L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CAGLIARI 0-0: “LA PARTITA DEL SECOLO E’ STATA IN LINEA CON LE ESTERNAZIONI GHIRARDIANE: UNA DELUSIONE”

(gmajo) – Mi piacerebbe, una volta ogni 100 anni, poter evitare di chiosare le dichiarazioni di Tommaso Ghirardi, anche per evitare di dare agio a lui e ai suoi ammiratori di additarmi come nemico del Parma, o come guastafeste della secolare ricorrenza. Spero, almeno, che abbia(no) gradito il ritardo, rispetto ai tempi di esternazione, di questo mio intervento, peraltro all’interno della Omelia del Lunedì, e non a parte, e prima, come probabilmente avrebbe meritato data l’oggettiva gravità delle affermazioni. Non mi pareva corretto poter in qualche modo influenzare l’andamento di Parma-Cagliari, che pur senza il mio contributo mi pare esser stato poco edificante: per questo motivo mi sono auto-messo il bavaglio per qualche lunga ora, suscitando lo stupore di qualche collega che ieri, in tribuna stampa, prima del match, mi ha detto: image“Beh, non dici niente sulle interviste di Ghirardi a Sport Week e alla Gazzetta di Parma?”. E poi questi sono giorni di festeggiamenti, anche per me, perché non mi sento affatto un nemico del Parma, avendo avuto l’onore di lavorare per cinque anni per la squadra della mia città, e prima e dopo per oltre cinque lustri avendola professionalmente seguita come giornalista. Insomma mi sento un pezzo, piccolo quanto volete, della storia gialloblù, orgoglioso di poter avere dato tutto me stesso negli anni più difficili dell’era moderna, il post-crac Parmalat. Michele Angella, nel servizio andato in onda nel TG di Teleducato, del quale abbiamo riproposto la trascrizione su stadiotardini.it, si è scandalizzato per alcune frasi del Ghiro, in effetti anche a mio modo di vedere poco felici (“Purtroppo la città non ha risposto in modo adeguato agli imageeventi che abbiamo organizzato”; “La lontananza dell’imprenditoria locale e la freddezza della tifoseria ci impediscono di sopravvivere”, “Se non ci sarà una spinta da parte della città, delle istituzioni e dell’imprenditoria non vedo un futuro roseo. Anche nelle migliori famiglie qualche riflessione va fatta”), tutte tratte dalla intervista Centenaria concessa a Paolo Emilio Pacciani, capo servizio della Gazzetta di Parma, ospitata imagecome apertura di uno speciale del quotidiano cittadino per la importante tonda ricorrenza della squadra di pallone; io, invece, peraltro stufo di dover stigmatizzare questi piagnistei – anche perché mi pare che il tessuto imprenditoriale del territorio, a livello di sponsorizzazioni, non mi sembra abbia fatto mancare qualcosa al Parma FC, se tutti gli anni gli spazi per l’Upper Class (al contrario di quelli per i disabili o i popolari) vengono allargati, quest’anno, ad esempio, anche a discapito della centralità della tribuna stampa: segnale evidente che c’è richiesta – piagnistei, che hanno peraltro fiaccato anche buona parte dei tifosi, per lo meno quelli “non allineati”; focalizzo la mia attenzione su un pensiero affidato dal Pres a Sport Week, il magazine distribuito al sabato con la Gazzetta dello Sport, che ha dedicato ben cinque pagine al padrone pro tempore del ghirardi sport weekParma, immortalato tra le due coppe che ha vinto nella sua gestione, lo Scudetto Allievi e la Supercoppa Italiana di categoria. Tom ha avuto l’ardire di asserire: “Se penso alle macerie che ho trovato a gennaio 2007, con un club commissariato, un centro sportivo quasi abbandonato, una squadra agli ultimi posti della classifica, nessun giocatore di proprietà, non posso che essere contento di ciò che ho fatto”. Sarà, come dicevo, per l’orgoglio e l’onore di aver indossato la divisa sociale negli anni dell’Amministrazione Straordinaria del Parma FC, tuttavia ritengo quanto sostenuto da Ghirardi altamente offensivo nei confronti del Commissario Enrico Bondi, del Presidente Angiolini, e del responsabile del Centro Sportivo di Collecchio, quel galantuomo di Franco Chiastra, che ha purtroppo somatizzato sul proprio corpo l’enorme dispiacere per come è stato messo alla porta dalla nuova proprietà, che peraltro già si era distinta per il benservito a Pietro Gedeone Carmignani (il quale, se è il secondo allenatore più amato dalla