NEL MILAN DAL DOPPIO AD NON CI SARA’ POSTO PER LEONARDI. IL SUCCESSORE DI BRAIDA POTREBBE ESSERE SEAN SOGLIANO, SU CUI CONVERGEREBBERO SIA GALLIANI CHE BARBARA BERLUSCONI

image(gmajo) – Ed eccoci all’ormai consueto appuntamento quotidiano delle ore 15 con la telenovela Milan per via delle ripercussioni che la stessa potrebbe avere nell’assetto dirigenziale del Parma. Se nell’aggiornamento di ieri avevamo riferito che era ormai scongiurato il pericolo che Pietro Leonardi potesse lasciare Parma già a gennaio, in quello di oggi arriviamo addirittura a mettere in dubbio che la sua autorevole candidatura possa ancora valida per giugno, dopo l’entrata in vigora del lodo Berlusconi (Silvio), che ha deciso di dotare l’organigramma rossonero di due figure di “amministratore delegato”, il confermatissimo Adriano Galliani (la cui mossa di dare le dimissioni si è rivelata determinante per mantenere il posto che occupa ormai da 28 anni) e sua figlia Barbara. Il primo continuerà ad occuparsi della divisione tecnico-sportiva, l’altra dell’aspetto commerciale, merchandising etc. Secondo un editoriale della Gazzetta dello Sport, a firma Franco Arturi, tutte quante le parti in causa uscirebbero vincitrici (per lo meno al momento), a me pare, tuttavia, che, malgrado la promozione, esca sconfitta la rivoluzionaria BB, fatta rientrare nei ranghi da papà, imageche non voleva far terminare nel peggiore dei modi il suo matrimonio con l’amico di sempre Adriano. Se gli equilibri dovessero rimanere questi anche al termine della stagione (ma ci permettiamo di dubitarne, poiché saranno decisivi anche i risultati), chi esce sconfitto è pure Pietro Leonardi, che avrebbe potuto essere, per BB, che non a caso pare lo avesse in cima alla propria hit parade, il suo braccio armato nella struttura sportiva, ma se Galliani continuerà ad occuparsi, come vorrebbe Silvio, della parte sportiva, mi pare abbastanza difficile ipotizzare una convivenza tra due… plenipotenziari, sia pure depotenziati. Non a caso la stessa imageGazzetta dello Sport in edicola stamani, non fa menzione (che Schianchi fosse di corta?) di Pietro Leonardi tra i possibili candidati alla successione di Ariedo Braida, ma, dopo averlo a lungo sostenuto come il più autorevole uomo nuovo per la divisione sportiva, oggi hanno virato su Sean Sogliano, definito il candidato delle larghe intese. In effetti un giovane emergente sembra più adatto per continuare il proprio percorso di crescita agli ordini di un navigato dirigente come Galliani; Leonardi, invece, sarebbe stato indubbiamente più adatto come uomo solo al comando della divisione sport. Ruolo, peraltro, che lo avrebbe visto demansionato rispetto al suo impiego nel Parma, dove è al vertice della struttura, con responsabilità e potere decisionale su ogni ganglio vitale del club. Dando, dunque, per sfumato il suo passaggio al Milan, crescono le possibilità che alla fine possa rimanere al Parma, benché sia qui da oltre 5 anni (e il suo contratto, non dimentichiamolo, non è in scadenza): non penso, imageinfatti, che possa esser stimolato ad andare in club ad esempio come i genovesi, che sostanzialmente possono essere considerati alla stregua del Parma; la Lazio, suo amore giovanile, mi pare poco praticabile, poiché non credo che le sue amicizie locali siano le stesse del presidente Lotito; ma non vanno trascurate le piste che conducono a Firenze (se andrà via Daniele Pradè) o a Milano, sponda Inter. Lì, in effetti, potrebbe giocarsi davvero le sue carte. Intanto, dopo che nei giorni scorsi noi di stadiotardini.it gli avevamo tirato la volata nel concorso TMW Awards che premia il miglior direttore sportivo, vediamo che ha migliorato di una posizione la sua classifica, passando dal sesto al quinto posto, scavalcando l’emergente Giuseppe Ursino del Crotone. Novità, però, anche al vertice della hit parade, con lo juventino Giuseppe Marotta che scalza dal primo posto il romanista Walter Sabatini e scavalca pure Pradè, il vincitore della passata edizione, che vide il sorprendente Leonardi chiudere al secondo posto. C’è tempo per votare (clicca qui) fino al prossimo 9 dicembre 2013. Nella sezione Under 21, sia pure lontanissimo dalla top 20, concorre Alberto Cerri.

