L’OPINIONE DI MAJO DOPO INTER-PARMA 3-3: “CROCIATI CORSARI (O QUASI) GRAZIE AL MODULO, MA ANCHE AL RITORNO DI PALETTA E SANSONE. LA CASSANATA DELLA MASCHERINA…”

(gmajo) – Gli atavici balbettii in trasferta del Parma sembrano cancellati da due turni a questa parte: Il Mister, gongolando, (non mi riferisco a Donadoni, bensì a quello di stadiotardini.it), potrebbe dire che è grazie al passaggio di modulo dal 3 5 2 al 4 3 3 (sistema che lui predilige, ma che il vero tecnico del Parma attua preferibilmente contro le squadre che giocano con attaccanti in numero dispari: per esempio per la gara del secolo, quella di domenica pomeriggio con il Cagliari, con i nostri eroi al caldo di una divisa in lanina e senza sponsor, è facile che Donadoni torni alla difesa dispari, cioè a tre, per fronteggiare l’attacco pari, cioè a due, degli ospiti); io, tuttavia, aggiungerei che di diverso dal solito, da Napoli in poi, ci sono stati i ritorni di Sansone (a tempo pieno) e di Paletta (solo nei minuti finali al San Paolo, ma titolare sia al imageTardini col Bologna, che a San Siro iersera). Per una questione di minuti, e gol segnati, è stato determinante, fino ad ora, più il “Tedesco” che l’italo-argentino: ma quest’ultimo, gara dopo gara, non potrà che ritrovare sé stesso e tornare ad essere quello del pre-infortunio. Il Sansone ammirato ieri alla Scala del Calcio (Paolo Grossi gli ha dato 8) fa crescere il rammarico per quelle 12 partite di inizio stagione che lo vedevano, invece, immalinconirsi in panchina, per scelta tecnica imagedi Donadoni, scelta non condivisa da gran parte non solo della critica, ma anche dei tifosi crociati, cui questi “dritti” dell’allenatore (ricordiamo i precedenti casi di Belfodil, Ninis, ed oggi Amauri, ma io aggiungerei pure Cerri) non è che proprio vadano giù. Lui, il tecnico, motiva le sue scelte con quanto vede in allenamento, e, ci mancherebbe altro fosse autolesionista, tuttavia, evidentemente deve avere qualche problema di vista, se, prima di Inter-Parma, poi così mirabilmente giocata, aveva visto la squadra non prepararsi in modo adeguato. Sensazione che lui stesso aveva voluto pubblicamente esternare durante la conferenza stampa della vigilia, declamando un avviso ai naviganti pubblico, oltre che (immaginiamo) quello in privato. Nella puntata di Calcio & Calcio andata in onda in occasione dell’ultima sosta – cioè quella prima della ripresa del campionato con il big match di Napoli – Fabrizio Pallini aveva auspicato, in contrapposizione al Saltimbanco che ne invocava l’esonero, un Donadoni Due: DSC09476cioè un tecnico che fosse capace di rivedere le proprie idee ed aprirsi ad altre vie. Diciamo che gli ha dato retta, trovandone giovamento lui stesso (Donadoni), che l’intera comunità crociata, tornata ad esser orgogliosa dei propri corsari in trasferta, dopo chilometri e chilometri su e giù per lo stivale pieni di frustranti delusioni. Chissà che questo nuovo Parma, che lontano dal Tardini sta divertendo (tra le mura amiche direi ancora no, poiché il derby con il Bologna è stato piuttosto deludente: di ardore se n’è visto solo per un quarto d’ora, e non si è stati in grado di DSC09472sfruttare a dovere la superiorità numerica, anche per via dell’immobilismo tattico del nocchiero) non smuova un po’ di più le folle: nella notte dell’Immacolata Concezione, al cospetto dell’Inter, non