tifoseria, dopo Scala, ma ben prima di Sacchi e Prandelli, secondo la Top 11 del Centenario ufficiale vorrà pur dire qualcosa…). Franco Chiastra mandava amorevolmente avanti imageil Centro Sportivo di Collecchio con la cura del buon padre di famiglia, e, pur non avendo soldi da sperperare, ha sempre provveduto a sopperire ogni qualsiasi problema emergesse, magari ricorrendo all’aiuto di amici e conoscenti, che gratuitamente per il Parma Calcio e per la sua persona, certo non si tiravano indietro. Il Centro Sportivo di Collecchio che Ghirardi sostiene di aver trovato abbandonato, al contrario funzionava come un orologio svizzero, tanto è vero che di migliorie, dopo il suo arrivo, non se ne erano certo registrate, eccezion fatta per la riduzione della sala stampa (e la sparizione della macchinetta del caffè), per ricavarci il suo ufficio, e il nuovo ingresso per i giornalisti, sì che non contaminassero i calciatori, o che disturbassero lui. Per il resto era rimasto tutto invariato sino a un anno fa, quando, in un’altra area, fece edificare, finanziato dal Credito Sportivo, e realizzato da aziende in gran parte bresciane, il nuovo Centro Direzionale, che comunque non mi risulterebbe essere nelle disponibilità diretta della società Parma FC Spa; mentre, a lato della storica struttura, avrebbe provveduto a far allargare gli spazi con prefabbricati in legno, al servizio della struttura medica del club. Il bilancio, poi, al contrario di quanto ebbe il coraggio di dichiarare ai  masterizzandi  di Scienze Motorie, non era affatto catastrofico, come potei ampiamente dimostrare pubblicando le imagecarte che cantavano e documentavano come i debiti verso le banche fossero zero (0) e i liquidi disponibili oltre 11 milioni. Con le virtuose gestioni successive, avremmo invece visto quanto i debiti siano cresciuti in maniera esponenziale, sia pure seguendo il percorso dell’attivo, così come la liquidità un’araba felice, giacché gli stessi revisori, da diversi esercizi a questa parte, scrivono che sono “possibili tensioni di liquidità”. Tensioni di cui, loro malgrado, subiscono le conseguenze i creditori. Poche settimane fa, ospite di Calcio & Calcio, l’ex membro del CdA Paolo Paglia ha ricordato quanto sia stata determinante Banca Monte Parma nell’agevolare in tutto e per rutto Ghirardi e Medeghini allorché acquistarono la società  in bonis  Parma FC, scevra di qualsiasi tipo di pendenza economica, e con una rosa che, rileggendola, non mi pare proprio fosse poi così scarsa (anzi…) e non si trattava certo tutti di prestiti, così come sostenuto nell’intervista: Giuseppe Cardone, Daniele Dessena, Luca Bucci, Jorge Bolaño, Paolo Castellini, Giuseppe Rossi (che arrivò grazie all’umiltà di Zamagna, che, ancora sotto la gestione di Bondi, ebbe la genialità di farsi prestare dal Manchester, mentre, adesso, apprendiamo leggendo SW, che è il più grosso rammarico di Tom: “Offrii al Manchester 7 milioni, il Villareal lo comprò per 9 e mezzo. Avrei dovuto sforzarmi di più…”), Zlatan Muslimović, Domenico Morfeo, Vitalii Kutuzov, Vincenzo Grella, Marco Rossi, Michele Rinaldi, Andrea Gasbarroni, Matteo imageContini, Andrea Pisanu, Igor Budan, Luca Cigarini, Alfonso De Lucia, Fernando Couto, Armando Perna, Damiano Ferronetti, Matteo Mandorlini, Massimo Paci, Zlatko Dedič, Fabio Virgili, Ferdinand Coly, Filippo Savi, Daniele Paponi, Niccolò Galli, Pietro Lorenzini, Maurizio Ciaramitaro, Federico Moretti, Gene Gnocchi, Francesco Parravicini, Antonio Bocchetti. Direi anzi che lo stesso Ghirardi sfruttò gli sfornati prodotti del settore giovanile trovati per fare cassa, così come di recente ricordato da qualcuno dei nostri lettori nello spazio commenti, accennando a imageDessena (per l’ennesima volta ribadisco: imbecille chi lo fischia) e Cigarini, tanto per fare un paio di esempi. Sulla GdP emerge una delle foto: Ghirardi con la maglietta “Debito Saldato”: ebbene, nonostante le supposte macerie, il Parma dell’Amministrazione Straordinaria non conobbe mai l’onta della retrocessione in B. Insomma, oltre che di piagnistei personalmente sono anche stufo di sentire delle balle. Balle che infangano l’onorabilità e l’impegno di chi gli ha consegnato – a condizioni vantaggiosissime – una società che era un gioiello.