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CLASSIFICA PROVVISORIA

1 – Marotta Giuseppe (Juventus) 9.01%
2 – Sabatini Walter (Roma) 8.60%
3 – Pradè Daniele (Fiorentina) 8.15%
4 – Bigon Riccardo (Napoli) 8.05%
5 – Leonardi Pietro (Parma) 7.25%
6 – Ursino Giuseppe (Crotone) 6.86%

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 pensieri riguardo “NEL MILAN DAL DOPPIO AD NON CI SARA’ POSTO PER LEONARDI. IL SUCCESSORE DI BRAIDA POTREBBE ESSERE SEAN SOGLIANO, SU CUI CONVERGEREBBERO SIA GALLIANI CHE BARBARA BERLUSCONI

  • 1 Dicembre 2013 in 16:51
    Permalink

    Io non tirerei un sospiro di sollievo (o una lacrima, dipende dai modi di vedere), la soluzione per me è momentanea che potrebbe diventare definitiva solo se entrambi i protagonisti (Lady B e Galliani) a giugno saranno soddisfatti. Quindi la storia Leonardi-Milan potrebbe non esser chiusa.

  • 1 Dicembre 2013 in 20:13
    Permalink

    la solita buffonata del decaduto,appena ha capito che avrebbe dovuto cacciare altri soldi, ha tenuto faina galliani e ha sistemato la figliuola,ovviamente per meritocrazia infatti ha il merito di essere sua figlia

    • 2 Dicembre 2013 in 12:32
      Permalink

      Io non so quanto il compromesso berlusconiano potrà durare nel tempo. Infatti la situazione è ancora fluida. Certo con questi chiari di luna, mi paiono nettamente in ribasso le quote di Leonardi, che a questo punto potrebbe rimanere a Parma. Anche se credo possa esser necessario un sano chiarimento al vertice per capire cosa fare nella stagione post centenario.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Dicembre 2013 in 09:17
    Permalink

    Buongiorno, sig. Majo,
    premetto che quello che dico non vuole essere in alcun modo una notizia per screditare o infangare il nome di nessuno, ma solo un approffondimento per capire se ha un fondo di verità la voce che mi è arrivata all’orecchio (da fonte che solitamente è abbastanza attendibile) che il parma fc sta attraversando gravi problemi di liquidità e che è in ritardo di 4 mesi con il pagamento gli stipendi ai giocatori. Visto che lei solitamente “ci mette il naso”, vorrei sapere se questa voce è veritiera oppure se è priva (come spero) di qualsiasi fondamento.
    Grazie

    • 2 Dicembre 2013 in 11:09
      Permalink

      Buongiorno Signor Paolo,

      che il Parma FC possa avere possibili tensioni di liquidità, da alcuni anni a questa parte è evidenziato dagli stessi revisori dei conti che ne firmano i bilanci. Direi, quindi, che l’eventuale problematica da lei sollevata non sia indice di “gravi problemi” contingenti, ma che rientri in un trend ormai piuttosto abituale.

      La specifica circostanza (alias gli stipendi dei calciatori, a suo dire, in ritardo di 4 mesi) non sono in grado di poterla confermare ufficialmente, giacché, come capirà, è difficile che qualche calciatore riferisca a un giornalista, con licenza di scriverlo, una evenienza di questo tipo. Qualora la società voglia aggiungere qualcosa di più, noi ovviamente siamo a disposizione, per ospitarne la versione in merito.

      La “chiacchiera” da lei garbatamente riferita – io ho pubblicato il suo commento dopo aver verificato anche “manualmente” (oltre che con la normale procedura automatica) che l’indirizzo e-mail da lei inserito nell’apposito spazio fosse attivo – non mi è nuova, poiché, ciclicamente, mi capita di ascoltarla. Del resto credo sia abbastanza fisiologico – poiché non stiamo parlando di poche migliaia di euro, bensì di qualche milione – che chi li debba versare attenda il più possibile a farlo. Nel caso specifico dei calciatori ci sono norme federali che prevedono che entro determinate date gli emolumenti siano stati versati, pena punti in meno in classifica, se non peggio: avvicinandosi alla data x, dunque, più o meno facendo dei versi da gatto, vedrà che la società provvederà a regolarizzare la propria posizione.

