martedì, Maggio 21, 2024
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L’EUTANASIA (PER AMORE) DI PRAMZANBLOG E IL NUOVO PROGETTO “COSEDAMEZZADRI”

(gmajo) – Riprendiamo, dopo qualche ora di relax per meglio santificare le feste, gli aggiornamenti di stadiotardini.it e, prima di occuparci delle cose di casa Parma, che sono poi la nostra specialità, parliamo di chi, nelle ultime ore, ha deciso di non aggiornare più il proprio sito o di farlo, d’ora in poi, solo saltuariamente, senza la cadenza della quotidianità: Achille Mezzadri, infatti, ha sottoposto la sua apprezzata creatura – pramzanblog.com – ad una sorta di eutanasia per diversificare la propria offerta giornalistica di qualità attraverso il web, allargando gli orizzonti oltre gli stretti e imageangusti confini della parmigianità (anche perché, mi pare di capire, ci sono state delle da lui poco apprezzate invasioni di campo di chi non è iscritto all’OdG): con il nuovo anno, infatti, ci proporrà CoseDaMezzadri, al momento ancora in prove tecniche di trasmissione, e limiterà all’essenziale i nuovi inserimenti sul vecchio contenitore che vanta quasi sei anni di longevità e che rimarrà, comunque, a disposizione della collettività con il proprio ampio archivio. Scelta, quest’ultima, che mi ero permesso di consigliare al Mez quando, qualche giorno fa, mi aveva confidato le sue intenzioni: è vero che c’è il rischio che qualche collega pigro possa scopiazzarne i contenuti (Mezzadri avverte: “rimane protetto da copyright, visto che si tratta di testata giornalistica regolarmente registrata”), ma lo stesso è importante che rimangano fruibili come indelebile traccia della nostra memoria. Si tratta di valori importantissimi e di inestimabile valore, ma che non debbono restare chiusi in un caveau. L’eutanasia di pramzanblog.com comporta, come effetto collaterale, anche quella del Superblog Pramzan, di cui Mezzadri era – oltre che l’ideatore – il SuperDirettore, si trattava di una sorta di joint-venture in salsa parmigiana che prevedeva una sinergia tra i nostri due blog e Parma in Dialetto: ognuno dei tre pubblicava, ben in evidenza in home page, i titoli degli aggiornamenti in tempo reale degli altri due.

imageChi vuole conoscere tutte quante le ragioni illustrate da Mezzadri per il suo gesto può cliccare sul collegamento ipertestuale che conduce al suo (ultimo) Editorialino: io mi limiterò a copiare una sintesi delle sue considerazioni che riguardano la nostra comune professione, purtroppo decaduta: “Sto male quando vedo il  decadimento della mia professione (i giovani d’oggi  sono senza veri maestri, e quando questi ci sono sono  pochissimi), tanto più se viene percorsa non da giovani  giornalisti, ma da una schiera di velleitari, che non  sanno nemmeno che cosa sia una notizia… La notizia va rispettata. E  soprattutto va rispettato il giornalismo vero, quello delle storiche testate  nazionali, regionali e provinciali. Loro hanno il compito e il dovere di  diffondere, e approfondire, le notizie.
Un po’ di colpa, se il giornalismo vero sta morendo, è anche proprio  di queste storiche testate nazionali, regionali e provinciali, che hanno  inventato il giochino (per risparmiare) del “tu reporter”. Fai una foto,  scrivi due righe, ti pubblichiamo. I giornali così hanno più notizie in
diretta e non spendono un euro. Perfino le televisioni sfruttano il giochino  del “you reporter”…
E poi dove mettiamo i social network? Dove mettiamo, appunto,  Facebook? Sono gli stessi personaggi a distruggere la “mission” del  giornalismo pubblicando in anteprima i loro movimenti, le loro foto… Che  cosa può scrivere un giornalista quando la notizia è già stata anticipata  da un personaggio? Tutto diventa più difficile. Bisogna inventarsi  qualcosa (nel senso non di scrivere cose inventate, ma di stringere le  meningi per trovare approfondimenti e nuovi motivi di interesse per i lettori)”.
Al di là delle notizie flash, Mezzadri rivendica per i giornalisti v e r i, il dovere di scavare, approfondire: cosa che lui, ad esempio, ha fatto nel tratteggiare il ricordo della voce del Ragazzo di strada Angelo Ravasini dei Corvi, magari raccogliendo – ed è davvero frustrante – molti clic in meno rispetto a chi si è limitato a fungere da ripetitore della news, senza sforzarsi di aggiungere nulla di personale.