Nel titolo accenno ad una mia delusione per quelle parole: forse è una terminologia impropria, giacché la delusione dovrebbe essere figlia di una illusione, ma io non mi ero mai illuso, considerati i numerosi precedenti, che Ghirardi potesse finalmente presentarsi con il cuore in mano, dicendo le cose come stanno. Del resto parlando a Parma piange miseria, parlando dinnanzi ai media nazionali ammette candidamente che il posto del Verona dovrebbe essere del Parma. Da un lato dice che è ambizioso, dall’altro parla di 40 punti. Da una parte individua come obiettivo la salvezza, dall’altro acquista Cassano, magari per appagare il gusto di raccontare ai nipotini (cioè ai figli del piccolo Enrico tra qualche secolo) io ho pagato Cassano…

E, debbo pure ammettere, che manco mi ero illuso che i nostri portacolori onorassero degnamente la casacca del Centenario: purtroppo, infatti, la casistica, anche in questo caso, parla chiaro e cioè questa squadra fallisce clamorosamente ogni appuntamento con la storia, vedi il Ventennale di Wembley, e soprattutto – colpa grave – non sa mantenere la stessa concentrazione e lo stesso approccio positivo che ci mette con le grandi quando affronta delle pari grado o, peggio ancora, squadre inferiori. E così facendo fallisce in quella che è destinata a rimanere un’araba fenice: la continuità. “E’ questione di caratura di squadra”, mi spiegò una volta un tesserato del club crociato, ma, indubbiamente non si può dire che la formazione allestita in estate sia raccogliticcia o povera di personalità. Poi che Donadoni non stia gestendo al meglio le risorse umane è un altro discorso, vedi, ad esempio Sansone e Amauri. E sabato, il tecnico, ha avuto persino il coraggio da leoni di additare il ritrovato Nicola Domenico come un esempio da seguire dai compagni… Vorrei ricordare a Donadoni che Sansone il posto non lo ha certo perso per colpa propria, ma anzi giusto lui, Donadoni, dovrebbe recitare in proposito un mea culpa per questo immotivato e illogico ostracismo. E ora lo stesso trattamento lo riserva ad Amauri, pure lui umiliato con ingressi a una manciata di minuti dal termine. Al di là della palese mancanza di rispetto per i sottoposti, è da settimane, mesi, che si invocano tentativi di aggiustamento della gara in corso da parte del tecnico, il quale, invece, continua a cambiare le cose a dieci minuti dallo scadere. Capisco quando può pensare che i suoi stiano facendo bene, ma quando, come ieri, è evidente che non è così sarebbe meglio intervenisse prima. Magari sbagliando, ma vale lo stesso ragionamento che lui fa ai suoi calciatori: non abbiate paura a tentare le conclusioni a rete… Come contro il Bologna la carta Amauri (pur con tutti i problemi che l’italo-brasiliano ha) avrebbe dovuto esser gettata prima nella mischia. Se due indizi fanno una mezza prova, forse il 4 3 3 dall’attacco leggero è adatto alle partite in trasferta; forse, in casa, si potrebbe pensare qualcosa d’altro. Io non finirò mai di smetterla col proporre il 4 2 3 1, senza regista, proprio come nei minuti finali di ieri, quando è uscito Marchionni per fare spazio ad “Ama”. Il mister (quello di stadiotardini.it) lo ha più letto come un 4 2 4, ma in sostanza, almeno nel giorno del Centenario, finalmente ho potuto vedere all’opera l’attacco che invoco da questa estate: Biabiany-Cassano-Sansone alle spalle di Amauri, protetti da due incontristi (ieri Acquah e Munari, che precedentemente aveva rilevato Valdès). Mi pare una soluzione che almeno tra le mura amiche potrebbe essere anche azzardata, anche se scommetto che Donadoni mi dirà che è da perdenti distinguere le partite tra interne ed esterne.

Cassano, probabilmente imbrusiato dalle mie argomentazioni sul lancio della mascherina di protezione dopo 90’’ di Inter-Parma (gesto da me definito, nella Opinione della scorsa settimana, quale prima “cassanata” parmigiana di FantAntonio, a parte i precedenti tentativi di cassanata come lo sbutone a Perez o le ringhiate al cameraman davanti a un negozio), l’altro giorno, all’Ospedale dei Bambini (direi che era proprio il posto giusto) mi ha simpaticamente scagliato un pallone contro la nuca. Che onore: colpo di testa di Majo su assist di Cassano. Lo racconterò ai miei nipotini (cioè ai figli di mio fratello Massimo, io, da sacerdote del giornalismo ancorato alla squadra cittadina, pur non avendo fatto voto di castità ho deliberatamente scelto di non riprodurmi). Magari tacerò loro che poco prima, in tono meno simpatico, mi aveva invitato a non ronzargli attorno, anche se io gli ho replicato che stavo assieme ai miei colleghi. Del resto se la Rancati gli aveva suggerito di andare nel gruppo che stava seguendo lei, mentre lui ha preferito restare nell’altro (quello nel quale ero stato indirizzato io) era un problema suo… A proposito di prime Cassanate: nello spazio commenti di stadiotardini.it il nostro lettore Angioldo ha citato l’articolo di Paolo Emilio Pacciani (il quale indica come prima cassanata quella della ricerca della ammonizione da squalifica di ieri, poi conquistata, sì da togliersi l’imbarazzo di giocare contro la Sampdoria domenica prossima) per asserire che i giornalisti locali hanno voglia di Cassanate. In realtà ne faremmo volentieri a meno: poi, come al solito, noi siamo qui per documentarle, se accadono. E se accadono non è colpa di chi documenta, ma di chi commette. Direi che quella di ieri, la quarta Cassanata parmigiana – sia pure non di quelle che lo avevano reso famoso altrove – è suonata particolarmente antipatica, al di là della consolidata amicizia tra Parma e Doria. I gemellaggi sono roba da tifosi: i professionisti sono chiamati ad onorare ogni impegno. E dunque, anche se FantAntonio ha giocato nella Doria, e magari pure ci tornerà, avrebbe fatto meglio a non mettersi in condizione di essere sanzionato. Donadoni, che pure sostiene di non perdere energie nell’interrogarsi sulla volontarietà o meno della ricerca del cartellino, mi è parso piuttosto scocciato perché dovrà fare a meno di lui. Sarà interessante assaggiare la torta senza la sua ciliegina. Peraltro, dopo il fortuito scontro con Sansone che gli ha rotto il naso, il rendimento di FantAntonio si è un po’ abbassato: e se a San Siro poteva ancora essere condizionato, per ieri non saprei che motivazioni trovare. Peraltro a me sono parse risibili le motivazioni di chi ha sostenuto che la squadra nel primo tempo fosse condizionata dal Centenario. Ma per piacere ! Stavolta si sono tenute anche lontane le vecchie glorie, e qualsiasi altro tipo di distrazione. Non arrampichiamoci sugli specchi, che è meglio.

