IL COLUMNIST / IL MATRIMONIO TRA CASSANO E IL PARMA STA VIVENDO LA CRISI DEL SETTIMO MESE. I CROCIATI POSSONO FARE A MENO DI FANTANTONIO SE GIOCANO COL GIUSTO ATTEGGIAMENTO

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Una rete alla Ryan Giggs di Marchionni; uno squisito colpo di tacco di Alessandro Lucarelli (simile a quello che Roberto Mancini siglò proprio contro il Parma in una gara in notturna di diverse stagioni fa), ormai a suo agio nelle vesti di cecchino; e la caparbia giocata di un ritrovato e rigenerato Amauri (che gli abbia fatto bene divorziare, almeno per oggi, da Cassano?): così il Parma ha piegato il Torino di Ventura, vale a dire una delle squadre più in forma del momento. Chiariamo subito un concetto: se i granata han perso, è più per merito dei Crociati – bravi a ridimensionarne la tenuta difensiva e il peso offensivo con una prestazione superlativa – che per demeriti propri. Grossomodo era questa la squadra che avrei voluto vedere nel 2013. Non ci voleva poi tanto. E non ne faccio una questione di schemi o di uomini. Perché i primi incidono, negativamente, nella misura in cui se ne sceglie uno poco adatto ai giocatori di cui si dispone (e Donadoni, pur non ricorrendo al 4-2-3-1 a lungo sponsorizzato dal direttore di www.stadiotardini.it Gabriele Majo, non si è mai affidato ad improponibili, improbabili e improvvisate alchimie tattiche); i secondi, invece, possono far danni nel minuto in cui l’allenatore punta su cavalli poco competitivi. Ciò di cui parlo è l’atteggiamento col quale la imagesquadra è scesa in campo. Nel 2013 raramente ho visto un Parma somigliante a quello che si è preso gioco di Cerci e soci: e cioè, disposto alla lotta, al governo e allo spettacolo. Segno che, se motivati a dovere dal tecnico (cosa che in passato non sempre è accaduta), anche i Crociati sanno mostrare i denti e togliersi e regalarci numerose soddisfazioni. Facendoci divertire anche al cospetto di quegli avversari che proprio del bel gioco e del divertimento fanno i loro cavalli di battaglia. Ed è questa, a ben imagevedere, la prima verità che abbiamo pescato dalla nostra calza. L’altra riguarda Antonio Cassano, uno dei grandi esclusi di giornata (insieme a Balotelli, che contro l’Atalanta è partito dalla panchina, salvo poi entrare a gara in corso). Sarò franco: il Parma può fare a meno del talento di Bari vecchia. Il perché è presto detto: è vero che dalle invenzioni di FantAntonio son sgorgati almeno 13 dei punti che fin qui i gialloblù si sono messi in tasca (i conti li ho fatti la settimana scorsa); ma è altrettanto vero che hanno giocato bene (Sampdoria) e vinto (oggi col Torino) anche in sua assenza. Dunque, dipendesse solo da me, e al lume del suo debole per la sponda blucerchiata di Genova, gli comunicherei di ritenersi libero di ritornare nella capitale ligure. Detto questo, non capisco le ragioni che hanno indotto l’aziendalista Donadoni a non assegnargli una maglia da titolare. L’unica spiegazione che son riuscito a darmi, è la seguente: visto che i Crociati, classifica alla mano, possono permettersi ancora qualche mezzo passo falso, l’allenatore tiene Cassano in panca; il Parma, senza la sua ciliegina, fatica a sbloccare l’incontro; poi entra, risolve la partita, il Tardini riabbraccia il suo eroe e la dirigenza prende a bacchettare i giornalisti mena rudo. Un’ipotesi suggestiva, lo riconosco. Cui, però, io stesso non ho concesso troppo credito: una manovra del genere non è nelle corde e nello stile di Ghirardi e Leonardi. Figurarsi di Donadoni. Intanto, una certezza ce l’abbiamo: il matrimonio tra Cassano e il Parma sta soffrendo della crisi del settimo…mese. Il divorzio è nell’aria. E il Discolo, peraltro, pare che non abbia apprezzato i fischi che oggi ha ricevuto dal Tardini (ma invece di lamentarsene, farebbe bene a porsi qualche domanda in proposito). Insomma, l’effetto (placebo) della conferenza teatrino di qualche giorno fa, sembra essere già svanito. Con buona pace di chi ancora crede alle favole. Compresa quella del Mulino Bianco. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

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2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IL MATRIMONIO TRA CASSANO E IL PARMA STA VIVENDO LA CRISI DEL SETTIMO MESE. I CROCIATI POSSONO FARE A MENO DI FANTANTONIO SE GIOCANO COL GIUSTO ATTEGGIAMENTO

  • 7 Gennaio 2014 in 11:57
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    ieri è andata bene,và riconosciuto che si è visto giocare benino e con il piglio giusto credo anch io che amauri giochi meglio senza cassano…..pur non segnando a genova ha disputato una buona prova e ieri …chapeaux !!!..ma ….ma ripeto ieri è andato tutto bene il campionato è lungo e il parma avrà ancora bisogno di cassano …non facciamo i permalosi e ragioniamo in funzione della squadra …poi la situazione è chiara a tutti cassano è un ingrato…la società ha sbagliato a prendere un giocatore( strapagandolo) promettendo che se lo avesse cercato la samp poteva andare…. e adesso??? vogliamo privarci del suo talento??io non ne sarei disposto portano più punti le giocate e gli assist di cassano dell intera verve di una squadra….io punterei ad unire le due cose piuttosto che sciegliere…..,ripeto poi cassano lo “processiamo” e lo “mettiamo in creoce” a fine stagione….la figura dei fessi ..non la faremo per ora sopportiamo ..in tiute le famiglie in crisi si fà sempre un tentativo di recuperare prima di lasciarsi

    • 7 Gennaio 2014 in 15:41
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      Io resto della mia idea. E non per farle un dispetto, sia chiaro. Ma perché a portata di mano ho dei numeri che mi fanno credere che il Parma può sopravvivere, e tranquillamente, anche all’eventuale partenza di Cassano. L’anno scorso, dopo 18 giornate (le stesse che son state disputate finora) e senza avere in rosa il talento di Bari vecchia, i Crociati avevano messo insieme 26 punti. Ossia, 3 punti in più rispetto a quelli inanellati quest’anno col Discolo al nostro servizio.

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