c’erano neppure 50 supporter parmigiani, contando la trentina racimolata dal CCPC (quasi tutti Danè) e i 6 (incluso lo scrivente) del pullmino dell’Associazione Petitot, guidato personalmente da Ivo Dallabona presidente del Parma Club Collecchio. Cifre lontane anni luce da quelle degli esodi nella vicina Milano dei tempi d’oro. Magari sarà comodo dar la colpa alla nebbia…Sono cifre DSC09449comunque inquietanti che magari dovrebbero farci un po’ riflettere quando pensiamo che il Parma debba essere tra le grandi del campionato per diritto divino. Ghirardi spesso si lamenta di essere lasciato solo dalla imprenditoria locale, ma anche la tifoseria non è che si sforzi più di tanto, non tanto per venire al Tardini (dove comunque i numeri, sia pure ridotti rispetto al passato anche per quanto concerne lo zoccolo duro, rimangono decenti), quanto, proprio, nell’andare in trasferta. Preso dalla spending review il tifo organizzato non è che si dia molto da fare per radunare proseliti e farli DSC09447viaggiare: mi pare, anzi, che per inerzia si vedano sempre le solite facce. Il Parma di ieri sera avrebbe decisamente meritato un seguito superiore. Pur essendo solo in sei sul pullmino di Dallabona, peraltro completamente sobri e non alterati dall’alcol, siamo lo stesso riusciti a discutere tra noi: in particolare una tifosa, rivolgendosi al sottoscritto, aveva tirato fuori il solito armamentario inculcatole in testa da chi ha fatto la distinzione tra amici e nemici del Parma, per attaccarmi, per via della mia risposta a Luca Savarese, nell’Ubi Majo, laddove ipotizzavo che Cassano avrebbe gettato la mascherina protettiva a San Siro. Cosa che puntualmente sarebbe poi imageaccaduta, dopo appena 90’’ di gioco e non dopo 90’. Se lo avevo scritto era perché avevo raccolto delle precise informazioni – peraltro su quello che è il calciatore giornalisticamente più interessante del Parma – che andavano in quella direzione. E averlo scritto in anticipo sui fatti non era un pescare nel torbido – così come in modo colorito mi ha accusato detta persona – quanto esercitare, nel pieno rispetto della deontologia professionale, il mestiere di giornalista, informando i miei lettori. La querelle era nata, perché, io, ovviamente pronunciando una iperbole, avevo detto: “Se Cassano non vuol mettere la mascherina, se io fossi l’allenatore lo lascerei fuori”. Calcisticamente parlando mi rondo conto che poteva sembrare una bestemmia (specie alle orecchie dei tifosi, che sono meno razionali di un giornalista all’antica), la rinuncia volontaria alla ciliegina; tuttavia io trovo poco edificante che Cassano debba essere assecondato in tutto e per tutto da vera star: ogni tanto si tratta anche di imporsi, magari cercando di farlo ragionare. Ché, poi se si fosse fatto male di nuovo sarebbe stato un guaio serio non solo per lui, ma per tutti. Probabilmente il Parma ci avrà anche provato a farlo ragionare, ma poi lui ha fatto di testa sua. Insomma: questa della mascherina è forse la tanto aspettata prima “cassanata” parmigiana; la seconda, se ci mettiamo lo spintone a Perez nel derby. La terza se ci ricordiamo dello scontro ravvicinato, appena arrivato, con un cameraman locale, reo di esser nel posto sbagliato al momento sbagliato (cioè filmare una vetrina dei saldi, per un servizio per il TG, proprio mentre stava passando lui). E stiamo parlando