DSC09975A proposito di Centenario: vorrei congratularmi di cuore – e non c’è né ironia, né sarcasmo, ma solo un sincero riconoscimento, al di là delle tante dispute che abbiamo avuto da quando, abbandonata l’alba di una idea, lui insegue una nuova missione – con Giuseppe Squarcia di Settore Crociato per essere riuscito a coronare il sogno della Mostra. Il percorso in Ghiaia, grazie anche alla professionalità di G Sport che bene si è coniugato con la passione dei volontari del Comitato, DSC09980è perfettamente riuscito, nonostante il cammino sia stato impervio e gli aiuti scarsini. Lui, in realtà, inseguiva il sogno del Museo al Tardini: speriamo che la Mostra sia prodromica a questo, anche se continuo a nutrire dei dubbi, poiché se non si è fatto per il Centenario dubito che ci saranno altre occasioni. Peccato, però, perché di tutta questa mole di lavoro tra un mese e mezzo non rimarrà traccia. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

21 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-CAGLIARI 0-0: “LA PARTITA DEL SECOLO E’ STATA IN LINEA CON LE ESTERNAZIONI GHIRARDIANE: UNA DELUSIONE”

  • 16 Dicembre 2013 in 19:52
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    a nessuno e’ mai venuto in mente che gli uomini cambiano ?
    si preoccupasse di lasciarci in buone mani e di mantenere la categoria (specie per lui) ,sarei gia’ contento cosi’ e lo ringrazierei per l’ultima volta

  • 16 Dicembre 2013 in 20:41
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    In tutti i casi senza l’intervento di Ghirardi il Parma sarebbe fallito e scomparso dalla geografia del calcio alla faccia degli industriali e di tutti gli ipercritici di parma

  • 16 Dicembre 2013 in 21:11
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    Caro majo tra l altro simpatizzante juventino ti conosco da anni ghirardi ha pienamente ragione nessun aiuto da parte di imprenditori di questa citta sempre piu multietnica e che ormai e sempre piu nel declino i parmigiani sono rimasti in pochi e i pochi che ci sono non vanno allo stadio 13000 persone per la partita del centenario con 5 euro a biglietto e’ una vergogna

    • 16 Dicembre 2013 in 21:37
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      Non ho capito chi sarebbe il simpatizzante juventino

      • 16 Dicembre 2013 in 22:29
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        tra tutti gli insulti che le hanno tirato dietro, simpatizzante giuventino è sicuramente il peggiore.

        Consiglio la querela immediata… su queste robe non si scherza 😉

    • 17 Dicembre 2013 in 09:09
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      Anche Giuventino majo… ahahahahahaha

  • 17 Dicembre 2013 in 00:01
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    Ridicolo una tifoseria del genere.farebbe bene ghiro ad andartene.non meriti questo per tutto ciò che hai fatto.io sto col presidente tutta la vita.io sono un abbonato e vengo da lontano,ormai da parecchi anni.penso che ne valga poco la pena nei prossimi anni macinare km su km e vedere un così poco attaccamento dei tifosi parmigiani.saluti

  • 17 Dicembre 2013 in 00:39
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    Alcuni miei amici, per prendermi in giro, mi continuano a dire che Parma è un’isola felice che accetta tutto e non si fanno mai polemiche per mancanza di risultati. Basta questo articolo per dimostrare che non è vero! I tifosi del Parma non sono quelli che accettano tutto senza batter ciglio!
    * Giuseppe Rossi non sarebbe venuto a Parma a titolo definitivo per solo 2,5 M? Certamente che poi ha allungato il braccio per prendere Lucarelli!
    * Gli vorrei ricordare che lui con i giocatori di quella squadra agli ultimi posti della classifica, lui ci ha guadagnato. Oltre a Dessena e Cigarini (ultimi prodotti valorizzati, dal club stesso), De Lucia ha portato nel ducato Morrone, Contini 3,2 M (fonte Transfermarkt), e gli atri sono stati (e altri lo sono ancora) utili in operazioni minori.
    * Hai mandato via un allenatore eccellente (devo farne il nome? inizia per Carm……), ma ha avuto il privilegio di mettere sotto-contratto Cuper!
    * Ma i giornalisti nazionali hanno mai provato a prendere la Gazzetta di Parma e leggere le sue lamentele?

