DA BRANDAO A SANDOMENICO, PASSANDO PER CASSANO: QUANTI CAVALLI DI RITORNO…

imageLuca Russo (www.ilcolumnist.net)  – I primi passi li ha mossi nel Belenenses, piccola società del calcio portoghese che l’anno scorso si è guadagnata la promozione in massima serie. Poi una breve esperienza in prestito al Charlton, in Inghilterra. Il ritorno alle origini, consumatosi durante l’estate del 2006. E, nel 2008, l’approdo nel calcio che conta. Per cinque anni resta in Italia e divide la sua carriera tra Siena, Parma e Cesena. Nel Ducato ci arriva a titolo temporaneo, ma poi viene riscattato da Ghirardi e Leonardi e successivamente girato, di nuovo in prestito, ai bianconeri. Tra Emilia e Romagna non riesce a lasciare il segno e allora, all’inizio della stagione tuttora in corso, i Crociati decidono di mandarlo (temporaneamente, of course) al CFR Cluj. In Romania non incanta e nell’unica partita da titolare che ha giocato, contro l’ACS Poli Timisoara, non fa una gran figura: si becca due gialli e la conseguente espulsione. L’altro ieri, il secondo ritorno all’ovile. Da quarantotto ore Gonçalo Brandão è di nuovo un giocatore del Belenenses. Il difensore è uno dei tre rinforzi, per così dire, (gli altri due sono Linz e Rambe) grazie ai quali il club portoghese spera di evitare l’immediato ritorno in Segunda Liga. Al momento, i biancoblu sono quartultimi con 12 punti e con soli 3 punti di vantaggio su Paços de Ferreira e Olhanense, ossia le due formazioni che, se il campionato portoghese terminasse oggi, finirebbero per retrocedere. Di Brandão non ho che un solo e divertentissimo ricordo: una domenica ero in Curva Nord in compagnia di due delle tre terribili fidentine che negli ultimi quindici giorni ne han dette di tutti i colori a proposito dei giornalisti mena-rudo; quando arrivò la terza, ancor prima di salutarci, ci deliziò con un bel ‘Brandão Meravigliao’ cantato sulle note del ben più celebre ‘Cacao Meravigliao’, sia sponsor immaginario della famosa trasmissione Indietro tutta! che canzone scritta a quattro mani da Renzo Arbore e Claudio Mattone. Ecco: questo è tutto ciò che io conservo, in termini di ricordi, di Gonçalo Brandão. Anche perché in casacca Crociata, durante l’anno che ha trascorso alle nostre latitudini, in campo ci è stato molto poco.

A proposito di ritorni a casa in stile Lassie, segnaliamo la reunion tra Salvatore Sandomenico e l’Arzanese. L’ala destra, che compirà 24 anni il prossimo 21 gennaio e il cui cartellino è detenuto dal Parma, dopo aver trascorso sei mesi (in prestito) sul satellite Gubbio che orbita in Prima Divisione (negativo il bilancio della sua esperienza umbra: in campionato appena 5 convocazioni, nessuna gara da titolare, 3 da subentrato per un totale di 58 minuti giocati), è stata rispedita ad Arzano. Incuriositi da questo rapido ricongiungimento, noi di  stadiotardini.it ci siamo messi in contatto con l’addetto stampa dell’U.S. Arzanese, Vincenzo Piscopo, il quale alla nostra domanda Sandomenico è ritornato ad Arzano di sua spontanea volontà o per scelta del Gubbio?”, ci ha risposto che “il ragazzo non si è ambientato bene in Umbria e, tra le tante squadre interessate imagealle sue prestazioni, ha scelto l’Arzanese”. Per adesso, insomma, il mercato del Parma assomiglia ad una scuderia ippica. Con dentro diversi cavalli di ritorno. Da Brandao a Sandomenico, di nuovo tra le braccia dei loro primi amori, passando per Cassano, la cui seconda luna di miele con la Sampdoria ritengo, come il Saltimbanco Boni, sia stata solo rimandata di qualche settimana, al di là delle conferenze-teatrini.. Luca Russo (www.ilcomumnist.net)

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13 pensieri riguardo “DA BRANDAO A SANDOMENICO, PASSANDO PER CASSANO: QUANTI CAVALLI DI RITORNO…

