giovedì, Giugno 13, 2024
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EXTRA MOENIA / CRISTIANO RONALD’ORO: IL PALLONE D’ORO AL PORTOGHESE NEL SEGNO DI EUSEBIO

image(Luca Savarese) – Il Pallone d’oro dunque dopo la quaterna delle mani argentine di Leo Messi, ha altre mani, quelle portoghesi di Cristiano Ronaldo, ma dal tardo pomeriggio di ieri, Cristiano Ronald’oro. Il numero 7 se lo è guadagnato a suon di golazi preziosi come l’oro, l’ambito riconoscimento internazionale consegnato a Zurigo. Pallone d’onore d’oro anche a Pelè, per la sua carriera (che in carriera non lo ebbe mai perché quando giocava lui, potevano vincerlo solo i giocatori europei), a Jupp Heynckes, allenatore del Bayern del triplete e alla giocatrice tedesca, il portiere Nadine Angerer. Ha fatto uno strano effetto vedere Cristiano Ronaldo, lui al solito così algido in campo, così scultoreo nella sua statuaria quasi fosse uscito dalle mani e dallo scalpello dello scultore greco Fidia, e scoprirlo emozionarsi al momento della proclamazione della sua nomination, seduto nel parterre e più teso che dagli undici metri. Cr7, un marchio mondiale, non un semplice giocatore, ha versato piccole e sentite lacrime. Forse il gol che non gli avevamo ancora visto, la serpentina più dolce, quelle lacrimucce. Il satanasso lusitano si è aggiudicato il Pallone d’oro, a suon di palloni resi d’oro dai suoi piedi e dai suoi colpi di testa, totalizzanti, devastanti. Zero tituli, per dirla con il suo connazionale Mourinho, ottenuti quest’anno con la sua squadra di club e con la sua nazionale, ma infiniti gol, numerosi messaggi di aurea padronanza calcistica. Ha portato da solo la sua nazionale al mondiale, che si disputerà in Brasile, prendendola sulle spalle, segnando 4 gol nelle due gare-verità dello spareggio contro gli svedesi, mettendo, nella sua prestazione, tutto l’orgoglio dei suoi di esserci in Brasile, non solo perché parlano la stessa lingua, ma anche per parlare il gergo del pallone di un certo livello. Cristiano Ronaldo Pallone d’oro, certo votazioni già decise, ma l’ultimo voto, quello che vale doppio perché viene dall’alto, immaginiamo lo ha abbia emesso proprio lui, quell’ Eusebio, pallone d’oro nel 1965 morto il 5 gennaio e di nuovo vivo, in questo passaggio di testimoni. Ronaldo era forte anche quando Eusebio era in vita intendiamoci, ma ora lo sarà un pelino di più con lo spirito della Perla nera, della pantera del Mozambico che gli suggerirà altri dribbling, altri numeri. Cristiano Ronaldo è la gloria presente del Portogallo, la potenza di un atleta muscoloso prima di tutto nel carattere, che non ne poteva più della vendemmia di Palloni d’oro del suo rivale Messi (che signorilmente ha accettato la sconfitta: “Non ho niente da dire, è stato un anno buono per tutti e tre ma non ho nulla da reclamare né scuse da cercare”), ed è andato a prenderselo lui. Mettendo firma e faccia in varie situazioni, battendo il colosso Ibra e la sua Svezia, vincendo in volata, da velocista nato, l’ultimo tratto, passando Ribery (che pure ha vinto tutto col Bayern) e superando Messi, nel 2013, sempre forte ma ogni tanto sotto tono e pure infortunato. Stupisce, oltre alla tecnica del portoghese, come sia bravo a restare sul pezzo nelle squadre in cui gioca, non legandosi poi più di tanto all’esito delle partite, piuttosto interessato, a rimanere concentrato e a migliorarsi di volta in volta. Vinse il Pallone d’oro a Manchester nel 2008, poi per un periodo era diventato più etichetta che tacchetti. La sua forza è sprigionata di nuovo, e con maggior qualità e meno liaison mediatiche dall’Euro 2012, quando solo i rigori, persi contro i cugini spagnoli, gli hanno tolto la possibilità di andare in finale. Da lì in lui è cambiato qualcosa dentro, fuori era già un omino da videogioco, dentro è maturata una nuova convinzione. Non è forte perché stacca da terra che nemmeno Carl Lewis (come mostra un’immagine che sta andando per la maggiore in questi giorni), è forte perché fa staccare da terra chi ama il pallone. Ora tienilo stretto Cr7, non fermarti, perché Leo non è mica finito. Ora siete 4 a 2. E le rimonte, sappiamo, ti piacciono tantissimo… Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “EXTRA MOENIA / CRISTIANO RONALD’ORO: IL PALLONE D’ORO AL PORTOGHESE NEL SEGNO DI EUSEBIO

  • Meritatissimo, ammesso che la meritocrazia abbia qualcosa a che fare con il premio in questione (ne dubito sin dai tempi di Sammer), temevo prevalessero le spinte a Ribery

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