delle pubbliche. Quelle nel segreto di Alcatraz debbono restare serrate lì dentro. Ed è una cassanata – quella della plateale rinuncia alla protezione –appunto da non sottovalutare per le conseguenze che il suo gesto sconsiderato avrebbe potuto avere in caso di un nuovo trauma al naso. Poteva esserci qualche avversario poco avvezzo al fair play, che avrebbe potuto colpirlo, alla prima occasione utile, proprio nel punto debole; così come poteva di nuovo accadere uno scontro fortuito con un compagno. Cosa, anzi, che poi è pure accaduta durante l’esultanza per il gol di Parolo al fotofinish del primo tempo, allorquando nell’abbraccio affettuoso dei compagni, accidentalmente è stato colpito proprio al naso. Tant’è che rientrando negli spogliatoi se lo teneva tra le mani. Per me – ma io non sono che un fastidioso Grillo Parlante da calpestare – andrebbe punita questa sua mancanza di rispetto nei confronti della società che si era prodigata (e pure aveva speso dei soldi) per dotarlo a tempo di record di quel presidio, rivolgendosi al massimo esperto – non solo locale – della materia, Enrico Campari: oer lui non è certo stato un bello spot quello girato al minuto 1’ e 30’’ di Inter-Parma.  Togliersi la maschera in quel modo non ha fatto onore al lavoro di imageCampari e a quello di medici e fisioterapisti per consentirgli di giocare, in piena sicurezza, una partita alla quale FantAntonio teneva parecchio, ma della quale non è stato certo protagonista sul campo, al di là di quella pantomima, iniziata con il riscaldamento, durante il quale già aveva fatto capire che non gli andava di mettersela. Di fatto Cassano quella protezione l’avrebbe utilizzata solo giovedì pomeriggio, senza manifestare particolari problemi; venerdì niente e poi sabato mattina avrebbe cominciato a fare i capricci, ma sempre senza portarla. Donadoni, poi, imagein sala stampa lo avrebbe assolto, utilizzando proprio la mascherina come alibi: Cassano era mentalmente condizionato per la mascherina che in questi giorni gli ha dato qualche difficoltà, dandogli poca visuale, si sentiva gli occhi schiacciati e l’inconscio ne è stato condizionato. Doveva stare attento Antonio perché alla prima botta c’era il rischio che finisse ancora sotto i ferri. In campo ha fatto quello che poteva, in due frangenti è stato impreciso con palle che di solito non sbaglia ma aveva delle attenuanti valide”. Sento già qualche benpensante che dirà: “Majo è sempre il solito: anziché lodare il pareggio con l’Inter sta lì a polemizzare per la maschera di Cassano”. Ma il problema sono io che ne parlo, o FantAntonio che quella maschera l’ha gettata, mettendosi in pericolo? Il ragionamento vale un po’ per tutti i temi che affronto: io ne parlo, e non li nascondo, ma i fatti da cui traggo ispirazione accadono, mica sono frutto della mia fantasia bacata… Altro che metodo Boffo come ha scritto uno sciagurato del Parma Club Cittadella sulla pagina FB di Angella, riferendosi, evidentemente, a lui e al sottoscritto. A parte che gli consiglio di studiarsi meglio la fattispecie, ché l’esempio mi pare poco calzante. E poi, in faccia, mi fa pure l’amico versandomi calici di Franciacorta a gò gò… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO INTER-PARMA 3-3: “CROCIATI CORSARI (O QUASI) GRAZIE AL MODULO, MA ANCHE AL RITORNO DI PALETTA E SANSONE. LA CASSANATA DELLA MASCHERINA…”