  • 17 Dicembre 2013 in 10:11
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    Caro majo di barcellona pozzo di gotto ti conosco da quando eri ragazzino allora tifavi juventus me lo hai confessato tu se poi con l eta ti sei ravveduto e ora tifi parma mi fa immensamente piacere, però critichi un po troppo la società ducale e ghirardi forse hai un po di astio nei loro confronti per la querela del pres e perché non fai piu parte del team.
    A ghirardi io da tifoso del parma sarò sempre grato per aver prelevato una società sull orlo del fallimento e portato a discreti livellila squadra.
    Quello che manca è il troppo distacco del pubblico di parma la passione l amore e l entusiasmo ogni anno che passa vanno via via scemando.
    Sempre forza parma

    • 17 Dicembre 2013 in 10:53
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      Cara Vecchia Guardia,

      io mi chiamo Gabriele Maio, sono nato a Parma l’08.02.1964, fu Giuseppe nato a Milazzo (e non a Barcellona Pozzo di Gotto), non ho mai tifato Juventus, men che meno da ragazzino quando, al contrario, simpatizzavo per il Torino perché il mio idolo da bambino era Paolino Pulici. Poi, una volta che venne ceduto, i granata mi diventarono antipatici.

      Nel frattempo, all’età di 11 anni, iniziai a frequentare Radio Parma, imparando il nobile (a suo tempo) mestiere di giornalista, e le basilari regole, tra cui l’imparzialità. Tratto distintivo nelle radiocronache del Parma che ho fatto assieme al collega Gianni Barone. A suo tempo ci davano dei freddi: semplicemente tentavamo (non sempre riuscendoci) di essere obiettivi.

      Io non mi sono mai ravveduto, né mi va di professarmi tifoso del Parma, anche se mi pare evidente, dopo oltre 30 anni di sacerdozio giornalistico al seguito della squadra della mia città, che possa simpatizzare per lei. Ma, al contrario di altri miei colleghi, non ho un passato in Curva Nord. A 13 anni io andavo al Tardini e montavo le antenne per trasmettere.

      Per quanto concerne la querelle con Ghirardi dimostri pari ignoranza rispetto al mio passato, che sostieni di conoscere a menadito, quando, al contrario scrivi solo menzogne, falsità e inesattezze.

      Intanto, con Ghirardi, non c’è in ballo nessuna querela (quella è stata presentata nei miei confronti – e nei confronti di Michele Angella – da tale Paolo Arcivieri, colui che da Roma – con trascorsi di ultrà laziale e non solo – era stato chiamato da Pietro Leonardi a mettere in piedi l’ormai inattiva Radio Parma Football club), bensì una sacrosanta vertenza di lavoro che ho legittimamente e con pieno diritto mosso per l’interruzione del mio rapporto di lavoro con il club.

      Io non ho alcun astio nei confronti di Tommaso Ghirardi che sto trattando come i suoi predecessori Ceresini e Tanzi. Ho troppo amore e rispetto per il mio lavoro per farmi condizionare, durante l’esercizio del medesimo, da simpatie o antipatie. Mi rendo conto che alle persone dai valori morali inferiori al mio sia difficile comprenderlo, ma in coscienza so perfettamente che è così, e infatti mi dà un fastidio tremendo quando qualche ignorante in malafede, come te, sostiene il contrario. Mi rendo conto di non essere un buon cattolico, ma mi piacerebbe che anche tu potessi provare quello che ho provato io ad esser stato cacciato ingiustamente dal posto di lavoro dove ho dato tutto, senza che mi fossero, peraltro, mossi dei rilievi, e mantenere questo aplomb, questo distacco e questo equilibrio. Perché nelle situazioni bisogna trovarsi per giudicare. E non approfittare di uno spazio virtuale che un povero cristo mette a disposizione per diffamarlo come hai fatto tu.

      Al contrario chi continua a palesare astio nei miei confronti è, semmai, ed incredibilmente, l’esimio presidente del Parma FC, il quale si era distinto per esecrabili pubbliche diffamazioni nei miei confronti, censurate da ogni persona di buon senso, non ultimi i rappresentanti sindacali dei giornalisti. Tutto questo perché le critiche legittimamente ed obiettivamente portate avanti dal sottoscritto, nel pieno rispetto della deontologia professionale, gli danno fastidio. Molto più comodo, specie per uno come lui che adora i lacchè ed essere adulato, cercare di schiacciare i “grilli parlanti”.