  • 8 Gennaio 2014 in 21:12
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    Egregio direttore Majo, le scrivo da fuori Italia. Sono un tifoso del Parma e a titolo personale le vorrei riconoscere grande professionalità nel gestire questo blog giornalistico sportivo. A volte non sono d’accordo con lei ma credo sia naturale e poi “il mondo è bello perché è vario”. Anche quando non sono in disaccordo con lei ammetto che le sue riflessioni sono sempre un punto di discussione interessante e mi fanno riflettere. Magari, a volte, arrivo a conclusioni diverse dalle sue ma l’importante è che lei riesce a gettare un motivo di riflessione. Proprio per questo, le posso chiedere come mai accoglie su stadiotardini.it contributi così poveri? Quali sono le fonti del Dottor Russo per cui Cassano tornerà alla Sampdoria tra qualche settimana? Ha parlato con qualcuno? Chi è la sua fonte? O è una sua sensazione personale? Se fosse una sua sensazione personale allora non è una notizia. Poi magari il Dottor Russo è un noto esperto locale di calciomercato e ha annusato la cosa, non lo so. Chiunque però può aprire un blog e scrivere: “Secondo me il Parma vende Paletta al Sassuolo”. I suoi articoli, Majo, hanno sempre dietro un ragionamento logico per cui lei arriva al punto B partendo da quello A e argomentando. Poi apro stadiotardini.it e mi trovo “secondo me questo e quello partono la settimana prossima”. Sono anni che evito siti che riportano solo corbellerie del genere, opinioni e sensazioni basate sul nulla. Mi scuso in anticipo se il Dottor Russo ha una fonte che semplicemente non può rivelare e in tal caso ritratto. Però che il Dottor Russo lo dica chiaro e tondo. Il Saltimbanco Boni è un conto, è un personaggio folk, ma qui stiamo su un sito giornalistico registrato e diretto da un professionista del campo, non un sito di gossip dove il Dottor Russo parla delle sue sensazioni senza fonti.

    Rinnovo i complimenti per stadiotardini

    • 8 Gennaio 2014 in 22:59
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      Innanzitutto, la ringrazio per avermi dato del Dottore. Ma, non essendo in possesso di una laurea, non lo sono. Così come non sono nemmeno un esperto di calciomercato, materia nella quale valgo e rendo come in latino (e cioè, 0). Né pretendo di produrre notizie: il mio compito su questo sito è quello di commentarle, di farmene un’opinione e di condividerla coi miei lettori (ammesso che ne abbia, ma direi di sì a giudicare dal suo intervento…)

      Detto questo, nel minuto in cui scrivo che “la seconda luna di miele tra Cassano e la Sampdoria ritengo, come il Saltimbanco Boni, sia stata solo rimandata di qualche settimana, al di là delle conferenze-teatrini…”, mi pare chiaro, e spero che sia chiaro anche a chi legge, che sto esternando una mia sensazione. Una sensazione basata non sul nulla, come sostiene lei, ma ispirata da due o tre episodi (o notizie, se preferisce) che hanno incrinato il rapporto tra il Discolo e il club di Ghirardi. Prima quell’ammonizione cercata e ottenuta per evitare l’incrocio col suo vecchio amore; poi l’assenza alla serata di gala per festeggiare i 100 anni; ed infine l’esclusione dall’undici titolare che domenica scorsa ha battuto il Torino. Al lume di questi episodi, PENSO che Cassano e il Parma siano giunti alla frutta. Anzi, all’ammazzacaffè. Se avessi delle fonti e se mi fosse esplicitamente chiesto di non svelarne l’idendità, perché mai dovrei tacerne l’esistenza (non rivelarne l’identità, attenzione…) e dunque togliermi la possibilità di ‘partorire’ una notizia? Insomma, vorrei che le fosse chiara una cosa: in quanto figlia di un certo ragionamento, la mia sensazione sul caso Cassano non è detto che si riveli azzeccata. Potrei aver preso un abbaglio. E non sarebbe il primo da quando collaboro con http://www.stadiotardini.it. Del resto, e per parafrasare un noto modo di dire, solo chi non ragiona non prende abbagli. Ciò detto, anche a Calcio & Calcio, che ho appena finito di guardare, mi pare che gli ospiti in studio abbiano parlato dell’affare Cassano sulla base delle loro personali impressioni. Non capisco perché se a farlo è chi le scrive, il tutto si riduca a gossip e venga bollato come contributo povero. Comunque, non è la prima volta che stadiotardini.it ospita delle opinioni anziché delle notizie. Come mai se ne lamenta solo adesso che la ‘sensazione’ (che peraltro ha trovato ospitalità in un pezzo in cui si parla soprattutto di altro) tocca il futuro di Antonio Cassano?

