IL COLUMNIST / CARO VENTURA, NON SEI BABBO NATALE. I NUMERI DICONO CHE IL PARMA HA VINTO PIU’ PER MERITI PROPRI CHE PER DEMERITI DEL TORINO

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Non me l’aspettavo. E mi è piaciuta poco. Molto poco. Di cosa sto parlando? Di una delle tante dichiarazioni rilasciate da Giampiero Ventura al termine della sfida tra Parma e Torino. Eccola: “Comunque, il Parma dovrebbe farci un monumento: arriviamo noi e regaliamo sempre punti pesanti”. Un’uscita piuttosto infelice, davvero poco elegante e che io considero non in linea con lo stile del tecnico granata. Il quale, contrariato dal comportamento del suo Toro, incapace di infilare il settimo risultato utile consecutivo (impresa invece riuscita ad Amauri e soci), a fine partita si è lasciato soggiogare dalla delusione, finendo per analizzarla con poca lucidità e altrettanto distacco. Sostenendo di aver regalato punti alla formazione Crociata, Ventura di fatto si è rifiutato di riconoscerne i meriti e, a mio modo di vedere, ha perfino mancato di rispetto al lavoro (stavolta eccellente) del suo collega Donadoni. Come ho già scritto lunedì a margine del 3-1 che ci ha riaperto le frontiere dell’Eurozona, a me è parso che i gialloblù abbiano vinto più per meriti propri che per demeriti degli ospiti. Sensazione, questa, che ho ricavato non solo durante la diretta dell’incontro, ma anche a bocce ferme, e cioè quando ne ho analizzato i riflessi statistici. E son proprio i numeri della gara a raccontarci che il Parma ha vinto con pieno merito e senza ricevere alcun regalo o aiutino da parte di Cerci e soci. I ragazzi di Donadoni hanno fatto un gran possesso palla (54% contro 46%), sfornato moltissimi cross (28-15) e indovinato più dribbling (28-23) e passaggi (90%-87%). Inoltre hanno centrato un palo, conquistato diversi calci d’angolo (9-4), cercato la porta con una certa insistenza (17 tiri totali contro gli appena 13 collezionati dagli ospiti) e avuto un maggiore vantaggio territoriale (61%-33%). L’unico dato che li ha visti soccombere, è quello dei contrasti vinti (52-58). E il perché lo si può intuire facilmente: chi ha la palla – e il Parma, lo abbiamo appena detto, l’ha tenuta per molto più tempo – cerca di non farsela soffiare; al contrario, chi non ce l’ha, come nel caso del Torino, che di possesso non è che ne abbia prodotto tantissimo, fa di tutto per rubarla. Normale, dunque, che i granata abbiano primeggiato almeno in materia di contrasti vinti. Nelle altre, però, sono stati i Crociati a guadagnarsi un bel 30 con tanto di lode. Ventura se ne faccia una ragione. E restituisca quel vestito rosso al suo legittimo proprietario. Ché il Natale, capiamoci: quello vero, è ormai passato… Luca Russo (www.ilcolumnist.net)