Sulla nuova piattaforma “Cose Da Mezzadri” (supplemento di PramzanBlog, che rimane la testata registrata), il Mez, giornalista di razza, parlerà ancora di Parma, ma anche di “Milano, Roma, l’Italia intera con riflessioni, considerazioni” e si avvarrà ancora dei suoi storici collaboratori: “Parlo di Alberto Michelotti, il grande Miclòt che da anni (dai tempi del Parma in B) commenta con la sua verve le partite del Parma; parlo di Tamara Baroni: dal Brasile, quando deciderà di offrirci i suoi
reportage, sarà sempre la benvenuta; parlo di Renzo Allegri: il famoso  giornalista e scrittore mi ha già dato la sua entusiastica adesione; riprenderò la pubblicazione degli scritti di  Baldassarre Molossi e di Pier Paolo Mendogni…”

Mezzadri, scusate l’autoreferenzialità, ma la cosa mi inorgoglisce, infine cita, anche “l’amicizia e la
grande professionalità di Gabriele Majo, un ottimo giornalista che, proprio perché è “ottimo” e ormai nella schiera delle mosche bianche del giornalismo, viene continuamente ignorato dal giornalismo che conta. Per fortuna è talmente bravo che, lontano da camarille e invidie,  riesce a fornire, con il suo prezioso Stadiotardini.it, un prodotto serio,  affidabile e altamente professionale. Se e quando me lo chiederà, Majo troverà sempre in Mezzadri un amico che “lancerà” le sue iniziative più
importanti. Perché Gabriele ha, come me, l’idiosincrasia per i  comunicati stampa, le veline, le notiziole. È uno, come i giornalisti di una volta (anche se è molto più giovane di me) che afferra la notizia, la  cavalca, la spolpa, la rimpingua, la rende appetibile per un pubblico  sempre più vasto”.

Ringrazio Achille per queste sue considerazioni e per l’attenzione che mi ha dedicato fin da quando, nella pessima notte del 30 giugno 2009, dopo pochi minuti dalla pubblicazione su fcparma.com dell’inatteso annunzio del mio addio al Parma, mi ha telefonato per cercare di capire, approfondire, appunto, cosa fosse successo, giornalisticamente intuendo che non si trattava di qualcosa di normale.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

25 pensieri riguardo “L’EUTANASIA (PER AMORE) DI PRAMZANBLOG E IL NUOVO PROGETTO “COSEDAMEZZADRI”

  • Bella Gioia & Co.

    ma ancora con questa storia dell’OdG…casta nella casta, che poi ha il coraggio di attaccare altre caste….. ma basta….

    • Poi, però, cerchi di essere coerente: non chieda di far parte anche lei della casta…

  • Bella Gioia & Co.

    mai chiesto, come Lei ben sa…..

    • Ma se aveva chiesto info per iscriversi proprio a me (per via della riforma Fornero…)

  • Bella Gioia & Co.

    da quando in qua informarsi è un peccato? E, in ogni caso, Lei ben sa (appunto) le motivazioni “tecniche” alla base di tale richiesta di (semplici) info; ben diverso è usare l’iscrizione come se fosse un grado militare od una onorificenza (non si sa bene per quale merito al valore…)

    • E chi ha detto che è un peccato informarsi? Le ho solo detto di esser coerente: se lei considera (ed è liberissimo di farlo, ci mancherebbe…) l’OdG una casta, poi, però, non chieda di farne parte, anche se solo per “motivi tecnici” o per meglio dire “per convenienza”.

      Non ho capito bene chi userebbe l’iscrizione come un grado militare o una onorificenza.

