domenica, Maggio 26, 2024
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PARMA-CAGLIARI 0-0, E’ MANCATO L’APPUNTAMENTO CON LA STORIA – La cronaca di Orazio Vasta

(Orazio Vasta) – L’appuntamento era di quelli da non mancare. Si gioca per la storia, per festeggiare i cento anni del Parma Calcio. Prezzi popolari e buona risposta da parte del pubblico. Giochi di colori e coreografie prima dell’inizio dell’incontro. Maglia speciale, appositamente designata per l’evento, che ricorda quella degli anni ’20 ed è arricchita da rifiniture color oro.

I presupposti per la festa ci sono tutti, peccato che in campo non si respiri la stessa aria che c’è sugli spalti.

La formazione di casa è chiamata a confermare i progressi fatti in queste ultime giornate, soprattutto dopo la bella prestazione contro l’Inter. L’avversario di turno è un Cagliari che predilige giocare a calcio, anziché arroccarsi in difesa. I sardi, proprio come le big, tendono a lasciarti spazio, campo e modo di giocare. Alla vigilia tutto fa pensare ad una partita ricca di spettacolo.

Peccato che al fischio di avvio del match a dare spettacolo sono solo gli ospiti, che affrontano la partita con ben altra convinzione.

Donadoni conferma il 4-3-3, ma deve fare a meno di due uomini importanti in mezzo al campo come Parolo e Gargano. Alla mezz’ora è costretto a lasciare il campo anche Paletta. Ancora una volta un problema muscolare? Bisogna attendere notizie certe prima di sbilanciarsi, ma il rischio di una ricaduta non è così basso. Entra Mendes (e non Felipe per fortuna…) e il giovane portoghese non fa rimpiangere il pilastro italo-argentino. La difesa a quattro riesce ad essere più equilibrata e dare maggiore sicurezza a tutto il reparto, che può contare su un sempreverde Lucarelli, nel suo anno di grazia.

La retroguardia crociata soffre la verve di Sau, che spesso però, grazie alla copertura dei crociati, è costretto a giocare lontano dalla porta di Mirante, e a cercarsi fortuna sulla trequarti, quando però l’estroso attaccante sardo riesce a tagliare la difesa sono dolori per gli uomini di Donadoni, che rischiano di capitolare nella seconda metà di gioco.

Il centrocampo che tanto bene ha fatto contro l’Inter, supportando le due fasi, oggi è apparso assente, abulico, con (l’unico) Valdes che è lentamente cresciuto sul finale del primo tempo, ha provato a tenere a galla i suoi all’inizio del secondo, e poi è uscito per fare spazio a Munari. Primo interrogativo della giornata. Perché questo cambio? Il cileno sembrava il giocatore meglio inserito in questa formazione, colui che ha provato ad accendere la luce e a dare una scossa alla squadra. Ha latitato anche lui, ma meno rispetto agli altri compagni. Sostituzione discutibile.

L’attacco è stato inconsistente. Dopo l’ottima prova di domenica sera Sansone esce ridimensionato, anche se quelle poche volte che è stato nel vivo dell’azione ha fatto vedere qualcosina di positivo. Biabiany ha alternato azioni da Accademia del Calcio, a campi di “quarta categoria” (perdonatemi l’invenzione, ma non volevo offendere gli amici che giocano in Terza, che potrebbero risentirsi nell’essere paragonati al peggior Biabiany). Cassano invece era in perfetta atmosfera natalizia. Sembrava una di quelle luci di Natale, che si accendono e si spengono. Il campione di Bari Vecchia quest’oggi ha steccato e lo si può dire senza ma e senza se… al contrario di altre volte non è riuscito a tirare fuori dal cilindro il famoso coniglio, ha messo in campo una prestazione “normale”, ben al di sotto della sufficienza. Ha provato a mettere qualche buon pallone in mezzo per i compagni, ha deliziato in alcuni momenti con delle traiettorie che avrebbero meritato più fortuna, ma ha decisamente deluso le aspettative, in questa giornata di festa ci si aspettava qualcosa di più dal suo estro.

Il Parma oggi ha steccato alla grande. Che fine ha fatto la squadra spavalda che non ha timore di affrontare le grandi e conquistare punti pesanti? Sembra quasi che il Parma non riesca ad affrontare con decisione formazioni del suo stesso livello. I punti persi per strada dopo quest’ennesima giornata di campionato sono ormai troppi. Un pari scialbo contro il Cagliari, una prestazione opaca, in cui gli avversari tra le altre cose hanno collezionato una serie infinita di errori di misura, una partita sulla carta abbordabile, ma che è finita a reti bianche, come dovrebbe essere definita? Come si può giustificare un’involuzione così netta da parte dei crociati nel giro di una settimana e soprattutto contro le medio-piccole?

