IL GALLO DI CASTIONE / QUANDO C’E’ DA DARE LA SVOLTA ALLA PARTITA DONADONI ARRANCA COME UN VEGANO IN UNA GARA DI HOT DOG. FERMO COME MALGIOGLIO DAVANTI A SASHA GREY…

(Il Gallo di Castione) – Va bene, vi aspettate la solita  filippica,  le due cazzate  buttate lì in qualche modo, l’antefatto, insomma, che introduca il tema. Va beh, un tizio (amico di Caio e di un altro) entra in un bar con una  bida in mano e dice soddisfatto: guardate che cosa stavo per pestare. Ma partiamo dall’inizio, da quel tiro dopo appoggio che fa goal non merluzzato, ma obiettivamente bello, più merito agli attaccanti del Bologna che non colpa dei difensori. Difensori che col rientro di Paletta ritrovano sufficiente sicurezza per giocare spesso in avanti. Alcuni recuperi di Paletta ci testimoniano che non ha perso le doti, il ritmo partita e la sicurezza in campo arriveranno giocando. Bene dopo il goal la squadra, con le due ali d’attacco che corrono molto e vanno a coprire il centrocampo, si lanciano negli spazi e l’unico limite è che spesso non colgono le genialate del FantAntonio che si va a prendere e giocare palla sul cerchio mediano per rilanciare il gioco, spesso efficace. Piacciono tutti, nel primo tempo ed anche nel secondo, piace poco l’arbitro che ammonisce decisamente troppo, quel fischietto rappresenta per lui il ritorno al seno materno, direbbe Froid. E la sua insicurezza fischia inopportuna. Ma bene la squadra, che si permette dei momenti di tiki taka effettivamente belli da vedere ed efficaci nel gioco. Chissà che col tempo non diventino ancor più frequenti ed ancor più efficaci.

Ma dopo 8 minuti del secondo tempo, quando il Parma ha avuto la superiorità numerica, immaginando che il Bologna si sarebbe chiuso in area, non era lì subito il momento di mettere Amauri al centro dell’attacco? E queste cose le hai urlate allo stadio, queste cose le sapevi da subito. Ma l’allenatore non è riuscito a leggere la partita. Ha avanzato (non ha fatto né prima né dopo) un cambio. Ha aspettato a inserire una punta per l’attacco al fortino una bella mezz’ora. Poi poteva anche vincerla lo stesso, sta partita, ma  porca troia, mentre tu sei immandrillito e carico come un sindacalista CGIL al concerto del 1º maggio al pensiero di vincere il derby emiliano, lui restava lì più rigido di un ghiacciolo all’anice ed allora ti immagini un suo collega col ciuffo posticcio che sbrana il campo anche dal suo recinto. Mentre vedi un AD del Parma spuntare dalla panchina, arrampicarsi sul muretto ed allargare le ali speranzoso di prendere il volo te lo richiedi all’infinito. Come il bel moretto africano tu aspetti e speri che già l’ora e mezza (90°) si avvicina. Mentre tu avresti voglia del grido liberatorio per esaltarti come Piccinini ad un goal del Milan lui fa entrare Palladino. Intanto che Cassani e Gobbi scodellano al centro tu pensi che se ci fosse stato quello lì, si proprio lui sino a poche partite fa inamovibile ed ora meritevole solo di 10 minuti, forse il tuo sabato sera sarebbe stato più meglio. Lo so che non si dice più meglio, ma iersera ho sentito tutto lo stadio che spingeva, ho visto rimpalli sfortunati, possibili rigori (ma quella manata in area che ha respinto il cross?), ammonizioni esagerate (Marchionni si è tuffato? Non credo proprio ma lascio ai posteri della moviola l’ardua sentenza), battitori di punizioni a random (Marchionni e Amauri, ma Cassano e Parolo non ce lo hanno il piedino giusto?), incursori d’area senza tiro, insomma ho visto cose in una sera che potrei recriminare ’na stagione. Ma il risultato non cambia, quando c’è da dare la svolta alla partita il nostro mister arranca come un vegano ad una gara di hot dog. Attende, spera, la fortuna, il destino, gli arbitri, la sorte, Cassano, un corner, una deviazione, un fallo in area, un errore del portiere, insomma un episodio che accada come inevitabile e vincente destino. Che però non gli dice bene. Mica sempre e non sempre per una partita intera, ma Amauri iersera serviva. Là in mezzo, con quella squadra arroccata in difesa, Amauri serviva. Anche un’altra prima punta, ma abbiamo solo Amauri. Le sue sportellate e i suoi appoggi iersera servivano, ma da subito dopo che il Bologna, accusando il colpo per l’espulsione, non avesse il tempo di trovare un equilibrio altro in 10 uomini. Il imagecontropiede si fa anche così, dalla panchina, oppure si aspetta, e poi si attende e poi si spiega. Fermo come Malgioglio davanti a Sasha Grey e siccome immobile anche se non era il 5 maggio durante la partita, alla fine davanti ai microfoni  il Don almanacca pressappoco che se c’era una deviazione, un cross sbagliato, se il difensore scivolava allora si poteva vincere.

Pánta rhêi , tutto scorre come il cronometro sino al 90°, cogli l’attimo, ci riesce il vincente, il Don stasera ha pareggiato.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / QUANDO C’E’ DA DARE LA SVOLTA ALLA PARTITA DONADONI ARRANCA COME UN VEGANO IN UNA GARA DI HOT DOG. FERMO COME MALGIOGLIO DAVANTI A SASHA GREY…

  • 1 Dicembre 2013 in 11:11
    Permalink

    una squadra che non vince due partite in stecca neanche a pagarla….e le domeniche tu chissa’ che cosa fai…..semplice le passo a gufare

  • 1 Dicembre 2013 in 11:31
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    “momenti di tiki taka effettivamente belli da vedere ed efficaci nel gioco”: scusa ma quando è successo? Di bello ed efficace non ho visto nulla. Solo una gran perdita di tempo e gran fatica nel finalizzare, sempre a cercare il passaggio e mai il tiro. Bastava poco. Dopo il gol di Cassano (alcune sue giocate sono però eccessive) i giocatori del Bologna si sono andati nel pallone e a noi sarebbe bastato solo pressarli di più per avere delle pallegol.
    Capitolo cambi: ha aspettato la fine della partita per cambiar qualcosa quando aveva 3/4 della difesa ammonita dall’inizio del secondo tempo, Munari e Valdes non avrebbero potuto aiutare la squadra?
    Ma la domanda che mi ronza più nella testa: perché far battere la punizione ad Amauri? Non una ma ben due volte!

    • 1 Dicembre 2013 in 13:19
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      Far battere la punzione per la sua voglia di sbloccarsi. Peccato che al posto dei piedi abbia due cassette da fiori.

I commenti sono chiusi.

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