      Saluti

      Luca Russo

    • 9 Gennaio 2014 in 00:08
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      Salve Diego,

      grazie per i complimenti per stadiotardini.it e per me (in particolare il riconoscimento del fatto che le mie riflessioni sono un punto di discussione interessante e di dialogo per i tifosi del Parma), tuttavia trovo che sia stato un po’ ingeneroso nei confronti di Luca Russo. Il ragazzo, ogni tanto, “la fa fuori dal vaso”, e per questo lo riprendo prontamente, ma rimane, a mio modo di vedere, una delle menti più fervide del sito, non uno che eroga contributi poveri, come sostiene lei. Come ognuno di noi, compreso il sottoscritto, magari potrà essere più o meno ispirato, ma nel caso specifico non mi pare di riscontrare malefatte tali da meritare siffatta reprimenda…

      L’ipotesi che Cassano possa andar via da Parma – malgrado la “conferenza teatrino” dell’altro giorno – è stata sostenuta, stasera, anche dagli altri opinionisti di Calcio & Calcio, al punto che mi sono trovato ad esser l’unico ingenuo a prestare fede alle parole di Leonardi e FantAntonio. Pur sapendo come vanno le cose nel calcio, voglio credere che non abbiano la sfrontatezza di aver convocato una conferenza del genere, spergiurando che il discorso è chiuso fino a fine stagione, poiché si è superata la dead line del 29 dicembre, e poi, il mese dopo, il Discolo faccia i bagagli per andare a Genova. Sì, so perfettamente che in tema di calciomercato esistono mille manovre e strategie, e spesso noi giornalisti veniamo usati, però non bisogna esagerare con le prese per i fondelli.

      Quindi, il fatto che Luca Russo pensi che Cassano possa andare alla Samp è lecito possa scriverlo, tra l’altro come inciso all’interno di un pezzo (peraltro ben fatto) dove parlava di altri cavalli di ritorno. Poi, in altre occasioni, sono stato io stesso, pur avendo ospitato articoli che non condividevo, a confutarne le tesi.

      Tra l’altro ho trovato anche molto equilibrata la risposta ai suoi rilievi.

      Spero di continuare ad annoverarla tra i nostri lettori e di ricevere altri suoi contributi.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 8 Gennaio 2014 in 21:37
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    Ricordate pero’ che Sandomenico ha ottime doti. A gubbio si e’ infortunato seriamente al ginocchio che l’ha bloccato per tre mesi. Seguitelo e vedrete

    • 8 Gennaio 2014 in 22:04
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      Io l’ho seguito, e a lungo, prima che venisse mandato al Gubbio. Che abbia delle buone doti, è vero. Piuttosto mi preoccupa il fatto che sia ritornato all’ovile perché in Umbria non si è ambientato bene. Non vorrei che il ragazzo avesse difficoltà ad allontanarsi da casa, dall’ambiente in cui è cresciuto. In questo caso ci si ritroverebbe sul groppone un giocatore che non è in grado di accettare trasferimenti ed esperienze altrove. Ormai va per i 24 e dubito che abbia ulteriori margini di miglioramento. Per valorizzarlo, o per sperare che un giorno diventi addirittura un giocatore all’altezza del Parma, dobbiamo augurarci che segua la stessa parabola dei vari Grosso e Liverani, giunti a certi livelli, e cioè in massima serie, proprio intorno ai 24/25 anni.

      Saluti

      Luca Russo

      • 9 Gennaio 2014 in 14:32
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        Piu’ che problemi ambientali direi fisici visto il geave infortunio subito. E si Sto arrivando! Come vanno queste cose; se esci dal giro delle scelte del tecnico meglio cambiar aria. Su di lui un pensiero lo farei

        • 9 Gennaio 2014 in 14:55
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          Ragionando al contrario, Sandomenico poteva essere l’acquisto invernale del Gubbio. Ciò che potrebbe essere Gomez per la Fiorentina o Galloppa, ammesso che rientri in servizio, per il Parma. Insomma, non credo che sia stato l’infortunio occorsogli a spingere la società eugubina a privarsi di un giocatore comunque ben piazzato per una categoria come la Prima Divisione. Durante la breve chiacchierata con l’addetto stampa dell’Arzanese, Vincenzo Piscopo, mi è parso di capire che al giocatore fosse venuta la saudade. Che evidentemente non è una sindrome solamente brasiliana…però, e per restare in tema, siamo nel campo delle sensazioni…

