IL MISTER / BIABIANY ASPETTAVA LA PALLA DA FERMO, MA PER FARE LA DIFFERENZA DEVE CORRERE E RICEVERLA QUANDO E’ LANCIATO. SANSONE E CASSANO PARLANO LA STESSA LINGUA

(Il Mister) – Il lato b della vittoria di Napoli. Credo che sia questo il modo più sintetico per spiegare il significato di Parma-Bologna. Una partita nella quale i crociati hanno attaccato molto di più rispetto al successo del San Paolo, ottenendo però molto meno (nonostante non si possa dire che le occasioni siano mancate). Ciò che è venuto meno è stata la precisione e la pericolosità negli ultimi 15 metri, in quell’area di rigore nella quale Cassano – specie nelle nuove vesti di falso nueve – difficilmente entrerà. E lo stesso vale per Sansone e Biabiany. Donadoni ci ha provato in tutti i modi, passando a un 4-2-4 con addirittura Palladino e Sansone a supporto di Cassano e Amauri nel finale. Ma – paradossalmente – la sterilità dei crociati è stata denunciata ancor più dopo la superiorità numerica gentilmente concessa da Sorensen al 52’. Detto questo, non mi fascerei la testa e resto convinto che il 4-3-3 (o 4-1-4-1 come l’ha definito Pioli alla vigilia) sia il vestito migliore per il Parma e Cassano, sempre più  leader tecnico e tattico  della squadra. Il problema è che qualche limite d’organico è innegabile e quindi i crociati saranno destinati a far meglio contro le grandi (colpendo in ripartenza) che contro le piccole (a meno che a gennaio non arrivi una punta capace di segnare, operazione sinora quasi impossibile per Amauri e Palladino). Ma sempre meglio scendere in campo con uno schieramento del genere che con un 3-5-2 che costringe Biabiany al ruolo di terzino. A proposito del francese, credo che sia necessario un salto di qualità del giocatore. Che ha rimediato un problema muscolare dopo una ventina di minuti ed è stato incapace di fare la differenza. Non soltanto per qualche scatto in meno rispetto al solito, ma anche per un errore suo di interpretazione del ruolo. Biabiany aspettava palla da fermo e questo non lo può fare. O lui si mette a correre e riceve la sfera quando è lanciato o si dimostra un giocatore normale. Molto meglio l’intesa sull’asse Sansone-Cassano, due che mi pare parlino la stessa lingua calcistica e si possano integrare al meglio sul settore di sinistra, quello dove Parolo continua a marciare su ritmi buoni. Chiudiamo sul ritorno di Paletta. Il suo mi è parso un crescendo. Timido nelle prime battute, quando ha commesso qualche fallo di troppo e ha perso un paio di palloni che potevano costare caro. Anche nell’azione del gol di Kone non mi ha convinto in coppia con Lucarelli, quando i due si dovevano dividere la marcatura di Bianchi (che ha fatto la sponda e spettava al livornese) e del greco (che aspettava la palla da fuori e doveva essere preso o da Paletta o da un mediano, ma Marchionni non c’era). Paletta però è andato in netto miglioramento nella ripresa, aperta con un tackle dei suoi. E, dunque, sull’argentino si potranno costruire quelle certezze difensive sinora basate quasi esclusivamente sul miglior Lucarelli visto dal 2008 a questa parte, anno del suo arrivo a Parma. In sostanza, con il Bologna è un’occasione mancata, ma mi pare che i crociati siano sulla strada giusta.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “IL MISTER / BIABIANY ASPETTAVA LA PALLA DA FERMO, MA PER FARE LA DIFFERENZA DEVE CORRERE E RICEVERLA QUANDO E’ LANCIATO. SANSONE E CASSANO PARLANO LA STESSA LINGUA

  • 1 Dicembre 2013 in 14:26
    Permalink

    Analisi ineccepibile e condivisibile al 100%

  • 2 Dicembre 2013 in 13:01
    Permalink

    C’è un ragazzo in prestito al Crotone, che segna e va in nazionale. Ma forse nel Parma non troverebbe posto. Qui (vedi Sansone) o sei titolare oppure giochi al max 10 minuti.

    • 2 Dicembre 2013 in 14:16
      Permalink

      A chi ti riferisci? A Ishak?

  • 2 Dicembre 2013 in 15:53
    Permalink

    La realta’ e’ che in partite come ieri emergono i limiti tattici del francesino che e’ devastante in accelerazione in larghi spazi ma insipiente quando deve giocare in spazi stretti. E anche sabato emerge qlc limite del Mister che ad un certo punto invece di inserire Palladino deve pensare subito ad Amauri uomo di forza dentro l’area per dare varianti di gioco ontro una squadra correttamente arroccata a difesa del pari. Proprio la Juve ieri sera insegna che a volte al di la’ del gioco e’ molto utile avere un lungagnone forzuto in area. Metti la’ un pallone alto e magari lui lo sfrutta.

    • 2 Dicembre 2013 in 16:54
      Permalink

      Lo sterile tikitaka a me non arrapa. Io sarò antico, però, all’infruttuosa propositività preferisco un sano gioco di rimessa, con spettacolari ripartenze e la bava alla bocca. Questo specchiarsi lascia il tempo che trova. Quanto era molle il Parma del derby!
      Cordialmente
      Gmajo

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