      Ma al di là di questo, le chiedo: lei vede, a tempo perso, persone che alla domenica entrano in sala operatoria per eseguire delle operazioni quali medici occasionali? Oppure che vadano nei tribunali come avvocati a difendere persone nel tempo libero? O che progettino ponti o costruzioni? Le altre professioni, caste o non caste, mi pare siano meglio rispettate/tutelate rispetto alla derelitta professione del giornalista.

      Cordialmente

      Gmajo

  • GALLO DI CASTIONE

    A me più del giornalista piacerebbe fare il giornalaio. Sogno un edicola moderna con poltrona ed aria condizionata ma la rete ha rovinato gli affari soprattutto la patinTa. Quindi non potendo fare il giornalaio e non sapendo fare il giornalista continuerò a sparar cagate , e se sarò molto professionale diventerò politico.

  • Bella Gioia & Co.

    mi lasci dire che, francamente, il paragone tra giornalisti e chirurghi in sala operatoria è, quantomeno, imbarazzante….(e sorvolo sugli altri, non più felici…) Buon Anno!!

    • Guardi, il paragone non è mio, ma del collega Michele Angella, che usa ripeterlo spesso: ma se, nell’occasione, l’ho fatto mio è perché lo trovo meno imbarazzante di quanto lo trovi lei. Purtroppo, però, la professione del giornalista è indubbiamente svilita. Anche per le motivazioni addotte da Mezzadri nel suo pezzo d’addio a Pramzanblog.

      Cordialmente

      Gmajo

  • COSEDIMEZZADRI

    A Majo… ti leave una reply… (mo pärla cme ‘t magn…). Grazie anche a te per il caro saluto che hai fatto qui a Pramzanblog. Ma il nostro (di noi due) Superblogpramzàn non va in pensione. Il filo diretto tra due giornalisti seri resta. E viva l’ODIGGÌ!!
    (Io per scrivere commedie e canzoni sono regolarmente iscritto alla Siae… così io sono dentro a due caste e quindi non sono casto…’Ta bén). Achille
    Adesso submitto

    • Ciao Achille e grazie a te per il tuo intervento e le tue parole di stima. Circa il “leave una reply” non è una mia scelta la lingua d’Albione, quanto pre-esistente nel vestitino scelto per il sito…

      Tgnemoss Vist

      Gmajo

  • Maganuco

    Donca, fim capìr quel. CoseDImezzadri o CoseDAmezzadri??? Prima ed tùt ag vol gl’idei cèri… Maganuco.

    • Salve Maganuco, e benvenuto su stadiotardini.it, che spero vorrà frequentare assiduamente, e, magari, diffondere in ambiente Astra…

      Per quanto concerne il nuovo sito spin off o sequel di pramzanblog.com si chiamerà “Cosadamezzadri”, solo che stamani, Achille, evidentemente emozionatosi come un fresco papà, si è sbagliato e ha scritto “cosedimezzadri”.

      Del resto, però, le cose da Mezzadri sono indubbiamente anche di Mezzadri…

      Cordialmente

      Gmajo

  • COSEDAMEZZADRI

    PRECISESCION: Il nuovo sito si chiamerà COSEDAMEZZADRI, non ero distratto quando ho scritto diversamente, solo che ho un correttore automatico che non mi dà tregua e che non riesco a togliere. Mezzadri
    PS – Una volta avevo Maganuco che mi faceva anche da correttore di bozze…

  • Mezzadri scrive: “…..Ragazzo di strada Angelo Ravasini dei Corvi, magari raccogliendo – ed è davvero frustrante – molti clic in meno rispetto a chi si è limitato a fungere da ripetitore della news, senza sforzarsi di aggiungere nulla di personale.”

