IL COLUMNIST / IO PREFERIREI CHE SI FACESSE IL TURN OVER OGGI A LIVORNO E CHE CI SI PRESENTASSE IN FORMAZIONE TIPO MARTEDI’ IN COPPA ITALIA

Luca Russo (www.ilcolumnist.net)  – Con l’Europa League e la zona retrocessione lontane 9 punti, il Parma sembra destinato ad un campionato di assoluto relax. La massima serie deve ancora mostrarci il suo lato B, certo. Nessun verdetto può essere scritto o solamente immaginato già a gennaio e con un intero girone di ritorno da srotolare. Ma la sensazione è che i 3 punti conquistati (con pienissimo merito, checché ne dica Giampiero Ventura) contro il Torino, sommati ai 20 racimolati nelle uscite precedenti, ci abbiano regalato un pass per la cosiddetta stagione tranquilla. E allora se ne faccia un buon uso e lo si sfrutti per cercare di rientrare in Europa dalla porta sul retro (visto che quella principale ho l’impressione che sia stata chiusa a doppia mandata da Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina, Verona e Inter), ossia facendo il possibile per arrivare all’atto conclusivo della Coppa Italia (che qualifica all’Europa League la squadra vincitrice o la finalista perdente nel caso in cui chi trionfa si sia già assicurato un posticino in Champions). Cerco di spiegarmi meglio. Avendo un vantaggio di ben 9 punti sulle pericolanti, i Crociati (ammesso che dal tecnico e/o dalla società arrivino indicazioni di questo tipo) possono concedersi il lusso di amministrarlo (almeno per una giornata) e di risparmiare un paio di fiche in vista della non temibilissima trasferta di Livorno, puntandone qualcuna in più sul prossimo e decisivo impegno di Coppa Italia. In che modo? Facendo un bel po’ di turnover in Toscana – il che, molto banalmente, ci permetterebbe di testare l’affidabilità di quei giocatori che fin qui sono stati utilizzati poco o niente e, dunque, di capire chi di loro merita di restare in organico e chi, al contrario, può andare a svernare altrove – e presentandosi in formazione tipo all’Olimpico di Roma nell’ottavo di finale contro la Lazio. A giudicare dal calendario, nulla ci vieta di pensare che una sconfitta al Picchi non determini effetti deleteri sulla classifica: il Verona è impegnato in casa contro il Napoli e dubito che riesca a fare il colpaccio o a strappargli almeno un punto; l’Inter ospita il Chievo di Corini che potrebbe rendergli la vita non facile; in basso, il Catania è di scena sul difficile terreno di Bergamo, il Sassuolo attende il quasi risorto Milan e il Bologna affronta, al Dall’Ara, la Lazio rigenerata dalla cura Reja. Insomma, non è detto che aumenti la distanza che ci separa dal quinto/sesto posto o che diminuisca quella che ci tiene al riparo dalle sabbie mobili. I 23 punti messi insieme nelle prime diciotto apparizioni del torneo, ci hanno regalato un paio di vite supplementari. Bruciamone qualcuna nel tentativo di ritornare a sollevare al cielo quella Coppa che dalla nostra bacheca manca da ormai 12 anni. E che importa se quest’anno, per effetto delle retrocessioni in Europa League di Juventus e Napoli, il trofeo stuzzica anche gli appetiti di chi in passato l’ha quasi sempre snobbato. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)