In vista dell’Inter il tecnico aveva affermato in conferenza stampa di non aver visto bene i suoi uomini in allenamento, e poi tutti sappiamo che partita hanno fatto contro i nerazzurri. E questa settimana invece? Come li ha visti? Carichi e motivati? Vogliosi di regalare alla città e ai tifosi i tre punti? Mah!

Il giorno di festa è stato sciupato dalla prestazione – forse – più brutta di questa stagione. Bastava un minimo di concentrazione ed intraprendenza in più. Bastava prendere meglio le misure ad una formazione che poco o niente ha fatto per mettere il Parma in difficoltà, bastava saper sfruttare al meglio le occasioni che il Cagliari ha lasciato ai padroni di casa.

Niente scuse e niente alibi. Oggi il Parma non ha trovato una squadra che ha pensato solo a difendersi e non prenderle, non ha affrontato una formazione votata alla difesa che ha chiuso tutti i varchi, ma un Cagliari che se avesse potuto avrebbe portato volentieri i tre punti a casa. E il rischio l’ha corso, ma come spesso accaduto in questa stagione, ha corso anche il rischio di vincerla questa partita.

Questione di centimetri, sprazzi di gioco affidati ai singoli, episodi che possono farti girare la partita dalla tua parte… oggi la fortuna era veramente bendata. Ha baciato i crociati mandando quella palla di Sau sul palo, e facendo arrivare prima Gobbi di Nene’ sul pallone, ha baciato i sardi invece sulla conclusione di Valdes sul finire del primo tempo, sul diagonale di Biabiany nelle ripresa e sulla zuccata di Amauri a tempo quasi scaduto.

Ah, quasi dimenticavo. Secondo interrogativo. Perché il solito cambio inutile a otto minuti dal termine? Perché non provare a gettare nella mischia Amauri qualche minuto prima, provando a mettere peso e centimetri all’attacco, e sfruttare così – finalmente – le palle alte che arrivano in area? Ok, ci sono degli equilibri da rispettare, tutti lo sappiamo, ma se Amauri diventa il cambio della “disperazione” allora vuol dire che siamo arrivati davvero alla frutta.

Quanto è strano il calcio però. Se quel colpo di testa di Amauri fosse entrato, tutti avrebbero osannato Donadoni, per aver azzeccato il cambio, e aver avuto il coraggio di averlo inserito per vincere la partita al posto di un centrocampista. Peccato però che il pallone non sia entrato, quindi, a questo punto lascio a voi i commenti… Orazio Vasta

PARMA (4-3-3) – Mirante; Cassani, Paletta (30′ Mendes), Lucarelli, Gobbi; Acquah, Marchionni (83′ Amauri), Valdes (72′ Munari); Biabiany, Cassano, N.Sansone.
A disp.: Bajza, Coric, Felipe, Mesbah, Benalouane, Rosi, Obi, Palladino.
All.: Donadoni

CAGLIARI (4-3-1-2): Avramov; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar (65′ Perico); Dessena, Nainggolan, Ekdal; Eriksson (57′ Cossu); Nenè, Sau.
A disp.: Adàn, Murru, Oikonomou, Ibraimi, Cabrera, Solinas.
All.: Lopez

Arbitro: Sig. Tommasi

Ammoniti: Nainggolan, Ekdal, Nenè, Rossettini (C), Cassano, Mendes, Valdes, Lucarelli (P)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

5 pensieri riguardo “PARMA-CAGLIARI 0-0, E’ MANCATO L’APPUNTAMENTO CON LA STORIA – La cronaca di Orazio Vasta

  • Gent.le Majo,
    vogliamo parlarne dell’ ammonizione scientifica che Antonio Cassano ha cercato per non giocare domenica contro la Sampdoria ??? Era una voce che girava ancora prima della partita. Diffidato prima del apartita l’ha cercata nel modo a lui congeniale. Protestando per il “Niente”. Da quel momento ha cominciato a giocare.
    Poi ci chiediamo perchè il pubblico si disamora. E’ veramente un calcio che fa schifo !!!
    Cordialmente.
    Luca

  • E poi ci invitano ad andare allo stadio. Ho preso freddo per non mancare all’appuntamento con la storia. Io c’ero, mio figlio pure, e come noi tanti tifosi innamorati di quei colori. Peccato che alla festa non abbiano preso parte i calciatori e il sig. Donadoni. Unico a salvarsi il nostro capitano.

  • Albertino

    Cassano meriterebbe la panca fino a fine campionato, ha sputato sulla maglia del Parma. E se fossi nel Parma farei di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote

  • io come al solito vado controcorrente ,abbiamo fatto un puntone grosso cosi’.
    nessuna partita si vince d’ufficio nemmeno quella del centenario se c’e’ qualcuno che spera ancora nel salto di qualita’ vuol dire che di calcio ne capisce poco poco poco e grazie a mirante/gobbi

  • Gli applausi a fine gara mi mettono un angoscia terribile… Possibile che ci siamo rassegnati? Ci va davvero bene questo? Sempra che Parma città non sia innamorata della sua squadra di calcio.

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