    Purtroppo per divulgare contenuti nel web professionalmente è NECESSARIO agire anche con competenze di SEO nonché da web strategist, è molto diverso dalla carta, l’autorevolezza di in sito web di informazione la danno proprio queste cose, senza offesa ma tra un blog fatto con blogger amatorialmente da Mezzadri e l’huffington post che quando è nato in italia aveva 20 giornalisti e 50 esperti di SEO ne passa, se si studiasse un po’ il funzionamento del web senza pretendere di trenere affossata l’evoluzione alle proprie arcaiche competenze….. ah la fonte dimenticavo. http://www.wittgenstein.it/2012/09/24/cosa-e-lo-huffington-post/

    • Guardi Chedio,

      pur essendo un po’ più giovane di Mezzadri, capisco la sua frustrazione nel vedere che per la morte di Ravasini ha raccolto meno clic rispetto a chi ha annunziato, manco fosse il protodiacono, il suo decesso.

      Lo capisco perché so cosa significa cercare di proporre antico giornalismo di approfondimento, che lasci in chi legge un valore aggiunto. Perché per dire che Ravasini è morto ci può riuscire chiunque, (basta avere competenze di SEO, e forse manco quelle), per tratteggiarne la figura, attingendo ai ricordi e all’esperienza vissuta, serve una buona penna. Mezzadri per onorare l’illustre defunto che conosceva personalmente, ci ha impiegato un pomeriggio intero, qualcun altro, invece, attraverso la veloce spricciata della mailing list ha fatto il pienone con la semplice news.

      Come potrà avere letto nell’editorialino, a Mezzadri non interessa la guerra dell’audience, quanto proporre giornalismo di qualità. La stessa cosa, mi perdoni l’immodestia, sia pure su un argomento e su una materia differente, cerco di farla io attraverso stadiotardini.it, consultando il quale quale lei, magari, inorridisce nel trovare lunghe e articolate articolesse, ma il mio fine è proprio quello di proporre un prodotto alternativo, di nicchia, se vuole. Diciamo che anziché la produzione industriale, preferiamo quella artigianale. D’altronde la risposta del pubblico, parlo per stadiotardini.it, è stata di gran lunga superiore rispetto alle previsioni degli esperti del web, che mi davano del matto nel vedere un prodotto così in controtendenza. Non ho idea di quanto durerà questa esperienza – anche perché sono un pessimo imprenditore, che bada più alla circolazione delle idee che al proprio tornaconto in portafoglio – però il fatto che mentre tanti altri hanno chiuso i battenti, solo perché erano carta copiativa di altri, il fatto che sia pure a fatica questa esperienza resista, mi fa pensare che, nonostante l’imperante omologazione, ci sia voglia di qualcosa di diverso, alternativo e profondo.

      Poi, ovviamente, pur non essendo l’Huffington Post, ho anch’io chi si occupa di SEO, e anche Mezzadri: ma l’autorevolezza, il valore aggiunto, perdoni l’immodestia, siamo noi. Con le nostre idee antiche, la nostra professionalità, la nostra deontologia, e tanti altri valori poco di moda, e non facenti parte del bagaglio di un qualsiasi SEO.

      Cordialmente

      Gmajo

  • COSEDIMEZZADRI

    Con i Seo e con i Mao magari si va avanti, ma avanti come sta andando avanti il mondo. Dove tutto è istantaneo, corto, veloce, di facile masticazione. Avete provato, no, il caffè istantaneo, il tè istantaneo, la camomilla istantanea… Certo, possiamo credere anche nel giornalismo istantaneo, ma quello lo hanno già praticato, da decenni, i giornalisti matusa. Avevamo i coccodrilli, facevamo gli instant book in una notte. Chediamine… sa Chedio cos’è un coccodrillo? E’ che se avessi avuto il coccodrillo di Angelo Ravasini (cioè già tutto pronto, con la biografia, i ricordi personali e un sacco di foto già impaginate) non avrei impiegato un pomeriggia a scrivere di Angelo. Se Chedio mi dà i suoi dati e la storia della sua vita posso preparare il suo coccodrillo. Basta che mi avverta quando poi se ne va. Gli instant book: a Gente confezionavamo instant book, inserti di 48 pagine, in poche ore. Certo, eravamo in dieci, dodici, ma uscivamo anche con 48 pagine a poche ore dall’evento. Sì, si può anche adesso, ma con la tecnica, che lascio ad altri, del copia e incolla. Dieci righe dall’Ansa, sette dal Corriere, otto da Repubblica, cinque dalla Stampa. Trovare la biografia di uno, adesso, è facilissimo, che importa se dentro magari ci sono errori madornali. Trovare foto è facilissimo, basta fregarsene dei copyright. Trovare dichiarazioni di amici che ricordano è da bambini: se ne trovano ovunque un po’ qui un po’ là. Ma io dicevo: passi se questo giornalismo usa e getta è praticato dai giovani giornalisti d’oggi che hanno la scusante di non avere maestri. Mi incazzo però (si può scrivere su Stadiotardini.it?) quando questo giornalismo usa e getta è praticato addirittura da giornalai, commercianti, maestri elementari. C’è tanta gente che vorrebbe ancora il giornalismo di una volta, quando su Gente, Oggi, Epoca, si potevano leggere servizi a puntate che svisceravano storie. Le tirature arrivavano e superavano il milione di copie…. Tutti scemi? Io non ho da vendere niente: fortunatamente la mia onorata carriera di giornalista d’altri tempi mi ha regalato un “terzo tempo” (amo il rugby) senza affanni. Mi piace dunque regalare, a chi è interessato, il giornalismo di una volta. Chi viene da me è contento. E chi non viene da me… dov’è il problema? Ma è una lunga storia, piena di Seo e di Mao.

