venerdì, Giugno 21, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / NELLA CALZA DELLA BEFANA ECCO IL “CAPITACCO”

Tacco

[tàc-co] s.m. (pl. -chi)

· 1 Rialzo della parte posteriore della scarpa, in corrispondenza del calcagno:scarpa con t. alto, basso; tacchi a spillo || colpo di t., nel gioco del calcio, abile tiro o passaggio che si effettua colpendo la palla con il tacco || fig.alzare i t., andarsene, perlopiù in fretta o di soppiatto

· 2 Pezzo di legno a forma di cuneo usato per sollevare o sostenere un oggettoSIN zeppa, cuneo

· • sec. XVIII

(Luca Savarese) – Quella sopra è la definizione da vocabolario. Ora teniamo conto solo del  colpo di tacco, anzi per oggi alziamo i tacchi dalle altre questioni e concentriamoci solo su questa prodezza tecnica arrivata come un  deus ex machina nel pomeriggio del Tardini. Di gol di tacco ne sono stati fatti tanti nella storia del calcio: il flash più recente, quello di Palacio El trenza nel derby della Madonnina pre natalizio, poi, per esempio, Ibra ne ha piazzati diversi a quel modo; tra i tacchettisti parmigiani ricordiamo Crespo su tutti, ma anche Adriano che con quella parte posteriore del piede punì una sera il Milan al Tardini, e, dalla parte opposta, ma sullo stesso palcoscenico, il Mancini del dicembre ‘99; è sempre speciale segnare di tacco, è come mangiare il caviale non è cosa da tutti i giorni, una tantum, mica una forchettata quotidiana. La sorpresa e lo stupore sono doppi se non infiniti, perché a segnare un gol così bello non è stato né un attaccante ale lucarelliné un centrocampista, ma Ale Lucarelli, quell’A.Lucarelli che davvero in questa andata è l’uomo in più del Parma, pronto dietro, puntualissimo sotto porta; di testa sapevamo essere la sua specialità, ma visto oggi, scopriamo che anche di tacco ci sa fare. Se all’inizio la Befana pareva depositare sul manto dell’Ennio un sacchettino di carbone, mannaggia quel golletto di Immobile che rende, per fortuna solo temporaneamente immobile la retroguardia parmense, poi arriva la tanto attesa calza che come viene metaforicamente calata sul prato dell’Ennio: ha proprio la forma perfetta di una calza, ha i colori bianco-crociati, arriva un po’ in ritardo, ma arriva piena e sostanziosa: prima il lecca lecca di Marchionni, poi un gioiello dorato: una specie di bracciale di rara edizione, proprio in fondo alla calza a livello del tacco, un colpo che per me potrebbe essere benissimo messo sulle tessere per l’abbonamento del prossimo anno, il gol stilisticamente più bello, la magia epifanica, tra oro incenso e mirra c’è anche questo tacco, regalissimo, leggermente post-datato, del genetliaco centenario. Poi, udite udite, c’è anche lo spazio per un bel dolcetto al cioccolato fondente, il tanto sospirato gol di Amauri, un sigillo alla Amauri, da difensore della palla, da iena che solo quando vede finire la palla in fondo alla rete, allora si doma. Ma oggi non possiamo non accarezzare la prodezza del livornese: Lucarelli segna di tacco cosa che forse succede solo il 6 gennaio, (giorno anche dell’estrazione della Lotteria Italia, il biglietto del gol più bello di questo turno è il suo), ma intanto succede, intanto si annota e fa la storia. La prodezza fa anche per un attimo dimenticare l’esclusione di Cassano, la pazza  doppia mossa di Ventura che rinuncia a Cerci ed Immobile in un unico istante, sono importanti queste note certo, ma la ciliegina, anzi la ciliegiona, è Lucarelli che segna di tacco. Come se un guardiano diventasse per una volta giocoliere del circo, come se un professore di scuola elementare guidasse per un pomeriggio un pullman scoperto e andasse a vedere e a far vedere le bellezze della città dall’alto. Che grande esperienza un gol di tacco, che esperienza unica questo gol di tacco:l a prendi con la parte più bassa e la mandi nel punto più alto; per arrivare in alto bisogna partire sempre dal basso. Leffe, Piacenza, Palermo, Fiorentina, Livorno, Reggina, Genoa e poi Parma, tanti momenti di amministrazione intensa e combattiva, ma anche parecchie gioie e lui sempre lì, dietro ma a volte anche davanti, ultima marcatura del 2013 al Marassi, seconda del 2014 all’Ennio, di tacco. E’ lecito per una volta chiamarlo capitacco?  Tutti i canali lo stanno mandando in onda, su internet avrà in questa settimana un numero straripante di visualizzazioni, ed ora si va nella sua Livorno: bomber A.Lucarelli, non può fermarsi proprio ora. Benvenuti nel regno del capitaccoLuca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / NELLA CALZA DELLA BEFANA ECCO IL “CAPITACCO”

  • Gollasso

  • filippo1968

    massimo rispetto capitano…gran gol con la solita prestazione da esempio per i compagni

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