venerdì, Giugno 21, 2024
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CARMINA AMAURI / UNA RINASCITA FRUTTO DEL POTERE DELL’AMORE. IERI IL BOMBER ACCLAMATO ALLA FESTA DEI PARMA CLUB MILLENIUM, VERDI, NUMERO 10 E BANCA INTESA

image(Luca Savarese) – Carvalho de Oliveira Amauri  non è mai stato un giocatore freddo. Prima di farli, i gol lui li ha sempre sentiti, quasi generati dentro, da un sentimento che nella sua scala di valori, ha sempre primeggiato rispetto alla ragione. Certo, ogni figlio dell’area di rigore ha bisogno di stimoli per bussare e dire "presente, ecco le mie biografie di reti", ma ci sono alcuni che lo fanno quasi in modo automatico, cinici e cinetici esecutori di un ordine; altri che non riescono a farlo quando invece sono preposti a compierlo, e poi c’è lui, Amauri, che sente, pensa, ricorda, si corrobora di azione in azione, cresce di stacco in stacco, si affina in rovesciate che creano come l’appetito e poi segna, ricomincia un cammino che aveva iniziato in più occasioni, con più maglie, un eterno ritorno dell’uguale, o del gol, però mai uguale, ma sempre nuovo e diverso.

Amauri non avrà mai vinto la classifica dei cannonieri, però, se andiamo a vedere le sue pieces, ci accorgiamo che non sono mai banali, ma di una certa fattura, sovente decisive, non rare sono anzi le soluzioni acrobatiche. "Io sono un brasiliano con mentalità e passaporto italiani, Cassano è un italiano coi piedi da brasiliano" come si legge sulla Gazzetta dello Sport di ieri nell’intervista fattagli da Andrea Tosi, ma forse oltre a mentalità e passaporto, si scorge in lui anche quell’attesa nostrana paziente tipica di chi sa di cose contadine: che innaffia oggi ed innaffia domani, prima o poi la piantina viene su e poi magari ci scappa anche un fiore, alias un gol.

Amauri, nato bomber, è diventato autore di due gol, più preziosi delle reti in una porta, anche se non sono sugli almanacchi, due figli, Meilla ed Hugo, di sicuro la sua doppietta più importante. Da sempre il rapporto padre-figlio, ha colorato molte vicende pallonare. Papà e figlio, insieme nello stesso grande racconto del pallone. Molti giocatori sono figli d’arte, anche il piccolo Hugo lo è. Non sappiamo se diventerà mai un giocatore come il papà, ma sappiamo che ha fatto una cosa che non erano riusciti in questi mesi a fare né i suoi compagni di squadra né il mister: ha colpito al cuore Ama, gli ha fatto uno di quei gol interiori che dicono e fanno tutto: "Papà domani tocca a te", come romanticamente riportato dallo stesso articolo sulla Rosea. Forse nessuno può convincerci di più di chi, noi stessi, abbiamo generato. Allora  Ama l’ha messa dopo che suo figlio ha messo in lui quel quid di fiducia di cui aveva bisogno. Forse a volte un pur bravo  mental coach non serve, perché l’aiuto arriva da chi abbiamo in casa. Ama ora vola con vista Roma, dove nel 2011 realizzò una doppietta da urlo (gol di tacco destro e rete di sinistro) e dove forse, anche allora, fu decisiva una parola di chi lo ama come nessuno. I momenti amari sembrano essere alle spalle, ed ora nel suo nome trova spazio più l’amore che il rumore. Speriamo che Hugo continui a parlargli, e lui a non fermarsi più. La punta stile matador che cercavamo, toh ce l’avevamo in casa. Piacevole rinascita Ama. Luca Savarese

