giovedì, Giugno 13, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / DUE PERE DI PEREA E CIAO CIAO SALTO DI QUALITA’…

(Luca Savarese) – L’ennesimo normale giocatore a cui in novanta minuti concediamo ed allo stesso modo il beneficio e l’autorizzazione senza nemmeno farlo poi tanto dannare, ad essere lo stupor mundi di giornata, lirradiddio, il barricadiero che porta in cielo gli altrui colori e, nell’amarezza più forte, i nostri. Un copione purtroppo già visto ed ingerito troppe volte. Si vede che è un difetto congenito portare in trionfo un giocatore e farlo diventare re per una notte, fenomeno per imagepochi ma decisivi flash, che non scattano ad immortalare la nostra gioia, ma ci rendono mortali, bisognosi di tutto, bambini che hanno avuto tempo e spazio per scegliere il gioco che più gradivano, ma che all’ultimo sono stati beffati dal bambino più grandicello che ha portato via proprio quello che loro desideravano, il passaggio del turno. Parma bambinesco ed irritante, che semina un fiore, ma poi non riesce a cogliere quel frutto che gli tolgono in due secondi da sotto il naso e buonanotte ai suonatori, anzi stop: la Lazio passa il turno, il Parma deve arrendersi, come nel 2013, come nel 2012, come nel 2011 e tante altre volte ancora. Come ormai troppo tempo.

Le gare secche non devono portare troppa fortuna a Donadoni, eliminato con l’Italia a euro 2008, con il Parma lo scorso anno. Ma anche lui non è parso che la cercasse la fortuna, insistendo con quel Sansone, che ha fatto di tutto, trotterellare, trascinarsi di qua e di là, senza mai toccare la palla come Dio comanda per uno che ha il suo compito: attaccare, calciare, creare occasioni non favorirne, per i propri lisci, agli altri. Intendiamoci si può sbagliare ma il numero 21, delizia lo scorso anno, e croce in alcune apparizioni come all’Olimpico, quasi nervoso in viso, precipitoso e poco freddo. Il passaggio tra la mollezza con cui i nostri hanno approcciato il primo tempo, per lasciarla per strada ed essere e presentarsi nella ripresa diversi, ha consumato varie energie mentali.

Reazione arrembante nel secondo tempo, ma pile mentali scariche, dall’accidia alla foga, ma senza mai pensare alla giustezza: come andare a dipingere ma senza i pennelli, a fare sculture lasciando a casa lo scalpello. Il tridente ha fatto un gol e basta. Il signor Cassano crede di cavarsela con un crossettino dei suoi ed un bel trio nel primo tempo? Doveva spaccare le pietre avendo giocato pochissimo contro il Toro ed essendosi riposato contro il Livorno, e invece muto di verve come un pesce. Sembra ogni tanto, stasera su tutte, che i punteros del Parma siano punte a metà, quando giocano quasi non vogliono sporcarsi, quando entrano paiono salviette umidificate che non è che abbiano troppo voglia di pulire.

Io, stavolta, non me la sento di scagliarmi più di tanto con Donadoni, ma me la prendo con chi doveva far gol e non l’ha fatto. Pesa meno per me il pigro tiro io, non tira tu, anzi viene lui che ha fatto buttare al vento capitolino (ponentino) degli inviti a nozze, piuttosto che le due leggerezze difensive che hanno fatto si che Perea ci piazzasse due di quelle pere maligne, che non si scordano facilmente. Se Sansone o Palladino o Gargano o Parolo, che hanno provato a dar manforte alla penuria di stoccatori offensivi, l’avessero messa dentro, magari anche con il molare destro da sdraiati, poi il gol numero 2 della Lazio sarebbe stato quello del 2 a 2 e quindi si sarebbe magari aperto lo scenario dei supplementari.

Ma bando ai se, ai ma, ai vediamo, non vogliamo imitare gli indecisi funzionari del gol parmensi di giornata. Dopo aver preso due pere di Perea, facciamo loro un ideale, ma non troppo, perettone di killer instinct, di palle al cianuro, di forza credibile nella coordinazione. Il Natale, cari presunti addetti a fare i gol per il Parma, è passato da alcune settimane, il tempo dei regali è finito, invece che mettere delle calze della befana davanti alla porta laziale, avreste dovuto romperla con degli anfibi. Quando s’intravvede il guado, gli si va vicino, poi non si riesce mai a saltarlo definitivamente, e si ritorna nello stagno della mediocrità, dopo aver assaporato gocce di lieta rugiada. Ahi Parma, Parma… quando potresti volare, lo fai fare all’aquila Olimpia e tu, ritorni gamberetto… Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / DUE PERE DI PEREA E CIAO CIAO SALTO DI QUALITA’…

  • Al Parma e’ mancato proprio il killer d’area di rigore che probabilmente non ha nel mazzo dei 30 e passa calciatori. Ma questi sono i limiti di una squadra di medio valore. Se avessimo il gran goleador non saremmo il Parma del 2013/14
    • Quel killer, in questo momento, avrebbe potuto essere Amauri, che sembra tornato ad essere baciato da Eupalla: prima non la buttava dentro neppure a porta spalancata e senza guardiano; adesso, invece, potrebbe segnare come Cardone nello spareggio di Bologna… Anziché Palladino per Biabiany sarebbe stato meglio dentro Amauri per… Scegliete pure voi…

      Cordialmente

      Gmajo

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