      E poi basta, anche, con questi luoghi comuni che non corrispondono alla realtà. Tommaso Ghirardi non ha affatto prelevato, come sostieni, una società sull’orlo del fallimento: lui, a condizioni economiche assai vantaggiose (ben diverse di quelle richieste a Valenza o Sanz), ha comprato dall’Amministrazione Straordinaria di Bondi, una società in bonis, completamente ripulita dai debiti precedenti della gestione Tanzi e sana. Con undici milioni di liquidità disponibili, come scritto nei bilanci dell’epoca e senza debiti. Da imprenditore ha fatto una scelta imprenditoriale. E, prima di riportare il Parma a livelli medi di classifica in serie A, ha portato il club in serie B.

      Distacco del pubblico di Parma? Io credo che con i suoi continui piagnistei, peraltro anche poco dignitosi, non faccia che ulteriormente allontanare simpatie per la squadra.

      Quindi, caro Augusto Maini, piantala pur lì di spargere menzogne sul mio presente e sul mio passato. Menzogne che da questo momento in poi non tollererò più, a tutela della mia professionalità e onorabilità.

      Gabriele Majo

  • 17 Dicembre 2013 in 10:24
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    Alessio di Montecatini ha pienamente ragione anche lui venendo da fuori provincia ha notato la freddezza del pubblico di parma, se non ci fossero i ragazzi della nord sembrerebbe di essere al cinema non in uno stadio di serie a, penso che anche i giocatori se ne siano accorti, quindi mi farebbe piacere avere anche un opinione da parte di qualche calciatore del parma fc

    Sempre forza parma

  • 17 Dicembre 2013 in 12:52
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    parma è parma ….e i suoi tifosi sono questi ..cosa pensava che con il suo arrivo potesse diventare una piazza calda come napoil o roma???…..porti risultati e avrà il pubblico degli anni 90 …altrimenti continui a piangere e qusti sono i risultati……con le dichiarazioni che ha fatto in altre città non potrebbe uscire di casa……non deve sputare nel piatto della città che gli ha dato ospitaità …tutto qui piuttosto stia zitto e faccia quello che deve fare è meglio che dover sentire sempre le stesse lagne

  • 17 Dicembre 2013 in 13:00
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    non voglio intervenire in merito alla situazione societaria pre e post Ghirardi, perchè non ne sono a conoscenza, vorrei però muovere alcune osservazioni in merito al suo articolo:
    La prima riguarda la rosa che lei ha trascritto per intero e che ha definito tutt’altro che scarsa….beh…purtroppo quella rosa era veramente forse la peggiore dell’intera storia crociata, salvata solo dai miracoli nel finale di stagione di due grandissimi giocatori come Rossi e Morfeo (quando ispirato)…purtroppo gente come Coly, Parravicini e Ciaramitaro non avrebbero mai dovuto calcare i campi della serie A e la loro carriera l’ha infatti dimostrato (Ciaramitaro era addirittura stato presentato come un fenomeno), Grella e Kutuzov erano due scarponi, con una tecnica da partita scapoli ammogliati, Ferronetti in carriera purtroppo non è mai riuscito a giocare 10 partite..Muslimovic, anche se dotato di una discreta tecnica era uno tra gli attaccanti più lenti di tutta la serie a, Bolano, per cui ho sempre avuto una particolare simpatia (e di cui ho anche i calzoncini) non giocava neanche in serie b nel Modena…insomma..a parte qualche piccola eccezione e qualche giovane di belle speranze era veramente una squadra di bidoni, che si è salvata in maniera miracolosa solo per il rotto della cuffia.
    La seconda osservazione riguarda Donadoni e la sua, a suo modo di vedere, incapacità di valorizzare la rosa…Secondo me Donadoni sta facendo un buon lavoro, il Parma gioca bene e se la gioca con tutte, e non si può negare che gente come Biabiany, Valdes (per tutta la carriera un bidone che nessuno ha mai avuto il coraggio di confermare per più di un anno nella propria rosa), Rosi, e anche lo stesso Sansone,e prima ancora jonhatan e Belfodil, per citarne qualcuno, ne abbiano tratto giovamento. E per quanto riguarda il modulo, io penso che è giusto che un allenatore si giochi le sue carte e sviluppi metodi di gioco che conosce bene in modo da rendere al meglio, senza buttarsi in sperimentazioni che forse una società come il Parma non può permettersi. Lo stesso Ancelotti ha dichiarato che per lui era molto difficile giocare con uno schema diverso dal 4 4 2 e per questa sua convinzione ha sacrificato gente come Baggio e Zola, ma non si può certo definire un allenatore scarso.
    Anzi vorrei sottolineare la lungimiranza della società e probabilmente dello stesso Donadoni in merito al caso chisbah, che io come lei ho sempre considerato un giocatore da trattenere e che invece col senno del poi si è rivelato un affare vista l’impossibilità di crescita del giocatore stesso che non avrebbe mai potuto giocare in questa squadra e si sarebbe quindi svalutato.
    Grazie saluti