  • 9 Dicembre 2013 in 20:27
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    Bene lo sfogo che è come un brufolo di Cassano. Ma della partitachecidici ?

    • 9 Dicembre 2013 in 20:28
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      Nella parte iniziale ho esposto come l’ho vista.

      Ciao

      Gmajo

  • 9 Dicembre 2013 in 21:01
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    ti esponi troppo,io ho esposto come l’ho vista nell’intervallo

  • 9 Dicembre 2013 in 21:34
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    Sempre polemiche…sempre discussioni e osservazioni inutili…
    Rimpiango il primo Majo meno polemico e più cronista, più utile ai tifosi del Parma.
    Presumo che ormi le idee stiano finendo…
    Proposta: scriva meno Majo, ma scriva cose che interessino di più i veri sostenitori della nostra squadra.
    A me questo cercare sempre e costantemente il pelo nell’uovo contro la nostra società (Ghirardi in primis) ha annoiato terribilmente.

    • 9 Dicembre 2013 in 23:13
      Permalink

      Non esiste, per lo meno nelle intenzioni, un Majo uno e un Majo due, un Majo prima e un Majo dopo. Mi piacerebbe, pero’, che entrasse nel merito della sua accusa di ricercare il pelo nell’uovo o delle presunte polemiche, perché così mi pare molto campata per aria. Sul discorso di Ghirardi, poi, lei capovolge i termini del discorso poiché è lui che ce l’ha con me, non io con lui. Saluti gmajo

  • 10 Dicembre 2013 in 09:46
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    Lascia stare la Stefy che mi ha rimbrottato perché osai criticare Amauri nella partita contro il Varese. Lei è un fulgido esempio di fede crociata ante litteram , un integralista tifoso fuori ordinanza che difende a spada tratta la squadra e ogni suo componente. Amor che al tifo amato amar bisogna. Ci è di bisogno di passioni assolute e sperticate , come di acqua per le piante e di vino per il Gallo.

    • 10 Dicembre 2013 in 09:57
      Permalink

      Acqua, Gallo di Castione. Acqua… Non si tratta della Stefania…

  • 10 Dicembre 2013 in 10:43
    Permalink

    Condivido pienamente ciò che hai detto su Cassano e la partita.
    Per me l’assetto attuale è quello più adatto ai giocatori a disposizione e sono curioso di vedere se domenica cambierà (il tuo ragionamento sulle punte avversarie non fa una piega ma potrebbe non essere il discrimine).
    Un plauso pure per la riflessione sul tifo in trasferta. Non si può andare sempre per questioni di impegni ed esborsi, ma se ci sono 9.000 abbonati (così pare) 50 tifosi a Milano (e non solo) è un numero ridicolo. Ormai la gente si muove solo se sono previsti pranzi e beccate varie

  • 10 Dicembre 2013 in 11:38
    Permalink

    Definire Cassanate quegli episodi,non conosco quello del cameramen, ma PEREZ per unanime ammissione è il giocatore più scorretto e tignoso del campionato, anche Sansone con Diamanti lo scorso anno e con Campagnaro a S.Siro ha reagito( cominciamo a chiamarle Sansonate??), quindi ci stà per un attaccante che prende tante botte (e spesso anche provocazioni verbali) perdere la pazienza….le Cassanate vere sono ben altre!!! Episodio della mascherina: ho visto tutto il pre-partita su Sky e si è visto chiaramente che nonostante vari aggiustamenti non riusciva a trovare un assetto soddisfacente, questo nulla toglie alla professionalità di chi l’ha eseguit, poi l’abbandonarla subito io l’ho interpretato come un gesto di coraggio e di sacrificio (tipo Enrico Toti che lancia la stampella al nemico…….esagero eh….),scherzi a parte ci teneva troppo a quella partita e si è poi visto in un paio di occasioni un egoismo che non gli è consueto (alludo all pallone non passato a Sansone smarcatissimo a centro area e a quello negato a Biabiany altrettanto libero alla sua destr appena dentro l’area).Se fosse stato un giocatore “normale” era da non far giocare (e una partita normale) masi sapeva la valenza che aveva per Cassano questa partita!!
    Che poi sia il giocatore mediaticamente più importante lo si nota anche dall’attenzione che riservate (anche qui purtroppo) alle sue vicende extra calcistiche. Sarà anche un caso (?) ma tutti i dettagli che possono in qualche modo creare qualsiasi tipo di difficoltà alla squadra e soprattutto alla società….vengono enfatizzati, poi continui a stupirti che questo forum venga “bonariamente” accusato di essere avverso al Parma Calcio………Credo tu ne sia perfettamente consapevole,ti sei ritagliato un ruolo che ti piace di “ape majo”, ma non pretendere che la gente con capisca il tuo ruolo di STAMPA DI OPPOSIZIONE, non c’è nulla di male salvo i tuoi stizziti risentimenti quando te lo fanno notare…..