  • Io intendo che se i contenuti di alto livello e approfondimenti che un ragazzino che fa copia incolla o qualsiasi persona che sa leggere e scrivere rende più visualizzati di quelli di un giornalista è scientifico che quest’ultimo non è all’altezza di quel ragazzino o chicchessia nel rendere visibili i propri contenuti, tutto quà.
    Se poi vogliamo sminuiro i SEO MAO vi garantisco che è un lavoro complesso dove bisogna aggiornarsi quotidianamente e questo è il presente, io ritengo che i motivi sono semplici, incapacità di restare al passo coi tempi e responsabilizzando l’altro demonizzandolo o sminuendolo dicendo “SEO MAO”, così ci si mette la coscienza al riparo dal “non sono in grado di far arrivare i miei contenuti prima di chi fa copia ed incolla, oggi è questo il campo su cui bisogna combattere e se non si è capaci è giusto fare l’eutanasia, io sono pronto a scommetere che se lei avesse i mezzi per fare del buon seo e delle buone strategie i suoi contenuti sarebbero visibili più di chi fa copia-incolla, io vivo in una generazione (ho 36 anni) dove ho una scatoletta con cui posso accedere a circa tutta la conoscenza dell’umanità non solo poche righe di qualche argomento e non tornerei indietro per nessun motivo al mondo, sapendo inglese, francese ed italiano ho accesso e coscienza di cose che quando ne avevo 20 erano solo un sogno, andavo in biblioteca e trovavo quello che trovavo mentre ora ho accesso a MILIONI di libri gratuitamente nelle più svariate lingue, ho la possibilità di leggere le informazioni di un quotidiano di un paesino sperduto in nuova zelanda in qualsiasi momento, io non tornerei indietro, preferisco saper utilizzare i potenti mezzi attuali senza ferirmi ed imparare come accedre alle informazioni, se si vuole spiccare nell’informazione sul web è necessario avere e sfruttare altre competenze e non me ne vogliate ma il seo e quello ch ene conviene che piaccia o non piaccia è NECESSARIO oggi e non mi pare proprio che voi fate ottimizzare gli articoli nei contenuti e nella forma di conseguenza, questo è facilmente provabile tramite semplici test. il copia incolla comunque è pratica diffusissima anche da molti facenti parte dell’OdG e non credo solo da giovani privi di maestri perchè quello che segue sono stati i lettori e non qualche vecchio della redazione a notarlo… secondo me la morte del giornalismo che stiamo vedendo è da ricercare anche nel fatto che oggi è molto più facile “sbufalare” gli errori proprio perchè si può verificare un errore all’istante al bar se si ha un dubbio non c’è bisogno di fare una ricerca oppure arrendersi se la fonte è un giornale neozelandese, anche questo è un lato che mi pare abbia messo in difficoltà molti giornalisti, i miei ovviamente sono pareri da osservatore per quanto riguarda il giornallismo e la sua crisi per certi versi ma per quanto riguarda il web è il mio lavoro e mi sento di prendere questa posizione. http://attivissimo.blogspot.it/2013/12/per-il-giornale-e-per-chi-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Disinformatico+%28Il+Disinformatico%29