    • 17 Dicembre 2013 in 14:43
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      Guardi, Quadro, ogni opinione è lecita e ben accetta, soprattutto quando si parla di calcio. Tuttavia non mi piace quando vengono date patenti di “bidoni” ai calciatori che nel presente o nel passato hanno vestito la maglia crociata. Calciatori, tra cui alcuni di quelli da lei esemplificati, che non mi paiono inferiori rispetto a presunti giovani fenomeni che ora, a propria volta, faticano a trovar spazio nelle serie inferiori. Gente come Vincent Grella o Ferdinand Coly non mi sembra proprio che fossero dei brocchi come li vuol fare passare lei. Ma, ripeto, ogni valutazione è lecita. Del resto, come si suol dire “de gustibus…”.

      Se io ho riportato nell’articolo quella rosa, è per controbattere alla tesi di Ghirardi secondo cui tutti i calciatori fossero in prestito, quando lui è subentrato, e nessuno di proprietà. Magari non saranno stati dei fini dicitori della pedata quei calciatori, però se in saccoccia hai soldi per permetterti un panozzo alla mortadella, non puoi permetterti di andare a mangiare da Parizzi. Consci di questo, quelli dell’amministrazione straordinaria avevano cercato di salvare il salvabile facendo operazioni che consentissero una sana autogestione della squadra, con la vendita ragionata dei gioielli ereditati da Calisto, rimpiazzati da onesti mestieranti. Però non era affatto vero, come sostenuto da Ghirardi, che non ci fosse alcun calciatore di proprietà. I gioielli Dessena e Cigarini, ad esempio, gli consentirono di fare cassa. E non furono certo gli unici.

      Su Chibsah non sono d’accordo: a parte che nel mondo del calcio è facile cadere in disgrazia se non si accontenta qualcuno, io credo che il giovane, di numeri, ne avesse, come dimostrato in precampionato o a Sassuolo un anno fa. Poi capitano stagioni o mezze stagioni in cui cambia tutto, quindi sono nemico di bocciature o promozioni definitive. Io, ad esempio, avrei risparmiato i soldi su Gargano e avrei investito su di lui. Lei parla di lungimiranza: ebbene, lungimiranza vorrebbe la valorizzazione dei giovani. Specie quando, come Leonardi, si teorizza la politica della virtuosa gestione della società con valorizzazione di nuovi calciatori da vendere al miglior offerente sul mercato, ricavandone plusvalenze.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 17 Dicembre 2013 in 15:46
    Permalink

    la ringrazio per la risposta cosi rapida. Ci tengo solo a precisare che non posso ritenere un giocatore valido solo perche ha indossato la crociata, anzi, proprio perchè è la squadra per cui faccio il tifo è giusto essere anche più severi e critici; poi ha ragione lei: si possono avere opinioni diverse, ribadisco però che,per me, Grella è stato un gran picchiatore ma con una visione di gioco limitata allo spazzare il pallone il più lontano possibile alla “evviva il parroco”, mentre Coly uno dei peggiori difensori della storia recente del Parma (senza poi sottolineare il fatto che è stato in grado di venire alle mani con un tifoso che manifestava la sacrosanta delusione a seguito della retrocessione), e non penso neanche che abbiano fruttato molto in termini economici alle casse della società, cosi come molti in quell’ elenco che ha proposto, ad eccezione di Dessena e Cigarini. Poi che in quel momento il Parma si potesse permettere solo quello, questo è un altro discorso.
    Per quanto riguarda Chisbah, io lo ritengo tuttora un validissimo giocatore, e anche io, come lei, avrei voluto vederlo alla prova nel Parma, ma il senso del mio discorso riguardava, non tanto la validità del calciatore, quanto la capacità e la coerenza dell’ allenatore che, insieme alla società, immagino, abbiano deciso di rinunciare a un talento, che per quanto talento, non avrebbe potuto essere un valore per la squadra vista l’idea e le gerarchie nella testa di Donadoni e la voglia da parte della società nell’anno del centenario di affidarsi a giocatori di esperienza per fare qualcosa in più che valorizzare giovani talentuosi. Il giocatore quest’anno a Parma non avrebbe giocato e sarebbe stato un peccato sia per lui che per la società.
    Ultima cosa, Gargano, non so quanto sia costato, ma non è un giocatore che per visione di gioco, qualità tecniche ed esperienza possa essere paragonato, almeno per il momento, a Chisbah.
    Grazie . Saluti

  • 17 Dicembre 2013 in 19:23
    Permalink

    Io mi chiedo una cosa: quanti di quei calciatori erano ti totale proprieta’ del Parma e quale carriera hanno fatto(escludendi i giovani Dessena e Cigarini).
    Carriera poca. Se poi diciamo che in un Parma senza soldi, senza possibilita’ economiche alcuna quello e’ quello che passava il convento allora e’ tutto un altro discorso.
    E ripeto Valenza e Sanz erano personaggi impresentabili come la storia ha dimostrato e senza Ghirardi caro Majo dove saremmo adesso? Parleremmo ancora di calcio o invece di cricket?
    Forse non esisterebbenemmeno questo sito

    • 17 Dicembre 2013 in 23:28
      Permalink

      Lasciamo perdere, Alfredo, il discorso sull’esistenza di questo sito, perché è notorio che l’ho fondato non avendo trovato (toh…) altri lavori dopo la mia esperienza al Parma Calcio, per cui anziché regalare o svendere collaborazioni a testate che magari avrebbero chiuso dopo poco, o che in cambio della mia professionalità offrivano cifre offensive, ho preferito fare l’editore di me stesso, pur con tutte le difficoltà del caso.