          Saluti

          Luca Russo

          • 9 Gennaio 2014 in 15:11
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            C’è qualcosa, di cui c’è qualcuno che è notoriamente defunto, che tira più di un carro di buoi…

  • 9 Gennaio 2014 in 00:17
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    Egregio signor Russo, grazie per la risposta. Le voglio però ribadire che non mi interessa che l’argomento della discussione sia Antonio Cassano. A me non piace il giornalismo delle sensazioni, chiamiamolo in questo pittoresco modo. Soprattutto non mi piace il giornalismo delle sensazioni basato su presupposti molto molto deboli. L’ammonizione che ha fatto scattare la squalifica proprio contro la Sampdoria non è piaciuto nemmeno a me, però a mio avviso non è più un indizio perché è un episodio passato, figlio di quel periodo di nervosismo e voglia di Nutella ammesso dallo stesso Cassano. Se per lei, Russo, l’assenza al Regio è un altro episodio da tenere in considerazione è evidente che poco conosce del personaggio: anche in passato FantAntonio ha snobbato eventi, ricorrenze e cene pubbliche. La “cassanata” principe, quella con Garrone, nasce proprio dal fatto che Cassano non è voluto andare ad un evento. Sul fatto della scelta tecnica di Donadoni non capisco perché appunto non si possa parlare di scelta tecnica ma si debba rimestare nel torbido. Cassano veniva da un periodo psicologicamente duro e lui stesso ha ammesso di essersi allenato male. Magari includiamo nel filotto di “indizi” anche il fatto che non ha salutato la curva: io non frequento lo stadio da tempo purtroppo ma amici e parenti mi assicurano che capita spesso che qualcuno, per un motivo per l’altro, guadagni subito la doccia al posto di salutare i tifosi. Se poi anche gli ospiti della trasmissione che lei cita dicono che Cassano lascia, ne prendo atto. Ma francamente queste sensazioni, che siano sue o di altre persone, non valgono niente di niente. A meno che qualcuno di quelli che sostengono questo abbiano una fonte o siano “insider” e mastichino pane e Collecchio, parliamo del sesso degli angeli. Poi potete anche avere ragione ma non è chissà quale previsione impossibile dato che le opzioni non sono duecento ma due: resta o non resta. Vuole sapere la mia sensazione qual è? Non lo so, non conosco Cassano e non conosco Leonardi. Ecco, ammettere di non sapere nulla su questa cosa sarebbe meglio. Invece mi pare ci sia un certo gusto a voler a tutti i costi parlare di “matrimonio finito”. Mi capisca, un conto è la sua opinione, la sua sensazione sulla strategia di mercato del Parma. Quella sarebbe legittima, come tutte le opinioni. Se Cassano lascia Parma non lo sa lei e non lo sa nessuno. Anzi, una recente conferenza stampa ha appurato che Cassano resta. Non credo che Leonardi l’abbia convocata se ancora ci fossero state possibilità che Cassano vada.

  • 9 Gennaio 2014 in 00:29
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    Ps. Mi scuso se il termine “povero” è stato ritenuto offensivo. Ormai sono diventato di lingua madre inglese e a volte faccio confusione. Forse potevo usare il termine “debole”, ma ad ogni modo volevo argomentare nel contenuto e non certo affermare che il Signor Luca Russo è un autore povero. Sinceramente, e me ne scuso, leggo quasi esclusivamente i contenuti figli della penna di Majo. Senza nulla togliere agli altri autori di stadiotardini.it ma avendo poco tempo la firma “gmajo” mi è familiare perché essendo un parmigiano strajato (spero di scriverlo bene) sono pur sempre parmigiano e Majo è un nome noto per noi parmigiani. In fondo volevo solo dire che non amo (gusto mio) il giornalismo fatto coi sentito dire, con le dichiarazioni dei procuratori, degli agenti fifa o peggio con gli amici degli amici che hanno sentito dire. Molti siti, che non cito per pudore, scrivono tonnellate di notizie di quella risma.