    • 11 Dicembre 2013 in 01:25
      Permalink

      Quella di enrico toti con la stampella e’ bella, e interpretandolo cosi renderebbe il gesto meno grave di quanto e’.
      La reazione di sansone con diamanti non era stata violenta come quella di cassano con perez. Se tendiamo ad assolvere anche le reazioni o a trovare giustificazioni o alibi facciamo il male del parma. Quando amauri venne cacciato io fui l’unico a difenderlo,altro che nemico del parma: ma li’interpretai esagerata la punizione di gervasoni. Tutti, invece, inclusi tu e la societa’, lo attaccaste. Siccome cassano non e’ stato cacciato allora non lo si fustiga, ma se l’arbitro fosse stato fiscale come gervasoni il danno procurato tra espulsione e squalifica sarebbe stato enorme.
      Infine, quando un personaggio pubblico e strapagato e’ protagonista ddi notizie, io, facendo il giornalista, la pubblico. E non sono io che scrivo a mettere in difficolta’ la societa’ quanto chi si rende protagonista di un episodio sgradevole. E io non voglio mettere in difficolta’ proprio nessuno. Questo lo pensano solo le menti malate o chi si fa condizionare da chi mi ha messo all’indice come nemico del parma, cercando di delegittimare il mio onesto e legittimo lavoro per nascondere le proprie magagne. Io non voglio essere all’opposizione: mi ci hanno sbattutto gli appassionati del muro contro muro.
      Immagino che tu facessi riferimento al gossip sul litigio dei brufoli. Bene, ma tu e nessun altro mi avete ringraziato per la pubblicazione della edificante notizia piu’adatta all’istituto luce che all’ape maja della scritta dei nomi dei figli e della moglie di cassano sulla mascberina. E se l’avevo scritta era per cercare di spingere antonio a tenerla anche per motivi familiari, visto che sapevo benissimo che stava facendo le bizze per non metterla. Tanto e’ vero che la notizia che facilmente l’avrebbe gettata, emulando borriello, l’ho messa solo domenica pomeriggio quando era ormai chiaro che l’avrebbe gettata.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Dicembre 2013 in 12:38
    Permalink

    Penso che sia giusto criticare Cassano per non aver messo (ops, tolto) la mascherina, perché così facendo si espone troppo a botte più o meno involontarie che ritardano la guarigione del naso (ad esempio dopo il goal di Sansone). Secondo me è stato giusto farlo giocare perché alla fine è un giocatore che i difensori si guardano bene dal lasciarlo libero. Però avrebbe dovuto giocare 90 minuti con la mascherina e 0 minuti senza. Io spero che Donadoni non immaginasse che Cassano si potesse togliere la maschera, se no Cassano in campo è stata una scelta molto sbagliata non per la partita stessa, ma per il campionato.

    • 11 Dicembre 2013 in 00:52
      Permalink

      Che cassano si sarebbe tolto la mascherina era prevedibile, tant’e! Vero che io lo avevo scritto in anticipo. La societa’ farebbe bene a multarlo, mentre donadoni ha fatto bene a schierarlo. Il giocatore pero’ non doveva mettere a repentaglio la propria incolumita’ danneggiando gravemente il club che lo paga.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Dicembre 2013 in 14:13
    Permalink

    Togliendosi la mascherina, Cassano ha mancato di rispetto anche al Parma che, per fargliela avere, non credo che abbia speso pochissimo…insomma, il suo gesto, volendo essere pignoli, lo si può anche interpretare come un insulto alla miseria che in Italia sta dilagando.

    Comunque, una cosa non mi è ancora chiara: perché se Cassano si toglie la maschera protettiva la colpa è di Majo che lo fa e ce lo fa notare?

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