      Che Valenza – parlandone da vivo, come si suol dire – fosse impresentabile, ero il primo a sostenerlo, nonostante miei autorevoli colleghi e tanti altri si fossero fatti rimbambire, e lo so avessero sostenuto in cambio di promesse di posti dirigenziali o similari. Che tristezza… Su Sanz il mio giudizio è diverso, giacché sono ben conscio, avendo vissuto quei giorni all’interno del club, quanto siano stati vitali quei 7,5 milioni di euro che l’Amministrazione Straordinaria gli confiscò per non aver perfezionato, nei termini previsti, il saldo per l’acquisto del club. Quei 7,5 milioni consentirono all’esercizio provvisorio di proseguire fin quando Ghirardi, dopo un lungo stallo, decise di dire di sì all’offerta di Bondi.

      Non ho idea di cosa sarebbe potuto accadere senza Ghirardi: d’accordo che l’imprenditoria locale non stava facendo a botte per accaparrarsi la squadra che fu di Calisto, tuttavia alle condizioni riservate al Ghiro penso che anche altri imprenditori avrebbero potuto aderire. Iersera, ho infatti ricordato che a bilancio, all’atto dell’acquisto, figuravano 11 milioni di euro di liquidità, e la cifra versata per l’acquisto, per altro con operazione finanziata da Banca Monte Parma, mi risulta essere inferiore. Tra l’altro, rispetto agli altri due candidati compratori, che manco glielo avevano fatto vedere col binocolo, incluso nel prezzo riservato a Ghirardi c’era anche il centro sportivo di Collecchio, che era tutt’altro che in condizioni pietose, così come i calciatori non erano in prestito, per lo meno non tutti. Insomma: Ghirardi ha fatto un affare. Bisogna dirgli grazie: beh, personalmente, non è che ne abbia tanti motivi, ma a parte i personalismi, credo che grazie glielo abbiano già detto abbastanza, sicuramente più che ad altri che il Parma lo hanno salvato prima di lui, peraltro mantenendo la categoria, sia pure con Ciaramitaro & C.

      Saluti

      Gmajo

  • 17 Dicembre 2013 in 19:53
    Permalink

    Caro gabriele majo se ho scritto nel blog precedente qualche imprecisione e me ne scuso non e il caso di aggredire e dare degli ignoranti ai lettori del tuo sito chi ti credi di essere scendi dal pero
    Augusto Maini

    • 17 Dicembre 2013 in 20:17
      Permalink

      Caro Augusto Maini,

      tu puoi permetterti di venire qui ad esporre tesi da ignorante (nel senso che ignori le cose) nei miei confronti e io non potrei permettermi di risponderti?

      Io ti metto a disposizione gratuitamente una lavagna che tu utilizzi per infangare la mia onorabilità e la mia professionalità, e io, che pago per tenere attivo questo spazio, dovrei prender su e tacere?

      Non è questione di essere sopra o sotto il pero: solo mi sta sulle scatole che ci sia chi scrive cose false sul mio conto.

      Io non ho dato degli ignoranti ai miei lettori (in generale). Io ho dato dell’ignorante a un mio lettore particolare, cioè tu, che ti sei permesso di screditarmi.

      Quindi faresti meglio a porgere le tue scuse, anziché lamentarti. Come diceva Cinquini: chi va al mulino si infarina.

      Io non ho aggredito proprio nessuno: chi ha aggredito sei stato tu, venendo a scrivere delle falsità, dalle quali mi sono difeso.

      Saluti

      Gmajo

  • 18 Dicembre 2013 in 09:51
    Permalink

    Caro Gabriele, come ti ripeto non era mia intenzione offederti, tra l’altro siamo ex colleghi nel senso che anche io ho iniziato nei primi anni 80 l’avventura nell’etere parmense.
    Tra l’altro ti ho fatto anche i complimenti per il video da te’ realizzato sulle prime radio libere di parma.
    Nessuno mette in dubbio la tua professionalita’ visto che hai iniziato la tua avventura giornalistica con un maestro come Carlo Drapkin.

    Cordiali saluti
    Augusto Maini

    • 18 Dicembre 2013 in 14:21
      Permalink

      Va bene, Augusto, qua la mano e facciamo pace, illuminati dall’ottimo Carlo Drapkind, nel nome dei bei tempi andati della radio.

      Un abbraccio

      Gmajo

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