vena , come disse il sangue dopo la trasfusione , quindi mi permetto di avanzare la candidatura valida per sostituire Cassano a Genova
    Un falso nueve che ha lo stesso passo e che si adatta al modulo 10 più 1. Trattasi di un giocatore che ci sorprenderà in quel ruolo e che proverei titolare dall inizio. Ma chi è .. Ma chi è eee super valdes super valdes
    Pare strano ma son serissimo. Perché come diceva mio nonno “ogni vanga la ga al so manog”

  • 17 Dicembre 2013 in 17:44
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    anca second mi al pol zugher li davanti e basta

I commenti sono chiusi.

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