      Una volta era vanto della gestione Ghirardi saldare a ogni fine mese le proprie pendenze ai calciatori: passato un certo lasso di tempo, narra la leggenda che il Pres fosse stato un po’ preso in mezzo dai suoi colleghi in Lega, che più o meno in pramzàn potrebbero avergli detto: “Mo co’ sit mat?”, riferendogli che sarebbe prassi comune pagare gli stipendi in ritardo e in prossimità delle scadenze improrogabili. Io posso riferire, perché la cosa l’ho vissuta direttamente e forse forse ci sono ancora le registrazioni, che durante il viaggio di ritorno da Cittadella, sul pullman del Parma, a promozione avvenuta, capitan Morrone fece scattare il coro: “Presidente paga gli stipendi… presidente paga gli stipendi”, sulle note del più consono “presidente portaci in Europa”. Da responsabile della comunicazione inorridii, giacché su quel pullman (che è poi lo stesso che io oggi vorrei diventasse una sorta di “monumento”, salvandolo dal triste destino di finire sulle strade, spogliato delle insegne del Parma, per esser adibito a normale corriera gran turismo per gite) era presente anche un cameraman di Tv Parma che stava filmando per uno speciale televisivo sulla promozione, e poi sai che figura se per caso quel coro fosse andato in onda sul piccolo schermo… Ovviamente, nei giorni successivi, la società pagò il dovuto e la cosa finì li.

      Cordialmente
      Gmajo

  • 2 Dicembre 2013 in 11:39
    Permalink

    Sinceramente non sapevo fosse normale prassi posticipare i pagamenti. La ringrazio molto per la sua risposta.

    Saluti
    Paolo

    • 2 Dicembre 2013 in 11:54
      Permalink

      In effetti non dovrebbe essere una prassi normale, ma di fatto la è diventata. Del resto, in Italia, come si suol dire: fatta la legge, trovato l’inganno. Basterebbe che il controllo per il pagamento degli emolumenti anziché essere annuale o semestrale fosse mensile. Oppure che si specificasse in termini di accordi che il ritardo massimo consentito è, ad esempio, di 180 giorni. Almeno ci sarebbe un po’ più di chiarezza. Come ebbi già avuto modo di scrivere commentando la vicenda Tep, nelle trattative commerciali capita di dover accettare pagamenti lunghi. Basta saperlo. Quando ero giovane emettevo la mia parcella ad un noto quotidiano sportivo di cui ero corrispondente dopo 90 giorni dalle prestazioni, e dopo altrettanti venivo pagato, se non ricordo male. Ma una volta che era partito il giro, la cadenza era regolare, come se prendessi lo stipendio del mese, anche se si riferiva a 3 o 6 mesi prima…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Dicembre 2013 in 12:36
    Permalink

    del resto anche donadoni fa i cambi 90 giorni dopo che e’ finita la partita 🙂

  • 2 Dicembre 2013 in 15:48
    Permalink

    Leo a Milano, come gia’ avevo scritto, era e resta impensabile. Li sarebbe solo un burocrate lautamente stipendiato. Non fa per lui diciamocelo

    • 2 Dicembre 2013 in 16:52
      Permalink

      Non lo so , Alfredo: secondo me se non fosse rimasto Galliani la pista non era poi così campata per aria, purché gli avessero data carta bianca nella gestione della divisione sport. Rimanendo (sempre che rimanga) Galliani, vedo la cosa decisamente meno probabile, proprio per le qualità di Leonardi.

      Rimane il fatto, però, che la pax imposta da Silvio non so, onestamente, quanto potrà durare. Dunque i giochi non sono ancora fatti.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 2 Dicembre 2013 in 17:56
    Permalink

    Per Berlusconi risparmiare 50 milioni di buona uscita che il milan dovrebbe dare a galliani sono UN PIù CHE BUON MOTIVO PER FARSI ANDARE BENE EVENTUALI ATTRITI INTERNI TRA I DUE ….poi diciamocelo !!..perchè allontanare una certezza come galliani che ha contribuito in 25 anni a vincere non tutto di più….a beneficio di una ragazzina ambiziosa che sarà anche la figlia ma….ma….al netto dei conti ad oggi si è presentata fidanzandosi con un calciatore della rosa e facendo saltare l arrivo di tevez già preso da galliani a prezzo modico…..per poi lasciarlo e farlo partire l estate stessa per il brasile ..rinforzandio di fatto la juve ..dai ha fatto più danni che altro …quindi a galliani verrà affidata la parte sportiva e a lei quella commerciale per il leo …non c è alcuno spazio a milano

  • 3 Dicembre 2013 in 08:31
    Permalink

    Oggi la gazzetta dello sport dava ancora papabile Leonardi, anche se ora la prima scelta è Sean Sogliano (secondo me non perché è più giovane o più bravo di Leonardi, solo più bello, qualità molto importante nel nuovo Milan targato Barbara. Ovviamente faccio solo dell’ironia).
    Ah, la gazzetta rosa riportava anche che Lady B non è molto contenta della nuova soluzione a due AD.

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