    • 9 Gennaio 2014 in 00:44
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      La ringrazio nuovamente, Diego, per le parole di stima che mi ha ribadito: pensi che anche a me c’è chi imputa di fare del giornalismo basato sul “sentito dire”. Mi consola il fatto che lei, al contrario, pur non trovandosi sempre d’accordo (ma ci mancherebbe…) con le mie tesi, riconosca che i miei ragionamenti hanno un capo e una coda. E la stessa razionalità, pur nella totale libertà d’espressione, è quella che richiedo ai miei “autori”, Luca Russo compreso. Il giornalismo (che personalmente faccio fatica a definire così) fatto con “le dichiarazioni dei procuratori, degli agenti fifa o peggio con gli amici degli amici che hanno sentito dire” non piace neanche a me, per cui, la materia mercatale non trova molto spazio su stadiotardini.it. Mi rendo conto, in questo modo, di perdere dei clic: ma preferisco avere una nicchia di gente pensante, che si renda conto che il calcio fa parte della vita reale, per cui è inutile sognare la grandeur quando c’è da fare i conti per tirare avanti…

      Grazie ancora per il suo intervento dalla lontana Svezia: spero che senta poca nostalgia di casa nel vedere la mia sigla “gmajo” e che possano presto essere altrettanto famigliari per le lei anche le altre firme che mi aiutano nel tener vivo questo spazio virtuale.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 9 Gennaio 2014 in 07:41
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    Mi creda, la voglia di Nutella – e le parlo per esperienza diretta – non passa mai. Al massimo può essere messa nel freezer. Dubito che Cassano se la sia fatta passare solo perché non è riuscita a trovarla in dispensa.

    Quanto alla sua assenza in occasione della serata di gala per le celebrazioni del Centenario, temo che l’evento sia stato preso un po’ sottogamba, sia dal giocatore che da chi avrebbe dovuto suggerirgli o imporgli di prendervi parte: quella non era uno dei tanti eventi a cui Cassano avrebbe dovuto partecipare; quella serata era L’EVENTO per definizione…una roba che capita una volta ogni cento anni (appunto). E uno come Cassano, scritturato per interpretare il ruolo della ciliegina sulla torta Parma, non doveva e non poteva mancare. E se è mancato è stato sia per volontà sua che per l’incapacità della società di far rigare dritto uno dei propri tesserati. A meno che, col trasferimento in vista, abbia voluto evitare che a parteciparvi fosse un calciatore destinato verso altri lidi.

    Sono in disaccordo con lei anche sulle ragioni che hanno indotto Donadoni a tener fuori il Discolo dalla sfida contro il Torino. Chissà…sarà anche vero – come sostiene lei e come afferma il diretto interessato – che Cassano si sia allenato male nella settimana che ha preceduto l’incontro coi granata. E che proprio per questo il tecnico abbia deciso di escluderlo dai titolari. Ma un ragionamento del genere mi porta a immaginare che il pugliese si sia allenato sempre alla perfezione in vista degli altri 16 match (contro la Sampdoria era squalificato), avendoli sempre affrontati nelle vesti di titolare. Cosa che onestamente considero poco probabile. Manco un professionista esemplare come Javier Zanetti ci sarebbe riuscito. Poi, se vogliamo per forza credere a ciò che vengono a raccontarci in sala stampa, siam liberi di farlo (io stesso in passato talvolta ho dato credito a ciò che i vari Ghirardi, Leonardi e Donadoni han raccontato ai microfoni di qualche giornalista o della struttura comunicazionale del club…per cui, ognuno si sceglie le cose a cui credere, è pacifico). Insomma, a uno come il barese una maglia da prim’attore gliela si dà anche se è al 60/70% della condizione (come lo era ad inizio stagione, del resto). E se lo si esclude, o è perché è infortunato, oppure è perché l’ha combinata grossa. Ma grossa, grossa, grossa…

    Se dovessi scrivere solamente di ciò che so (o che penso di sapere), dovrei annoiarvi con lunghe dissertazioni sul basket (disciplina che a livello agonistico ho smesso di praticare nel 2004) e sui treni (mi piacerebbe parlarvi anche di donne, ma non ci ho mai capito granché 😀 ). E’ chiaro che, non avendo fonti o talpe da cui farmi dettare certe indiscrezioni, sul caso Cassano non posso scrivere che sulla base dell’interpretazione che do a certi episodi. Senza la pretesa di essere infallibile.

    Non vado pazzo per il giornalismo fatto solamente di cronache fredde e crude. Mi piace quello degli editoriali, degli editorialisti, delle prime firme, delle opinioni, dei commenti, delle risposte dei direttori alle missive dei lettori. Insomma, mi piace il giornalismo di chi si espone, anche al rischio di vedersi confutato dai fatti. Lei lo chiama giornalismo delle sensazioni. Io no.

  • 9 Gennaio 2014 in 10:04
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    pochi cavalli molti ronzini

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