  • COSEDIMEZZADRI

    “Tutto quà” si scrive senza accento, tutto qua. Senza seo e senza mao. Basta così. Lascio ad altri l’ultima parola, se vogliono, io non replicherò, perché non leggerò. Questo genere di battibecchiweb non mi piace, mi sembrano quelli dei tifosi di calcio su Eurosport, che si danno dei cretini l’un l’altro. Cordiali saluti da Achille Mezzadri
    PS- Se poi Chedio uscisse dall’anonimato sarebbe meglio. O non usa nel giornalismo web moderno?

  • Non hai gli argomernti, tutto quA’

  • Io ho esposto argomenti relativi al SEO MAO per cui STUDIO letteralmente ogni giorno e su cui lei non ha argomenti per ribattere nè la CAPACITA’ do comprendere, lei infantilmente li sminuisce come se non fosse nemmeno una materia o un lavoro, tutto quA’. Non sono materie alla sua portata, titto quA’, E’ più facile dire che ci sono informazioni false e che i giovani sono tutti stupidi e privi di maestri, che il web è un mondo che fa schifo eccetera, allora perché non torna a scrivere sulla carta? Il web è fatto anche di ottima informazione se poi quelli del Daily Mail sono più bravi di lei non può condannare tutto il sistema perché non ha voglia di aggiornarsi, P.S. Majo dica alla squadra di SEO che vanta di avere di tradurre il tema di wordpress in italiano almeno…. ci vogliono 10 minuti. P.P.S. Chedio è il mio cognome Alessando il mio nome

    • Salve Chedio,

      la ringrazio per il prezioso suggerimento che giro, per competenza, ai miei tecnici. Anzi, se ha ulteriori migliorie da proporre non esiti a formularle che sicuramente li terrò in considerazione. Da fautore del dialogo, e contrario a qualsiasi forma di muro contro muro, ci tengo a precisare che non ho nulla contro le figure professionali dei SEO, semplicemente eviterei la contrapposizione con quella dei giornalisti. Entrambe sono importanti e in un qualche modo possono convivere.

      Penso che sia doveroso aggiornarsi e restare al passo coi tempi: del resto, da giornalista multimediale di vecchia data, ho avuto modo di esprimermi su carta stampata, radio, tv, web etc. etc.. e se c’è modo di valorizzare il mio lavoro di scrittura con qualche espediente tecnico ben venga. Non sono così chiuso e retrogrado come mi ritiene qualcuno (Francesco Busandri, tanto per citarne uno). Poi è chiaro che non posso essere io a fare il SEO, pur con tutta la buona volontà che ci posso mettere. E per l’appunto mi avvalgo della collaborazione di esperti del settore che ritengo piuttosto qualificati.

      Agli albori di stadiotardini.com, il blog era ancor più spartano nella sua forma, rispetto al restyling di un anno fa coinciso con il cambio di dominio in http://www.stadiotardini.it : mi interessava, infatti, il predominio dei contenuti sulla forma (cosa che a Parma era, ed è, piuttosto inusuale, dal momento che l’immagine, l’aspetto e la superficie hanno la predominanza sulla profondità): poi, anche per ragioni di carattere commerciale (purtroppo non si campa di sole idee e buoni principi…) ho cercato di aggiungere una bella grafica, anche se resto convinto che il sito, pur migliore che sia dal punto di vista estetico, veda penalizzati i testi, che, sarò antico, ritengo essere ancor più importanti. Soprattutto quando, come nel mio caso, si insegua il fine di veicolare idee, principi e contenuti.