IL VIDEO DI PARMAFANZINE CON L’INTERVENTO DI AMAURI ALLA FESTA DEI PARMA CLUB MILLENIUM, VERDI, NUMERO 10 E BANCA INTESA

QUESTA LA TRASCRIZIONE, A CURA DI PARMA FANZINE, DELL’INTERVENTO DI AMAURI

“Buonasera a tutti. Il 2013 all’inizio è stato bello, anche perché abbiamo fatto una buona stagione, poi con l’inizio del nuovo campionato abbiamo cambiato modulo, ho giocato poco, sono subentrato sempre… Però la cosa più importante è non mollare mai, cercare di lavorare bene, ed è quello che ho fatto fino ad adesso, aspettando la mia opportunità, e quando è arrivata ho saputo sfruttarla al massimo. Spero da qui alla fine di dare tanta gioia così come sta succedendo ora. All’inizio ci sono state delle difficoltà, con il cambio di modulo, però si è visto benissimo nelle ultime partite che Amauri e Cassano possono fare veramente bene. Cerchiamo di migliorare ancora, durante la settimana, così la domenica diamo tanta gioia ai nostri tifosi che se lo meritano. Io non penso minimamente di andare via da qua, perché sto benissimo, al di là della società, al di là del calcio, ma anche la città è a misura d’uomo, si vive molto bene, perciò come ho detto vado via solo se mi prendono di peso e mi buttano via. Sarà un po’ difficile, però…”

LA CHIOSA DI GABRIELE MAJO:

Fa indubbiamente piacere, a ogni tifoso e a ogni cittadino ducale, sentire parole come quelle di Amauri che ci lascerà, a suo dire, solo se se preso di peso e buttato via. Altre sue parole, invece, meritano una correzione, per non incorrere in falsi storici. Non è affatto vero, infatti, come sostenuto dall’italo-brasiliano, che con l’inizio del nuovo campionato abbia giocato poco e fosse sempre subentrato. Egli, infatti, fino alla giornata numero 12 –  allorquando finì in panca, con il ritorno di Sansone e il passaggio al 4 3 3 – era sempre stato titolare inamovibile nel 3 5 2, al fianco di Cassano, eccetto quando venne sostituito da Palladino (che a mio avviso avrebbe pure meritato la riconferma, con conseguente sua panchina) nelle due giornate di squalifica che si era beccato dopo l’espulsione di Parma-Atalanta 4-3. Piuttosto, con la sua esternazione a Tv Parma, circa le difficoltà incontrate con il cambiamento di modulo (alias l’assorbimento in squadra di Cassano) aveva di fatto indotto Donadoni a perdonare Sansone (a mio modo di vedere finito ai margini perché reclamava evidentemente in un modo poco gradito al tecnico il posto da titolare) e ad escluderlo, complice anche la lunga idiosincrasia per il gol. Poi, esattamente come un anno fa, dopo le vacanze natalizie si è ripreso il posto (l’altra volta fu Belfodil a far le spese della sua resurrezione), mandando in panchina dapprima Cassano (se fosse rimasto il 4 3 3 il dualismo sarebbe stato tra il vero e il falso nueve) e poi Sansone, che non a caso ha voluto in prima persona cambiar aria, nonostante i tifosi avessero fatto le barricate virtuali per non farlo andar via, scegliendo il Sassuolo. Le ultime partite avranno anche dimostrato che Amauri e Cassano, insieme, possono fare veramente bene, come sostenuto dall’attaccante ieri sera; indubbiamente, però, non si può dire altrettanto per la fase iniziale del campionato.

Le foto dalla Festa dei Parma Club Millenium, Verdi, Numero 10 e Banca Intesa sono tratte da Parma Fanzine

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “CARMINA AMAURI / UNA RINASCITA FRUTTO DEL POTERE DELL’AMORE. IERI IL BOMBER ACCLAMATO ALLA FESTA DEI PARMA CLUB MILLENIUM, VERDI, NUMERO 10 E BANCA INTESA

  • Ma tutti questi club quante gente portano allo stadio? Adesso fondo anche io un bel club, magari mi mandano qualche calciatore fino a Napoli….

  • A proposito di chiose e correzioni, Sig. Majo, la bambina di Amauri si chiama Miley non Meilla. Ha sbagliato la Gazzetta, ma avete sbagliato anche voi; tuttavia si tratta comunque di un peccato veniale per questo articolo molto bello scritto da Luca Savarese. Ulteriore dettaglio: Amauri ha tre figli non due.
    Buona serata

  • avevo detto ad Amauri di tenersi pronto che il suo momento sarebbe arrivato, puntuale e concreto.
    i cavalli di razza non tradiscono mai.
    complimenti e continui così
    lo ringrazio per la sua amicizia dimostrata ripetute volte
    ciao a tutti

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