      Infine: da parte mia, come già scritto anche a Bussandri, non c’è alcuna avversione o schifo per le altre proposte sul web, anche se ritengo lecito poter esercitare – come per tutti gli altri argomenti che tratto – un sano diritto di critica costruttiva. Per esempio ritengo che l’omologazione sia uno dei principali limiti. Per esempio se muore Ravasini e mandi la mail con su scritto: “E’ morto Ravasini”, non è che svolgi un lavoro giornalistico, anche se magari vieni premiato dai contatti, se sei tra i primi a rilanciare l’Ansa; viceversa se perdi 4 ore a ricordare chi era, cosa faceva, come l’hai conosciuto, qualche aneddoto diretto, etc. etc., magari ben scritto e non buttato su con mille errori, è qualcosa di diverso, di giornalistico. Poi se c’è un bravo SEO che lo sa diffondere tanto meglio. Io non sono certo chiuso. Se le mie idee viaggiano, è meglio. Però i contenuti li voglio proporre alla mia maniera: lunghe articolesse, approfondite, in cui si trova spiegazione ad ogni tipo di affermazione proposta. Non invettive pure a se stesse, come di moda oggi.

      Ad esempio, l’articolo di ieri sul settore disabili, conteneva una ampia sintesi delle puntate precedenti, in modo tale che il lettore che già sapeva di cosa si stava parlando poteva far tornare alla mente quanto già appreso, e contestualmente chi per la prima volta ne veniva a conoscenza, poteva sapere, sia pure in modo sintetico, tutto quanto stava dietro alla notizia.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Francesco B.

    Rilassati Chedio, lo capiscono tutti… anche qui dal New Jersey si vede che sono due dinosauri che giocano a fare i blogger, non capiscono come funziona il gioco, non si informano gettando fango a destra e a manca, pretendono che sia il mondo ad adattarsi a loro tornando nei meravigliosi anni 70, che pena…. Tanto Majo non pubblicherà questo commento lui pubblica solo i commenti che gli vanno a genio, ho provato tre volte a mettere un commento sul parma no su chissà che cosa e non li hai mai pubblicati, gente come voi si ritrova a scrivere su un blog amatoriale per un motivo preciso non perché siete i migliori…. non siete stati in grado di rimanere al passo coi tempi, quando si afferma nero su bianco che tutto il mondo è sbagliato tranne noi stessi che siamo i migliori, beh… è ora di farsi un esame di coscienza oppure scrivere su un blog amatoriale come i bambini…. io gli faccio una foto a questo commento così si vede quello che censuri.

    • Guardi, francesco bussandri, saro’ anche um dinosauro, ma nom sto affatto giocando su un blog amatoriale come lei crede ma esercitando la mia professione attraverso le nuove tecnologie, affidandomi per la parte tecnica a chi se ne intende, appunto perche’ ognuno deve fare il suo mestiere, i SEO facciano i SEO e i giornalisti i giornalisti.
      Il suo commento, anche se denigratorio nei miei confronti, come vede ha trovato ospitalita’, mi risulta strano che possa esser stato censurato in passato, anche perche’ non ricordo il suo nome, ma se l!ho fatto avro’ avuto le mie ragioni plausibili per farlo, anche perche’ sono il responsabile di quello che esce.
      Infine: io non pretendo di tornare agli anni settanta
      Ne’ denigro chi non lo fa. Io sono fiero della mia offerta di giornalismo di qualita’ o di una volta e della risposta di pubblico che ho. Altri sono liberi di percorrere altre strade, magari meno impervie della mia. E non chiedo certo loro di adattarsi a me, ne’ io mi adatto a loro. Saluti gmajo

  • GALLO DI CASTIONE

    Anche io da grande voglio fare il bloggher. Ce l’ho detto anvhe a Baroni ma lui ci ha risposto di andare a lavorare. Ma questi nuovi mestieri sono il futuro , altro che studiare la gramatica e il lessico (che a me ci piace con la salsica) , meglio che di fare il bloggher che ci scrivi di tutto che cosa c’è ? Tanto se ci scrivi per i gnoranti fa di lo stesso se ci scrivi come ci capita , ansi è più meglio. Si mi piace , prima volevo fare il pompiere come il draghetto ma ora lo so che farò il bloggher. Da fare studiare e tutto il resto , quando ci hai il mestiere già pronto

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